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Nonostante insediamenti neolitici risalenti a circa 7.000, le prime notizie storiche di Spalato arrivano dagli stanziamenti Greci del III e IV secolo a.c., tuttavia i libri di storia pare inizino il loro percorso dal periodo in cui le popolazioni illiriche native della Croazia dovettero cedere i propri territori all'impero romano e in particolare dal periodo in cui l’imperatore romano Diocleziano fece costruire nell’allora originario stanziamento provinciale della Dalmazia, sotto il monte Mosor nella baia esterna della penisola di Spalato che si espande nell’Adriatico, la sua imponente e splendida residenza nel 295 d.c. da lui usata sino alla sua morte avvenuta nel 313 d.c.

Ancora oggi il Palazzo di Diocleziano rappresenta  una delle rovine romane più imponenti del mondo. Simile a una vera e propria fortezza circondato da imponenti mura, misurava 215 m per 180 m e conteneva all'interno la residenza imperiale, vari templi e un mausoleo.

Il periodo di Diocleziano non fu uno dei più felici per Spalato per via della lotta contro il cristianesimo.

Alla morte di Diocleziano, altre figure eccellenti del governo romano usarono il palazzo in occasioni di soggiorno.

Nel VII secolo, la vicina colonia di Salona venne abbandonata a seguito delle invasioni degli Avari e degli Slavi e molti dei suoi abitanti cercarono rifuggio dentro le mura del palazzo di Diocleziano, iniziandone così lo sviluppo democrafico anche al di fuori delle mura e fondando la città di Spalatum.

Successivamente si susseguirono vari domini: l'Impero Bizantino, nel quale la città riuscì a raggiungere una certa autonomia, quindi il Regno Croato nel X secolo, dove Spalatum divenne la capitale della Croazia.

Con il Regno Magiaro-Croato, la città mantenne la sua autonomia comunale sino al periodo della Repubblica di Venezia nel 1420 la cui influenza durò per quattro secoli sino il 1797.

Fu quindi la volta del breve governo sotto l'Impero Francese a seguire poi l'Impero Asburgico.

È da notare che l'Impero Ottomano non riuscì mai a conquistare Spalato.

La città divenne quindi parte della Yugoslavia ne 1918 quando con la dissoluzione dell'Impero asburgico in seguito alla Prima Guerra Mondiale, Spalato entrò a far parte del Regno di Jugoslavia, denominato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, sino il 1929.

La concentrazione italiana, notevole per ragioni storiche e geografiche, inizia un forte esodo verso l’Italia con conseguente riduzione delle istituzioni scolastiche italiane e l’eliminazione del residuo bilinguismo della città, tuttavia parte della comunità italiana sopravvisse fino alla seconda guerra mondiale.

Intanto la Croazia subisce il colpo di stato tramite il Re Alessandro con nel 1931 la proclamazione ufficiale del "Regno di Jugoslavia", che durò solo pochi anni quando nel 1934 ci fu l’assassinio di re Alessandro a Marsiglia anche se il reggente principe Paolo garantisce la continuità della dinastia con la nomina del governo autoritario Stojadinović.

Nel periodo 1941-1943 Spalato testimonia la bruttalita dell’occupazione da parte dell'Italia fascista, fatto che spinse molti abitanti ad abbraciare il movimento partigiano.

Alla caduta del Fascismo in Italia e sino la fine della guerra, Spalato passa sotto il controllo degli Ustascia (appartenenti al movimento nazionalista croato di estrema destra che si opponeva ad un regno di Jugoslavia federativo soprattutto dominato da elementi serbi), della Germania nazista e infine dei partigiani comandati dal comunista maresciallo Josip Broz Tito.

Al termine della guerra la comunità italiana si dissolse completamente.

Spalato con il maresciallo Tito diventa così parte della repubblica federale di Yugoslavia, retta da un regime comunista e formata da sei repubbliche: Slovenia, Croazia (con capitale Zagabria), Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro e Macedonia con due regioni a statuto speciale: la Vojvodina (Serbia settentrionale al confine con la Croazia e l'Ungheria) e il Kosovo (Serbia meridionale al confine con l'Albania), sino al suo dissolvimento nel 1991.

Dopo le infelici guerre civili della ex-Jugoslavia degli anni ’90, la Croazia ha chiesto l'ingresso nell'Unione Europea nel 2003 diventando stato candidato nel 2004.

Tuttavia nel 2005 la candidatura della Croazia è stata sospesa a tempo indeterminato in quanto il governo di Zagabria non avrebbe completamente collaborato con il Tribunale Penale Internazionale per l'ex-Jugoslavia nella cattura di alcuni presunti criminali di guerra degli anni ’90.



 

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