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Storia di Urbino

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Storia di
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Come
arrivare a Urbino
Non si conoscono le origini più antiche della città prima delle invasioni
celtiche e all'insediamento dei Galli.
Recenti ritrovamenti di materiale archeologico, come frammenti di ceramica
dell'età del ferro,confermano tuttavia la presenza di un
di insediamenti urbani nel
IV sec. a.c.
Testimonianze storiche confermano comunque che la città fu fondata nel 41
a.c. dai Romani, attratti dal clima ideale.
I
Romani sottomisero i Galli Senoni e rapidamente conquistarono tutto il
territorio marchigiano da allora inizio alla storia di Urbino romana, la
Urbinum Mataurense, il cui nome sembra derivare dal latino ‘Urvo’ (da
urvum,
il manico ricurvo dell’aratro) per indicare la conformazione naturale del
terreno, mentre Mataurense pare derivasse dal fiume Mataurus ( Metauro )
verso cui l’antico insediamento gravitava, per distinguerlo da una città
dell’Umbria (Urvinum Hortense ).
Urbino divenne un centro di notevole importanza commerciale in quanto
situata lungo un importante percorso di collegamento alternative alla Via
Flaminia, chiamata la Via Consolare che collegava Roma con Rimini attraverso
Fano.
Durante alcuni lavori di scavo
sono stati riportati alla luce resti di una necropoli romana risalente al I
secolo a.c., 92 tombe, ampolle di vetro di una certa qualità, reliquari e
cocci.
I resti sono attualmente nel museo nazionale
archeologico di Ancona per essere catalogati, in attesa di essere sistemati
ad Urbino.
L'area crebbe di importanza strategica durante le guerre del VI secolo dopo
le invasioni barbariche dei Goti, Bizantini e Longobardi.
Con Carlo Magno e I Franchi Urbino fu donata
al Papato che ne esercitò il potere.
Successivamente diventa oggetto delle
lotte feudali e la città subisce un lento declino. La città divenne più
tardi libero comune con a capo i rappresentanti delle più potenti famiglia
dell'epoche vicine al Vescovato Papale.
Ben presto con il declino dell'autorità ecclesiastica gli imperatori
tedeschi di casata Sveva concessero la città in feudo ai Montefeltro nel
1155, nobili di origine lombarda, conti di Carpegna, il cui predecessore fu
Antonio di Montefeltro, uomo di notevole potere politico e militare, alleato
con Firenze e la Milano di Gian Galeazzo Visconti. Si narra infatti che
quando Antonio di Montefeltro appiano’ una rivolta a Roma contro Federico
Barbarossa fu insignito del titolo di conte e legato imperiale della citta’
di Urbino.
La dinastia
prosegui sino a quando
apparve
all'orizzonte di Urbino il personaggio più famoso della storia della città,
Federico, con il quale si raggiunse l'apice in grandezza e splendore e
Urbino divenne una delle corti più importanti del Rinascimento.
Lo Stato di Urbino comprendeva oltre a Gubbio, Cagli e il Montefeltro
producendo un forte equilibrio al confine tra le Marche e la Romagna
estendosi per 2000 Kmq fino a raggiungere il territorio Umbro attraverso la
catena degli Appennini.
Durante il regno di Federico (1444-1482) il Ducato di Urbino assunse una
funzione significativa non solo all'interno del Montefeltro, ma andò ad
occupare una posizione centrale nell'assetto politico degli Stati Italiani
contribuendo a preservare la pace stabilita a Lodi nel 1454.
In
pochi anni il livello economico dello Stato crebbe a tal punto che il Duca
poté permettersi l'edificazione di un'opera grandiosa che costò 200.000
scudi, era il famoso Palazzo Ducale. Inoltre i suoi immensi guadagni gli
permisero di far pagare ai suoi sudditi tributi piuttosto bassi.
Alla morte
di Federico nel 1482, il potere passò a Guidubaldo che insieme alla moglie
Elisabetta Gonzaga portarono nuovi anni di splendore alla corte.
Alla sua corte si radunavano i famosi cenacoli che il Baldassare Castiglione
ha rievocato nel suo libro "Il Cortegiano".
Tanti sono i personaggi famosi che soggiornarono in Urbino alla corte di
Guidubaldo, fra i quali i Medici esuli da Firenze e Il Cardinal Dovizi di
Bibbiena, autore della "Calandia".
In quel periodo (1502) venne istituito quel Collegio dei Dottori
riconosciuto dal Papa Giulio II nel 1507 da cui avrà origine la Libera
Università degli Studi. Un altro istituto creato dal Duca è la Cappella
Musicale.
Inoltre in quel periodo andò rilevandosi il genio Raffaello, che nel 1504 da
Urbino muoveva verso i traguardi maggiori di Firenze e Roma.
Non avendo eredi diretti ,1508, il Ducato passò ai Della Rovere.
Duranti il turbolento
governo dei Della Rovere in occasione del Carnevale si diede la prima
rappresentazione di una commedia in prosa e in lingua volgare " La Calandia
del Bibbiena" allestita nella Sala del Trono. Oltre all'attività teatrale,
anche la musica mantenne il suo ruolo importante.
Un fatto negativo per
l'avvenire della città, si registrò nel 1525 quando, la sede della corte fu
trasferita a Pesaro. Dopo il 1530 i Della Rovere iniziarono i rapporti con
il pittore Tiziano e diventarono i suoi principali committenti.
L'ultimo Duca di Urbino fu Francesco Maria II Della Rovere cresciuto e
formatosi nella corte spagnola.
A quei tempi Urbino era diventato un piccolo stato "satellite" sotto
l'influenza spagnola da una parte e dal pontefice dall'altra. Alla morte
del Duca, avvenuta nel 1631, Urbino passò sotto lo Stato Pontificio, guidato
dal Cardinale Antonio Banberini, fratello del Papa.
Uno dei momenti storici
più decadenti per la città di Urbino avenne nel periodo Napoleonico con la
soppressione di chiese, Istituti religiosi, e il depauperamento del
patrimonio artistico e la deportazione verso Milano della Madonna con
Bambino di Piero della Francesca.
Successivamente le
sorti della città di Urbino vennero inglobate nella storia dell’Italia
intera.
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