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Cosa vedere a Sorrento - Cosa visitare a Sorrento

Sorrento, uno dei gioielli della Campania, il luogo che ha ispirato la celeberrima canzone “Caruso?, che recita In una terrazza, davanti al golfo di Surriento, un uomo abbraccia una ragazza, dopo che aveva pianto, poi si schiarisce la voce, e ricomincia il canto: te voglio bene assai, ma tanto tanto bene sai. Le meraviglie di questa cittadina sono offerte dagli spettacoli di luce e di colore che riescono ad offrire il mare, il cielo e le montagne che cadono a strapiombo sull’acqua.

Passeggiando per questa deliziosa cittadina, inebriati dai profumi dei limoni, però, possiamo scoprire anche altre meraviglie, ora le scopriremo insieme.

Chiostro di San Francesco

La costruzione di questo monastero è risalente all’VIII secolo. Nel chiostro è possibile ammirare alcuni archi incrociati, in tufo, che si posano su alcuni pilastri, molto probabilmente, risalenti al 1300. La chiesa si trova proprio accanto al chiostro ed essa risale al 1500. Numerosi sono stati i restauri, subiti dalle strutture, per tale motivo, altrettanto numerosi sono gli stili, che si sovrappongono. In questo luogo, soprattutto d’estate, vengono organizzate numerose mostre artistiche e concerti musicali, offrendo ai visitatori la possibilità di rimanere immersi tra arte e cultura.

Basilica di Sant’Antonino

Questa chiesa, sorge su un ex oratorio e durante il 1300 divenne sede della Confraternita dei Battenti, della quale facevano parte alcuni eretici napoletani. In un secondo momento, la chiesa passò ai Padri Teatini, che riuscirono ad ampliare la struttura, e che vi rimasero fino al 1866, quando vennero abbattuti i monasteri e la chiesa passò alla gestione di un rettore. La chiesa è suddivisa in tre navate, in quella centrale è possibile ammirare numerosi dipinti sul soffitto e la tela, che raffigura Sant’Antonino , mentre libera da Satana la principessa di Benevento. Nella navata di destra, si può ammirare un dipinto della Scuola Napoletana, raffigurante Sant’Andrea d’Avellino. La navata di sinistra è interamente dedicata a San Gaetano, da questa parte si accede alla sagrestia, dove è possibile ammirare un bellissimo presepe, con pastori napoletani, risalente al 1700 o al 1800, una statua argentea di Sant’Antonino e alcuni ex voto. Nella cripta, invece, è presenta un altare, sotto il quale si trova il sepolcro del Santo, dove ci sono numerosi ex voto, lasciati dai marinai.

Duomo di Sorrento

La chiesa si presenta con tre aperture, su quella centrale è possibile ammirare un affresco della Madonna Assunta, mentre in quelle laterali gli apostoli Filippo e Giacomo. Sull’ingresso principale vi è un tamburo, dov’è raffigurata la storia della chiesa e su di esso una cantorìa con l’organo, risalente al 1897. Al termine della navata centrale, troviamo una cattedra vescovile ed il pulpito, costituito da pannelli marmorei, sorretto da colonne. L’altare principale risale alSettecento. All’interno della chiesa possiamo ammirare numerosi affreschi e dipinti, molto particolare ilcoro ligneo che raffigura Sant’Antonino, gli Apostoli e i Quattro santi Sorrentini. Dalla chiesa si può accedere alla sagrestia, che risale al 1608. Qui è possibile ammirare una statua che raffigura la Madonna con il Bambino e i ritratti di tutti gli arcivescovi, degli ultimi duecento anni.

Campanile del Duomo

Dopo aver visitato il Duomo, possiamo ammirare anche il suo campanile, risalente all’età romanica. Molto probabilmente questa costruzione è stata eretta, intorno all’anno 1000. Molti sono i riferimenti bizantini, nelle colonne e nei due archi.

Piazza Tasso

Questa Piazza, inizialmente era chiamata Largo del Castello, perché qui vi sorgeva un Castello, voluto da Ferdinando d’Aragona e distrutto nel 1843. Venne, in seguito dedicata al personaggio più illustre della città, Torquato Tasso, che nacque a Sorrento nel 1544. Al centro della Piazza si può ammirare la statua di Sant’Antonino. Questo è uno dei punti di ritrovo di Sorrento.

Villa Comunale

Volete davvero trovare quella terrazza sul Golfo di Sorrento? La Villa Comunale è il posto che fa per voi, qui, infatti, avrete la possibilità di ammirare lo splendido Golfo di Napoli. Qui sarete rapiti da un’incredibile sensazione di libertà e di magnificenza. Da provare, assolutamente.

Sedile Dominova

Questo è l’unico sedile nobiliare rimasto in Campania, ed esso risale al 1500. La sua forma è quella di un quadrato, con numerosi archi, che riescono a formare una cupola, molto probabilmente, risalente al seicento. Il giallo e il verde sono i colori che lo dominano. Il suo nome deriva dal latino Domus Novae. Sono ancora visibili due scudi del Trecento, uno con i gigli angioini e l’altro che ripropone un’impresa civica di Sorrento. Numerosi sono gli interventi di restauro, che la struttura ha subito, tra queste anche l’affresco di due pareti, dove venne raffigurato lo stemma della Città.

Punta Campanella

In questa punta, una volta sorgeva un santuario, dedicato alla Dea Atena, questo santuario si trovava sul promontorio, che scendeva a picco sul mare. Secondo la leggenda in questo luogo si celebrava il culto delle Sirene. Il nome attuale, deriva dalla Torre Minerva, una torre eretta, nel 1335 per volere del Re Roberto d’Angiò. Da questa torre, un suono di campana, segnalava alla città l’arrivo dei pirati, che allora imperversavano nelle coste e consentiva a Sorrento di difendersi dalle incursioni.

Bagni della Regina Giovanna

A Sorrento, per gli amanti dell’archeologia, è possibile ammirare anche i resti di un’antica Villa Marittima. I “Bagni della Regina Giovanna?, così viene chiamata la zona, perché la leggenda vuole che la Regina Giovanna II D’Angiò, venisse qui, durante i mesi estivi, per fare il bagno al mare. La Villa era una costruzione, risalente all’epoca romana, molto probabilmente risalente al I secolo d. C. Da qui, si poteva ammirare direttamente il mare e vi era una pescheria ed un approdo per le navi, molto probabilmente il suo proprietario era Pollio Felice.

Museo Correale di Terranova

Questo museo è molto raffinato e ricercato, al suo interno è possibile ammirare antichi mobili preziosi, ma soprattutto è possibile rimanere incantati dalle numerosissime porcellane, provenienti da tutto il mondo e dalle tele della scuola napoletana. Questo museo nacque per volere di Alfredo e Pompeo Correale, esponenti di una delle famiglie più ricche della zona, che lasciarono scritto, nel loro testamento, il volere di creare un Museo, a loro intitolato, che ospitasse le loro collezioni artistiche. In questo museo sono presenti ben 24 sale espositive, disposte su tre piani.

Museo Bottega della Tarsia Lignea

Uno dei grandi tesori di Sorrento è rappresentato dalla sua arte artigiana ed in particolare dall’intarsio. Grazie all’istituzione di questo museo, l’antica tecnica dell’intarsio, non andrà perduta, anzi, verrà valorizzata, grazie a numerosi corsi di formazione. All’interno del museo è possibile ammirare numerosi mobili intarsiati, secondo la forma artistica autentica e pura, della penisola sorrentina.

Chiesa del Carmine

Dove oggi sorge questa chiesa, un tempo ve n’era un’altra, dedicata ai Santi Martiri Sorrentini. All’interno è formata da una sola navata. E’ possibile ammirare numerosi dipinti, risalenti al 1600 e al 1700 ed alcune opere, realizzate secondo la tecnica dell’intarsio. Al suo interno vi è anche un’immagina della Madonna del Carmine, molto probabilmente una riproduzione della Vergine Bruna di Napoli.

Chiesa della Santissima Annunziata

Questa chiesa ha origini antichissime, anche se non è conosciuta la data esatta della sua edificazione. Molto probabilmente, nel luogo dove si trova, vi era un tempio eretto per la dea Cibele. Dal 1391 la chiesa venne retta dalla Congregazione di San Giovanni a Carbonara, gli stessi membri della congregazione la cedettero, nel 1811 ai compatroni delle cappelle. Nel 1854 passò alla Congregazione Laica di Santa Monica.

Chiesa delle Grazie

Questa Chiesa venne realizzata, intorno al 1500 e donata alle monache domenicane, dalla nobildonna Bernardina Donnorso. Il suo interno è ad un’unica navata ed al suo interno possiamo ammirare numerosi dipinti ed affreschi di pittori, provenienti dal sud Italia.

Chiesa dei Servi di Maria

Questa chiesa risale al 1700 ed è la massima espressione barocca della città. Al suo interno possiamo ammirare una statua in legno, che raffigura Gesù Cristo morto sulla Croce. Ogni anno, il Venerdì Santo, questa statua viene portata in processione. La chiesa viene retta dai membri della Congregazione dei Servi di Maria.

Palazzo Veniero

Questa costruzione, risale al 1200 ed è un’opera molto importante, dal punto di vista architettonico ed artistico, perché al suo interno, convivono elementi arabi e bizantini. Le finestre sono ad arco e sono decorate da alcune fasce di tufo, gialle e grigie. Un continuum di decorazioni e motivi, segue tutte le aperture del palazzo, in tutte le facciate.

Antiche Mura

Un tempo tutta la città era cinta da alcune mura difensive, risalenti all’epoca dei Greci. Quando subentrarono i Romani, rafforzarono le Mura e le ampliarono. Anche durante il Medioevo le mura ebbero il compito di difendere la città, dalle incursioni e nel corso degli anni, vennero più volte rinforzate. Oggi è possibile ammirare la cinta muraria di Parsano, che è stata ben restaurata.

 

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