Eco asine spazzine - Raccogliere i rifiuti con un asino

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Castelbuono usa le asine per la raccolta differenziata

 

Eco asine spazzine che raccolgono i rifiuti della città... di Castelbuono. Questo paese in provincia di Palermo, immerso nel verde e nelle rocce del Parco delle Madonie, adagiato in una valle alle pendici del "Colle Milocca", caratterizzato da splendidi paesaggi e colori naturali è ritornato indietro per andare avanti, adottando come mezzo per la raccolta dei rifiuti l'asino, in sostituzione ai moderni autocompattatori, vediamo perché e come. L'esempio di Castelbuono è stato tra l'altro seguito in Liguria, a Montalto Ligure, nell'entroterra della provincia di Imperia. Due asini girano le strette vie del paese a fare la raccolta differenziata con delle gerle caricate sul dorso. Ogni mattina poi un operatore passa a ritirare la raccolta fatta dagli asini e trasportata da loro nei cassonetti all'ingresso del paese.

 

    Ci interessa questo comune

per le buone pratiche in materia di:

Uso di mezzi di raccolta primitivi in ambiente rurale

Studio e adozione di soluzioni già adottate altrove con successo 

 

Il paese di Castelbuono è intriso di tradizioni e costumi locali molto antichi prevalentemente legati alle feste religiose. L’artigianato del legno e del ferro battuto è ancora molto fiorente. È molto diffuso anche l'artigianato femminile: i ricami, i merletti, i lavori in tessitura e l’artigianato nell’ambito dei prodotti tipici gastronomici, apprezzati anche all'estero. L’economia di questo paese siciliano si basa anche sull’agricoltura: vino e olio di altissima qualità vengono esportati in tutto il mondo. Il territorio di Castelbuono è l’unico in tutto il mondo mediterraneo in cui, per una singolare combinazione di fattori culturali e ambientali, è ancora viva la conoscenza e la tecnica per produrre la manna – un nettare puro che si ottiene praticando delle incisioni con un particolare coltello sul tronco del frassino, uno degli alberi tipici di Castelbuono. Il Comune ha una particolare attenzione alla tutela dell’ambiente: garantisce le misure essenziali alla valorizzazione e alla conservazione dell’habitat di tutti gli organismi viventi e si impegna nell’educazione ambientale con lo scopo di salvaguardare il suolo, il sottosuolo, la qualità dell’aria e dell’acqua, oltre ad adottare degli accorgimenti per ridurre le cause dell’inquinamento.

 

Uso di mezzi di raccolta primitivi in ambiente rurale

 

Le asine al posto degli autocompattatori! A Castelbuono il sindaco, Mario Cicero, da febbraio 2007, ha sostituito la classica raccolta dei rifiuti fatta con gli autocompattatori – rumorosi e ingombranti camion che svuotano i cassonetti delle città per portare i rifiuti alle discariche – con un sistema innovativo: delle asine che raccolgono i sacchetti dell’immondizia con un servizio porta a porta. Ecco un esempio di pratica di buona amministrazione! Proprio così, a Castelnuovo sei asine sono state "assunte" per la raccolta differenziata dei rifiuti della città! Il sindaco racconta al giornalista de La Repubblica, Attilio Bolzoni, di aver avuto quest’idea durante un grande convegno sui parchi del mondo, a Belfast, in cui si parlava di ecologia e della necessità di salvare il pianeta. Partecipare ad iniziative, informarsi, cercare di trovare soluzioni efficaci tra quelle già adottate con successo altrove è molto importante. Se altri hanno trovato un'ottima soluzione in Italia, in Europa o nel mondo, perché non approfittarne? Il sindaco ha pensato che anche una piccola azione potesse contribuire a migliorare l’ambiente. E così, una volta tornato a Castelbuono, si è informato su quale fosse la razza più pregiata di asine e ha comprato sei asine "ragusane" ad un costo medio di 1000 euro l’una. Questa "innovazione" si presenta come una soluzione economica ed ecologica, nonché efficiente. Le eco-asine (è così che sono state battezzate!) garantiscono un notevole risparmio alla amministrazione comunale: un autocompattatore ha un costo di 30000 euro contro i 1000 euro per l’acquisto di un’asina; la manutenzione del mezzo meccanico si aggira intorno agli 8000 euro l’anno, mentre per offrire vitto e alloggio ad un asina sono sufficienti 2000 euro. Inoltre un autocompattatore ha una vita di circa 5 anni, mentre le asine possono offrire la propria forza-lavoro per circa venti anni, senza inquinare l’atmosfera! Per quel che concerne l’efficienza il sindaco assicura che le asine hanno lavorato tutti i giorni e, accompagnate da un ex-pastore divenuto operatore ecologico, le asine riescono a raggiungere anche le stradine più strette e impervie del paese, inaccessibili agli autocompattatori.

 

Seppur banale, sembra la soluzione ideale a tanti problemi. Questa iniziativa ha avuto proseliti anche a Caltabellotta, un paesino montano in provincia di Agrigento, a Riace, in provincia di Reggio Calabria e a Santa Maria a Monte, un comune della provincia di Pisa, in cui si sta provando ad adottare lo stesso sistema. Si tratta di paesi che mediamente non superano i 10000 abitanti, inseriti in un contesto rurale, simile a quello di Castelbuono. È proprio in questo contesto storico e culturale che nasce l’idea delle eco-asine. Castelnuovo ha ancora uno stampo rurale, dei ritmi di vita non troppo frenetici che lasciano spazio ad un metodo per la raccolta dei rifiuti più primitivo e pertanto più sostenibile dal punto di vista ambientale.

 

Delle asine in una città trafficata, in cui le macchine sfrecciano a tutte le ore, sarebbero esposte a diversi pericoli. Oltre al fatto che tali animali intralcerebbero il traffico di strade destinate a mezzi ben più veloci e potrebbero causare incidenti. Senza considerare l’inconveniente di dover pulire gli escrementi di cui si tappezzerebbe il manto stradale! Certamente affascina l’idea di un paese incontaminato, genuino, allo stato naturale, in cui un’asina al mattino passeggia per le strade svolgendo un servizio pubblico e sociale. Ma è anche vero che ormai siamo in un’epoca frenetica in cui non sempre è possibile introdurre delle "innovazioni primitive" come questa delle eco-asine, una soluzione forse troppo lenta se consideriamo che gli autocompattatori, compattando i rifiuti, riescono a contenerne in maggiori quantità e a volte percorrono anche un centinaio di chilometri prima di scaricare i rifiuti raccolti nelle discariche controllate. E allora? Forse nelle grandi città non è da considerare la possibilità di introdurre una innovazione di questo genere, mentre in tutti quei paesini, ancora legati ad antiche abitudini agresti, è plausibile e sensato far spazio a iniziative eco-compatibili che ben si inseriscono nell’assetto socio-culturale e che conferiscono al paesaggio un aspetto ancor più naturalistico. Non esiste un solo modo per aiutare la Natura, ogni situazione suggerisce idee nuove a volte fantasiose, come quella delle eco-spazzine.

 

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Articolo di Sara Colasuonno per Informagiovani Italia


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