SIVIGLIA

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VISITARE SIVIGLIA : INFORMAZIONI PICCOLA GUIDA

 

Siviglia, città simbolo della Spagna, capitale dell'Andalusia, è uno di quei luoghi che mezzo mondo sogna prima o poi di visitare. E in effetti, per una città come questa, la parola "sogno" è calzante.  La città di Velasquez, di Don Giovanni, della Carmen e del flamenco, conquista il cuore, in tanti modi diversi. Attraverso le imponenti testimonianze del suo passato, ma anche con il suo presente frizzante e vitale.

 

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Nazarenos - Semana Santa - SivigliaAlla vigilia della Settimana di Pasqua, la Semana Santa, i turisti provenienti da tutto il mondo sono in fila per visitare musei, Cattedrale, la Giralda, Torre de Oro, ecc. Quasi il 30% degli abitanti appartiene a una delle 60 confraternite che in questi giorni percorrono le strade cantando canzoni e portando enormi figure religiose placcate d'oro. Considerando che gli abitanti della città sono 700 mila, sono 210 mila sivigliani coinvolti...

 

Ma Siviglia è bella tutto l'anno, non solo in quella speciale settimana pasquale. Oltre alle sue bellezze, la gastronomia è un punto cruciale di questa città, che non passa inosservato. Visitare un ristorante e assaggiare "le tapas" è indimenticabile.  Così come non bisogna dimenticare che questa è la città oltre che di Velasquez dei poeti e scrittori Gustavo Adolfo Bécquer, Luis Cernuda, Antonio Machado, dell''altro poeta premio nobel per la letteratura Vicente Aleixandre e dell'altro grande pittore Esteban Murillo, solo per citarne alcuni. Quando cammino per Siviglia mi viene sempre in mente che la Colombo pianificò tra queste strade piene di fiori e di aranci la sua spedizione per le "indie" ed è per questo che è sepolto qui.

 

In uno strano e bello, almeno per me, senso esotico, tauromachia, passione per le corride, religione e flamenco non passano mai inosservati insieme agli aromi e ai profumi degli aranci e dei giardini, nascosti nell'ombra di antiche dimore. Basta chiudere gli occhi un secondo (provate) e i suoni ci danno, oltre le cose che si vedono, una sensazione di una città sempre in festa, civile o religiosa che sia.

 

Lo stile moresco di Siviglia  - AlcazarLa chiave del leggendario e romantico fascino di Siviglia si trova anzitutto nei suoi quasi incredibili monumenti musulmani (sembra di essere riportati indietro con una macchina del tempo e contemporaneamente in un set di un film). L'Alcázar, palazzo immenso, reggia degli emiri arabi, con i suoi patii marmorei, le pareti intarsiate di mosaici azulejos, i soffitti d'intagli in legno scavati in ingegnose stalattiti, i suoi giardini incantati e inestricabili; l'ex minareto della moschea musulmana, la Torre della Giralda, ora racchiusa tra gli edifici della Cattedrale, è il punto di riferimento di tutta la città; i palazzi dalle commistioni moresche come la Casa de Pilatos e la Casa del Duca D'Alba, ci mostrano l'essenza di questo luogo; il tutto fa pensare a uno scenario (lo so è quasi scontato) da Mille ed una notte.

 

Appena arrivati

 

I colori della cittàIl primo impatto quando si arriva a Siviglia è quello che si può avere giungendo in una tipica grande città con strade larghe e trafficate. Ma tutto cambia quando comincerete a girarla a piedi scoprendone i moltissimi vicoli che costituiscono il centro storico.  L'aeroporto di Siviglia è abbastanza vicino alla città ed è ben servito dalle compagnie aeree low cost; i collegamenti aerei a basso costo ne hanno fatto la meta ideale anche per un semplice fine settimana.

 

Durante il mio ultimo viaggio a Siviglia, il terzo, ho imparato, o meglio capito, la personalità dei quartieri, alcune leggende che nascondono griglie e cancelli sigillati, nonché alcuni angoli un po' pazzi. È proprio per questo che viaggiamo, ci muoviamo e respiriamo, per imparare, o no?Un fine settimana non è sufficiente per conoscere Siviglia in profondità, ma è bello voler rimanere e migliorare il proprio taccuino dei ricordi con nuove conoscenze ed esperienze.

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Capitale dell'Andalusia

 

Centro storico di SivigliaCapoluogo di una delle regioni storiche della Spagna, l'Andalusia, Siviglia è situata nel Sud del paese tra Cordova, Huelva e Cadice, da cui dista rispettivamente 141, 94 e 123 chilometri. L'incredibile commistione di popoli e nazionalità diverse che ha vissuto nei secoli in questo territorio, hanno lasciato un segno indelebile nell'arte, nell'architettura, nel folklore e nella cucina locale. "Chi non ha mai visto Siviglia non ha mai visto una meraviglia", dice un famoso detto spagnolo. La città non manca mai di beni per sedurre e ammaliare i visitatori. I suoi monumenti, come l'imponente cattedrale gotica, si trovano quasi tutti in uno dei più estesi quartieri storici d'Europa. In poche città si assiste all'irrompere della primavera come vera e proprio fioritura dopo l'inverno come capita a Siviglia. E' difficile poi combinare meglio di così una visita culturale, vagando e perdendosi nei vicoli pittoreschi a momenti di puro relax a base di degustazioni di tapas, tiepidi notti incantate e serate di flamenco.  Machado aveva ragione. Come Bécquer e Cernuda, non c'è niente come Siviglia.

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Il trampolino verso la scoperta dell'America

 

Ci sono innumerevoli ragioni per visitare un luogo del genere. Impossibile elencarli tutti. Pensate che in questa città Cristoforo Colombo (o Colón per gli spagnoli), si  preparava per  partire per quelle che pensava sarebbero state le Indie, Preparava il suo equipaggio, le caravelle con le provviste e tutto il necessario per andare verso l'ignoto e fortificava le sue speranze per un viaggio che, a quell'epoca, aveva molte possibilità di essere senza ritorno.

Archivio delle IndieSbagliò strada, ma tutti sanno che fu il più felice degli errori (o infelice, dipende dai punti di vista della storia). Per chi ama la storia come me, parlare dell'Archivio delle Indie è come parlare del Sancta Sanctorum. Si tratta di un edificio che ospitava l'ex mercato di Siviglia e dalla fine del XVIII secolo ha probabilmente la più grande collezione di documenti vitali per comprendere la scoperta dell'America, la colonizzazione e anche le avventure dei grandi marinai. La cosa migliore è che oltre ad ammirare un magnifico interno dove la scala principale è un'autentica opera d'arte in marmo, contiene una collezione documentaria che viene utilizzata in mostre molto interessanti che spiegano e cercano di svelare il rapporto tra Spagna e America, così come gli avatar  di personaggi cruciali di quell'epoca, come i "Conquistadores" Pizarro, Hernán Cortés, l'esploratore Álvaro de Mendaña, l'eploratore e conquistatore Núñez de Balboa, il comandante della spedizione di Magellano, Juan Sebastián Elcano, Bartolomé de Las Casas, il monaco domenicano strenuo difensore degli indios, solo per citare i più noti.

Non molto distante da Siviglia, a Palos de la Frontera nella provincia andalusa di Huelva, in particolare nella località di La Rábida, nel museo locale presentano una narrazione diversa di questa epopea storica, dove la conquista è stata pacifica e non ci sono prove di massacri, stupri e altre barbarie durante l'arrivo al Nuovo Mondo (ma non andò esattamente così). Si può anche tornare indietro nel tempo e salire sulle repliche delle tre caravelle di Colombo, che partì da questi luoghi cambiando la storia del mondo.

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Si amavano a Siviglia

 

Vicente AleixandreSi amavano.
Pativano la luce, labbra azzurre nell'alba,
labbra ch'escono dalla notte dura,
labbra squarciate, sangue, sangue dove?
Si amavano in un letto battello, in mezzo fra notte e luce...

 

Con questi versi il poeta di Siviglia, Premio Nobel per la letteratura, Vicente Aleixandre, comincia una delle sue poesie più belle. Il poeta parla sempre, continuamente, tra le righe, della sua città solare, quello che fu il più grande porto della Spagna e dell'impero spagnolo, ma che oggi, come spesso succede, visto il delta di terra prodotto dal fiume Guadalquivir, sta lontano dal mare. Lo si percepisce solamente il mare, nei miraggi delle strade cotte dal sole d'estate.

 

Ventagli SiviglianiSono tanti gli scorci, i monumenti, le strade, le chiese, gli edifici civili da ammirare in questa città Andalusa, che fonde in sé la cultura e l'arte fenicia e romana, araba e cristiana. Un buon modo per avere un'idea generale della città è amandosi un po', percorrerla in carrozza, anche se questo può sembrare troppo turistico, ma non lo è. Si tratta di un modo gentile, calmo e rilassato di vedere una carrellata di luoghi indimenticabili; ci sono molte vetture in città, il percorso è piacevole e utile per capire rapidamente come è strutturata Siviglia e quali attrazioni offre; il costo non è eccessivo.

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L'antico forziere della Spagna

Siviglia è considerata come il più importante centro artistico, culturale, finanziario, economico e sociale del sud della Spagna, nonché il più famoso centro turistico andaluso ai monumenti, alle piazze, ai giardini e alle chiese e ai suoi abitanti ospitali.  Con una popolazione di circa 700 mila abitanti è per grandezza la quarta città del paese dopo Madrid, Barcellona e Valencia; collegata al mare attraverso il fiume Guadalquivir, che è navigabile per lunghi tratti, per tre secoli rimase il porto principale del paese, l'unico autorizzato al lucroso commercio con le colonie, pur non essendo dislocata direttamente sul mare. Al riguardo c'era La torre della Giraldaun motivo di carattere difensivo e strategico. Siviglia era un vero e proprio forziere della Spagna, con i tesori provenienti dalle americhe da difendere un attacco dal fiume era molto più improbabile rispetto a un attacco dal mare. Con la scoperta dell'America in  città infatti  si stabilì la Casa de Contratación, un organismo commerciale che deteneva il monopolio dei rapporti economici con le colonie americane. Le enormi ricchezze che furono accumulate in questo periodo fecero della capitare andalusa la città più ricca e cosmopolita del Paese, e della Spagna il paese più potente d'Europa. Nel secolo d'oro, il Siglo de Oro, il '500, fu fondata l'Università e la popolazione aumento a circa 150 mila abitanti.

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I quartieri di Siviglia

Barrio Santa Cruz

I quartieri della città sono cinque: Santa Cruz, Triana, L'Arenal, Alameda, Macarena. Il quartiere più caratteristico di Siviglia è il Barrio de Santa Cruz nel quale spiccano l'Alcázar, il palazzo Reale (in precedenza fortezza araba) e la Giralda,  il celebre campanile della più grande cattedrale spagnola. La torre fu campanaria costruita tra il 1184 e il 1196, era un minareto almohade (una torre araba) e fu trasformata in campanile successivamente con l'aggiunta della guglia terminale (il finale a punta).  Questa splendida Guadalquivir e la Torre dell'Orotorre è alta quasi 100 metri e dalla sua cima, a cui si arriva dopo un'interminabile gradinata, si gode una splendida vista su tutta la città. Vi consigliamo di fare una passeggiata serale in questo quartiere, costituito da piccoli vicoli su cui si affacciano bianche case con le finestre ornate da fiori e chiuse da grate, per apprezzarne a pieno tutto il suo fascino. Tanti i bar e i locali interessanti e di buon livello nonostante la zona sia molto turistica.

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La città degli aranci

 

Plaza Nueva a Siviglia con gli alberi di ArancioL'odore di Siviglia è di fiori d'arancio e non è un caso. Qui si vantano di essere la città che ha più alberi di arancio  al mondo. Chiunque arrivi nella capitale andalusa è sorpreso dal fatto che molte delle sue strade sono inondate dal profumo dei fiori d'arancio. Il motivo è molto semplice: ci sono circa 40.000 alberi di arancio sparsi nelle sue strade in modo ornamentale. Ci sono molte teorie e ipotesi sul perché di questa caratteristica. Parlando con qualche sivigliano la vera ragione risiederebbe nella mitologia greca.

 

Ercole, il mitologico fondatore di Siviglia, da buon eroe, adempie i 12 compiti che gli vengono imposti da Euristeo. Uno di loro era quello di rubare il bestiame di Gerión a Eriteia (Cadice) e per farlo ruppe la catena montuosa che oggi è lo Stretto di Gibilterra. Dopo aver intrapreso questa missione, attraversò l'Africa per ottenere la mela d'oro dell'immortalità, che è legata all'arancia. Prima del suo prossimo incarico (far uscire dall'inferno il cane  dalle tre teste, Cerbero), Ercole si riposò con la sua mela d'oro, l'arancia.

Oltre alle ragioni mitologiche, l'arancio amaro, una varietà di aranci sivigliani, è stato introdotto in Europa grazie ai marinai genovesi. Questa specie proveniva dall'Asia ed era associata alla felicità del suo proprietario. Per questo motivo, gli arabi hanno piantato aranci in tutta la Spagna, soprattutto nel sud.

 

Questa "febbre arancione" si diffuse anche grazie alla convinzione che legava gli aranci alla felicità. Dal XII secolo in poi, questa credenza divenne così popolare che gli alberi cominciarono ad essere piantati per le strade. Infatti, alla fine del XII secolo fu costruito il Cortile degli Aranci della Cattedrale.

A parte le ragioni di cui sopra, l'arancio di Siviglia è stato istituito anche per motivi medicinali, dal momento che nel Medioevo i suoi fiori erano utilizzati come oli curativi e per essenze. E' anche importante ricordare che gli arabi volevano fare di Siviglia un centro mondiale dei profumi, proprio come altre città come Damasco o Baghdad.

Oggi, c'è una grande industria intorno alla raccolta di arance e anche personaggi pubblici, come la regina Elisabetta II, fa colazione di marmellata di arance sivigliane a Buckingham Palace. Tuttavia, anche se l'arancia amara è più comunemente utilizzata nella marmellata britannica, è anche utilizzata nella produzione di liquori, vini, creme, paste e persino cioccolatini.

 

Il Don Giovanni di Mozart

Il barrio di Santa Cruz, antico getto ebraico (vedere anche l'articolo La Siviglia Ebraica), è anche  il luogo dove c'è la casa, di fantasia di Don Giovanni, il personaggio del capolavoro di Mozart, tratto a sua volta da una precedente opera teatrale di Tirso de Molina, con il personaggio di Don Juan Tenorio. Nell'opera di Mozart, sulle scale di una casa di questo barrio, donna Anna insegue (cantando naturalmente) Don Giovanni. Sopraggiunge il Commendatore padre della signora. Seguono duello e morte del Commendatore.

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L'immensa Cattedale

 

Cattedrale di SivigliaL'impatto visivo della cattedrale è stupefacente; poche volte si rimane così colpiti da un monumento, la mole enorme di un colore tenue si staglia nel cielo, quasi sempre azzurro da queste parti avare di pioggia. Arrivando dalla Plaza Nueva, lungo Avenida de la Constituciòn, si comincia a vedere questa imponente costruzione, che diventa sempre più maestosa e grande mano a mano che ci si avvicina, sino a quando giunti sotto di lei ci si sente infinitamente piccoli.

 

Eretta tra il 1401 e il 1506, dove un tempo sorgeva la moschea almohade principale della città, è la più grande cattedrale gotica del mondo, la terza chiesa più grande della cristianità dopo San Pietro a Roma e Saint Paul a Londra;  se vi troverete a vederla capirete il perché sia considerata la chiesa più bella di Spagna. Lo stupore per questa costruzione è destinato a crescere nel momento in cui si accede al suo interno; volte altissime e vetrate enormi con splendidi mosaici coloratissimi, che innescano stupendi giochi di luce, arricchiscono i Interno della Cattedrale di Sviglianumerosi capolavori contenuti nella chiesa, tra i quali L'immacolata Concezione di Murillo.  Colpiscono tantissimo il grandioso retablo dell'altare maggiore e il monumento funebre a Cristoforo Colombo. Se dall'esterno la cattedrale può sembrare grande, dall'interno questa percezione diventa ancor più reale; pensate che il corpo centrale è lungo 130 metri e largo 74 metri, conta 54 cappelle e 80 altari, disposti lungo le cinque navate! Nella Sacristia Mayor è raccolto e custodito il tesoro della cattedrale che può essere ammirato durante l'orario di visita. Del tesoro fa parte la più famosa e forse la più bizzarra reliquia in Spagna le Tavole Alfonsine, riempite da più di 200 pezzi di denti e ossa, che sarebbero appartenute a Alfonso il Saggio (Alfondo X di Castiglia), e utilizzate in seguito da monarchi e condottieri spagnoli come una sorta di amuleto che dava forza e energia in battaglia. Per non confondersi, il termine Tavole Alfonsine si riferisce anche alle famose tavole astronomiche scritte da studiosi ebrei di Toledo nel XIII secolo e poi usate estensivamente sia da Colombo, sia da Copernico a Cracovia.

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La Giralda

 

Torre della GiraldaLa torre della Giralda, alta 100 metri, si vede da quasi tutta la città, un punto di riferimento unico in caso vi perdiate nelle strette stradine del centro. Questo ex minareto, ora torre campanaria della cattedrale, fu costruito sotto i regnanti arabi Almohadi dal 1172 al 1195, solo 50 anni prima della conquista della città da parte dei cristiani. Una particolarità ulteriore è che furono costruiti altri due minareti simili in Marocco, uno a Rabat e uno a Marrakech. La Giralda si sale percorrendo una rampa a spirale abbastanza larga da permettere a suo tempo a Ferdinando III di salirci a cavallo dopo la conquista del 1248...Continua a leggere sulla Torre della Giralda.

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L'Alcazar


Alcázar di SivigliaDi fronte alla cattedrale si trova il Real Alcàzar di Siviglia, ovvero l'antico palazzo reale; di chiaro stile moresco, il palazzo venne ampliato dai re cristiani, che lo adibirono a loro dimora.  E' una costruzione formidabile, che racchiude nel suo perimetro, oltre a splendide sale e patios, anche un magnifico giardino ricco di vegetazione e fontane (immaginate la maestria degli ingegneri idraulici di tanto tempo fa, che sono riusciti a creare questo giardino rigoglioso in cui il sistema di irrigazione stesso è un'opera d'arte); l'entrata è chiaramente a pagamento, ma i sono soldi spesi più che bene! Si entra dalla Puerta del Leon (porta del leone) e dopo aver attraversato il patio omonimo, ci si trova di fronte alla facciata del palazzo. Prima di accedervi, andate a visitare il Cuarto dell'Almirante (l'appartamento dell'ammiraglio), che si trova in fondo al cortile sulla destra; la sala è molto particolare, forse perché completamente decorata con preziosi arazzi. Al piano superiore ci sono gli appartamenti reali. Dal Patio del Leòn si accede al palazzo attraversando uno splendido portale in stile mudèjar; di seguito un passaggio rettangolare conduce al suggestivo Patio de las Doncellas, delimitato da un lungo colonnato formato da 52 colonne appaiate, che danno un bel colpo d'occhio. Da qui si inizia la visita alle varie sale del palazzo, che si susseguono; partendo dal lato nord si entra nel Salon de Carlos V, caratterizzato da un soffitto a cassettoni. A seguire ci sono le tre sale che costituiscono l'appartamento di Maria Padilla, a destra si trova poi una lunga sala da pranzo, anch'essa con un soffitto a cassettoni. Quindi si entra nel Salòn de Embajadores, che è una piccola perla: di forma quadrata e in stile arabo, ha una cupola decorata con arabeschi e stalattiti dorate; si passa quindi al Dormitorio di Felipe II, attraverso il quale si giunge al Patio de las Munecas.  Proseguendo la visita, verso il lato Sud, si entra nel Cuarto de los Principes che ha tre splendidi soffitti di legno completamente intagliati, per poi, superato il Dormitorio de los Reyes Moros, ritrovarsi al Patio de Leòn, da cui si è partiti. La visita all'Alcazar dura qualche ora e rimarrà certo nella vostra mente per le geometrie perfette, i colori, le vedute prospettiche, gli intarsi nel legno, la perfetta armonia tra stile arabo e cristiano, il lusso dei Bagni del Sultano immersi nel giardino.

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La Torre dell'Oro

 

Torre dell'OroUsciti dall'Alcàzar ritornate su Avenida de la Constitucìon e andate verso sinistra, tenendo la cattedrale alle spalle, sino ad una piccola piazza; qui prendete la strada sulla vostra destra sino a giungere sul Canale, quindi fatte poche decine di metri verso sinistra arriverete alla Torre dell'Oro. Particolarmente affascinante di sera, perché illuminata dalle luci della strada che si riflettono nel canale, la torre, eretta dagli arabi nel 1200, un tempo era collegata all'Alcàzar da mura di fortificazione, di cui non rimane oggi, purtroppo, più traccia.  La torre era chiamata così per l'effetto creato dal suo scomparso rivestimento di azulejos. Gli Almohadi la utilizzarono come torre difensiva sulla riva sinistra del Guadalquivir e, a quanto pare, sorreggeva insieme a una torre gemella sull'altra sponda del fiume una catena con cui chiudere la strada agli attacchi nemici dal Guadalquivir.  Il terribile Terremoto di Lisbona del 1755 che si senti fino a Siviglia, danneggiò notevolmente la torre e in quell'occasione se ne propose la demolizione per ampliare la strada adiacente ma, di fronte alla forte opposizione sei sivigliani, l'idea venne abbandonata. Per gran parte del periodo coloniale nella torre vennero stoccate le merci preziose provenienti dal Sud America spagnolo. Oggi ospita il Museo Navale di Siviglia, contenente incisioni, lettere, modelli, strumenti e documenti storici sulla storia navale di Siviglia e l'importanza del suo fiume. Si può salire fino in cima (dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 19.00, mentre il sabato e la domenica apre le sue porte dalle 10.30. Il prezzo di ingresso è di 3€, ma il lunedì è gratuito).

 

Il Guadalquivir può essere considerato un mondo a sé stante, per me rappresentata il percorso verso l'oceano e poi verso le Americhe. Un altro modo per godersi il fiume è, naturalmente, facendo una gita in barca. Ci sono molte possibilità (con cena, spettacolo, solo un tour panoramico, ecc) e basta scendere nei dintorni della Torre del Oro per vedere le varie opzioni e prezzi. Tuttavia, non è a buon mercato, per un tour di un'ora, non meno di 16 euro.

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I luoghi della Carmen

 

Museo Archeologico di SivigliaSeguendo il canale, lasciandosi alle spalle la Torre dell'Oro, si incontra il Ponte di San Telmo; giunti qui, attraversando i giardini che si hanno di fronte e costeggiando, prima sulla destra il Palazzo di San Telmo edificio Barocco, costruito tra il 1682 e il 1796, che ospita la Presidencia de la Junta de Andalucía e dopo, sulla sinistra la maestosa Università, ex Manifattura Tabacchi, si arriva in una piccola piazza, nella quale spicca la Statua del Cid Campeador, condottiero spagnolo, figura leggendaria della Reconquista spagnola e signore di Valencia verso la metà dell'anno 1000. L'antica manifattura tabacchi del XVIII secolo dalla facciata barocca, oggi sede dell'Università, è il luogo dove faceva la sigaraia Carmen, il romantico personaggio creato da Mérimée e ripreso dall'opera di Bizet. Quasi di fianco all'università si trova l'Hotel Alfonso XIII, il più famoso degli hotel di Siviglia costruito per l'Esposizione Ibero-Abericana del 1929 in stile neomudéjar. Se volete prenotare questo Hotel lo dovete fare con largo anticipo (lo potete fare qua: Hotel Alfonso XIII).

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I luoghi dell'Esposizione Iberoamericana

Plaza de Espana Meraviglie di SivigliaA questo punto dirigendosi verso destra, lungo Avenida Isabel de la Catòlica, si approda nella bellissima Plaza de España, uno degli spazi architettonici più spettacolari della città, costruita in occasione dell'Esposizione iberoamericana che si tenne a Siviglia nel 1929. La piazza, che si distingue per il suo enorme padiglione semicircolare, è percorsa da un canale e collegata con 4 ponti. Le 50 panchine rivestite di azulejos rappresentano le province spagnole, mostra una mappa della stessa e un dipinto che ne racconta le peculiarità storiche.

Plaza de España a Siviglia come set di Guerre StellariLa piazza è riccamente decorata con mattoni a vista, marmo e ceramica e si trova all'interno del Parco di Maria Luisa, sede vera e propria dell'Esposizione del 1929 e di certo il più bel parco di Siviglia, donato alla comunità a fine '800 dalla principessa Maria Luisa. Dentro il parco ebbe luogo la famosa Esposizione iberico-americana del 1929 e lungo i suoi viali furono eretti i padiglioni dell'Esposizione. Una curiosità. Plaza de España fece da scenario al secondo episodio della saga Guerre stellari La guerra dei cloni di George Lucas. Nel film la piazza rappresenta un palazzo nella città di Theed nel pianeta Naboo. La piazza è stata usata anche come scenografia dei film "Lawrence d'Arabia" del 1963, e del più recente "Il Dittatore" con Sacha Baron Cohen (2012). Oggi è uno dei luoghi preferiti per i locali e visitatori provenienti dall'estero.

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Triana e la Macarena

 Plaza de España - SivigliaSulla sponda opposta del fiume, rispetto alla Cattedrale, sorge il quartiere di Triana, uno dei più amati dai sivigliani, quartiere che è stato per secoli legato al fiume ed al mare. Il quartiere è molto frequentato e numerosi sono i ristoranti e i bar lungofiume. E' una parte della città meno conosciuta ma è molto interessante ed autentica. Un cenno infine al quartiere della Macarena, nella cui Basilica è custodita l'immagine della Vergine Speranza Macarena, che viene portata in processione per la città durante la Semana Santa,  nel periodo di Pasqua; è un immagine molto venerata dai sivigliani e durante le processioni sfila in mezzo al fervore popolare.

Statua di Rodrigo di TrianaAttraversando il ponte di Triana, si raggiunge un altro dei mondi di Siviglia. Il primo a gridare: "Terra!" durante la scoperta dell'America non fu Cristoforo Colombo, ma un marinaio di questo quartiere, Rodrigo de Triana, la cui statua ricorda oggi quel momento leggendario. Un altro Rodrigo, in questo caso chiamato Bastidas, è stato lo scopritore della Colombia e di Panama, così come il fondatore della città colombiana di Santa Marta. Non si può poi non menzionare Juan Belmonte, uno dei toreri più famosi della storia. Per non parlare poi dei tanti musicisti che hanno incarnato la musica andalusa, con personaggi come Paquita Rico, Marifé de Triana, María Jiménez solo per citarne alcuni. Insomma, non è strano sentire note nell'aria in tutta Siviglia, ma in particolare da queste parti.

Calle BetisPasseggiando sul ponte Isabel II, noto come ponte di Triana si gode una belle vista del fiume. Attraversata l'altra parte vedete subito una cappella dedicata a Sant'Anna dallo stile "Plaza de España" di Siviglia, progettata dal suo stesso architetto, Aníbal González. Poi ci sono due opzioni: o prendere Calle Betis (molto colorata e fotogenica) a San Telmo e vi fermate per una pausa per mangiare e bere qualcosa con vista sul Guadalquivir o, molto meglio, andate oltre nel quartiere, a partire dal suo mercato di alimentari, costruito sulla cima di un vecchio castello che è stato usato per secoli come una prigione dell'Inquisizione (Castillo de San Jorge). Poi potete andare dritti alla via principale del quartiere, Calle San Jacinto, vitale, pieno di gente e locali  (il più famoso è La Blanca Paloma, sempre pieno, soprattutto nei fine settimana).

Tornando al fiume, si può dare un'occhiata alle botteghe dei ceramisti, alla Chiesa di Santa Anna (costruita per ordine di Alfonso X il Saggio) e poi entrare in Calle Betis.

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Ora è il caso di fermarsi a mangiare qualcosa

Cosa mangiare a SivigliaDopo tutte le vostre visite vi sarà venuta parecchia fame, sopratutto sentendo gli odorini che arrivano dai ristornatiti, ma anche dalle case private. Consiglio di farvi un giro nei bar tipici "tapas bar", mangiatevi uno frittura verace con le mani e bevete un buon vino d'arancia. Potete incontrare dei luoghi parecchio turistici ma difficilmente prenderete una fregatura (in questo caso fatecelo sapere).

Vi consiglio in ogni caso due luoghi autentici e molto diversi (ma ce ne sono tanti altri):

In Calle Mateos Gago, a pochi passi dalla Giralda, il numero di bar è molto altro e avrete l'imbarazzo della scelta. Di solito pieni perché hanno una clientela fissa, ma basta aspettare un po'. Al numero 20 provate con La Goleta, famosa per il suo vino d'arancia servito molto freddo in un barattolo di vetro, accompagnata da una tapas.

Se vi piacciono le patatine fritte e il pesce fritto e non volete spendere troppo, segnatevi questo indirizzo: Calle Santa María la Blanca nº 32 esquina Puerta de la Carne nº2 (appena sotto l'Hotel Puerta de Sevilla). La Freiduría Puerta de la Carne riceve clienti sin dall'Esposizione iberoamericana del 1929. Il motivo della sua fama e della sua longevità commerciale è da ricercarsi nel fatto che in Andalusia viene servito uno dei migliori fritti di pesce. Ci si serve da soli, si va al banco e si sceglie tra la varietà di frittura. Una volta scelto, si mette il tutto in un cono di carta che si può prendere dai tavolini in terrazza o portaselo dietro. Naturalmente, si mangia con le mani. Come dovrebbe essere! Una delizia.

Per approfondire l'argomento potete vedere le pagine Cosa mangiare a Siviglia e Cosa mangiare in Andalusia.

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Il simbolo di Siviglia

Simbolo Siviglia Infine una curiosità sul simbolo della città che potete vedere nella foto qui di fianco. Il piccolo disegno centrale rappresenta una madeja, parola spagnola traducibile come matassa. Quindi, come se fosse un rebus il significato è No Madeia do, cioè No me ha dejado, in italiano, Non mi hai lasciato. Questo emblema, fu dato alla città dal re Alfonso X il Saggio, che visse tra il 1221 e il 1284, il quale voleva in questo modo ricordare la fedeltà della città nella lotta della Spagna cristiana contro quella mussulmana.

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Feste civili e religiose

 

Plaza de Toros de la MaestranzaIn aprile si tiene la Feria de Abril, una festa famosissima in Spagna ma anche tra i turisti stranieri. Durante la Feria de Abril, la festa civile che si contrappone alla festa religiosa della Semana Santa, esplode la Temporada, la stagione della corrida. La Plaza de toros di Siviglia, la Real Maestranza de Caballeria, ha visto i trionfi dei matador più famosi di Spagna, Ordonez e Dominguin, insieme a uno spettacolo passionale e cruento, dove molti fanno il tifo per il toro, e dove le donne più belle dell'Andalusia armate di ventagli vestono per l'occasione, los trajes de flamenca, un trionfo di gale e sottogale, pettini a coda di pavone, scialli, scollature, pois grandi come lune su tessuti fucsia, verde mela e giallo limone. I ventagli sivigliani (gli abanicos in spagnolo), bisogna saperlo, non servono solo a smuovere l'aria: costituiscono uno squisito complemento alla conversazione e perfino al lessico dell'amore. Un minimo gesto, un impercettibile movimento possono celare gioie dell'animo o pene del cuore.

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Le estati torride

Arance a SivigliaSe vi recate a Siviglia d'estate, troverete un clima caldissimo con temperature che raggiungano con molta frequenza i 40/45 C°! Visitarla con queste condizioni climatiche è assai pesante e vi consiglio di farlo indossando un copricapo per evitare i colpi di sole, da cui il turista pensa sempre, erroneamente, di essere immune. Il periodo migliore per una visita è la primavera  quando gli alberi d'arancio in fiore profumano la città. Molto suggestiva è anche il periodo di  Pasqua, con la Semana Santa, le processioni, i nazarenos (migliaia di fedeli penitenti incappucciati e spesso scalzi) le donne con i costumi tradizionali e i bambini elegantissimi.

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Lasciatevi trasportare dalla musica e dalle tradizioni di Siviglia

Tablao FlamencoSiviglia, oltre ad una serie di straordinari siti storici, è una città segnata dall'arte della sua gente. Sono cose che si capiscono solo quando ci si perde in un assolo di chitarra spagnola nella Juderia, il quartiere ebraico, in un "tablao" di flamenco o guardando una partita del Siviglia o del Betis in TV in un bar di una città divisa tra i colori delle due squadre bianco e verde e bianco. Ecco perché, oltre a fare la mia "visita" di questa città come chiunque altro, ho provato ad avvolgermi nella città come se fossi un sivigliano (anche se per poco) lasciandomi un po' andare.

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Spostarsi a Siviglia

Alcala de GuadairaOltre all'opzione di muoversi a piedi per visitare il centro storico, per spostarsi in città si possono utilizzare i servizi di autobus urbani, che offrono biglietti per 1-3 giorni in modo che si può viaggiare tutte le volte che è necessario per un prezzo fisso. Sono molto utilizzati anche i tram, che partono dal Prado de San Sebastián e da Plaza Nueva. Anche la metropolitana, se ci si allontana dal centro può essere una alternativa. Muoversi in città in bicicletta è molto comune a Siviglia. Le strade sono dotate di corsie preferenziali e si può anche noleggiare una bicicletta in una delle 245 stazioni della città. Molti turisti usano i taxi perché non conoscono bene i trasporti pubblici e non vogliono perdersi in città, è comprensibile. In ogni caso, almeno per quello che abbiamo potuto vedere noi, i taxi non sono cari rispetto ad altre città europee. Se volete approfondire potete andare alla pagina Come arrivare e muoversi a Siviglia.

 

Dintorni

Alcala de GuadairaSe avete tempo, tra una "Feria" e l'altra, visitate le città e i villaggi bianchi nei ditorni di Siviglia, celebri anche per i nidi delle cicogne. I più affascinanti sono Alcala de Guadaira, a 15 km; Cantillana, a 30 km; Carmona, a 35 km; Lora del Rio, a 57 km; Lebrija a 60 km e Maron de la Frontera a 63. A 140 km da Siviglia si trova Ronda, un nido d'aquila, patria della corrida e di famosi matador, a picco su un burrone, raggiungibile solo attraverso un ponte da vertigine. Oltre a queste altre cittadine "bianche" sono: Ubrique, Setenil, Olvera, Zahara, Gaucin, Villamartin, Arcos, Alcala de los Gazules, Medina Sidonia, Castellar, El Bosque e Grazalema. Per approfondire potete leggere l'articolo Dintorni di Siviglia.

Buona Siviglia allora!

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