JEREZ DE LA FRONTERA

VISITARE JEREZ DE LA FRONTERA: INFORMAZIONI GUIDA

 

Terra di confine tra mondo occidentale e mondo arabo, Jerez de la Frontera è uno di quei luoghi che non è passato inosservato nella storia. Una città che va oltre le antiche Colonne d'Ercole, per affacciarsi su quel grande mare, a guardare lontano. Il suo nome si pronuncia "He-res" o "He-Reth", in andaluso e castigliano, rispettivamente. Spagnoli e arabi l'hanno chiamata in vari nomi, tra cui 'Heres' e 'Scheris', che gli inglesi hanno poi corrotto in 'Sherry'.

 

Jerez de la Frontera - Il cavallo AndalusoJerez de la Frontera ruota intorno a tre passioni: sherry, flamenco e cavalli, e tutti e tre completano un quadro tipico dell'Andalusia, la Comunità Autonoma di cui è parte nel sud-est della Spagna. Con circa 205.000 abitanti, la città è la quinta maggiore della sua regione e si trova a poco più di un'ora dal capoluogo regionale, Siviglia, e a poco meno di 40 minuti da Cadice, suo capoluogo di provincia. Il mare non è mai stato troppo lontano da Jerez: tra le sue pittoresche viuzze medievali se ne respira l'aria, anche quando il vento sembra essersi concesso una pausa nelle calde giornate estive.

La storia di Jerez de la Frontera offre il primo vero spunto per conoscere la città. I luoghi qui si raccolgono dietro un velo di suggestioni arabe, inebriati da quelle tipiche atmosfere mai troppo lontane dall'Africa. Jerez ha sempre goduto di una posizione geografica strategica: dalla cima del suo castello moresco, nel Medioevo seppe resistere dapprima da attacchi ed assedi dei cristiani  e poi dei mori, nel loro successivo tentativo di riconquista. Dopo che i re cattolici presero il Regno di Granada, la città ritrovò l'antico splendore di un tempo, a livello sia economico che culturale, lo stesso che aveva inizialmente avuto durante la dominazione araba.

Il suo nome ha origini antiche e ci rimanda all'epoca della città fenicia di Sèrès, poi romanizzata con il nome di Ceret, di cui si sono perse le tracce. Frontera, si riferisce al suo tradizionale ruolo di 'frontiera spagnola', al confine tra le regioni moresche e quelle cristiane della Spagna. Oltre due secoli più tardi, dopo la conquista di Granada nel 1492, la città perse definitivamente lo status di luogo di frontiera, ma non il nome con il quale era conosciuta.

Jerez de la Frontera - SherryOggi, si può dire che pochi posti in Spagna godano di una così grande fama internazionale. Grazie ai suoi vini Sherry, il nome della città ha attraversato nuove frontiere. Ma Jerez non è solo una città di vini e di splendidi edifici, ha molto altro da offrire al turista: dimora originaria degli splendidi cavalli andalusi, culla del flamenco, capitale del motociclismo e sede di eventi sportivi internazionali. Ad affiancare tutto ciò, un patrimonio unico, per interesse storico ed artistico. I risultati raggiunti dalla città attraverso i secoli hanno reso Jerez un posto orgoglioso e dinamico, e questo nonostante le sue dimensioni relativamente piccole. Una curiosità, Jerez è stata la prima città spagnola ad avere l'illuminazione pubblica e la Caja de Ahorros de Jerez è stata la prima banca di risparmio della Spagna.

Jerez de la Frontera - AlcazarIl cuore pulsante di Jerez batte nei vicoli suggestivi del suo centro storico. Tutto è vivo e luccicante e incredibilmente vero, la sensazione è quella di trovarsi nel profondo di un'anima a metà, mai troppo spagnola e mai troppo araba, unica nel suo divenire. Il caldo torrido delle soleggiate giornate estive, si trasforma in un tiepido giorno invernale, ugualmente ricco di luce. Sono queste le giornate che ci accolgono durante la visita all'Alcazar, antica residenza del califfo di Siviglia, da dove lo sguardo per un attimo si perde lungo gli sconfinati terreni di cactus a cercare poi i famosi vitigni. Veniamo improvvisamente riportati alla realtà dalle pareti di questa solida costruzione del XI secolo, espressione della più intensa arte mudejar. All'interno del complesso è situato il Palacio de Villavicencio, costruito nel XVIII secolo sul sito di un originale castello musulmano. Siamo al centro di quella che un tempo era una delle città più arabe di tutta la Spagna, uno di quei luoghi che si caratterizza non solo per un passato glorioso ma anche per un presente di grande interesse, che lega tradizione e futuro in modo armonico. All'interno del complesso trovate una mezquita, convertita in una cappella da Alfonso X nel 1264.

Jerez de la Frontera - ChieseLa chiesa di Santa Maria, che poggia sui resti di una grande moschea, si affaccia anch'essa sulla piazza dell'Alameda Vieja, come l'Alcazar. Poco lontano, dal calle Vicario, si raggiunge il quartiere di San Miguel, tutto in salita. Case consumate dal sole, basse, color ocra, viali e vialetti che si snodano come serpenti frettolosi che scendono verso terra, quasi a voler sfuggire un nemico improvviso. Sulla  cima di una bassa collina, si trova la Iglesia di San Miguel, una splendida chiesa del XV secolo, in stile Barocco. Colpisce in particolare per la sua facciata, un trionfo di bianco marmo ricco di intagli e sculture, che fa pensare ad un elaborato merletto fiammingo di pietra. A sovrastarla è il campanile, decorato con belle piastrelle bianche e blu in stile andaluso.

Jerez de la FronteraL'altra grande struttura religiosa di Jerez è la Cattedrale di San Salvador, costruita nel XVII secolo e ricca di dettagli gotici, barocchi e neoclassici. La si intravede già dal viale di aranceti dell'Alcazar, maestosa, bella. La raggiungiamo attraverso le scale che la separano dalla Plaza de Arroyo e dal Calle de Manuel María González e sembra quasi di entrare in un mondo sconosciuto. L'interno è decorato in ricca arte barocca e presenta vari dipinti preziosi, in particolare quello di Francisco de Zurbarán (la Virgen Niña). 

Jerez de la FronteraIl quartiere vecchio, Barrio de Santiago, si estende a monte della cattedrale. Orientarsi nel suo labirinto di vicoli e viuzze è difficile, ma estremamente interessante. Solo così si riesce a cogliere il senso storico di questa città. L'obiettivo è quello di raggiungere la Iglesia de San Mateo, una chiesa nota per le sue cappelle mudéjar. La troviamo subito dopo in Plaza del Mercado. Nella stessa piazza, di fronte alla chiesa, si trova anche il Museo Archeologico di Jerez de la Frontera, ospitato in un palazzo del Settecento. Visitatelo se volete conoscere la storia più antica di questo territorio, quella riemersa dagli scavi del fiume Guadalete.

Jerez de la Frontera - Il cavallo AndalusoLa città di Jerez non è circondata da vigneti, come ci si potrebbe aspettare. Questi li troviamo più a nord e ad ovest del cosiddetto "Triangolo Sherry", che si identifica con Jerez e con Sanlúcar de Barrameda e El Puerto de Santa María (ambedue situate sulla costa). É qui che troviamo il terreno migliore per gli albariza di alta qualità, ideale per la coltivazione di uve da sherry, principalmente usate per la produzione del Palomino de Jerez. Le cantine di Jerez de la Frontera sono numerose, in ognuna di queste è possibile assistere alle fasi della produzione della Sherry e del suo imbottigliamento. Tra i produttori più famosi troviamo Sandeman, Pedro Domecq e González Byass, il creatore di Tio Pepe.

Jerez de la Frontera - FlamencoRientrati in città, dopo una camminata lungo la calle Larga a Porvera, si viene attirati dai piccoli tradizionali bar del barrio. Ad accoglierci non è lo sherry, perché i caldi colori rossi del tramonto ci invogliano a bere una birra fresca locale, la Cruzcampo, da gustare seduti davanti ad un rilassato via vai di persone. Nell'aria, le note del flamenco si fanno sentire sempre più con insistenza. Jerez è la patria del flamenco e la vita, le emozioni, l'anima tutta dei jerezani è rappresentata da queste danze. Ogniqualvolta si sente suonare una chitarra flamenca, accompagnata da movimenti appassionati di danze e voci melanconiche, è come se il mondo si fermasse. L'anima viene rapita dallo spirito gitano, come gitane sono le origini del flamenco: musica, canto, ballo, vino e sensualità. Un mondo tutto da scoprire, che aspetta solo voi.

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