Cattedrale di San Martino a Lucca

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Cattedrale di San Martino a Lucca - Duomo di San Martino

 

La Cattedrale di Lucca, dedicata a  San Martino, è una delle chiese più interessanti e antiche di tutta la Toscana. Al suo interno sono custodite opere d'arte e religiose di notevole importanza: il Volto Santo, una delle reliquie più importanti della fede cattolica, custodito all'interno dell'edificio in una teca ottagonale; il famoso Monumento funebre a Ilaria del Carretto, opera di Jacopo della Quercia; ci sono poi l'Ultima Cena del Tintoretto, dipinti del Ghirlandaio, di Fra' Bartolomeo, Filippino Lippi e diversi altri.

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Cattedrale di San Martino a LuccaLe fondamenta della struttura risalgono al VI secolo, probabilmente sorte per volere dello stesso San Frediano, il monaco irlandese santo patrono di Lucca, ritiratosi ad eremita nei vicini monti pisani, assunto a vescovo per volere dei cittadini e per il quale venne costruita anche la Basilica di San Frediano (vedi apposita sezione dedicata). La vivacità usuale del centro cittadino la vive tuttavia, se così si può dire, la Chiesa di San Michele in foro), mentre il Duomo è invece situato in una parte più tranquilla, a ridosso delle mura di Lucca ed esattamente nella parte opposta della città rispetto alla Basilica. Equidistanti dal Duomo sono anche l'Orto Botanico di Lucca e la Piazza Napoleone cuore della città, davanti al Palazzo Ducale (sede ogni anno del Lucca Summer Festival).

Cattedrale di San Martino a LuccaSe si arriva in treno, la cattedrale è, dopo le mura, il primo monumento storico che s'incontra. In Piazza San Martino ci si arriva comunque sempre da un dedalo di vie e viuzze del centro, vero Porta San Pietro e il Duomo alla vista appare lentamente, quasi fosse nascosto dietro l'angolo. Ad affiancarla è Piazza Antelminelli, riconoscibile per la fontana posta al suo centro del grande architetto lucchese Nottolini. In effetti, la cattedrale si pone ai limiti di quella che era la Lucca romana. Nella zona, ancor prima, la cattedrale trovava in quella che è l'attuale Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata. Non si dovette attendere molto affinché venisse avviata la costruzione di un nuovo edificio religioso, per il quale le intese politiche ed economiche trovarono da subito ampio ristoro. Quel che è noto è che agli inizi del VIII secolo il titolo di cattedrale venne trasferito all'edificio dedicato a San Martino e alla vicina chiesa rimase solo il privilegio di battistero. Nello stesso periodo, a conferma del nuovo status quo, a San Martino arrivarono anche le reliquie di San Regolo, vescovo africano e 'protettore benemerito' della città, tutt'oggi conservate nella cattedrale.

Cattedrale di San Martino a LuccaIntorno alla seconda metà del XI secolo, per volere di papa Alessandro II (nato Anselmo da Baggio e vescovo di Lucca) e alla presenza di Matilde di Canossa, il Duomo venne completamente ricostruito e trasformato a cinque navate. Anche di questa fase però, resta poco, se non qualche testimonianza nel Museo del Duomo, tra cui un busto raffigurante lo stesso papa. Circa tre secoli dopo le navate furono ridotte a tre e la chiesa divenne a croce latina, culmine di un rifacimento stilistico durato diverso tempo e per il quale fu costituita un'apposita confraternita, l'Opera del Frontespizio, poi confluita nel XII secolo nell'Opera di Santa Croce. Ancor prima, nel XII secolo, la facciata venne completata con il portico a tre arcate e la serie di loggette con le colonnine multiformi. La figura che, nella facciata, si nota con una pergamena in mano datata 1204 è opera di Guidetto da Como, figlio di Guido e uno dei Magistri cumacini (maestri comacini), degli artigiani edili provenienti dall'alta Lombardia.

Cattedrale di San Martino a LuccaPrima ancora di raccontare dell'interno, merita una prima menzione la facciata del Duomo di Lucca. Come per quella di San Michele in foro, anche quella del Duomo risulta ricca di insolite caratteristiche: è fortemente asimmetrica, fatto sempre piuttosto raro e strano nelle chiese, in quanto innalzate alla perfezione divina (si noterà infatti come delle tre arcate, quella di destra è più stretta rispetto alle altre due); è riccamente decorata e scolpita, si noteranno scene raffiguranti il 'martirio di San Regolo' (lunetta del portale di destra), la 'Deposizione' (opera di Nicola Pisano) nella lunetta del portale di sinistra, e l'Ascensione di Cristo' nella lunetta del portale centrale. Si noteranno anche le lCattedrale di San Martino a Luccaoggette sostenute da colonnine e da colonne ofitiche e cioè annodate (tipiche dell'architettura longobarda e di quella cistercense, e in senso più stretto ad ampio uso nell'arte comacina, seguita dal Guidetto). Al lato destro della facciata si nota anche la statua a cavallo di 'San Martino' (nell'atto di condividere il suo prezioso mantello con un povero), l'originale del 1233 è custodita all'interno del duomo: nonostante le due figure non siano per niente simili, viene da pensare al cavaliere di Bamberga, presente nella cattedrale di questa città della Germania (si veda la guida di Bamberga, per maggiori informazioni).

Labirinto Cattedrale di San Martino a LuccaPoco più in basso, nell'entrata laterale e sotto l'arcata più stretta della facciata, desta curiosità un grande labirinto intarsiato, nel cui centro si scorge una figura consumata dal tempo. A circondare il disegno queste parole in latino, verosimilmente tradotte: "Questo è il labirinto costruito da Dedalo cretese dal quale nessuno che vi entrò poté uscire eccetto Teseo aiutato dal filo d’Arianna". Molti riferiscono il labirinto di Lucca come frutto del mistero, ma in effetti va ricordato che la città si trovava nel bel mezzo della Via Francigena, lungo la quale i labirinti di certo non mancano (tanto da essere anche definita Via dei labirinti): li troviamo infatti molto concentrati lungo il percorso che da Pavia arriva fino a Lucca, passando anche per Piacenza e Pontremoli.

A Lucca il pellegrino arrivava per veder il Volto Santo e possibilmente proseguiva verso Roma, o viceversa, verso Santiago de Compostela. Certo si sa, il labirinto affascina i cultori del simbolismo più misterioso e può essere oggetto di numerose interpretazioni tutte piuttosto coerenti (si noterà la similitudine del labirinto di Lucca con quelli della Cattedrale di Chartres in Francia e con il labirinto di Alatri in provincia di Frosinone); di certo rimanda nell’immediatezza ad un percorso intricato e difficile da superare e che re-interpretato in senso cristiano si trasforma nell’allegoria del percorso tortuoso che deve portare alla salvezza dell’anima. Non è questo forse l'intento di ciascun pellegrino nel raggiungimento della propria meta?

Ultima cena di Jacopo TintorettoUna volta all'interno della cattedrale si è sopraffatti da un senso di ampio spazio e marcato verticalismo. La pianta è a croce latina e divisa in tre navate, le atmosfere sono gotiche e arricchite da elementi romanici. Si noterà la differente altezza tra la navata centrale e quelle laterali, altro esempio caratteristico di questa chiesa. Alle pareti di quelle laterali si incontrano vari dipinti, tra cui l'Ultima cena di Jacopo Tintoretto (1518-1594).  Quest'ultimo capolavoro è di una bellezza soprendente. Tintoretto dipinge questo tema alla fine della sua carriera artistica e della sua vita. Ha dipinto lo stesso tempo altre volte, ma quest'ultima "Ultima Cena" è qualcosa di diverso. Utilizza una tela grande, con l'intento di utilizzare una prospettiva completamente nuova e lontana diversa dai canoni tradizionali; i dodici apostoli sono seduti attorno aalla tavola messa in obliquo, su cui sono appoggiati diversi oggetti per la cena, tra cui spicca il vino ed il pane, gli elementi dell’Eucarestia. Ma c'è qualcosa di incosueto per un tema del genere, una misteriosa donna che sta in primo piano, sul lato sinistro della scena, intenta ad allattare un Monumento a Ilaria del Carretto nella Cattedrale di San Martino a Luccabambino al seno. Si tratta di un personaggio simbolico che collega 2 tipi di nutrimento: quello materiale e quello spirituale, ovvero i 2 livelli che si uniscono nell’Ultima Cena di Cristo. Come in altre opere dello stesso tema Tintoretto ritrae sia il momento dell'Eucaristia, sia il momento in cui Cristo annuncia la presenza di un traditore tra gli apostoli. Questo si può vedere dalle reazioni concitate dei discepoli increduli. Cristo è al centro della scena con un’aureola luminosa e forte che sembra quasi che stia per aprire un varco verso il paradiso.

Monumento a Ilaria del Carretto nella Cattedrale di San Martino a LuccaPoco oltre, custodita nella sacrestia laterale, si trova il Monumento funebre a Ilaria del Carretto, di Jacopo della Quercia (1408), una delle opere scultoree più importanti del patrimonio artistico italiano. Sempre nella sacrestia si trovano altri dipinti d'arte medievale, tra cui Madonna con il Bambino tra i SS. Pietro, Clemente, Paolo e Sebastiano di Domenico Ghirlandaio (1479) e nella lunetta superiore un Cristo morto sorretto da Nicodemo, attribuito alla bottega di Filippino Lippi. Sempre all'interno della Sacrestia, si ammirano una tempera su tavola, del XII secolo (Cristo crocifisso tra Ghirlandaio - Cattedrale di San Martino a LuccaMaria e Giovanni dolenti, con scene della Passione) ed il Polittico Madonna col Bambino e i santi Agnello, Regolo, Antonio abate e Riccardo di Francesco d'Andrea Anguilla del XV secolo (tempera su tavola), di questo artista si veda anche un altro polittico nella Cappella del SS.mo Sacramento, la Madonna col Bambino e i Ss. Nicola, Biagio, Antonio Abate e Valeriano, inizio XV secolo. Dal lato opposto alla sacrestia, spicca l'antico crocifisso del Volto Santo (o Santa Croce) conservato in un apposito "tempietto" di costruzione quattrocentesca, ad esso abbiamo dedicato un'apposita sezione a cui rimandiamo il lettore. Nel complesso, si ammirano altre opere di valore storico-artistico, tra cui una "Madonna col Bambino fra i Santi Giovanni Battista e Stefano" di Fra' Bartolomeo, realizzato con tecnica a olio su tavola nel 1509, misura 165 x 152 cm, un Adorazione dei Magi di Federico Zuccari, un San Girolamo di Paolo Biancucci (Sacrestia) già riferito al Guercino (per ammirare questo artista, lo sappiamo, dobbiamo andare in un'altra chiesa di Lucca, la Chiesa di Santa Maria Forisportam), e i Monumenti funebri Da Noceto e Bertini di Matteo Civitali (1436-1501). Il Catino absidale fu affrescato da Giovanni Coli e Filippo Gherardi, nel 1681. Da non mancare, infine, la visita al Museo del Duomo di Lucca.

 

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