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STORIA DI REGGIO CALABRIA

Reggio Calabria

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Storicamente l'antica Reggio (Reghion, dal greco regione, adattamento di un toponimo probabilmente autoctono), dopo Cuma la più antica colonia greca in Italia meridionale, fu fondata da coloni provenienti da Calcide di Eubea e da calcidesi di Zancle (730-720 a.C. ca.). Anassila, un tiranno di origine messenica (dalla cui radice ha origine il toponimo dell’antistante Messina), mise in scacco la città retta oligarchicamente dai Mille, rendendosi disponibile all’alleanza con Cartagine in una guerra vinta dai greci nel 480 a.C. ad Imera. La sconfitta subita costrinse Anassila a sottomettersi a Siracusa, retta da Gerone, alla cui morte il potere cittadino passò ai figli che, alleati con Taranto, impostarono una politica di espansione territoriale verso nord, ma furono annientati dagli Iapigi. Nel 461 a.C. la città passò a un regime democratico e, nel 433, mise a disposizione degli ateniesi i propri scali marittimi nella guerra archidamica. Nel 387 venne distrutta dai siracusani, capeggiati da Dionigi I, e immediatamente ricostruita da Dionigi II col nome di Febea, autonoma nelle istituzioni governative ma costretta a difendersi strenuamente dalle popolazioni brutie, autoctone, contro le quali chiese l’intervento di Roma (282 a.C.). Quest’ultima inviò un presidio di mercenari campani i quali però, con l’attacco alla città a opera di Pirro (280 a.C.), se ne impadronirono. Nel 270 a.C. Reggio venne liberata da Roma e nell’89 a.C. eretta a Municipio. In età imperiale divenne uno dei più importanti e floridi centri dell’Italia meridionale. Dal V secolo d.C. Reggio bizantina, conquistata da Totila nel 549, divenne sede del Duca di Calabria e perno del rito greco in Italia; conobbe, dunque, una notevole prosperità fino all’VIII secolo, quando assurse a sede episcopale. Per cento anni fu materia del contendere tra arabi, normanni, saraceni e bizantini. Cadde nel 1060 ad opera di Roberto il Guiscardo e Ruggero d’Altavilla, che la sottrassero per sempre ai bizantini. Gli elementi della cultura e della religiosità greca sopravvissero fino al XVII secolo, anche se nel 1081 papa Gregorio VII aveva restituito il rito latino.

Durante i Vespri Siciliani (1282) Reggio si schierò al fianco di Messina, con la quale condivideva interessi commerciali e culturali; nella rivolta antiangioina appoggiò le forze aragonesi. Ad ogni modo la città venne assegnata al Regno di Napoli nel XIV secolo ed ottenne nuovi poteri amministrativi di larga base comunale. Nel 1404 fu assediata ed espugnata da Nicola Ruffo, che si inserì nelle lotte per la successione al comune tra Angioini e Durazzeschi i quali, però, la riconquistarono per mano di Ladislao il Magnanimo. Alfonso V il Magnanimo, re di Sicilia, tolse a Reggio (1443) le prerogative di capoluogo, trasferendole a Catanzaro. Durante il XVI secolo venne ripetutamente investita dalle orde barbaresche e turche, che la devastarono continuativamente, fino all’evento catastrofico del sisma del 1783. Napoleone la occupò nel 1806, destinandola a ducato e a quartier generale. Reggio liberale ebbe quindi un notevolissimo ruolo nei moti risorgimentali ed entrò a far parte del Regno d’Italia, dopo la conquista dei Mille (1860). A causa della sua dislocazione geografica, costretta ad Est dallo Stretto di Messina e coronata alle spalle dalle ultime propaggini dell'Appennino, subì un nuovo terribile terremoto nel 1908, con oltre 40.000 vittime. Appena ultimata l’ennesima ricostruzione giunse la beffa della sua straordinaria posizione nel Mediterraneo, anche di interesse militare, che ne fece l’obiettivo di bombardamenti da parte delle truppe dell’8° armata britannica, nel 1943. Reggio Calabria si meritò infine gli onori della cronaca negli anni Settanta dello scorso secolo, a causa dei violenti disordini di piazza tesi alla rivendicazione del capoluogo regionale, delegato verso Catanzaro per effetto del nuovo statuto ordinario regionale. Una soluzione, almeno momentanea, fu la dicotomia tra livello amministrativo, affidato a Catanzaro (con la sede della Giunta e della Presidenza), e quello economico politico (Assemblea regionale), posto a Reggio. A tutt’oggi Reggio è la più popolosa città della Calabria ed è attraversata da uno spirito di riconquista dell’appetibilità economica, culturale e turistica mediante un programma teso alla valorizzazione dei suoi innumerevoli tesori artistici e naturalistici.

 

 

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