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Cosa vedere a Palermo -
16 luoghi interessanti da visitare
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Palermo
offre una delle esperienze culturali più interessanti al visitatore
interessato ad esplorarla. Goethe la vide dal mare nel 1787, durante il suo
'Gran
Tour d’Italia', il viaggio
nel quale descrisse le meraviglie della nostra penisola, descrivendola sotto
la luce dei raggi del sole, che andavano a trasformare con il "riverbero
tutte le facciate in ombra delle case... le cime degli alberi illuminate di
luce riflessa, ondeggianti come grandi sciami di lucciole". |
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Città
ricchissima di storia e di architettura, una delle poche ad unire epoche e
culture, la Palermo storica è concentrata in particolare nella zona
chiamata ‘Quattro Canti’ (detta anche il Teatro del Sole,
o Ottagono del Sole, essendo sempre esposta al sole, anche
conosciuta con il nome di Piazza Villena o Vigliena), una
piazza a forma ottagonale, dalla quale si arriva grosso modo ai quartieri
storici come l’Alberghiera, il Capo, Loggia, La
Kalsa, e dove si incrociano le due arterie principali della città:
Via Maqueda e Via Vittorio Emanuele, quest’ultima anche nota come
il Càsaro. Non sono di certo gli unici, tipici e
pittoreschi quartieri di Palermo, molto altro ci aspetta in città, come i
quartieri di Ballarò e Vucciria a continuare a raccontare di
luoghi intrisi di storia e di magia. Nella zona più antica troviamo i
monumenti più famosi della città, oltre che la mista bellezza medievale e
nordafricana delle tipiche strade e piazze siciliane.
La città si posiziona in una splendida zona
paesaggistica, estesa ai piedi del Monte Pellegrino, riversa
nell’ampia insenatura della costa tirrenica e ai margini della fertile
Conca d’Oro. Ricca com’è di testimonianze storiche e architettoniche e
allietata da parchi lussureggianti, rimane ancora oggi una delle più
importanti mete turistiche italiane e internazionali. Crogiolo culturale
sin dall'antichità, da quando vi combatterono Fenici e
Greci nel V e VI secolo a.C., Palermo diventò poi Romana,
Bizantina, Araba e Normanna, Sveva, Spagnola,
unificandosi successivamente all'Italia, e diventando di recente (nel 2015)
sito UNESCO e Capitale Italiana della Cultura 2018.
Il suo nome, Pànormos (‘tutto porto’), come
la chiamavano gli antichi marinai, risuona dolce nei meandri dell’antico
centro storico, dove tutte le strade respirano di cultura, come i suoi
monumenti e i suoi mercati, unici nel suo genere. Dallo stile bizantino e
arabo a quello barocco e liberty, la città con la sua architettura
incanta e innamora l’animo, mentre i profumi ambulanti trattengono lo
spirito con i mille sapori di una tradizione culinaria millenaria.
La zona più interna della città è tagliata
dalle due strade, Corso Vittorio Emanuele (il Càsaro) e
Via Maqueda, nata nel Seicento. Insieme arrivano in modo ortogonale
nella Piazza dei Quattro Canti e tra vie irregolari e strette, che
richiamano le atmosfere arabe, si avviano verso la città moderna, che da
Via della Libertà si sviluppa ai piedi del monte.
Visitiamo la città nei suoi più importanti
percorsi, così come in quelli più nascosti, per scoprirla e visitarla più di
una volta.
Palazzo dei Normanni
Il cuore storico della regia palermitana è
qui, quella che un tempo fu la residenza voluta dai Normanni nel XII
secolo, cuore di una civiltà artistica influenzata dagli stili arabi e
bizantini. Visitare questa imponente struttura, che quasi con prepotenza si
staglia allo sguardo del visitatore, significa viaggiare alla scoperta di
tutte le culture che hanno abitato la Sicilia: qui hanno avuto sede i
sovrani normanni e svevi, e poi i viceré spagnoli, fino alla corte borbonica
e all’Assemblea regionale siciliana, che dal 1947 ha sede in una delle sale
del palazzo. L’arte e l'architettura tramandata fino a noi dagli antichi
affascina, dalle fastose sale di rappresentanza e fino alla chiesa
inferiore, passando per quella splendida cappella palatina arabo-normanna,
vanto della Sicilia ma anche dell’Italia intera. Fu grazie a Roberto d'Altavilla,
anche noto come il Guiscardo, che nel 1047, all'età di 22 anni,
questa parte di Sicilia - già in mano agli arabi - divenne uno dei regni più
illuminati del medioevo. Un crogiuolo di dotti e sapienti di culture
diverse, uniti nel portare alto il nome di quelle terre. Ruggero II d'Altavilla
in seguito si fece incoronare re nella Cattedrale di Palermo,
costruendo la sfarzosa cappella in una fortezza saracena, il palazzo di
Al Qasr. All’interno si ammirano, sale e chiese e cortili, non solo la
cappella Palatina, fulcro del palazzo, e lo Scalone d’Onore,
il Cortile Maqueda, la Sala di Ruggero con i mosaici dorati…
continua a leggere
Palazzo dei
Normanni.
Cappella Palatina
Arabo-Normanna di Palermo
La Cappella Palatina arabo-normanna
(1130-40) è situata all’interno del Palazzo dei Normanni (oggi sede del
Parlamento siciliano). Un tempo cappella reale del re di Sicilia
normanno, è stata riconosciuta nel 2015 parte del Patrimonio UNESCO
quale importante esempio di architettura arabo-bizantina. Quella che Guy
de Maupassant definì "il più bel gioiello religioso sognato dal
pensiero umano", fu una delle tappe d’obbligo di
Goethe
e i viaggiatori del Gran Tour. Al
suo interno, l’elegante mosaico è indicato come uno dei più belli e meglio
conservati d’Italia e la struttura è così grande e splendida che l’essere
indicata come ‘cappella’ è davvero riduttivo: si tratta in realtà di
una basilica a tre navate absidate, con 12 colonne di granito dai
capitelli corinzi, a sostenere archi a sesto acuto sopra un pavimento in
marmo decorato con motivi geometrici. Fu costruita per volere di re
Ruggero II d’Altavilla, re normanno di Sicilia, a partire dal 1129 e
consacrata nel 1140 come cappella privata della famiglia reale. Situata al
primo piano di quello che da antico castello divenne una splendida reggia,
residenza anche di normanni, svevi, viceré spagnoli e corte borbonica.
Rappresenta la grande varietà di culture del Regno di un tempo, una sintesi
di elementi architettonici arabi e bizantini, islamici e cristiani, oriente
e occidente… continua a leggere
Cappella
Palatina.
Cattedrale di Palermo
La Cattedrale di Palermo è il simbolo
dello stile arabo-normanno in Sicilia. La si vede da subito, con la bella
cupola, i campanili simili a dei minareti e il colore sabbia quasi fosse
perennemente baciata dal sole. Avvicinandosi lungo la via Vittorio Emanuele,
lo sguardo ammira il Cassaro alto, il piazzale caratterizzato da alti alberi
di palma e da secoli punto d’incontro della comunità palermitana. Una volta
entrati, il bel portico quattrocentesco, in stile gotico-catalano, e lo
splendido campanile maggiore invitano ad entrare per apprezzare il ricco
tesoro artistico e storico custodito all’interno. Dedicata alla Vergine
Maria Assunta in Cielo, dal 2015 la Cattedrale è parte del Patrimonio
UNESCO della Palermo arabo-normanna. Venne fondata nel tardo XII secolo
e più volte rimaneggiata tra il XVI ed il XVII secolo. Al suo interno sono
presenti le cappelle delle tombe reali, la tomba di Federico II e
Costanza d’Aragona, più di altri regnanti incluso Ruggero II di
Sicilia, Guglielmo d’Aragona, Federico III d’Aragona.
L’interno è riccamente decorato da splendidi affreschi e da mosaici
risalenti al XII e XIII secolo. Sono presenti numerose sculture, tra cui
quelle del Gagini e del Villareale, un famoso dipinto del
Velasquez (‘Assunzione’), più altri dipinti di artisti
sconosciuti. A Santa Rosalia de' Sinibaldi, patrona della città di
Palermo, è dedicata una cappella meridionale, che si ammira anche
all’esterno. La cripta contiene ventuno tombe appartenenti agli arcivescovi
di Palermo, più il famoso ‘Tabularium’, un importante archivio
storico di importanti latino, greco e arabo. Il Tesoro della Cattedrale
ospita la corona di Costanza di Sicilia, custodita sin dal 1491… Continua a leggere
Cattedrale di
Palermo.
Chiesa di San Giovanni
degli Eremiti
La chiesa di San Giovanni degli Eremiti
di Palermo, del XII secolo, situata a poche decine di metri dal Palazzo
dei Normanni, rappresenta un classico esempio di architettura
arabo-normanna siciliana: monumento palermitano tra i più suggestivi,
con decorazioni in stile arabo, giardini e decadenti chiostri e un tocco
esotico inconfondibile. Dal 2015 è parte del Patrimonio UNESCO della
città di Palermo. Già nell’anno 581 San Gregorio Magno e la madre
Santa Silvia fondarono in questo stesso luogo un monastero, distrutto
nell’842 per mano dei Saraceni. Accanto, veniva intanto fondata la chiesa
di San Mercurio con i suoi monaci eremiti. La riedificazione avvenne
grazie a re Ruggero II. Dall’esterno l’edificio si presenta di forma
quadrangolare a moduli cubici, sormontato da cupolette intonacate di rosso,
con un chiostro circondato da archetti su colonne binate. Il campanile si
trova sulla sinistra dell’edificio ed è anch’esso provvisto di cupoletta
rossa sulla cima. Sulla parte opposta, a destra, sono presenti i richiami di
un edificio probabilmente adibito a moschea, più un’antica cisterna araba.
L'interno è… continua a leggere
Chiesa di San
Giovanni degli Eremiti.
Chiesa della Martorana
A vedere la chiesa della Martorana di
Palermo non può che venire in mente un solo pensiero: che sia una
delle chiese più belle mai viste al mondo. Anche conosciuta come
chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, è stata dichiarata Patrimonio
UNESCO nel 2015, insieme alla serie di monumenti arabo-normanni della
città. Si ammira per essere adornata da mosaici di maestranze bizantine, del
XII secolo, e da affreschi in stile barocco del Settecento. I mosaici sono
tra i meglio conservati al mondo e risalgono al periodo di prima costruzione
dell’edificio: si apprezzano in particolare quelli che su sfondo dorato
raffigurano da una parte l'incoronazione di Ruggero II vestito da Cristo,
e d’altra il Cristo pantocratore circondato da arcangeli. Nel
complesso l’ambiente si presenta incorporato in una struttura barocca a
tre navate, caratterizzato dal lascito più prezioso delle sue origini
più antiche. Originariamente fu costruita da Giorgio di Antiochia,
ammiraglio di Ruggero II, nel 1143, ed è così chiamata in nome di
Eloisa Martorana, che fondò in questo stesso posto un successivo
monastero. L’edificio appartiene alla chiesa della comunità
italo-albanese, con liturgia secondo il rito bizantino. La struttura si
affaccia su Piazza Bellini, venne alterata nel XVII secolo, con
affreschi in stile barocco. Alla chiesa è legata una delle più note
specialità dolciarie palermitane, la Pasta di Martorana…
continua a leggere
Chiesa della
Martorana.
Cattedrale di Monreale
La Cattedrale di Monreale, dichiarata
dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità nel 2015, è considerata una delle
chiese più belle al mondo. Arte, storia, architettura, riunite in uno
splendido e imponente unisono a circa 10 km da Palermo, alle pendici del
monte Caputo e dominante su tutta la Conca d’Oro palermitana e la
vallata del fiume Oreto. Seimila metri quadri di mosaici, pianta a croce
latina lunga 102 metri e larga 40, tre navate separate da due file di nove
colonne ciascuna, più cappelle e chiostri: una storia senza eguali, grazie
al Regno normanno di Sicilia, che tra l’XI ed il XIII secolo unì in
simbiosi elementi nordici, bizantini e islamici come pochi nell’area del
Mediterraneo: la Sicilia a quei tempi era un territorio ricco di culture,
popolato da andalusi, marocchini, nordafricani, persiani, ebrei, sudanesi,
bizantini, genovesi, magiari. L'edificio è il fulcro di un complesso
monumentale molto vasto, che già dall’epoca normanna comprendeva oltre alla
chiesa, anche un monastero benedettino e un palazzo che fu simbolo del
potere reale. Venne costruito a partire dal 1174 per volere di Guglielmo
II d'Altavilla, detto 'il buono', re di Sicilia dal 1166
al 1189 e… continua a leggere
Cattedrale di
Monreale.
Chiesa di San Cataldo
La chiesa di San Cataldo venne
costruita nel 1154 sui resti delle antiche mura punico-romane di Palermo.
Dal 2015 parte del patrimonio UNESCO. Si posiziona alla destra della
chiesa della Martorana, su piazza Bellini, poco distante
dall'incrocio Quattro Canti. All’esterno, è riconoscibile per la sua
forma a parallelepipedo di conci tufacei, e per essere sormontata da tre
grandi cupole in stile arabo, intonacate di rosso. Conosciuta anche per il
bel pavimento musivo, è sede religiosa dell’Ordine equestre del San
Sepolcro’ (Cavalieri del Santo Sepolcro), a cui si deve nel 1937 un
nuovo restauro (dopo quello del Settecento) e il ripristino del culto
ecclesiastico, quando la chiesa prese sede al posto dell’ufficio della posta
Regia. L’edificio venne concepito a metà del XII secolo, quale cappella di
un sontuoso palazzo, costituendo parte di un complesso monumentale di cui
oggi non esiste traccia. Il committente della cappella, e del palazzo, fu
Majone da Bari, Gran Cancelliere e Grande Ammiraglio di re Guglielmo
I. L’interno risulta spoglio, severo, tipico di una struttura romanica e
normanna, e risulta impreziosito da un pavimento riccamente decorato a
tarsie policrome in marmo e porfido... Continua a leggere
Chiesa di San
Cataldo Palermo.
Palazzo Arcivescovile e
Museo Diocesano
Il Palazzo arcivescovile si trova accanto
alla Cattedrale di Palermo e ospita il Museo Diocesano, nel cui
interno sono custodite importanti collezioni d’arte di notevole interesse
storico e artistico, provenienti da diverse chiese palermitane e del
territorio circostante, anche quelle non più esistenti. Il palazzo è
riconoscibile per la sua imponente struttura e per essere ‘ancorato’
alla Cattedrale dai due arcoponti di via Bonello, più una serie di
elementi architettonici derivanti da differenti epoche storiche. Venne
costruito originariamente nel XV secolo, commissionato dall'arcivescovo
Simone Beccadelli. Nel portale gotico – catalano cattura
l’attenzione un’elsa di spada conficcata al lato dello stesso
portone, a circa tre metri dal suolo: la leggenda racconta di un
omicidio commesso nel XII secolo… continua a leggere
Palazzo
Arcivescovile e Museo Diocesano Palermo.
Porta Nuova
La Porta Nuova di Palermo, per secoli
il principale punto d’accesso alla città, continua ancora oggi a destare
ammirazione per imponenza e architettura barocca. Venne costruita per la
prima volta nel 1583, su commissione del viceré Marcantonio Colonna,
eretta con un tipico schema classico ad arco di trionfo, in occasione della
vittoria di
Carlo V sulle armate turche. Venne totalmente distrutta
nel 1667 e quindi ricostruita nel 1669. Si ammira per la bella struttura
architettonica, per la forma piramidale rivestita da piastrelle policrome
maiolicate in cima, su cui si nota l’immagine di un’aquila ad ali spiegate.
Alta circa 43 metri, si prospetta da una parte su corso Vittorio Emanuele,
dall’altra su corso Calatafimi. Ci lavorarono nel tempo diversi
architetti, ad iniziare da Giorgio di Faccio, a cui venne affidato il
primo apparato decorativo; seguito dall'ingegnere Giovanni Antonio
Salamone, che contribuì alla decorazione della parte superiore, e quindi
da Giovan Battista Collipietra, a completamento dell'intero
l'apparato decorativo. Nella seconda metà del Seicento, a seguito di una
esplosione, l'architetto Gaspare Guercio… Continua a leggere
Porta Nuova di
Palermo.
Chiesa del Santissimo
Salvatore
La chiesa del Santissimo Salvatore di
Palermo, situata in zona dell'Albergaria / Palazzo Reale, nel
centro storico, è uno dei monumenti architettonici più belli del capoluogo
siciliano. Riconoscibile per il suo stile barocco, fu costruita nel 1682 in
un’area precedentemente occupata dall’antico monastero femminile di suore
basiliane di rito greco-bizantino, fondato da Roberto Guiscardo
nel 1072. La regina Costanza d’Altavilla, prima che sposasse
Enrico VI di Svevia, e anche la santa patrona, Santa Rosalia,
vestirono entrambe l’abito basiliano, come monache del monastero del
Santissimo Salvatore, nel XII secolo. L'edificio attuale, visibile nella sua
forma a pianta ellittica e cupola ovoidale, è il risultato di innumerevoli
rimaneggiamenti. Il progetto iniziale fu dell’architetto Paolo Amato,
che eseguì i lavori con il contributo di Giacomo Amato, Gaetano
Lazzara, Angelo Italia, e vi furono anche Filippo Tancredi
e Vito D’Anna, quest’ultimo attivo in epoca borbonica e padre della
maggior parte delle opere pittoriche, incluso l’affresco della cupola, che
riproduce la "Apoteosi di San Basilio, di cui oggi ne rimane solo una
parte. Si noteranno in particolare il camminamento esterno, che offre
una panoramica a 360° sulla città, e l’interno, una meraviglia di
decorazioni a stucco, marmi policromi e affreschi, e il lungo ballatoio in
uso dalle monache per assistere indisturbate alle messe… continua a
leggere
Chiesa del
Santissimo Salvatore Palermo.
Palazzo Pretorio e
Fontana Pretoria
Il Palazzo Pretorio di Palermo è un
altro monumento d’interesse storico-della città, insieme alla piazza nel
quale si affaccia, la Piazza Pretoria, impreziosita a sua volta dalla
bella Fontana Pretoria. Insieme costituiscono un angolo della città
impossibile da non visitare. Piazza ed edificio si posizionano accanto ad
altri importanti monumenti, come la piazza Quattro Canti, la
chiesa di San Cataldo e la chiesa della Martorana. Nella piazza
si affacciano inoltre anche la chiesa di Santa Caterina da Siena, con
annesso monastero, riconoscibile dalla facciata in stile barocco siciliano,
e il Palazzo Bonocore, di prospetto neoclassico (benché inizialmente
edificato nel XV secolo), nel cui interno è ospitato il Museo
multimediale sul patrimonio immateriale siciliano. Il palazzo, oggi sede
del Comune di Palermo, si affaccia sulla piazza con al centro la bella
Fontana Pretoria, anche nota come Fontana della Vergogna, e
definita da Giorgio Vasari come "fonte stupendissima che non ha
pari a Firenze o forse in Italia", costruita a Firenze nel Cinquecento e
poi venduta alla città di Palermo… Continua a leggere
Palazzo
Pretoria e Fontana Pretoria.
Chiesa di San Giuseppe
dei Teatini
La chiesa di San Giuseppe dei teatini è
sicuramente il più significativo esempio di stile barocco siciliano.
Venne costruita all'inizio del XVII secolo da Pietro Caracciolo e
Giovanni di Besio e sfoggia una bella facciata e una grande cupola
ricoperta da maiolica con classici colori blu e gialli. All'interno, grandi
colonne di altezza variabile sorgono maestose e fanno da cornice agli
affreschi della navata centrale, dipinti dal Filippo Tancredi, e al
grande crocifisso di Fra Umile del Petralia. Nel Seicento, durante i
lavori della nuova chiesa, fu rinvenuta una fonte semi-interrata nella
cripta di Santa Maria della Provvidenza, l’antica chiesa ipogea:
in tempi più antichi i fedeli in pellegrinaggio si recavano in questo luogo
per prendere l’acqua ritenuta miracolosa da sotto l’altare. La chiesa si
posiziona in uno degli angoli della piazza incrocio Quattro Canti,
anche nota come Piazza Villena (o Teatro del sole), a nord
della strada del Cassaro (odierno Corso Vittorio Emanuele), tra
Via Maqueda e piazza Pretoria, dove ha sede la famosa Fontana
Pretoria e il Palazzo Pretorio… Continua a leggere sul
Chiesa di San
Giuseppe dei Teatini.
Mercati di Palermo
Da sempre, la città di Palermo è considerata
la patria dei mercati rionali più colorati, vivaci e più antichi. Ritraggono
il luogo ideale per immergersi nel passato e nelle tradizioni culinarie più
antiche della città e della Sicilia intera, e andando anche oltre, visto che
molto spesso si ha l’impressione di ritrovarsi in un souk nordafricano. Ci
si arriva, passando tra quartieri pieni di storia, palazzi decadenti pieni
di memorie antichissime, chiese dall’impronta arabo-normanna o anche solo
barocca, e attraverso spazi e porte che segnano quella che un tempo era la
difesa della città. Sono un impagabile combinazione di colori e profumi ed
emanano una magia elettrizzante. I tre mercati più importanti e storici di
Palermo sono: la Vucciria, il Capo, e quello più
antico e conosciuto, Ballarò, nel cuore della città… Continua
a leggere sul
Mercati di
Palermo.
Castello di Zisa
A Palermo è da non perdere la visita
al Castello di Zisa. Passando da Porta Nuova e percorrendo via
Colonna Rota, per poi arrivare in via Zisa, troviamo infatti uno dei
monumenti più importanti della Palermo arabo-normanna, riconosciuto
come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2015. L’aspetto esterno
è quello di una fortezza rettangolare, alla quale conferiscono sobria grazia
le arcate cieche, che un tempo racchiudevano delle finestre, e una merlatura
aggiunta successivamente. Sui lati s’innalzano due torri quadrate.
All’interno, il palazzo presenta delle sale riccamente decorate in stile
arabo, di cui la più famosa è sicuramente la sala centrale, con un
elegante mosaico e una fontana nel centro. Il nome ‘Zisa’ deriva
probabilmente da "Al-Aziz" (che in arabo significa nobile, glorioso,
magnifico). Il vocabolo (in caratteri nashi), rinvenuto nella fascia
epigrafica del vestibolo del palazzo, denota la particolarità d’uso islamico
di caratterizzare con un appellativo gli edifici civili più importanti.
Risalente al XII secolo, al periodo della dominazione normanna in Sicilia,
fu fatto innalzare da Guglielmo I di Sicilia dal 1165… Continua a
leggere sul
Castello di
Zisa.
Palazzo di Cuba
Nel corso Calatafimi si trova Il Palazzo
della Cuba, conosciuto anche come "Cuba Sottana" per distinguerla
da Cuba Soprana, una torre di impianto rettangolare oggi non più
esistente in quanto inglobata tra le strutture della settecentesca Villa
Napoli. Contemporaneo a quello della Zisa, molto simile e di eguale
bellezza, venne portato a termine nel 1180 per volere di Guglielmo II.
Una sontuosa reggia, che presenta tutti i caratteri dell’architettura
normanna, e anch’esso situato in quello che era il parco da caccia
Genoard, un’area con vigneti, frutteti e con una grande peschiera. Le
origini del nome Cuba non sono ancora chiare, ma ci sono più
ipotesi: si narra che Cuba fosse una principessa, figlia di un emiro arabo e
che il palazzo sia stato il suo regalo di nozze; altri invece affermano che
Cuba era il nome di tutta la zona, trasformata dai Normanni in un grande
parco; oppure, per altri ancora, era il nome di una sorgente. Il palazzo
restò di proprietà del regno di Sicilia fino agli inizi del XIV secolo,
1320, quando poi divenne proprietà di privati; e fu in questo stesso secolo
che venne menzionato dal Boccaccio nel suo "Decamerone", nella
sesta novella della quinta giornata quando descrive l’amore di Giovanni
da Procida per una fanciulla destinata a Federico II d’Aragona e
chiusa nel palazzo reale… Continua a leggere su
La Cuba di
Palermo.
Teatro Massimo
Il Teatro Massimo è il principale
teatro lirico della città di Palermo, nonché il più grande teatro
d’Italia. Dopo l'Opéra National di
Parigi
e la Staatsoper di
Vienna,
il terzo teatro più grande d'Europa. Le sue lussuose decorazioni e le
imponenti dimensioni suscitarono all’epoca le invidie di molti. Il teatro fu
progettato dall’architetto Giovanni Battista Basile, il quale morì
senza poter vedere finita l’opera; fu quindi portato a termine dal figlio
Ernesto. Il maggior splendore il teatro lo raggiunse tra il 1906 ed il 1926
in pieno periodo liberty, anni in cui Palermo era diventata una delle
città più alla moda e meglio frequentate d’Italia, con le arti, la musica e
la letteratura molto fiorenti. Oggi appare ancora splendido ed elegante
nella sua imponente facciata in
Art Nouveau - Stile Liberty.
Palazzo venne edificato nel 1875 e inaugurato il 16 maggio 1897 con il
Falstaff di
Giuseppe Verdi.
Nella prima stagione, oltre al Falstaff, furono rappresentate anche altre
due opere: La Gioconda e La Bohème… Continua a leggere
sul
Teatro Massimo
Palermo.
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