Nonostante sia conosciuta per
la severità climatica dei suoi inverni e delle sue estati,
troppo freddi e troppo calde, la città di Teruel
è una delle mete turistiche più interessanti della Spagna
occidentale, sede di monumenti e architetture elencati dall'UNESCO
come Patrimonio dell'Umanità. Capitale dell'omonima provincia,
una delle più rurali e remote della
Spagna,
nella regione di Aragona, la piccola cittadina ha
appena 34000 abitanti e non è lontana da città come Valencia
(soli 90 minuti), Tarragona
e Saragozzaed situata
su un promontorio a circa 915 metri slm.
Grazie
alle migliorie apportate alla sua vasta infrastruttura stradale,
negli ultimi anni sempre più persone in transito tra il nord e il
sud del Paese attraversano Teruel, anche per evitare di viaggiare
sulla frequentatissima via di Madrid
(vi troviamo infatti le strade principali da e per la Catalogna,
Castiglia-La
Mancha e Valencia (N420,
N234 e il N33O).
Un
quarto degli abitanti vive nella città, il resto in 236 piccole
villaggi sparsi per la provincia, alcuni dei quali continuano a
mantenere un'affascinante atmosfera d'altro secolo (Albarracin
è uno di questi). Lo scenario in tutta la provincia di Teruel rimane
comunque rurale e selvaggio: maestose montagne, verdi vallate e
lussureggianti pianure. Si può camminare per ore senza vedere un'altra
anima, tranne, forse, un 'abuelita'
(una vecchietta), a caccia di erbe rare o tartufi.
Le
influenze storiche
sono moresche, ancora tanto visibili nella sua architettura urbana.
Venne fondata tempo prima nel 1176 da Sancho Sánchez Muñoz
e Blasco Garcés Marcilla.
Poco dopo, durante il periodo medievale l'insediamento si fece conoscere
per una piccola comunità
ebraica che rimase
di spicco anche nel corso dell'occupazione arabo-musulmana, godendo
di diversi privilegi. Liberata da Alfonso II,
Teruel divenne un centro di arte mudejar
(uno stile influenzato dalla tradizione islamica e da stili europei
più contemporanei). La città ne è così ricca che nel 1986 l'UNESCO
ha appunto dichiarato l'Architettura Mudejar di Teruel (come
in altre parti d'Aragona), un Patrimonio dell'Umanità.
Teruel
è anche luogo di incredibili leggende,
una di queste ha origine dal XIII secolo e narra di di due bambini
piccoli, Juan Diego
de Marcilla e
Isabel de Segura,
da sempre migliore amico l'uno dell'altro fino a quando si accorgono
di essere profondamente innamorati. Juan Diego chiese la mano di
Isabel al padre, che rifiutò perché sosteneva che il ragazzo non
sarebbe stato in grado di sostenere adeguatamente la figlia. Diede
al giovane 5 anni di tempo per andare a fare fortuna con le Crociate,
ma cercò nel frattempo di convincere Isabella a sposare un più potente
e più ricco pretendente. All'ultimo anno, quando, convinta che Juan
non sarebbe più tornato, la ragazza accettò di sposare un'altra
persona. Al ritorno, appreso del matrimonio dell'amata, Juan Diego
morì dal dolore. Il giorno dopo durante il suo funerale, una donna
in nero si avvicinò alla bara del giovane per dargli il bacio che
ella gli aveva negato al suo ritorno perché oramai era sposata.
Baciato il suo amore Isabel cadde morta ai piedi della bara.
Leggenda
o realtà la storia dei due amanti di Teruel è ancora oggi origine
di controversia. Di certo c'è che il Mausoleo degli amanti di Teruel
(Los
Amamantes de Teruel),
nella Chiesa di San
Pedro, è uno dei più
visitati della nazione; un monumento bellissimo e molto romantico.
Le mummie dei due amanti vennero in effetti ritrovate nella chiesa,
riesumate e trasportate in due nuove tombe di marmo scolpite da
Juan de Avalos
nel Cinquecento.
La bellezza
del patrimonio culturale
della città, delle sue influenze islamiche e della sua ricca storia
sono presentate in dettaglio nelle pagine 'da
vedere a Teruel', una
loro lettura permetterà di conoscere al meglio questa bella località.
Si presentano anche le pagine relative a come raggiungere Teruel
dall'Italia e dalle maggiori città spagnole.
Non
ci resta che finire ancora una volta con il raccontarvi di una tradizione
un po' inconsueta di Teruel: durante i festeggiamenti nel mese di
luglio si usa gettare le meringhe alla porta del Municipio.