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Come arrivare a Verona
Verona è una delle città italiane
più belle e cariche di storia. Non solo la città degli innamorati essendo il luogo dove
Shakespeare ha ambientato il
più famoso dramma di tutti i tempi, Romeo e Giulietta, ma è anche una città che si offre al visitatore per mille sfaccettature interessanti e suggestive. Oltre a questo Verona
è da sempre una città laboriosa e vivace, dove il futuro ha sempre avuto grande peso
così come il passato. L'Arena romana è oltre tutto uno dei centri musicali
più importanti d'Italia. Oltre a questo l'offerta culturale della città?sempre di altissimo livello e per tutte le stagioni.
Breve Storia di Verona
I primi insediamenti abitavi a Verona, dove un grande fiume esce dai monti e si adagia su una fertile pianura, dove gli inverni sono sopportabili e le caldi estati permettono copiosi raccolti, si perdono nella notte dei tempi. La stazione di Quinzano risale a mezzo milione di anni ed
è documentabile una vita ininterrotta fino ai castellieri dell'età del ferro, all'inizio della storia quando gli autori romani Catone e Livio Plinio riconoscono qui stabiliti Reti, Euganei, Liguri e Etruschi.
Preistorici furono pure i primi insediamenti abitativi entro la città di Verona, situati tra l'attuale Ponte Pietra e l'antistante collina di san Pietro, dov'era un agevole guado sul fiume Adige, lungo la via del sale e dell'ambra che portava alla Germania. Le
tracce dei primi contatti con Roma risalgono al IV secolo a.C. quando le genti che abitavano in quest'area iniziarono a stabilire frequenti rapporti commerciali con l'Urbe. Gi?nel 216 a.C. essi avevano conquistato una consistenza tale da essere ricordati come "presenti con un proprio contingente nell'esercito romano che combatte la battaglia di Canne". Nel 148 a.C. lo sviluppo della zona sub?una forte accelerazione con il passaggio della via Postumia che congiungeva il Tirreno con l'Adriatico e dopo il censimento dell'86 a.C. la cittàviene iscritta alla tribù Polibia .
L'atto ufficiale di nascita dell'urbe come insediamo urbanistico romano risale al 49 a.C., quando essa acquistò la cittadinanza romana e venne assurta al grado di Municipium, con la conseguente realizzazione di mura, porte, strade e
fognature. Memoria di tale evento è incisa sulla parte
più antica della Porta dei Leoni, nella quale vengono ricordati i quattro magistrati romani che seguirono tali lavori. Come attestano i numerosi monumenti ancor oggi perfettamente conservati, in epoca romana essa fu una municipalità importante, che nell'età Flavia arrivò al suo massimo splendore: avamposto militare strategico e fiorente centro commerciale.
Con lo sgretolarsi dell'Impero Romano d'Occidente la città fu dapprima convertita al cristianesimo (tra il III ed il IV secolo) e poi divenne terra di conquista per numerosi invasori che giunsero d'oltralpe. Un breve periodo di prestigio in un epoca buia fu quello dal 493 al 526, quando Teodorico, re degli Ostrogoti, la scelse come una delle sue residenze favorite, dotandola di palazzi,
acquedotti, terme e nuove mura difensive. Durante la dominazione Longobarda, Verona fu la prima capitale del regno. Vi risiedette Alboino, che nel 572 venne assassinato da un suo scudiero a seguito di una congiura ordita da sua moglie Rosmunda..
Sconfitti i Longobardi, nel 774 entrò a far parte dell'impero Carolingio fondato dai Franchi e con Pipino, figlio di Carlo Magno, divenne anche sede del Regno d'Italia. Nel periodo del regno italico tra l'887 e il 962, Verona tornò centrale negli interessi dei vari pretendenti alla corona: Berengario, eletto dalle grandi famiglie feudali Re d'Italia nell'888 e divenuto imperatore nel 915, la scelse come sua residenza, dando alla città un trentennio di rilevante importanza politica e militare. Con lo scemare dell'autorità imperiale, nella prima metà del
dodicesimo secolo Verona divenne un libero Comune, in cui le sorti della città venivano rette da una alleanza tra il clero, l'aristocrazia e i ricchi mercanti. Sede pontificia dal 1181 al 1185 con Papa Lucio III essa fu attiva nelle battaglie che portano i liberi comuni a difendere la propria autonomia dai tentativi di restaurazione di Federico Barbarossa e Federico II di Svevia.
Al tramonto delle libertà comunali, dopo la breve parentesi della signoria di Ezzelino da Romano, seguì il periodo degli Scaligeri, iniziato nel 1263 e protrattosi per oltre 120 anni. La famiglia dei Dalla Scala utilizzò ogni mezzo per giungere al potere, ma una volta al governo procurò alla città un lungo periodo di prosperità economica come non si ricordava dai tempi dell'antica Roma. Edificarono castelli, chiese e palazzi, facendo di Verona uno dei poli culturali dell'Italia tardo medioevale in cui furono ospitati i
più celebrati artisti dell'epoca, tra cui Giotto, Dante Alighieri e Petrarca, che nel 1345 scoprì nella Biblioteca Capitolare un codice dell'Epistolario di Cicerone. Con la sconfitta di Antonio della Scala da parte dei Visconti iniziò
nel 1387 il breve periodo della dominazione lombarda, terminato nel 1405 quando la città si offrì liberamente a Venezia.
Legata alla Serenissima Repubblica la città rimase per quasi quattro secoli libera da occupazioni sino al giugno del 1796 quando le truppe di Napoleone entrano in città Un periodo ininterrotto di libertà e sviluppo con l'unica eccezione di un breve dominio imperiale tra il 1509 ed il 1517 quando, dopo la guerra della Lega di Cambrai venne occupata dalle truppe di Massimiliano I. Il 17 ottobre del 1797 con la firma del trattato di Campoformio l'intera regione passò sotto il controllo degli austriaci, che prosegui per settant'anni sino al 1866, con una parentesi dal 1805 al 1814 nella quale Verona entrò a far parte del Regno Italico. In questo periodo vengono realizzate numerose opere di fortificazione, tra cui i forti militari di Pastrengo, l'Arsenale e
Castel San Pietro.
Il 16 ottobre 1866 le truppe austriache abbandonano la città che cinque giorni
più tardi con un plebiscito sancì la sua unione al Regno d'Italia guidato dai Savoia. Durante la seconda guerra mondiale la città viene gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei degli alleati e dalla follia dei nazisti in fuga, che il 25 aprile fecero saltare in aria gli splendidi ponti sull'Adige.
"Nella rinascita del nostro Dopoguerra la avvenuta maturazione del suo sistema intermediario, logistico ed economico - con l'ampliamento della antica zona industriale, con l'affermazione continentale della Fiera dell'Agricoltura, con la creazione del Quadrante Europa, dell'Università e del Policlinico di Borgo Roma, con il successo delle stagioni liriche dell'Arena (cui si aggiunsero quelle di musica leggera fruibili dai giovani) - tutti eventi che hanno alimentato e alimentano un ragguardevole indotto economico - Verona ha forse conseguito dei primati generali - racchiusi anche dalle dimensioni demografiche toccate dalla città(260/270.000 abitanti) - non solo rispetto agli altri centri regionali, ma anche nei riguardi delle città dell'ex Lombardia veneta
con le quali ebbe a condividere quasi quattrocento anni di relazioni comuni" (GIOVANNI ZALIN, Storia di Verona, Neri Pozza Editore 2001)
Tra i numerosi personaggi celebri che in essa hanno avuto i natali, si ricordano: Il poeta Valerio Catullo, nato nel 84 a.C. Il pittore Paolo Caliari (detto il Veronese), nato nel 1528 L'architetto Michele Sammicheli, nato nel 1484 L'erudito Scipione Maffei, nato nel 1675 Il musicista Antonio Salieri, nato nel 1750 Il letterato Ippolito Pindemonte, nato nel 1753 Il poeta Aleardo Aleardi, nato nel 1812 Lo statista Angelo Messedaglia, nato nel 1820 L'inventore Enrico Bernardi, nato nel 1841 Lo scrittore Emilio Salgari, nato nel 1863
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