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I Murales di Lione
I Murales di Lione

 

A Lione i muri raccontano di storie, uomini, parole e future speranze. Prendono forma e arrivano più in alto dello sguardo. La città si riempie dei colori dell'arte, della pittura moderna, dando spazio a nuovi concetti di urbanizzazione. Eccole, le nuove altezze di questa città. Lione, capitale europea dei murales, una delle prime cinque città al mondo in termini di quantità ed espressione ed espressione artistica.

Murales a LioneSono pitture varie, voli mozzafiato di fantasia, trompe l'oeil. Tutti a rappresentare la quotidiana realtà. E tutti, in un modo o nell'altro, accompagnano il cammino di chi a loro si accosta anche solo per caso, con sorpresa, con orgoglio, sicuro. A Lione la storia dei murales non è cosa nuova. Nasce decenni e decenni fa, nei primi anni '70, quando un gruppo di studenti decise di darsi all'arte in modo originale, respingendo i consueti canoni espressivi relegati nello spazio di musei e gallerie. L'arte doveva essere 'guardata' con occhi diversi. Pensata e ricordata con stati d'animo diversi, quelli di un uomo al mattino che si reca al lavoro, quello di una madre che accompagna i figli a scuola, e poi quelli dello stesso uomo e della stessa madre in altri momenti della giornata. Arte aperta, nello spazio e nel tempo, e tra lo spazio ed il tempo, nel mutare del quotidiano vivere.

Disegno murales LioneCon questo obiettivo in mente – raccontare la storia della città, i suoi quartieri e la sua gente – sono stati creati un centinaio di affreschi, che oggi decorano tutta la città; compresi i quartieri popolari e le zone più centrali. Quale migliore guida turistica per il visitatore? Un libro guida alla città di Lione, un libro fatto di enormi immagini; si perché è questa la sensazione:dai murales si comprendere l'identità di Lione, i suoi simboli ed i suoi valori. Si comprendo l'anima, vasta e complessa, di un particolare quartiere, le sue antiche storie, i progressi, o pur anche le sfortunate sorti. Sembra quasi d'essere catapultati in uno dei quadri di Edward Hopper, nei suoi chiaro-scuri americani; nelle vicende quotidiane da lui presentati, in solitudini angolari e brandelli di vita ordinaria. Con un'unica differenza, non sembrano esserci solitudini nei murales di Lione.

Murales sui Fratelli Lumiere a LioneIl legame di Lione con l'arte murale nasce da una buona idea, quella didare un po' di colore al grigiore urbano della propria città, che forse diventava sempre troppo uguale alle altre. Gli studenti, ormai ben oltre 30 anni fa, andarono ad imparare l'arte di Diego Rivera, che in Messico aveva dato inizio ad una nuova tradizione artistica negli anni '20 del Novecento. Nasceva così il gruppo CitéCreation, un movimento artistico nuovo, e nasceva a Lione, anche grazie alla grinta e allo spirito di rinnovamento dell'allora amministrazione comunale.

Miralis urbani a LioneLione oggi è una città dipinta. Non in maschera, ma in simbiosi con la realtà. Non finzione, perché nei murales la finzione lascia spazio alla realtà, immaginata e non per questo meno vera. Illusioni, forse. Azioni quotidiane mentre si passa vicino al Mur des Canuts, dedicato agli antichi tessitori della seta di Lione, nel quartiere diCroix - Rousse (presso il boulevard des Canuts): è il murales più famoso ed è incredibilmente grande. Vai in cima alla lunga scalinata, sotto lo sguardo di quella donna affacciata alla finestra o di quell'operaio intento ad intonacare la parete dall'alto della sua impalcatura... magari procedi anche pensando d'essere appena uscito dal negozio al lato, che vende stoffe, il Rève de Soie (sogno di seta). Peccato si tratti solo di un dipinto di 1200 m2, realizzato nel 1987 dalla cooperativa di artisti (CitéCrétion, per l'appunto) e rivisto negli anni, 1997, 2002 e 2013, fino ad ora (cambiano i tempi, cambiano i giovani, le madri e i figli). Un tempo quartiere operaio, Croix - Rousse è oggi una delle zone più costose e ambite di Lione, molto ricercato per i caratteristici appartamenti dai soffitti alti (un tempo necessari per contenere i telai), le stradine pittoresche, il mercato e l'atmosfera bohémien. Si potrebbe facilmente attraversare la strada, con il desiderio di prelevare al bancomat della Banque Populaire, ma attenzione! Si scoprirà poi, una volta arrivati, che si tratta di un'illusione.

City Biliothéque LioneUn altro murale di tutto rispetto è il La Fresque des Lyonnais, situato all'angolo tra rue de la Martiniere e Quai St Vincent: questo onora i cittadini più famosi di Lione, come i fratelli Lumière, Tony Garnier (famoso architetto e urbanista francese, nato a Lione nel 1869), l'imperatore Claudio, nato nell'allora romana Lugdunum, o lo chef Paul Bocuse (classe 1926) " on y retrouve les frères Lumières, Saint-Exupéry et le Petit Prince, l'abbé Pierre, Edouard Herriot et Tony Garnier, et bien d'autres." direbbe il passante che incontrate per la via. Uno sguardo in alto, e li vedi tutti lì a darti il saluto. Certo il trompe l’oeil innesca una specie di fantasia collettiva, fino a quando la mente osserva, fermandosi sullo spazzino, immobile, con la scopa a mezz’aria, pietrificato.

La bibliothèque de la cité, proprio lungo la strada all'angolo tra rue de la Platière e Quai de la Pecheriee, è un murale di 400 m2, e dal 1992 appare come una enorme libreria di scaffali, con libri e frasi tratte da scritti di Voltaire, Louise Labé, Frédéric Dard, Jean Reverzy, Louis Calaferte, du poète Roger Kowalski e altri. Ci sono finestre piene di libri giganti e di tutti i tipi, con al primo piano anche un bar; magari fermarsi per un caffè? Si attraversi poi il fiume, per arrivare a Place Ennemond-Fousseret e ammirare un altro murale: quello dell'Hotel des loges.

Sono numerosi i murales di Lione e ogni tanto capita di vederne uno nuovo, o uno già visto, rinnovato e adattato alla nuova quotidianità della città: lostudio d'artista, in una piccola via subito dopo Quai Saint Vincent, o ancora in Rue de l'Annonciade, alle pendici Croix Rousse, e poi LaFresque Vegetale Lumiere... vagare per le strade di Lione e incominciare a chiedersi se quel che si vede sia vero o no...

 

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