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Vilnius, capitale della piccola Lituania, rifuggendo da qualsiasi stereotipo, riesce sorprendentemente a conquistare il cuore di chi la visita. Tantissimi viaggiatori con lo zaino in spalla, provenienti da ogni angolo del mondo, che si ritrovano negli ostelli della città, si scambiano le sensazioni della loro visita, commentando l'atmosfera ospitale e piacevole del luogo. Le varietà architettoniche e artistiche di Vilnius sono talmente tante da non poter essere schematizzate in una sola immagine, varietà che conquistano il visitatore pian piano nel corso del viaggio, e non lo abbandonano al momento di partire. Non c'è da meravigliarsi, ne lo fanno gli abitanti del luogo, se poi tante persone ritornano a visitarla. Bizzarra e bellissima, Vilnius, seduce i  visitatori con la città vecchia in stile barocco, con le sue chiese, i campanili e la sua eccentricità. Questa è l'unica città che ha dedicato una statua a Frank Zappa. Sacro e profano si sono sempre mischiati da queste parti, per quanto riguarda campanili e chiese, a Vilnius c'è un detto che dice che in qualsiasi punto ci si trovi nella città si può vedere almeno una chiesa.

Gli antenati dei Lituani moderni erano i Balti che si stabilirono a quelle parti verso il 2000 a.C. Erano divisi in due gruppi: i Samogiti e gli Aukstaiti. Oltre a loro c'erano gli Jotvingi, popolo che tuttavia in seguito subì l'assimilazione da parte dei Lituani e dei Polacchi. Le tribù lituane si convertirono al cattolicesimo verso la metà del XII secolo. Alla ribellione del sovrano pagano seguì la vittoria di un cristiano, Vytenis, che diventò granduca nel 1290. Suo fratello Gediminas, granduca dal 1499 al 1341, approfittò del declino del primo stato russo per allargare i confini della Lituania a sud e a est. Il nipote di Gediminas, Jogaila, si convertì al cattolicesimo e sposò la principessa erede al trono di Polonia nel 1386, Ne risultò un accordo che sarebbe durato quattro secoli. La Lituania fu così l'ultimo paese europeo a diventare cristiano. Segui l'assimilazione politica e sociale alla Polonia.

Secondo la leggenda, Vilnius fu fondata nel 1320 proprio da già citato duca Gediminas dopo una visione avuta in sogno. La Vilnius del XVI secolo divenne una delle più grandi città dell'Europa dell'Est.  I monarchi lituani, monarchi allo stesso tempo del regno di Polonia, la abbellirono finemente con con palazzi tardo gotici e successivamente di stile rinascimentale.

Nel XVII e XVIII secolo, Vilnius patì  per le numerose guerre, le pestilenze  e la siccità, cosa che portò ad una notevole discesa della sua popolazione e ad una decadenza della sua influenza. Fu devastata durante  la prima guerra mondiale e durante la successiva guerra tra bolscevichi russi, lituani e polacchi. Alla fine di queste ultime ostilità Vilnius si ritrovò ad essere parte della Polonia, alla quale rimase fino al 1918. Al quel punto si era sviluppata in uno dei più grossi centri di cultura ebraica del mondo, cosa che le portò il soprannome di Piccola Gerusalemme. La violenza nazista cancellò subito dopo tutto questo.

Con Vilnius capitale, arrivò nel 1918, al termine della Prima Guerra Mondiale, l'indipendenza della Lituania. Il paese venne in seguito attaccato dalla Polonia che lo reclamava come parte del proprio territorio. La Lituania rimase indipendente fino a quando Hitler e Stalin, con il patto Ribentrop-Molotov, decisero di spartirsi quella macro regione europea ai loro confini. Ci furono tante tragiche conseguenze di questo patto scellerato. Per la Lituania significò che quasi tutta la popolazione ebrea del paese venne giustiziata, e che altre decine di migliaia di lituani vennero deportati in Siberia. I partigiani lituani combatterono il nemico dalle foreste del paese, dando inizio alla resistenza contro l'occupazione sovietica prima è nazista dopo, aspettandosi un aiuto dall'Occidente, che per varie ragioni, non arrivò mai.

Alla fine della seconda guerra mondiale la Lituania entrò a far parte a tutti gli effetti dell'unione sovietica. Fu solo nel 1990 che dichiarò la propria indipendenza. Questa venne ignorata dai sovietici che nel 1991 tentarono di prendere d'assalto il Parlamento e la Torre della Televisione di Vilnius; nel corso di questi scontri, che per fortuna non sfociarono mai in una vera e propria guerra, morirono 14 persone diventate martiri della causa lituana. L'indipendenza del paese venne riconosciuta immediatamente a livello internazionale, il paese introdusse la propria moneta, partecipò con la propria bandiera alle Olimpiadi Invernali del 1992 e infine, per tutelarsi per sempre nei confronti del vicino russo, è entrata a far parte sia dell'Unione Europea sia della Nato.

Intrattenimento

Ci sono tanti bar, café  e discoteche a Vilnius dove passare una bella serata. Tra gli altri citiamo il Ministerija, vicino al palazzo del parlamenti, il Bix (etmonu gavte 6), uno dei favoriti dei giovani di Vilnius, il Gero Viskio Bars (Pilies gatve 28), e l'ottimo bar del Centro di Arte Contemporanea.  Grazie a una nutrita comunità studentesca a Vilnius non mancano mai le iniziative culturali e le possibilità di divertimento. Generalmente i bar e i club restano aperti tutta la settimana fino alle 2/3 della mattina nei giorni feriali e fino alle 5 nel fine settimana. I lituani possono sembrare introversi e silenziosi, ma una volta retto il ghiaccio cambierete idea.


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