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La zona dove sorse Salisburgo fu abitata sin dal  Neolitico, con piccoli insediamenti uman. Le origini della città attuale sono si ebbe grazie a comunità celtiche che intorno al 15 a.C. vennero riunite dai romani in un unico insediamento sotto il nome di Iuvavum.

Vista l’importanza svolta nella provincia romana di Norico, il piccolo insediamento venne dichiarato municipio nel 45 d.C., ma alla fine dell’Impero esso venne abbandonato e lasciato in rovina.

Nulla si seppe delle sorti di Iuvavum fino al V secolo d.C. , periodo nel quale diverse testimonianze storiche documentano dell’esistenza di un Monastero entro i confini della sua area.

Fu solo dal termine del IX secolo che troviamo le origini certe dell’attuale Salisburgo: è infatti grazie alle opere di urbanizzazione da parte di San Ruperto, il quale ricevete l’area in donazione dal Duca di Bavaria, che si diede inizio allo sviluppo demografico e sociale dell'antica Iuvavum.

Ruperto divenne ben presto il vescovo del nuovo insediamento, divenendo successivamente il santo patrono della città. I secoli successivi furono segnati da grandi fermenti, soprattutto militari; nel 1077 venne infatti iniziata la costruzione della fortezza Festung Hohensalzburg, il bianco castello che oggi erge nella cima della collina di Salisburgo e che un tempo segnava il confine dell’antico insediamento urbano.

Dopo circa un secolo, l’avviata Salisburgo fu soggetta a diverse dispute amministrative e di potere, le quali videro in conflitto la sede vescovile e il potente imperatore Barbarossa e che, successivamente, portarono alla distruzione di parte della città.

Oltre a questi funesti eventi, nel XIV secolo la peste portò nuovo sconforto, uccidendo circa 1/3 della popolazione di Salisburgo. Nello stesso secolo, la città si rese indipendente dalla Bavaria divenendo parte  del Sacro Romano Impero Tedesco.

A parte alcune sommosse di carattere sociale scatenatesi al termine del XV secolo e l’espulsione della comunità ebraiche oltre i confini della città, l’evento di maggiore rilievo la cosiddetta ‘Bauernkriege’ la Guerra dei Contadini; in questo periodo la fortezza fu presa d’assalto per ben 3 mesi (1525) prima che la rivolta terminasse.

I secoli XVII e XVIII segnarono l’inizio dell’Età dell’Oro per la piccola Salisburgo: il principe Vescovo Wolf Dietrich von Raitenau, Markus Sittikus e Paris Lodron, usarono le loro ricchezze (ricavate dallo sviluppo commerciale dei giacimenti di sale) per trasformare Salisburgo in una delle città più importanti d'Europa. Vennero costruiti splendidi palazzi, imponenti chiese e giardini decorati secondo i canoni più eleganti del secolo.

Nel 1731 è importante citare l’attuazione della ‘Emigrationspatent’ attraverso la quale si obbligavano coloro che erano di fede protestante al ritorno alla fede cattolica pena la loro espulsione; fu così che i protestanti di Salisburgo (residenti legittimi costretti all’esilio) furono oltre  21.000.

Nel 1756 nacque Wolfgang Amadeus Mozart, il cittadino più illustre nella storia della città.

Agli inizi del XIX secolo, nel corso delle guerre napoleoniche, la diocesi vescovile perse i propri poteri secolari, così che Salisburgo divenne parte di diverse province per poi ritrovarsi infine sotto l’Impero Austriaco.

Alla fine dello stesso secolo vennero abbattute le vecchie fortificazione, venne costruita la linea ferroviaria e relativa stazione e, conseguentemente, edificati nuovi quartieri urbani. Questo fu un periodo nel quale la città sviluppò quella caratteristica architettura neoclassica tipica dell’Impero Austro-Ungarico.

Gli inizi del XX secolo, al termine della I Guerra Mondiale, videro la città diventare di grande voga e fascino presso la nobiltà e gli intellettuali viennesi e tedeschi; a tale nuova moda, ricordiamolo, contribuì il Festival di Salisburgo, fondato nel 1920.

Durante la II Guerra Mondiale, mentre tutta l’Austria veniva conquistata e governata dalla Germania Nazista, Salisburgo diventava testimone di atrocità contro gli ebrei e altre diverse minorità etniche, mentre il 46% della città venne distrutta dai bombardamenti prima di essere occupata dalle truppe alleate. Attraverso gli aiuti economici del  Piano Marshall, la città rinacque sia economicamente che culturalmente.

Oggi è uno dei luoghi, con merito,  più visitati d'Europa.

 

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