LAVORO AUTONOMO O DIPENDENTE  

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Lavoro in Italia, sogni e paure dei giovani

 

La nostra generazione rappresenta un po' il crocevia di concezioni vecchie e nuove che si trovano, ora, racchiuse in noi: siamo giovani ricolmi di ciò che ci consigliano gli "anziani" (tanta prudenza!) ma siamo anche giovani sognatori (vogliamo rischiare!).

 

A chi non piacerebbe avviare un'attività in proprio? Dare il via ad un locale, una pizzeria o un bar dai toni etnici, magari un disco-pub; oppure aprire un negozio di articoli per la casa, piatti, bicchieri, tazze e stoviglie ispirate al design più moderno; o, ancora, perché no, una palestra per la meditazione o una piccola libreria con angolo lettura, col desiderio di vederla, un giorno, evolvere in casa editrice?! Di desideri che animano lo spirito dei giovani ne esistono parecchi, eppure, quando si cerca di renderne partecipi genitori e parenti, ecco sorgere i primi quesiti: dove racimolare un bel gruzzoletto per iniziare?

 

  • Come coordinare tutta l'attività?

  • Chi coinvolgere in questa impresa?

  • Come affrontare la burocrazia che soggiace alle spalle di un tale progetto?

  • E, soprattutto, come evitarne il fallimento?


Lavoro autonomo o dipendente? Spesso, domanda dopo domanda, molliamo la spugna e rinunciamo ad un sogno che ci resterà sempre conficcato nel petto, come una spina amara e nostalgica, proprio dietro lo sterno. Così ripieghiamo verso un'altra forma lavorativa: l'occupazione dipendente. Lavorare sotto il comando-direzione di altri individui ha certo i suoi pregi, infatti, si è meno responsabili del proprio operato, non si è costretti a prendere decisioni importanti, se si vuole un giorno si potrà cambiare lavoro a cuor (in parte) sereno e, soprattutto, alla fine della giornata, timbrato il cartellino e/o abbandonato il proprio posto di lavoro, si è liberi! Liberi di lasciarsi alle spalle i propri crucci e le occupazioni svolte durante il giorno. Tutto ciò è, certamente, molto allettante, ma bisogna spesso fare i conti con realtà non esattamente idilliache: sfruttamento, lavoro nero, mancanza di qualsiasi forma espressiva, orari estenuanti, insomma, spesso esser dipendenti equivale più a vivere in una gabbia dorata, luccicante, ambita ma pur sempre stivante! Inoltre, per chi soffre il dolore di quella spina malinconica nel cuore, per tutti coloro che vivono un ruolo di leader già all'interno del proprio gruppetto d'amici, quella del lavoro autonomo rimane la strada più allettante. Perché?

 

L'essere umano (l'animale più tronfio del creato!) ha sempre vissuto in questo mondo cercando di crearsi a propria volta un personalissimo micro-mondo: una casetta, una famiglia, un gruppetto d'amici fidati; l'uomo tenta continuamente di regnare sul suo piccolo trono, e, quando comandare su Fido non risulta più appagante, ecco che la volontà di potenza, il desiderio d'espansione, prende piede e torniamo ad interrogarci sui come e dove aprire una piccola attività in proprio.
Ciò che più spaventa i giovani "sognatori" italiani, è proprio l'idea di una lavoro in proprio, il timore di vedere affondare all'orizzonte ciò che a fatica si è innalzato, con grande fatica e grossi sacrifici economici. Ma perché ci fa tanta paura l'avventura imprenditoriale? Certo nessuno <<nasce "imparatao">>, come dicono in certi paesi del Sud Italia, dunque ogni grande imprenditore della storia ha dovuto imparare il mestiere, dal basso, poco alla volta. Certamente sarà necessaria una somma di capitale iniziale, ottime doti organizzative e, soprattutto, la capacità di NON PERDERSI D'ANIMO MAI! E, statene pur certi, tutto ciò è possibile, ma serve concentrazione e risolutezza: a questo punto, se proprio non riusciamo ad ignorare i nostri sogni, ed il nostro fine ultimo resta quello di sentirci veramente realizzati nell'impresa della nostra vita, ecco qualche consiglio:
 

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1- L'idea. Scegliete l'attività che desiderate avviare con particolare cura al "contesto": ciò significa dedicare una certa cura al progetto iniziale, bisogna scegliere ciò che si intende "creare" tenendo in una mano le nostre inclinazione (ciò che più desideriamo, gli ambiti in cui siamo più propensi, le nostre aspirazioni, hobby e caratteristiche), nell'altra mano il contesto della zona inerente (ovvero i bisogni del luogo, ciò che serve e ciò che manca). A questo punto uniamo le mani e… iniziamo subito con tanta pazienza! Infatti, una volta scelta l'idea, dovremo aver cura d'esaminare altri casi simili, internet è senza dubbio un ottimo canale di ricerca. Per fare un esempio: se volessi aprire un negozio di costumi (perché nella zona i miei concittadini posseggono un pessimo look estivo, o perché devono attraversare ottanta chilometri per raggiungere un buon negozio del genere!), sicuramente sarà utile dare un'occhiata alla tipologia di negozi simili, iniziando a buttar giù qualche idea inerente. Leggi le    Idee imprenditoriali già realizzate e anche gli articoli: Cosa è e come si valuta una      idea imprenditoriale e     Donne imprenditrici e belle idee.

2- Il target. Adesso ri-riflettiamo sulla nostra idea iniziale, provando a ipotizzare lo sviluppo di una rete di clientela: chi sarebbero i nostri clienti? Per rispondere sarà indispensabile analizzare il carattere dei nostri concittadini (tornando al nostro esempio: quanta gente si è lamentata del proprio costume e della mancanza di mercato del settore in zona?), le tendenze della zona, i movimenti della moda (quest'ultimo elemento ci aiuterà a comprendere dove sarà preferibile creare la nostra idea e perché è una buona idea).

3- Il bilancio. Non è errato svilupparne sin dall'inizio bilanci, tenendo presenti le possibili entrate ed uscite economiche della nostra ipotetica attività (se pur approssimativi). A questo scopo sarà necessario informarsi sulle varie agevolazioni (la figura del garante, franchising, prestito d'onore, fondi europei x l'imprenditoria femminile o per quella nel mediterraneo, etc.), su questo sito trovate diverse sezioni (mettersi in proprio, idee imprenditoriali, mestieri e professioni) con articoli ricchi di utili consigli. Inoltre, in diverse città sono presenti consulenti che, spesso a pagamento, sapranno orientarvi tenendo presenti le caratteristiche dell'idea e le agevolazioni ad essa connesse. Questi ultimi saranno pure a conoscenza delle varie leggi che regolano l'attività a cui siete interessati.

4- Il luogo. A questo punto il più è fatto, ora vi servirà pensare in senso pratico: dove aprire l'attività? Qui dovrete svegliare il vostro "senso pratico", scegliete con cura il punto esatto in cui volete avviare la vostra idea (che prende sempre più forma), badando a quegli aspetti solo apparentemente futili: ci sono parcheggi nella zona? Se volete aprire un ufficio cercate un luogo nei pressi di altri uffici utili per le pratiche da voi effettuate (a volte bisogna attraversare isolati per una semplice fotocopia!); se, invece, volete aprire un luogo di ristoro, ricordate che una zona "elegante" è sempre più appetibile; se il vostro target saranno le donne, badate che nei pressi siano presenti servizi di baby-parking, ludoteche e simili; se avete pensato ad un locale "notturno" badate che sia "abbastanza" fuori mano e ricordate le regole di buon vicinato: non è bello vedersi recapitare in direttissima, durante l'inaugurazione, rimproveri da parte delle forze dell'ordine. Insomma: pensate, criticatevi, analizzate l'idea!

5- Frivolezze che fanno la differenza. Avete mai constatato quant'è piacevole ricevere un "pensierino" alla fine di un pasto in un ristorante cinese? E' qualcosa di semplice, economico e carino che può risultare utilissimo: a tutti noi piace sentirci in qualche modo "coccolati", e, se veniamo trattati bene, torniamo spesso sui nostri passi; insomma, pensare a tutte quelle "frivolezze" che fanno la differenza (sorrisi, gadget, promozioni, cortesia, etc.) si rivelano spesso utili strumenti per iniziare a seminare le radici di quella che sarà la nostra affezionata clientela.

6- Non arrendersi mai!!! Tutto ciò non è facile, ma nella vita, per raggiungere ogni obiettivo, servirà sempre, innanzitutto, credere fortemente in ciò che si desidera, desiderarlo ardentemente e non lasciarsi scoraggiare da nessuno! Mai! Ricordiamo che il mondo è un mercato competitivo, ma anche che, se qualcuno ce la fa, allora potremmo farcela anche noi. A tal fine lasciatevi dare un ultimo consiglio, forse poco accademico, ma molto sincero: non spifferate la vostra idea in giro. Se è una buona idea qualcuno, al momento con più disponibilità economica di voi, o semplicemente più veloce, potrebbe soffiarvi il vostro sogno dorato. Dunque, olio di gomito ed acqua in bocca !

Questo breve vademecum non vi spianerà la strada, ma certamente potrà essere un piccolo ponticello verso il futuro per chiunque desideri realizzare i propri sogni, ma al solo pensiero si sente le gambe molli per la paura: è normale nutrire timori e perplessità, anzi, un'eccessiva dose di spavalderia potrebbe trarvi in errore, accecarvi di certezze tutt'altro che ovvie. Serve prudenza, pazienza, costanza e Amore. Amore con la A maiuscola, perché con Amore inaugurerete la vostra azienda-locale-sauna, con Amore ne curerete l'ambiente d'accoglienza (fiori, quadri o musica idonea) e con Amore affronterete i disagi che qualsiasi attività, prima o poi, si trova ad affrontare e con lo stesso Amore vedrete che ve la caverete, ma tenete anche presente che lavorare in proprio significa caricarsi di responsabilità, il ché non equivale a "problemi insormontabili", ma a tanta attenzione e determinazione per affrontare ogni evenienza.

Paure e confusione dei giovani imprenditori italiani non sono diverse da quelle che hanno animato gli anni migliori del boom dei più illustri imprenditori internazionali, per fare un buon lavoro serve spirito imprenditoriale, ovvero acume, capacità di non cadere nello sconforto e di non perdersi in un bicchiere d'acqua, perché serve sempre tener gli occhi aperti e saper affrontare anche duri sacrifici pur di superare periodi difficili. Infine, chiedere qualche consiglio a chi si occupa già di affari simili, rivolgersi a centri qualificati, all'informagiovani della propria città o ai sindacati locali, potrà sempre esser utile per ottenere valide informazioni. Leggi anche     Lavoro, sogni e paure dei giovani.

Se il vostro sogno di un lavoro autonomo è invece ancora acerbo e non siete certi di ciò che desiderate, allora concedetevi un periodo di lavoro, quando possibile, presso l'ambito d'interesse più vicino alla vostra idea, al fine di captarne le caratteristiche: siate dipendenti fisicamente ma falchi mentalmente!

…e buon lavoro a tutti !

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