MAASTRICHT

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Maastricht è proprio quello che ci si immagina quando si pensa a una città olandese di essere: strade lastricate strette, antiche fortificazioni e case XVII secolo. D'altra parte, nella zona Wyck-Céramique, troverete un mix urbanisnico antico e moderno. Due ponti solcano il fiume Mosa (Maas in olandese), uno risale al XIII secolo, l'altro è recente. Questa città di contrasti, oltre per il famoso trattato, è anche nota sia per l'alta cultura (gallerie di livello mondiale) sia per la socialità quasi senza pari nel paese rappresentata da centinaia di bar. Ogni anno si tiene qui una delle più importanti fiere di arte del mondo, il The European Fine Art Fair, o più semplicemente Tefaf ogni anno in marzo.

 

Maastricht- OlandaAnche se quest'ultima è la più importante delle manifestazioni che si tengono in città è solo una della tante. Da ormai tanti anni poi Maastricht è una delle città più scelte per gli scambi Erasmus dai giovani di tutta Europa. Se vi piace mangiare bene poi qui non avete che l'imbarazzo della scelta: ottimi ristoranti di ogni tipo e per tutte le tasche (compresi 5 stellati Michelen).

Un viaggio di soli tre giorni a Maastricht si è rivelato essere uno dei soggiorni più interessanti che abbia mai fatto. Era un Maastricht- Olandamezzo viaggio di lavoro, a cui ho unito il piacere di rivedere alcuni amici del conservatorio (per alcuni mesi in un corso di specializzazione all'Accademia di Musica). La città più meridionale dell'Olanda non era mai stata nei piani, forse anche perché la consideravo un po' troppo 'burocratica ed istituzionale', visto che il suo nome rimanda inevitabilmente al Trattato di Maastricht, quello che nel 1992 sanciva la nascita dell'Unione Europea. Ma come anche accade per città quali Bruxelles o Strasburgo, per citarne alcune, andando oltre il carattere istituzionale di un luogo si scopre invece quanto anche Maastricht sia una città intrisa di fascino storico e culturale, quanto sia piena di energia e 'savoir faire'. Si, perché qui oltre all'olandese, al tedesco e al fiammingo si parla anche molto francese " non per altro Maastricht viene spesso soprannominata la Parigi d'Olanda.

Maastricht- OlandaMaastricht è una delle città più antiche dell'Olanda (il record è condiviso solo con la coetanea Nijmegen) ed una delle più caratteristiche, fatta di caffetterie, fortezze, ponti e chiese. Capitale della provincia del Limburgo, a pochi passi dal Belgio e pedalate dalla Germania, si distingue dalle altre città del paese, per la sua architettura urbana, non incentrata per esempio nei tipici canali, pur presenti. Dagli stessi olandesi la città è generalmente considerata come la più ospitale dei Paesi Bassi, con una qualità della vita così alta che spesso il nord stenta ad eguagliare. Tra una cucina ricca di tradizione, vivaci eventi folcloristici ed un significativo patrimonio storico, Maastricht si dimostrata essere una città prospera e vibrante.

Maastricht- OlandaGli amici, che ormai sembrano conoscere il centro storico di Maastricht più delle loro tasche " e che immancabilmente siedono ogni mattina al De Bobbel, nella Wolfstraat, per una squisita colazione locale " mi raccontano che questa è una città fatta di tante affascinanti identità storiche. Gli antichi Romani la fondarono con il nome di Mosae Trajectam nel 50 a.C., partendo dall'edificazione di un ponte strategico nel fiume Mosa e ai piedi di Sint-Pietersberg (il noto monte di San Pietro di Maastricht, una bassa collina a sud della città, nota per le sue grotte interne). Dal periodo romano una serie di invasioni contribuirono a creare la Maastricht odierna, che si fa oggi conoscere per il suo distintivo carattere tutto paneuropeo, riflesso in particolare nella gastronomia e nello spirito dei suoi abitanti. Maastricht inoltre è anche una città di grande varietà linguistica, grazie ai suoi immediati confini e alla popolazione studentesca internazionale iscritta nelle sue università. Dopo uno spuntino veloce, un ottimo panino con cipolle e aringa cruda (gulp!), gli amici mi portano in giro per la città, tra strade acciottolate ed antichi edifici. La prima tappa dell'itinerario storico di Maastricht comprende la visita all'antico centro della città, piuttosto compatto e diviso in due dal fiume Mosa: ad est della riva è situato il quartiere di Wyck, a sud quello di Céramique. Nel primo troviamo la grande piazza di Vrijthof, cuore culturale della città e sede di due importanti edifici religiosi, l'enorme chiesa cattolica di Sint Servaasbasiliel e la Cattedrale protestante di Sint Janskerk.

Maastricht- OlandaIl caso ha voluto che proprio il giorno della mia visita Maastricht celebrasse il Koninginnedag (il Giorno della Regina in Olanda), la festa nazionale più importante e più sentita dalla popolazione olandese. La città era intrisa di un unico, inequivocabile colore: tutti indossavano qualcosa d'arancione, pure i bambini avevano i capelli tinti di arancio e incredibilmente persino gli animali domestici erano ornati di accessori color arancione. Per rispetto alla tradizione olandese ho deciso di contribuire alle celebrazioni con una sciarpa arancione, mentre un'altra amica ha optato per una gonna dello stesso colore. Bouke, uno degli amici, originario di Utrecht, mi spiega che questa festa viene celebrata in occasione dell'anniversario dell'incoronazione della regina Beatrice d'Olanda e che di solito è una festa molto attesa dai bambini, perché durante i festeggiamenti possono vendere i loro vecchi giocattoli al mercato delle pulci. Una delle cose più belle che mi è capitato notare in questo giorno speciale è proprio questa sorta di 'venir meno' alle regole commerciali della compravendita: tutti durante la festa del Koninginnedag possono improvvisarsi venditori, ovunque, dalle piazze della città al garage di casa, senza bisogno di avere nessuna autorizzazione. Giocattoli, gadget tecnologici, antiquariato, abbigliamento, libri e persino gioielli... in un solo giorno Maastricht sembra essersi trasformata in un grande unico mercato delle pulci.

Maastricht- OlandaTra un po' di shopping ed un gelato di troppo, decidiamo d'inoltrarci verso la periferia sud della città e visitare il misterioso mondo delle Grotte di Sint Pietersberg, una straordinaria rete di corridoi e sale sotterranee scavate all'interno di una collina. Sin dall'epoca romana gli scavi ebbero lo scopo di estrarre una pietra calcarea particolarmente malleabile e resistente, tanto che oggi sono ancora numerosi gli edifici di Maastricht costruiti grazie alla pietra di Sint Pietersberg. L'interno si ammira in un suggestivo ambiente sotterraneo che si sviluppa a nido d'ape in circa 20.000 passaggi. In periodo di necessità " come accadde durante gli assedi nel Medioevo o negli anni d'occupazione nazista " le grotte servirono da rifugio non solo alla popolazione ma anche ad importanti capolavori artistici, è il caso per esempio del La ronda di notte di Rembrandt, oggi esposto al Rijksmusuem di Amsterdam. La visita guidata si è dimostrata piuttosto interessante, soprattutto nella parte che mostrava i vari disegni murali fatti nel tempo all'interno delle grotte, da quelli religiosi del medioevo a quelli di qualche diva 'hollywoodiana' degli anni '30 e '40. L'area di Sint Pietersber è anche nota per il cammino di Pieterpad, un percorso escursionistico di 485 km che da qui arriva fino a Groningen (Groninga), nell'Olanda settentrionale (mi riprometto di farlo, un giorno... prima o poi).

Maastricht al tramontoRipercorrere in autobus il breve tratto che ci permette di rientrare in centro è stata un'esperienza divertente. Ho sempre pensato che in un viaggio a rimanere impressi sono anche i luoghi di un panorama urbano visto dai finestrini di un mezzo pubblico: è così che riesco a capire il carattere di una città, la sua parte più vera e meno turistica; ed è così che oggi posso confermare di una numerosa popolazione giovanile, di varie tendenze culturali e delle testimonianze storiche ed architettoniche che questa città è riuscita a far arrivare fino al XXI secolo. Tra tutte, a rimanere impresse sono alcuni resti delle antiche fortificazioni di Maastricht, che incontro per esempio percorrendo la via Sint Bernardusstraat. Sono quelle della porta di Helpport, un altissima costruzione a due torri del XIII secolo, parte delle antiche mura cittadine, e indicata come la più antica porta d'accesso urbana in Olanda. Il suo nome è in effetti un po' raccapricciante, una volta che scopro essere tradotto in 'porta dell'inferno'.

Maastricht Il prossimo luogo di visita è la graziosa piazza di Onze Lieve Vrouweplein. La raggiungiamo dal nuovo tratto pedonale del lungofiume, la Maasboulevard, che devo dire aver trovato un po' anonima (almeno in questo punto). Una volta nella Graanmarkt lo scenario tuttavia cambia e si vieni 'assaliti' da una vasta gamma di caffetterie e piccoli ristoranti, che con i loro tavoli all'aperto sembrano farci strada verso la piazza. Al centro di questa erge una spettacolare Basilica di Nostra Signora di Maastricht (Onze-Lieve-Vrouwebasiliek), localmente conosciuta come Selvrouwe. Le parti più antiche della presente struttura sono datate XI secolo, ma probabilmente su questo stesso luogo era presente un precedente tempio di culto pagano. La chiesa è conosciuta in particolare per la Madonna Stella Maris (protettrice dei marinai e di tutti i naviganti), che agli inizi del Seicento attirava qui a Maastricht ben oltre 20.000 fedeli in pellegrinaggio. In un volantino capitatomi sottomano, leggo che quando i calvinisti s'impadronirono degli istituti religiosi della città, la statua venne nascosta in un luogo sicuro e che alla fine di questo stesso secolo, nel 1699, avvenne un inconsueto miracolo: la statua della Madonna, la stessa esposta nella cappella odierna, avrebbe indicato ad un viandante il cammino di preghiera necessario per raggiungere la chiesa (si narra che gli abiti della statua apparvero improvvisamente sporchi di fango, come se si fossero trovati all'aperto per le campagna circostante e sotto la pioggia).

Caffettiere a Maastricht Seduta in una caffetteria all'ombra degli alberi della piazza, mi lascio andare alle storie della città. Raccontano dei personaggi famosi di Maastricht, gente come il capitano Charles de Batz de Castelmore, francese di nascita, noto anche come d'Artagnan e cioè colui che ha ispirato il famoso romanzo di Dumas; oppure di Jan Pieter Michkeleers, lo scienziato olandese che inventò l'illuminazione a gas e la cui statua svetta nel centro dell'antico mercato cittadino (il Markt), per l'appunto con un'asta fiammeggiante in mano; raccontano anche di Mooswief, la fruttivendola, la cui statua è situata sul lato opposto della statua di Minckeleers, di fronte all'antico Palazzo Comunale di Maastricht. La sua di statua rappresenta le tante donne che in passato, all'alba, arrivavano numerose dai vicini villaggi per vendere i prodotti della campagna agli abitanti della città e comprare, in cambio, le merci provenienti dalle colonie olandesi (caffè, tè, tabacco ed altro). Si noteranno poi diverse altre statue, quelle che colpiscono di più sono probabilmente quella di Fons Olterdissen, poeta e compositore olandese nato in città nel 1865 e noto per aver scritto l'Inno di Maastricht (la statua lo raffigura in piedi su una panchina in cemento a raccontare alcune storie ai suoi figli) e quella che raffigura un ragazzo seduto su una parete di cemento con accanto il suo cane e intento a vendere sigarette ai passanti: è la statua di Pieke oet de Stokstraot, uno dei monumenti più interessanti di Maastricht (mi spiegano che Pieke è il personaggio di uno dei romanzi di uno scrittore locale, Ber Hollewijn).

Maastricht- OlandaArriva il momento di terminare la mia visita turistica e dedicare qualche ora all'appuntamento di lavoro di domani. Sono tuttavia ancora molte le cose da vedere a Maastricht e spero di riprenderle nei prossimi due pomeriggi che rimangono a disposizione. Nel frattempo, nella via che conduce al mio hotel, incontro un altro inconsueto personaggio, è quello di Mestreechter Geis, la statua di un menestrello che mi dicono essere il simbolo del Carnevale di Maastricht. Non mi rimane che riproporre una visita alla prossima stagione culturale, magari nei mesi di febbraio e marzo... per l'appunto. Alla prossima Maastricht!

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