SIVIGLIA

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GUIDA DI SIVIGLIA: 120 PAGINE DI INFORMAZIONI COMPLETE

 

La città di Siviglia è uno dei simboli della Spagna. Uno di quei luoghi che è entrato nell'immaginario "esotico" della gente pur essendo in Europa. Mezzo mondo sogna prima o poi di visitare la capitale dell'Andalusia; e in effetti, per una città come questa, la parola "sogno" è calzante.  La città di Velasquez, e di Murillo, di Traiano, di Don Giovanni, della Carmen e del Flamenco, conquista il cuore, in tanti modi diversi.

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Le icone della cittàCittà di festeggiamenti e cultura, dove il sole splende quasi 300 giorni all'anno, Siviglia è la destinazione perfetta per un fine settimana o un week-end (ma per approfondire anche una settimana andrebbe bene). Adagiata lungo il fiume Guadalquivir che la collega all'Oceano Atlantico a 70 chilometri di distanza, la metropoli andalusa offre un meraviglioso mix architettonico, frutto del successivo passaggio di greci, fenici, arabi e cristiani. Simboli di questa bella diversità, la sua immensa Cattedrale di Santa Maria della Sede, e la Torre della Giralda, il minareto dell'antica moschea su cui è stata costruita, e naturalmente il palazzo e i giardini del Real Alcazar, costruito dagli arabi e ristrutturato dai re cattolici in seguito. Oltre a questi due monumenti immensi, Siviglia presenta anche e soprattutto un assortimento di quartieri tradizionali e moderni, in cui è bene perdersi, tra piazze monumentali come il Plaza de España o piazze decorate con fontane e aranci, luoghi bohémien come Alameda de Hércules, porte e finestre colorate, vicoli lastricati e patii verdi e fiancheggiati da azulejos. Non appena la temperatura cala, Siviglia si veste di festa e vi invita ad un'atmosfera di flamenco (vedere al riguardo il Museo del Ballo Flamenco) negli innumerevoli bar di tapas che illuminano le sue strade per incontrare una popolazione che a volte sembra vivere all'aperto.

 

Nazarenos - Semana SantaAlla vigilia della Settimana di Pasqua, la Semana Santa, i turisti provenienti da tutto il mondo sono in fila per visitare i musei, e i monumenti che si erano segnati in una guida (magari questa) prima di partire. Ma in quella settimana i monumenti lasciano il posto alle processioni che si susseguono per le strade del centro storico e il profano lascia il posto al sacro. Quasi il 30% degli abitanti appartiene a una delle 60 confraternite che in questi giorni percorrono le vie, spesso scalzi, cantando canzoni e portando enormi figure religiose placcate d'oro. Considerando che gli abitanti della città sono 700 mila, sono 210 mila sivigliani coinvolti...Ecco, questo solo per dirvi quanto le tradizioni e il passato siano ancora parte del vivere quotidiano di questa gente, nonostante internet, le macchine elettriche e WhatsApp.

 

Feria de Abril - SivigliaLa Semana Santa è una parentesi mistica della città a cui segue quella festaiola e godereccia della Feria de Abril. Ma se non avrete l'occasione di venire da queste parti in questi momenti non c'è problema, Siviglia è bella tutto l'anno, e ci sono sempre innumerevoli manifestazioni in calendario. Oltre alle sue bellezze, la gastronomia è un punto cruciale di questa città, che non passa inosservato (come potrebbe). Visitare un ristorante e assaggiare "le tapas" è indimenticabile.  Così come non bisogna dimenticare che questa è la città di tanti illustri personaggi,  oltre che di Velasquez dei poeti e scrittori Gustavo Adolfo Bécquer, Luis Cernuda, Antonio Machado, dell'altro poeta premio nobel per la letteratura Vicente Aleixandre e dell'altro grande pittore Esteban Murillo, dell'Imperatore Traiano, solo per citarne alcuni. Quando cammino per Siviglia mi viene sempre in mente che qui Cristoforo Colombo pianificò, tra queste strade piene di fiori e di aranci, la sua spedizione per le "indie" ed è per questo che è sepolto qui.

 

Pescarori sul GuadalquivirC'è qualcosa nell'aria a Siviglia, uno strano e particolare senso esotico (almeno per me), dove anche la tauromachia e la passione per le corride, la religione, il flamenco e le feste civili fanno parte di un unico scenario che non può lasciare indifferenti. Se a questo si aggiungono gli aromi delle strade, i profumi degli aranci e dei giardini, nascosti nell'ombra di patii di antiche dimore, allora beh, basta chiudere gli occhi un minuto (provate quando sarete da queste parti) e vedere oltre le cose che si vedono. La sensazione è una città quasi irreale, in festa anche quando non lo è.

 

Lo stile moresco dell'AlcazarLa chiave del leggendario e romantico fascino di Siviglia si trova anzitutto nei suoi incredibili e quasi irreali monumenti musulmani (sembra di essere riportati indietro con una macchina del tempo e contemporaneamente in un set di un film). L'Alcázar immensa reggia degli emiri arabi, con i suoi patii marmorei, le pareti colorate di mosaici, i soffitti intagliati in legno e scavati in ingegnose "stalattiti", i giardini incantati e inestricabili; siamo in Europa ma sembra l'oriente. La Giralda ora racchiusa tra gli edifici della cattedrale, è il punto di riferimento di tutta la città, guardate in alto e sarà impossibile perdersi. Ma anche se ci si perdesse poco male, tra i palazzi dalle commistioni moresche come la Casa de Pilatos e la Casa del Duca D'Alba, che mostrano l'essenza (o le essenze) di questo luogo; il tutto fa pensare a uno scenario (lo so è scontato!) da Mille ed una notte.

 

Appena arrivati

 

I colori della cittàIl primo impatto quando si arriva a Siviglia è quello che si può avere giungendo in una tipica grande città con strade larghe e trafficate. Ma tutto cambia quando si comincia a girarla a piedi scoprendone i moltissimi vicoli che costituiscono il centro storico.  L'aeroporto di Siviglia è abbastanza vicino al centro ed è ben servito dalle compagnie aeree low cost; i collegamenti aerei a basso costo ne hanno fatto la meta ideale anche per un semplice fine settimana.

 

Durante il mio ultimo viaggio a Siviglia, il terzo, ho imparato o meglio, capito, la personalità dei quartieri, alcune leggende che nascondono griglie e cancelli sigillati, nonché alcuni angoli un po' pazzi. È proprio per questo che viaggiamo, ci muoviamo e respiriamo, per imparare, o no?Un fine settimana non è sufficiente per conoscere Siviglia in profondità, ma è bello stare qui anche per pochi giorni e migliorare il proprio taccuino dei ricordi con nuove conoscenze ed esperienze.

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Capitale dell'Andalusia

 

Centro storicoCapoluogo di una delle regioni storiche della Spagna, l'Andalusia, Siviglia è situata nel Sud del paese, tra Cordova, Huelva e Cadice, da cui dista rispettivamente 141, 94 e 123 chilometri. L'incredibile commistione di popoli e nazionalità diverse che ha vissuto nei secoli in questo territorio, hanno lasciato un segno indelebile nell'arte, nell'architettura, nel folklore e nella cucina locale.

 

"Chi non ha mai visto Siviglia non ha mai visto una meraviglia", dice un famoso detto spagnolo. La città non manca mai di beni per sedurre e ammaliare i visitatori. I suoi monumenti, come l'imponente cattedrale gotica, si trovano quasi tutti in uno dei più estesi centri storici d'Europa. In poche città si assiste all'irrompere della primavera come a Siviglia, come vera e propria fioritura dopo l'inverno. E' difficile poi combinare meglio di così una visita culturale, vagando e perdendosi in questi vicoli pittoreschi, alternandovi momenti di puro relax a base di degustazioni di tapas, tiepidi notti incantate e serate di flamenco.  Machado aveva ragione, come Bécquer e Cernuda, non c'è niente come Siviglia.

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Il trampolino verso la scoperta dell'America

 

Ventagli SiviglianiSono tanti gli scorci, i monumenti, le strade, le chiese, gli edifici civili da ammirare in questa città Andalusa, che fonde in sé la cultura e l'arte fenicia e romana, araba e cristiana. Un buon modo per avere un'idea generale della città è quella di percorrerla in carrozza, anche se questo può sembrare troppo turistico, ma non lo è. Si tratta di un modo gentile, calmo e rilassato di vedere una carrellata di luoghi indimenticabili; il percorso è piacevole e utile per capire rapidamente come è strutturata Siviglia e quali attrazioni offre a il il costo non è eccessivo.

 

Come potete vedere ci sono innumerevoli ragioni per visitare questa città. Impossibile elencarli tutti. Come ho scritto su, il solo pensiero che qui Cristoforo Colombo (o Colón per gli spagnoli), si  preparava per  partire per quelle che pensava sarebbero state le Indie, mi mette sempre i brividi. Preparava il suo equipaggio, le sue "caravelle" con le provviste e tutto il necessario per andare verso l'ignoto e fortificava le sue speranze per un viaggio che, a quell'epoca, aveva molte possibilità di essere senza ritorno.

Archivio delle IndieSbagliò strada, ma tutti sanno che fu il più felice degli errori (o infelice, dipende dai punti di vista). Per chi ama la storia come me, parlare dell'Archivio delle Indie è come parlare del Sancta Sanctorum. Si tratta di un edificio che ospitava l'ex mercato di Siviglia e dalla fine del XVIII secolo ha probabilmente la più grande collezione di documenti vitali per comprendere la scoperta dell'America, la colonizzazione e anche le avventure dei grandi marinai.

 

Archivio delle IndieLa cosa migliore è che oltre ad ammirare un magnifico interno dove la scala principale è un'autentica opera d'arte in marmo, contiene una collezione di documenti che viene utilizzata in mostre molto interessanti che spiegano e cercano di svelare il rapporto tra Spagna e America, così come gli avatar  di personaggi cruciali di quell'epoca, come i "Conquistadores" Pizarro, Hernán Cortés, l'esploratore Alvaro de Mendaña, l'eploratore e conquistatore Núñez de Balboa, il comandante della spedizione di Magellano, Juan Sebastián Elcano, Bartolomé de Las Casas, il monaco domenicano strenuo difensore degli indios, solo per citare i più noti.

Non molto distante da Siviglia, a Palos de la Frontera nella provincia andalusa di Huelva, in particolare nella località di La Rábida, nel museo locale, presentano una narrazione diversa di questa epopea storica, dove la conquista è stata pacifica e non ci sono prove di massacri, stupri e altre barbarie durante l'arrivo nel Nuovo Mondo degli spagnoli e degli altri europei (ma non andò esattamente così). Si può anche tornare indietro nel tempo e salire sulle repliche delle tre caravelle.

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Si amavano a Siviglia

 

Vicente AleixandreSi amavano.
Pativano la luce, labbra azzurre nell'alba,
labbra ch'escono dalla notte dura,
labbra squarciate, sangue, sangue dove?
Si amavano in un letto battello, in mezzo fra notte e luce...

 

Con questi versi il poeta di Siviglia, Premio Nobel per la letteratura, Vicente Aleixandre, comincia una delle sue poesie più belle. Il poeta parla sempre, continuamente, tra le righe, della sua città solare, quello che fu il più grande porto della Spagna e dell'impero spagnolo, ma che oggi, come spesso succede, visto il delta di terra prodotto dal fiume Gadalquivir, sta lontano dal mare. Lo si percepisce solamente il mare, nei miraggi delle strade cotte dal sole d'estate.

 

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L'antico forziere della Spagna

Guadalquivir e la Torre dell'OroSiviglia è considerata come il più importante centro artistico, culturale, finanziario, economico e sociale del sud della Spagna, nonché il più famoso centro turistico Andaluso.  Con una popolazione di circa 700 mila abitanti è per grandezza la quarta città del paese dopo Madrid, Barcellona e Valencia. Collegata al mare attraverso il fiume Guadalquivir, che è navigabile per lunghi tratti, per tre secoli rimase il porto principale del paese, l'unico autorizzato al lucroso commercio con le La torre della Giraldacolonie, pur non essendo direttamente sul mare. Al riguardo c'era un motivo di carattere difensivo e strategico. La città nell'entroterra si poteva difendere meglio. Con la scoperta dell'America qui si stabilì la Casa de Contratación, un organismo commerciale che deteneva il monopolio dei rapporti economici con le colonie americane. Le enormi ricchezze accumulate in questo periodo fecero della capitare andalusa la città più ricca e cosmopolita del Paese, e della Spagna il paese più potente d'Europa. Il il '500 venne chiamato anche per questo il secolo d'oro, il Siglo de Oro. In questo periodo fu fondata l'Università e la popolazione aumento a circa 150 mila abitanti, tra le più popolose d'Europa.

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I quartieri di Siviglia

Barrio Santa Cruz

I quartieri della città sono cinque: Santa Cruz, Triana, L'Arenal, Alameda, Macarena. Il quartiere più caratteristico di Siviglia è il Barrio de Santa Cruz nel quale spiccano l'Alcázar, cioè il palazzo Reale (in precedenza fortezza araba) e la Giralda,  il celebre campanile della più grande cattedrale spagnola. La torre campanaria fu costruita tra il 1184 e il 1196, in origine era un minareto almohade. Vi consigliamo di fare una passeggiata serale al Barrio Santa Cruz, costituito da piccoli vicoli su cui si affacciano bianche case con le finestre ornate da fiori e chiuse da grate, per apprezzarne a pieno tutto il suo fascino. Tanti i bar e i locali interessanti e di buon livello nonostante la zona sia molto turistica.

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La città degli aranci

 

Plaza Nueva a Siviglia con gli alberi di ArancioTra tutti i profumi e gli odori, quello simbolo di Siviglia è quello dei fiori d'arancio e accompagna il nostro olfatto su e giù durante le peregrinazioni per queste strade nella capitale andalusa. Qui si vantano, e c'è il fondato motivo di credergli, di essere la città che ha più alberi di arancio  al mondo. Chiunque arrivi qui è sorpreso dal fatto che nelle sue strade ci sono circa 40.000 alberi di arancio. Ci sono molte teorie e ipotesi sul perché di questa caratteristica che colora di arancione la città. Parlando con qualche sivigliano la vera ragione risiederebbe nella mitologia greca.

 

Siviglia con gli alberi di ArancioErcole, il mitologico fondatore di Siviglia, da buon eroe, adempì ai 12 compiti che gli vennero imposti da Euristeo. Uno di loro era quello di rubare il bestiame di Gerione a Eriteia (Cadice) e per farlo ruppe la catena montuosa che oggi è lo Stretto di Gibilterra, con le famose Colonne d'Ercole. Dopo aver intrapreso questa missione, attraversò l'Africa per ottenere la mela d'oro dell'immortalità, che è, appunto, legata all'arancia. Prima del suo successivo incarico (far uscire dall'inferno il cane  a tre teste, il Cerbero), Ercole si riposò con la sua mela d'oro, l'arancia.

Oltre alle ragioni mitologiche, l'arancio amaro, una varietà di aranci sivigliani, è stato introdotto in Europa grazie ai marinai genovesi. Questa specie proveniva dall'Asia ed era associata alla felicità del suo proprietario. Per questo motivo, gli arabi impiantarono aranci in tutta la Spagna, soprattutto nel sud (e anche in Sicilia, come si sa).

 

Questa "febbre arancione" si diffuse anche grazie alla convinzione che legava gli aranci alla felicità e alla prosperità. Dal XII secolo in poi, questa credenza divenne così popolare che gli alberi cominciarono ad essere piantati in ogni strada. Alla fine del XII secolo venne anche costruito il Cortile degli Aranci della Cattedrale.

A parte le ragioni di cui sopra, l'arancio di Siviglia veniva usato anche per motivi medicinali, dal momento che nel Medioevo i suoi fiori erano utilizzati come oli curativi e per produrre essenze. E' anche importante ricordare che gli arabi volevano fare di Siviglia un centro mondiale dei profumi, proprio come altre città come Damasco o Baghdad.

Oggi, c'è una grande industria intorno alla raccolta delle arance e anche personaggi pubblici, come la regina Elisabetta II, fa colazione di marmellata di arance sivigliane a Buckingham Palace. Tuttavia, anche se l'arancia amara è più comunemente utilizzata nella marmellata britannica, è anche utilizzata nella produzione di liquori, vini, creme, paste e persino cioccolatini.

 

Il Don Giovanni di Mozart

Il Don Giovanni di MozartIl barrio di Santa Cruz, antico getto ebraico (vedere anche l'articolo La Siviglia Ebraica), è anche  il luogo dove si trova la casa, di fantasia di Don Giovanni, il personaggio del capolavoro di Mozart, tratto a sua volta da una precedente opera teatrale di Tirso de Molina, che ha come protagonista il personaggio di Don Juan Tenorio. Nell'opera di Mozart, sulle scale di una casa di questo quartiere, donna Anna insegue (cantando naturalmente) Don Giovanni. Sopraggiunge il Commendatore padre della signora che vuole difendere l'onorabilità della figlia. Seguono il duello tra Don Juan e il Commendatore e la morte di quest'ultimo.

Il Don Giovanni non è solo uno dei grandi capolavori del genio di Wolfgang Amadeus Mozart, ma anche della storia della musica e della cultura occidentale. Il perfetto equilibrio tra tragedia e commedia, l'esatta definizione musicale e drammatica dei suoi personaggi in tutta la loro complessità, lo scontro tra l'universo dell'alta morale e l'opposizione titanica del protagonista, sono solo alcuni degli aspetti che hanno reso quest'opera irripetibile, irraggiungibile, come lo stesso Mozart.

I due grandi contributi spagnoli alla mitologia e alla letteratura universale sono stati Don Chisciotte e Don Giovanni (Don Juan), entrambi con caratteristiche tragicomiche, entrambi molto ambigui, essendo profondamente umani come la loro leggenda immortale, che rimarrà. Migliaia di pensieri sono stati scritti sull'opera don Giovanni, perché ammette innumerevoli letture, per lo più contraddittorie, è un capolavoro che sfugge continuamente, che se si cerca di definirla, l'unica cosa che si ottiene è limitarla. Qust'opera ha il grande privilegio di avere una vita scenica ininterrotta, nel periodo romantico immediatamente successivo fu molto apprezzata, per Giocchino Rossini per esempio era la sua particolare bibbia e lo stesso Richard Wagner la definì "l'opera delle opere". Scrittori come Goethe, Byron, Hoffmann e Flaubert lo elogiarono con grande passione, Kirkegaard la prese come riferimento per i suoi scritti sull'eros, e non solo, molti compositori come Beethoven, Chopin e Liszt crearono variazioni delle principali melodie dell'opera.

Quando camminate per queste strade, forse vi verrà in mente anche qualche nota di questo capolavoro. Se questo accadrà ne sarò particolarmente felice.

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L'immensa Cattedale

 

Cattedrale di SivigliaPrima o poi, camminando per le strade di Siviglia, poco dopo essere arrivati, ci si imbatte nell'immensità della Cattedrale. Un impatto visivo che a voler trovare un giusto aggettivo si potrebbe definire stupefacente. Poche volte infatti si rimane così colpiti da un monumento, dalla mole enorme di questo edificio dal colore tenue che si staglia nel cielo, quasi sempre azzurro da queste parti avare di pioggia. Arrivando dalla Plaza Nueva, lungo Avenida de la Constituciòn, si comincia a vedere questa imponente costruzione, che diventa sempre più maestosa e grande mano a mano che ci si avvicina, sino a quando giunti sotto di lei ci si sente infinitamente piccoli.

 

Cattedrale di SivigliaEretta tra il 1401 e il 1506, dove un tempo sorgeva la principale moschea almohade della città, è la più grande cattedrale gotica del mondo, la terza chiesa più grande della cristianità dopo San Pietro a Roma e Saint Paul a Londra;  se vi troverete a vederla capirete il perché sia considerata la chiesa più bella di Spagna. Lo stupore per questa costruzione è destinato a crescere nel momento in cui si accede al suo interno; volte altissime e vetrate enormi con splendidi mosaici coloratissimi, che innescano stupendi giochi di luce, arricchiscono i numerosi capolavori contenuti nella chiesa, tra i quali L'immacolata Concezione di Esteban Murillo.  Colpiscono tantissimo il grandioso retablo dell'altare maggiore e il Monumento funebre a Cristoforo Colombo. Se dall'esterno la cattedrale può sembrare grande, dall'interno questa percezione diventa ancor più reale; pensate che il corpo centrale è lungo 130 metri e largo 74 metri, conta 54 cappelle e 80 altari, disposti lungo le cinque navate! Nella Sacristia Mayor è raccolto e custodito il tesoro della cattedrale che può essere ammirato durante l'orario di visita.

 

Del tesoro fa parte la più famosa e forse la più bizzarra reliquia in Spagna le Tavole Alfonsine, riempite da più di 200 pezzi di denti e ossa, che sarebbero appartenute a Alfonso il Saggio (Alfondo X di Castiglia), e utilizzate in seguito da monarchi e condottieri spagnoli come una sorta di amuleto che dava forza e energia in battaglia. Per non confondersi, il termine Tavole Alfonsine si riferisce anche alle famose tavole astronomiche scritte da studiosi ebrei di Toledo nel XIII secolo e poi usate estensivamente sia da Colombo, che da Copernico a Cracovia. Per chi volesse approfondire leggete l'articolo sulla Cattedrale di Siviglia.

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La Giralda

 

Torre della GiraldaA fianco alla cattedrale ecco la Torre della Giralda, alta 100 metri che si vede da quasi tutta la città, e diventa un punto di riferimento unico in caso vi perdiate nelle strette stradine del centro. Questo ex minareto, ora torre campanaria della cattedrale, fu costruito sotto i regnanti arabi Almohadi dal 1172 al 1195, solo 50 anni prima della conquista della città da parte dei cristiani.  Il minareto è la torre, presente in quasi tutte le moschee, dalla quale il muezzin cinque volte al giorno chiama alla preghiera i devoti musulmani. Con un po' di immaginazione si possono forse ancora sentire gli echi del muezzin. Fu trasformata in campanile successivamente con l'aggiunta della guglia terminale (il finale a punta).  Da questa splendida torre si gode una splendida vista su tutta la città. Troverete in qualche punto anche delle iscrizioni romane, frutto di materiale che venne recuperato dalla città romana per la costruzione dei nuovi monumenti della città musulmana. Una particolarità ulteriore è che furono costruiti altri due minareti simili alla Giralda in Marocco, uno a Rabat e uno a Marrakech. La Giralda si sale percorrendo una rampa a spirale e senza gradini, abbastanza larga da permettere a suo tempo a Ferdinando III di salirci a cavallo dopo la conquista del 1248...Continua a leggere sulla Torre della Giralda.

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L'Alcazar


Alcázar di SivigliaDi fronte alla cattedrale si trova il Real Alcàzar di Siviglia, ovvero l'antico palazzo reale; di chiaro stile moresco, il palazzo venne ampliato dai re cristiani, che lo adibirono a loro dimora.  E' una costruzione formidabile, che racchiude nel suo perimetro, oltre a splendide sale e patios, anche un magnifico giardino ricco di vegetazione e fontane (immaginate la maestria degli ingegneri idraulici di tanto tempo fa, che sono riusciti a creare questo giardino rigoglioso in cui il sistema di irrigazione stesso è un'opera d'arte); l'entrata è chiaramente a pagamento, ma i sono soldi spesi più che bene! Si entra dalla Puerta del Leon (porta del leone) e dopo aver attraversato il patio omonimo, ci si trova di fronte alla facciata del palazzo. Prima di accedervi, andate a visitare il Cuarto dell'Almirante (l'appartamento dell'ammiraglio), che si trova in fondo al cortile sulla destra; la sala è molto particolare, forse perché completamente decorata con preziosi arazzi.

 

Al piano superiore ci sono gli appartamenti reali. Dal Patio del Leòn si accede al palazzo attraversando uno splendido portale in stile mudèjar. Dopo, un passaggio rettangolare conduce al suggestivo Patio de las Doncellas, delimitato da un lungo colonnato formato da 52 colonne appaiate, che danno un bel colpo d'occhio. Da qui si inizia la visita alle varie sale del palazzo, che si susseguono.

 

Partendo dal lato nord si entra nel Salon de Carlos V, caratterizzato da un soffitto a cassettoni. A seguire ci sono le tre sale che costituiscono l'appartamento di Maria Padilla; a destra si trova poi una lunga sala da pranzo, anch'essa con un soffitto a cassettoni. Quindi si entra nel Salòn de Embajadores, che è una piccola perla: di forma quadrata e in stile arabo, ha una cupola decorata con arabeschi e stalattiti dorate; si passa quindi alla Stanza di Filippo II, attraverso il quale si giunge al Patio de las Munecas.  Proseguendo la visita, verso il lato Sud, si entra nel Cuarto de los Principes che ha tre splendidi soffitti di legno completamente intagliati, per poi, superato il Dormitorio de los Reyes Moros, ritrovarsi al Patio de Leòn, da cui si è partiti. La visita all'Alcazar dura qualche ora e rimarrà certo nella vostra mente per le geometrie perfette, i colori, le vedute prospettiche, gli intarsi nel legno, la perfetta armonia tra stile arabo e cristiano, il lusso dei Bagni del Sultano immersi nel giardino.

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La Torre dell'Oro

 

Torre dell'OroUsciti dall'Alcàzar ritornate su Avenida de la Constitucìon e andate verso sinistra, tenendo la cattedrale alle spalle, sino ad una piccola piazza; qui prendete la strada sulla vostra destra sino a giungere sul Canale, quindi fatte poche decine di metri verso sinistra arriverete alla Torre dell'Oro. Particolarmente affascinante di sera, perché illuminata dalle luci della strada che si riflettono nel canale, la torre, eretta dagli arabi nel 1200, un tempo era collegata all'Alcàzar da mura di fortificazione, di cui non rimane oggi, purtroppo, più traccia.  La torre era chiamata così per l'effetto creato dal suo scomparso rivestimento di azulejos dorate...Per approfondire leggete l'articolo sulla Torre dell'Oro.

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I luoghi della Carmen

 

Museo Archeologico di SivigliaSeguendo il canale, lasciandosi alle spalle la Torre dell'Oro, si incontra il Ponte di San Telmo; giunti qui, attraversando i giardini che si hanno di fronte e costeggiando, prima sulla destra il Palazzo di San Telmo (edificio Barocco, costruito tra il 1682 e il 1796, che ospita la Presidencia de la Junta de Andalucía) e dopo, sulla sinistra la maestosa Università, ex Manifattura Tabacchi, si arriva in una piccola piazza, nella quale spicca la Statua del Cid Campeador, condottiero spagnolo, figura leggendaria della Reconquista spagnola e signore di Valencia verso la metà dell'anno 1000. L'antica manifattura tabacchi del XVIII secolo dalla facciata barocca, oggi sede dell'Università, è il luogo dove faceva la sigaraia Carmen, il romantico personaggio creato da Mérimée e ripreso dall'opera di Bizet.

Antigua Fàbrica de TabacosCarmen era una gitana sensuale, incostante, volubile e libera descritta nel romanzo scritto da Prospèr Mérimée nel 1845. Carmen è l'emblema di una donna attraente e seducente, la cui passione la porterà a una tragica fine. Scritto in prima persona, parla della presunta confessione che un ex soldato condannato a morte fece a Mérimée alla vigilia della sua esecuzione. Il sergente Don José incontra una bella zingara quando la porta in carcere a causa di una lotta con un collega; nel tentativo di lasciarla sfuggire viene scoperto e, degradato, condannato a un mese di carcere. Dopo aver scontato la pena don José, dopo molti eventi, accetta di vivere nel crimine e diventa un contrabbandiere per essere vicino a Carmen. Antigua Fàbrica de TabacosMa Carmen si stanca presto di questa unione, comincia a trattarlo con disprezzo e finisce per innamorarsi di un altro uomo, il picador Lucas. Don José non si rassegna e finisce per ucciderla. Nasce così il mito di Carmen e dei generosi banditi, dei coraggiosi toreri e dell'esotismo orientalizzante: un'immagine costruita da occhi estranei che ancora oggi persiste nell'immagine di Siviglia. Come è noto, il romanticismo, soprattutto in Francia, ha reso il viaggio in Spagna attraente. All'inizio del XIX secolo, emerse la nuova tipologia del viaggiatore romantico . Era necessario inventare una serie di paradisi perduti, e non c'era un posto migliore dell'Andalusia per questo. L'immagine della Spagna si rinnovò, ma per ricadere nel letargo del luogo comune e del cliché.

Carmen è stata rappresentata nella danza, nel cinema e nel teatro ma deve la sua fama all'opera, che fu presentata il 3 marzo 1875 (e fu un moderato fallimento), composta dal maestro francese Georges Bizet. L'opera era basata sull'omonimo romanzo di Merimée, che riproduceva i luoghi comuni delle donne andaluse e che Bizet inconsapevolmente immortalò.

Carmen rappresenta uno dei miti femminili più esportati ed esportabili della storia. La sigararia zingari, voluttuosamente bella, che faceva impazzire gli uomini, è uno dei grandi miti della città di Siviglia. All'inizio, l'idea doveva essere quella di comporre un'opera divertente. Tuttavia, dal momento stesso della scelta della fonte letteraria, il tentativo umoristico fallì e l'opera si trasferì rapidamente nel regno del dramma lirico. Ci sono alcune differenze notevoli tra il romanzo e l'opera lirica, come il fatto che le montagne e Gaucin scompaiono per lasciare il posto a Siviglia e i suoi scenari.  L'ultimo atto si svolge nell'arena delle corride, la Real Maestranza, la Plaza de Toros, dove Carmen va incontro alla morte.

Quasi di fianco all'università si trova l'Hotel Alfonso XIII, il più famoso degli hotel di Siviglia costruito per l'Esposizione Ibero-Abericana del 1929 in stile neomudéjar.

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I luoghi dell'Esposizione Iberoamericana

Plaza de Espana Meraviglie di SivigliaA questo punto dirigendosi verso destra, lungo Avenida Isabel de la Catòlica, si approda nella bellissima Plaza de España, uno degli spazi architettonici più spettacolari della città, costruita in occasione dell'Esposizione iberoamericana che si tenne a Siviglia nel 1929. La piazza, che si distingue per il suo enorme padiglione semicircolare, è percorsa da un canale e collegata con 4 ponti. Le 50 panchine rivestite di azulejos rappresentano le province spagnole, mostra una mappa della stessa e un dipinto che ne racconta le peculiarità storiche.

Plaza de España a Siviglia come set di Guerre StellariLa piazza è riccamente decorata con mattoni a vista, marmo e ceramica e si trova all'interno del Parco di Maria Luisa, sede vera e propria dell'Esposizione del 1929 e di certo il più bel parco di Siviglia, donato alla comunità a fine '800 dalla principessa Maria Luisa. Dentro il parco ebbe luogo la famosa Esposizione iberico-americana del 1929 e lungo i suoi viali furono eretti i padiglioni dell'Esposizione. Una curiosità. Plaza de España fece da scenario al secondo episodio della saga Guerre stellari La guerra dei cloni di George Lucas. Nel film la piazza rappresenta un palazzo nella città di Theed nel pianeta Naboo. La piazza è stata usata anche come scenografia dei film "Lawrence d'Arabia" del 1963, e del più recente "Il Dittatore" con Sacha Baron Cohen (2012). Oggi è uno dei luoghi preferiti per i locali e visitatori provenienti dall'estero.

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Triana e la Macarena

 Plaza de España - SivigliaSulla sponda opposta del fiume, rispetto alla Cattedrale, sorge il quartiere di Triana, uno dei più amati dai sivigliani, quartiere che è stato per secoli legato al fiume ed al mare. Il quartiere è molto frequentato e numerosi sono i ristoranti e i bar lungofiume. E' una parte della città meno conosciuta ma è molto interessante ed autentica. Un cenno infine al quartiere della Macarena, nella cui Basilica è custodita l'immagine della Vergine Speranza Macarena, che viene portata in processione per la città durante la Semana Santa,  nel periodo di Pasqua; è un immagine molto venerata dai sivigliani e durante le processioni sfila in mezzo al fervore popolare.

Statua di Rodrigo di TrianaAttraversando il ponte di Triana, si raggiunge un altro dei mondi di Siviglia. Il primo a gridare: "Terra!" durante la scoperta dell'America non fu Cristoforo Colombo, ma un marinaio di questo quartiere, Rodrigo de Triana, la cui statua ricorda oggi quel momento leggendario. Un altro Rodrigo, in questo caso chiamato Bastidas, è stato lo scopritore della Colombia e di Panama, così come il fondatore della città colombiana di Santa Marta. Non si può poi non menzionare Juan Belmonte, uno dei toreri più famosi della storia. Per non parlare poi dei tanti musicisti che hanno incarnato la musica andalusa, con personaggi come Paquita Rico, Marifé de Triana, María Jiménez solo per citarne alcuni. Insomma, non è strano sentire note nell'aria in tutta Siviglia, ma in particolare da queste parti.

Calle BetisPasseggiando sul Ponte Isabel II, noto come Ponte di Triana si gode una belle vista del fiume. Attraversata l'altra parte vedete subito una cappella dedicata a Sant'Anna dallo stile "Plaza de España" di Siviglia, progettata dal suo stesso architetto, Aníbal González. Poi ci sono due opzioni: o prendere Calle Betis (molto colorata e fotogenica) a San Telmo e vi fermate per una pausa per mangiare e bere qualcosa con vista sul Guadalquivir o, molto meglio, andate oltre nel quartiere, a partire dal suo mercato di alimentari, costruito sulla cima di un vecchio castello che è stato usato per secoli come una prigione dell'Inquisizione (Castillo de San Jorge). Poi potete andare dritti alla via principale del quartiere, Calle San Jacinto, vitale, pieno di gente e locali  (il più famoso è La Blanca Paloma, sempre pieno, soprattutto nei fine settimana).

Tornando al fiume, si può dare un'occhiata alle botteghe dei ceramisti, alla Chiesa di Santa Anna (costruita per ordine di Alfonso X il Saggio) e poi entrare in Calle Betis.

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Ora è il caso di fermarsi a mangiare qualcosa

Cosa mangiare a SivigliaDopo tutte le vostre visite vi sarà venuta parecchia fame, sopratutto sentendo gli odorini che arrivano dai ristornatiti, ma anche dalle case private. Consiglio di farvi un giro nei bar tipici "tapas bar", mangiatevi uno frittura verace con le mani e bevete un buon vino d'arancia. Potete incontrare dei luoghi parecchio turistici ma difficilmente prenderete una fregatura (in questo caso fatecelo sapere).

Vi consiglio in ogni caso due luoghi autentici e molto diversi (ma ce ne sono tanti altri):

In Calle Mateos Gago, a pochi passi dalla Giralda, il numero di bar è molto altro e avrete l'imbarazzo della scelta. Di solito pieni perché hanno una clientela fissa, ma basta aspettare un po'. Al numero 20 provate con La Goleta, famosa per il suo vino d'arancia servito molto freddo in un barattolo di vetro, accompagnata da una tapas.

Se vi piacciono le patatine fritte e il pesce fritto e non volete spendere troppo, segnatevi questo indirizzo: Calle Santa María la Blanca nº 32 esquina Puerta de la Carne nº2 (appena sotto l'Hotel Puerta de Sevilla). La Freiduría Puerta de la Carne riceve clienti sin dall'Esposizione iberoamericana del 1929. Il motivo della sua fama e della sua longevità commerciale è da ricercarsi nel fatto che in Andalusia viene servito uno dei migliori fritti di pesce. Ci si serve da soli, si va al banco e si sceglie tra la varietà di frittura. Una volta scelto, si mette il tutto in un cono di carta che si può prendere dai tavolini in terrazza o portaselo dietro. Naturalmente, si mangia con le mani. Come dovrebbe essere! Una delizia.

Per approfondire l'argomento potete vedere le pagine Cosa mangiare a Siviglia e Cosa mangiare in Andalusia.

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Il simbolo di Siviglia

Simbolo Siviglia Infine una curiosità sul simbolo della città che potete vedere nella foto qui di fianco. Il piccolo disegno centrale rappresenta una madeja, parola spagnola traducibile come matassa. Quindi, come se fosse un rebus il significato è No Madeia do, cioè No me ha dejado, in italiano, Non mi hai lasciato. Questo emblema, fu dato alla città dal re Alfonso X il Saggio, che visse tra il 1221 e il 1284, il quale voleva in questo modo ricordare la fedeltà della città nella lotta della Spagna cristiana contro quella mussulmana.

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Feste civili e religiose

 

Feria de AbrilIn aprile si tiene la Feria de Abril, una festa famosissima in Spagna ma anche tra i turisti stranieri. Durante la Feria de Abril, la festa civile che si contrappone alla festa religiosa della Semana Santa, esplode la Temporada, la stagione della corrida. La Plaza de toros di Siviglia, la Real Maestranza de Caballeria, ha visto i trionfi dei matador più famosi di Spagna, Ordonez e Dominguin, insieme a uno spettacolo passionale e cruento, dove molti fanno il tifo per il toro, e dove le donne più belle dell'Andalusia armate di ventagli vestono per l'occasione, los trajes de flamenca, un trionfo di gale e sottogale, pettini aPlaza de Toros de la Maestranza coda di pavone, scialli, scollature, pois grandi come lune su tessuti fucsia, verde mela e giallo limone. I ventagli sivigliani (gli abanicos in spagnolo), bisogna saperlo, non servono solo a smuovere l'aria: costituiscono uno squisito complemento alla conversazione e perfino al lessico dell'amore. Un minimo gesto, un impercettibile movimento possono celare gioie dell'animo o pene del cuore.

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Le estati torride

Arance a SivigliaSe vi recate a Siviglia d'estate, troverete un clima caldissimo con temperature che raggiungano con molta frequenza i 40/45 C°! Visitarla con queste condizioni climatiche è assai pesante e vi consiglio di farlo indossando un copricapo per evitare i colpi di sole, da cui il turista pensa sempre, erroneamente, di essere immune. Il periodo migliore per una visita è la primavera  quando gli alberi d'arancio in fiore profumano la città. Molto suggestiva è anche il periodo di  Pasqua, con la Semana Santa, le processioni, i nazarenos (migliaia di fedeli penitenti incappucciati e spesso scalzi) le donne con i costumi tradizionali e i bambini elegantissimi.

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Lasciatevi trasportare dalla musica e dalle tradizioni di Siviglia

Tablao FlamencoSiviglia, oltre ad una serie di straordinari siti storici, è una città segnata dall'arte della sua gente. Sono cose che si capiscono solo quando ci si perde in un assolo di chitarra spagnola nella Juderia, il quartiere ebraico, in un "tablao" di flamenco o guardando una partita del Siviglia o del Betis in TV in un bar di una città divisa tra i colori delle due squadre bianco e verde e bianco. Ecco perché, oltre a fare la mia "visita" di questa città come chiunque altro, ho provato ad avvolgermi nella città come se fossi un sivigliano (anche se per poco) lasciandomi un po' andare.

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Spostarsi a Siviglia

Alcala de GuadairaOltre all'opzione di muoversi a piedi per visitare il centro storico, per spostarsi in città si possono utilizzare i servizi di autobus urbani, che offrono biglietti per 1-3 giorni in modo che si può viaggiare tutte le volte che è necessario per un prezzo fisso. Sono molto utilizzati anche i tram, che partono dal Prado de San Sebastián e da Plaza Nueva. Anche la metropolitana, se ci si allontana dal centro può essere una alternativa. Muoversi in città in bicicletta è molto comune a Siviglia. Le strade sono dotate di corsie preferenziali e si può anche noleggiare una bicicletta in una delle 245 stazioni della città. Molti turisti usano i taxi perché non conoscono bene i trasporti pubblici e non vogliono perdersi in città, è comprensibile. In ogni caso, almeno per quello che abbiamo potuto vedere noi, i taxi non sono cari rispetto ad altre città europee. Se volete approfondire potete andare alla pagina Come arrivare e muoversi a Siviglia.

 

Dintorni

Alcala de GuadairaSe avete tempo, tra una "Feria" e l'altra, visitate le città e i villaggi bianchi nei ditorni di Siviglia, celebri anche per i nidi delle cicogne. I più affascinanti sono Alcala de Guadaira, a 15 km; Cantillana, a 30 km; Carmona, a 35 km; Lora del Rio, a 57 km; Lebrija a 60 km e Maron de la Frontera a 63. A 140 km da Siviglia si trova Ronda, un nido d'aquila, patria della corrida e di famosi matador, a picco su un burrone, raggiungibile solo attraverso un ponte da vertigine. Oltre a queste altre cittadine "bianche" sono: Ubrique, Setenil, Olvera, Zahara, Gaucin, Villamartin, Arcos, Alcala de los Gazules, Medina Sidonia, Castellar, El Bosque e Grazalema. Per approfondire potete leggere l'articolo Dintorni di Siviglia.

Buona Siviglia allora!

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