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La Tate Gallery è un posto unico. Camminare lungo la sponda meridionale del fiume Tamigi, in una domenica primaverile illuminata dal pallido sole britannico, è uno dei piaceri più in voga e di più lontane radici fra la popolazione londinese. La Queen’s River Walk, che dal London Bridge costeggia la riva del fiume fino al celeberrimo ponte di Westminster, offre incantevoli scorci della sponda opposta, la modernissima “city”, sottolineati dallo scorrere del River Thames; vi si alternano costosi e pittoreschi pub in cui consumare il tradizionalissimo brunch domenicale, allietati dalle musiche degli artisti di strada e dalle immancabili iniziative del fine settimana.

Partendo dalla stazione di London Bridge si incontrano nell’ordine: la neogotica cattedrale di Southwark, le storiche prigioni del “Clink” (con annesso museo), la ricostruzione fedele del Golden Hinde (la nave di Sir Francis Drake), Vinopolis (un po’ museo interattivo, un po’ negozio di vini e liquori), l’antico pub The Ancor (ottimo il Sunday Roast, specie se consumato sulla terrazza a ridosso del fiume, tempo permettendo), il Globe Theatre (ricostruzione di un teatro seicentesco di Shakespeareiana memoria, il Millenium Bridge e, proprio davanti ai suoi piloni, la monumentale ex-stazione energetica di Bankside, sede dal 2000 del museo di arte moderna di Londra, la Tate Modern.

L’importanza che questo edificio riveste nell’immaginario comune dei londinesi è riflesso nelle epiche proporzioni del suo esoscheletro: progettata nel 1947 dal Sir Giles Gilbert Scott e completata soltanto sedici anni più tardi, nel 1963, fu centrale termoelettrica fino al 1981, quando il crescente prezzo del petrolio la rese antieconomica, decretandone la chiusura. Da allora, e fino al 1995, questo enorme pachiderma largo 200 metri e alto, alla cima della ciminiera centrale, poco meno di 100, ha occupato una vasta area della riva sud come scomodo monumento industriale decaduto, inutilizzato e più volte destinato all’abbattimento. Poi la necessità di disporre locali per la nuova collezione di arte moderna e la volontà di rivitalizzare un’area del centro afflitta dalla medesima decadenza hanno creato le condizioni per la riqualificazione di questo gigante di mattoni; ora è uno dei siti più visitati dell’intera città con un afflusso di circa 4 milioni di persone. Missione compiuta, dunque? Si, tanto che proprio il successo di pubblico ha decretato l’avvio di una nuova fase di allargamento dello spazio espositivo: un progetto d’avanguardia curato dallo studio svizzero Herzog & De Meuron (lo stesso che ha trasformato la centrale in museo nel 2000) che prevede l’aggiunta di una nuova ala meridionale abbarbicata come una formazione minerale all’impianto della vecchia centrale, e che sarà ultimato nel 2012, giusto in tempo per le Olimpiadi.

La Tate Modern si sviluppa su cinque livelli, affiancati in estensione verticale dalla mastodontica Turbine Hall, probabilmente una delle “anticamere” più ampie del mondo.

Al piano terra si trovano una caffetteria ed un esteso gift shop, mentre la biglietteria è situata più in basso, raggiungibile tramite una breve rampa di scale dall’entrata principale (affacciata sul fiume) oppure percorrendo un corridoio ampio quanto l’intera hall che dall’ingresso laterale scende fino all’area dedicata alle mostre temporanee gratuite.

L’area riservata alla collezione permanente occupa i piani 3 e 5, mentre al livello quattro vengono organizzate mostre temporanee di grande rilievo (sia artistico che per superficie espositiva), così come al livello due, dove espongono affermati artisti contemporanei. Al quarto piano si trovano inoltre un secondo gift shop e un bar/ristorante, dal quale si accede alla balconata esterna con vista mozzafiato del fiume e della city, cattedrale di Saint Paul e annessa cupola dorata in primo piano.

Interessante è il criterio secondo il quale è divisa la collezione permanente, non basato sulla cronologia delle opere ma sul loro significato artistico e sulla corrente alla quale si ispirano. Ne risultano quattro settori separati: Material gestures, Poetry and dream, Idea and object, State of flux.

L’ingresso alla collezione permanente e alle exhibitions della Turbine Hall sono gratuiti, 10:00-18:00 dalla domenica al giovedì, 10:00-22:00 il venerdì e il sabato, mentre quello alle esposizioni temporanee varia attorno alle 10 sterline.

Per raggiungere la Tate Gallery: Southwark, Mansion House e Blackfriars stations via metro, Waterloo East e London Bridge se si viaggi in treno.

Da considerare, infine, la possibilità di arrivarci via fiume (Bankside pier) con il battello da Greenwhich o tramite il servizio Tate to Tate, che fa la spola fra la centrale di Bankside e la Tate Britain, affiliato museo di arte britannica situato più a ovest, nel quartiere di Westminster.

Risalendo ancora un poco il corso del fiume e fino a giungere così nelle vicinanze di Chelsea, potreste scorgere sulla vostra sinistra le quattro ciminiere bianche di un secondo gigante di mattoni rossi, strettamente imparentato con la centrale termoelettrica di Bankside, ma dalle sorti ben più sfortunate. Battersea Power Station, oggi, è solo lo scheletro di quella che fu la più grande centrale elettrica del suo tempo, attivata nel 1939 come parte del nuovo piano energetico nazionale. L’edificio è immenso (il più grande d’Europa in laterizi) e in larga parte distrutto: ne rimane inalterata soltanto la struttura esterna, con le alte ciminiere bianche levate al vento come arti di un gigante sofferente.  Se vi interessa avere informazioni su Battersea Power  Station cliccate qui.



Articolo di Paolo Borile per Informagiovani Italia


 

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