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Abbazia di San Pietro ad
Assisi
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Restaurata
dopo il terremoto del 1997 che ne ha gravemente
danneggiato le fondamenta, l'Abbazia di San Pietro,
conosciuta per la caratteristica dei suoi tre
rosoni, è una tappa fondamentale di un itinerario
culturale della città. Un esempio unico di edificio
gotico-romanico del 1029, ricostruito nel XII
secolo, il cui interno, con le sue forme pure e gli
affreschi che decorano la navata sinistra, è sempre
particolarmente apprezzato dal visitatore. |
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Anche questa chiesa è stata
inserita nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco
nel 2000 assieme agli altri siti francescani.
L'abbazia,
dopo essere stata utilizzata per alcuni anni come ospedale
civile (tranne la chiesa), ha subito un importante restauro nel
1954. In ogni caso la chiesa ha continuato a costituire un punto
di riferimento per la vita monastica e spirituale di Assisi;
ancora oggi l'abbazia è abitata da una piccola comunità di
monaci benedettini che vivono secondo la nota
regola dell'"Ora et Labora". Dopo aver abitato a San
Pietro per oltre due secoli, intorno al 1252, i Benedettini
abbandonarono il monastero e al loro posto sopraggiunsero i
Cistercensi di Cluny i quali completarono la costruzione
dell’abbazia e della chiesa. La nuova costruzione fu consacrata
da Papa Innocenzo IV nel 1254, unitamente alla Cattedrale di
San Rufino e alla grande Basilica di San Francesco.
Solo nel 1316, in seguita all’ampliamento delle mura, l’Abbazia
di San Pietro fu per la prima volta incorporata e inclusa
all’interno della città. Tra la fine del secolo XV e l’inizio
del secolo successivo furono realizzati alcuni importanti lavori
di ampliamento e di sistemazione della chiesa abbaziale e del
monastero.
Nel
1577 i monaci furono cacciati e sostituiti da sacerdoti secolari
per 36 anni; in questo periodo furono dispersi preziosi
manoscritti e oggetti sacri. I benedettini tornarono a San
Pietro con l’intervento di papa Paolo V che li riportò con la
bolla Romanus pontifex nel 1613. Il monastero venne
soppresso dai Francesi nel 1799, mentre nel 1810 fu trasformato
in ospedale civico per alcuni anni. In seguito sfuggì alle
soppressioni decretate dallo Stato italiano al momento
dell'Unità d'Italia, poiché l’abate Emanuele Lisi nel
1861, aveva creato la prima Colonia agricola d’Italia, a
scopo anche didattico. Anche dopo la chiusura del 1892,
l’abbazia di San Pietro da allora ha continuato ad essere un
centro di vita monastica e spirituale. Dopo essere stata
utilizzata per alcuni anni come ospedale civile (tranne la
chiesa), ha subito un importante restauro nel 1954.
In ogni caso
la chiesa ha continuato a costituire un punto di riferimento per
la vita monastica e spirituale di Assisi; ancora oggi l'abbazia
è abitata da una piccola comunità di monaci benedettini che
vivono secondo la nota regola dell'"Ora et Labora".
La
facciata in pietra rosa del Monte Subasio, molto bella, dalla
forma rettangolare venne portata a termine nel 1268. Presenta un
grande portale centrale - preceduto da due leoni in pietra - e due porte
laterali.
Lo spazio della facciata è diviso tra parte inferiore e superiore da un
cornicione, abbellito da piccoli archetti, sopra il quale si trovano i
famosi tre rosoni con eleganti capitelli. In cima si trova un altro
cornicione anch’esso con archetti. In origine, come per tutte le chiese
benedettine, la facciata terminava con un timpano (la superficie triangolare
racchiusa nella cornice del facciata), che fu però demolito
nell’Ottocento, a seguito di un terremoto. All’esterno svetta il bel
campanile a pianta quadrata.
L’interno dell'Abbazia di San Pietro, così come è tipico in altre chiese
benedettine di quel periodo risulta austero, in pietra, diviso in tre navate
con presbiterio leggermente rialzato e la cripta; delle tre absidi che in
origine costituivano la parte posteriore della chiesa ne rimangono
accessibili solo due. Vicino all’ingresso si notano due tombe del XIV
secolo; altre ve ne sono ai lati del presbitero che è rialzato d’un metro
rispetto alla navata. Nello stesso vi sono affreschi sempre del XIV secolo.
La
cupola che per un certo periodo fu anche decorata con smalti in terracotta,
deve la sua forma ad una struttura, oggi in vista, costituita da una serie
di scalini concentrici. Vi si possono ammirare affreschi del XIV e del XV
secolo. Per singolare contrasto, i locali romanici dell’abbazia ospitano una
raccolta di opere di grandissimi artisti contemporanei (Sassu, Fiume,
Brindisi e di Gregorio).
Si può visitare il sottosuolo dell'abbazia, all'interno del quale si trova
un museo che racconta la storia di questa fondazione secolare. Di grande
bellezza sono le botteghe monastiche, un tempo utilizzate per conservare i
frutti della terra. Con dipinti e statue della chiesa, tra cui un trittico
di Matteo da Gualdo (1470), le sale ospitano mostre temporanee di
artisti contemporanei e una collezione di opere ispirate alla figura storica
di San Francesco, oltre ai presepi natalizi.
Indirizzo: Piazza San Pietro, 1, 06081 Assisi
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