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Progetto vetro a rendere “Vetro Indietro”


Vetro a rendere
Le 4R per salvare il pianeta dall’immondizia sono: riduzione della spazzatura, riutilizzo, riciclaggio, recupero di energia.

Dopo aver parlato di come eliminare gli imballaggi parliamo adesso di vetro a rendere e del progetto “Vetro Indietro”.

Il vetro non è assolutamente biodegradabile per cui, se non viene recuperato, non rientra mai più nel ciclo industriale e rimane sepolto in discarica.

L'utilizzo più ecologico e intelligente del vetro come imballaggio è quello nella distribuzione su cauzione (vuoto a rendere).

A volte per andare avanti si deve tornare indietro.

Ecco quindi che ci troviamo a scrivere del vetro a rendere. Mia nonna ne parla sempre, riempire e riempire lo stesso contenitore, come si fa con il vino sfuso del vinaio a cui si restituiscono le stesse bottiglie e lui le riempie di nuovo...

Le bottiglie di vetro a rendere possono essere riempite fino a 40 volte, producendo oltre il 90% in meno di rifiuti in confronto alle bottiglie di vetro a perdere.  

Vetro indietro

Vetro a rendere significa meno rifiuti e maggiore risparmio di risorse, materie prime ed energia e non è certo un’idea nuova.

 

Diamo la buona notizia di un protocollo d’intesa che sancisce la nascita del progetto “vetro indietro”,  un'iniziativa che riunisce Federazioni di categoria, associazioni ambientaliste e grandi aziende del settore delle bevande per promuovere il ritorno del vetro a rendere nei bar e nei ristoranti italiani.

Obiettivo? Stimolare il ritorno all'utilizzo di contenitori in vetro a rendere per le bevande consumate fuori casa, censire i risultati ed estendere il progetto.

Quanto volte abbiamo guardato con sgomento alle bottigliette dei succhi di frutta o alle bottiglie di birra ammassate nel secchio di qualche bar alla moda? Si raccolta differenziata, ma pur sempre vetro consumato… 

Il progetto pilota “vetro indietro” è già iniziato ed ha coinvolto alcune città campione del Nord, del Centro e del Sud Italia, dove bar e pubblici esercizi introdurranno la vendita di bevande in “vetro a rendere”.

Non dimentichiamo poi che il progetto conviene a tutti,  ai gestori di locali che potranno acquistare a prezzi fino al 15% inferiori rispetto agli attuali e saranno anche riconosciuti come amici dell'ambiente, ai consumatori che pagheranno un po’ di meno. Per le industrie produttrici il problema però resta poiché dovrebbero riconvertire i propri impianti in senso ecologico. Occorre per ciò incentivare le industrie magari defiscalizzando gli investimenti necessari. Per incentivare anche gli esercizi commerciali a diventare “virtuosi” è auspicabile un intervento dei comuni che prevedano magari una riduzione della Tarsu (la tassa sui rifiuti urbani), poiché è certo che se ne produrrebbe di meno.

 


 

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