PALMA DI MAIORCA

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Palma di Maiorca in questi ultimi anni è stata scelta come residenza principale di tanti nord europei, alla ricerca di climi meno rigidi, e di una vita più rilassata. Da tempo, la città e l'intera isola di Maiorca, sono raggiunti da visitatori che poi a volte si fermano qui per sempre. Arrivando a Palma di Maiorca dal mare, la vista è meravigliosa e spettacolare, e si rimane subito colpiti dalla mole della cattedrale che si staglia su tutto. Quando, nel novembre 1838, Chopin e la sua compagna George Sand vennero nelle isole Baleari in cerca di solitudine, furono costretti loro malgrado a passare l'inverno nella abbandonata Certosa reale  di Valldemossa.

 

Qui, il freddo e l'umidità aggravarono sensibilmente il male che minava la salute del musicista polacco. Non furono felici per loro, questi luoghi, anche se la musica, quella con la emme maiuscola, ha guadagnato qualche pagina struggente della sua storia e la letteratura alcune riflessioni sull'amore. Oggi, i due artisti non avrebbero avuto gli stessi problemi, certamente non quello dell'alloggio, perché la città conta più di 1000 hotel, che accolgono con ogni anno, d'estate e d'inverno milioni di turisti. Il centro della città presenta un ottimo insieme di animate zone commerciali, vicoli labirintici e antichi edifici restaurati, tutti circondati da quello che resta delle antiche mura e dai viali che li hanno sostituiti. Le mura testimoniano gran parte della storia della città e dell'isola: dal dominio moresco dal IX al XIII secolo, alla riconquista da parte di Giacomo I d'Aragona e la fulminea ascesa alla ricchezza e a una posizione di rilievo nel 400.

I primi turisti moderni di queste isole felici furono dei fortunati, non costretti a lavorare per vivere e portati fin qui dall'entusiasmo trascinante dell'Arciduca d'Austria Luigi Salvatore d'Asburgo, che, nel 1867, aveva per caso ormeggiato la sua barca in una delle tante cale di Maiorca. Quella cala e oggi è diventata uno tra i porti turistici più affollati del Mediterraneo. Come molti isolani, gli abitanti di Maiorca hanno sempre avuto poca confidenza con mare, da dove venivano i temuti saraceni. Sentinelle sorvegliavano costantemente l'orizzonte, e non appena appariva una vela sospetta, veniva dato l'allarme: i pescatori abbandonavano le reti e le barche, i contadini lasciavano l'aratro e tutti si rifugiavano dentro le mura che proteggevano anche il più piccolo borgo. Sia gli abitanti di Maiorca sia quelli di Minorca, di Ibiza e di Formentera, per lungo tempo si sono dedicati solo all'orticultura. Anche se la pioggia era scarsa e le isole prive di importanti corsi d'acqua, gli arabi, che occuparono questo l'arcipelago come il resto della penisola iberica, avevano insegnato agli isolani sia le tecniche di irrigazione, sia l'arte di non sprecare nemmeno una goccia d'acqua.

Le Baleari erano e sono isole felici. Approdando nel porto di Palma di Maiorca, si ammira innanzitutto la possente cattedrale, in stile gotico, che domina la città, con la facciata inquadrata da potenti contrafforti coronati da guglie; un altro gioiello dell'architettura isolana è il Palau Vivot, costruito su un palazzo arabo del 700, con un patio a gallerie in stile rinascimentale. Intorno, la vista spazia su un paesaggio costellato di cipressi,  frutteti, pale di mulino a vento mosse dalla brezza, in un clima che comunica solo pace e prosperità. I vecchi quartieri da patii ombrosi e silenziosi, i vecchi pozzi per estrarre acqua, abbelliti e ingentiliti dai gerani, fontane strade lastricate con grossi ciottoli, sono tutte testimonianze di un passato recente, ma ormai superato. In forte contrasto con le antiche mura di mattoni rossi, grandi complessi bianchi hanno occupato ogni residuo lembo di terra, accerchiando scogli, cancellando coste e calette; le Baleari sono diventate il paradiso di chi, per qualche giorno, poi dimenticare il freddo, l'inverno, la nebbia e il ritmo monotono della vita quotidiana. Per accogliere questo piccolo esercito di visitatori sono stati costretti palazzi dotate di piscina, assecondando il desiderio di coloro che, malgrado abbiano a disposizione un mare blu cobalto, preferiscono bagnarsi in acque più comode sicure.

Passando dall'isolamento, in cui il mare che le circonda l'aveva relegate, al massiccio affollamento turistico, queste isole hanno sacrificato allo sfruttamento economico i loro mandorleti, i mulini, le vecchie case di famiglia; come al tempo delle razzie saracene, gli abitanti hanno abbandonato il litorale all'invasione pacifica della massa dei vacanzieri per rifugiarsi all'interno. Malgrado la speculazione edilizia, un elemento essenziale è rimasto inalterato: niente può infatti cambiare la luce di queste isole, insieme calda e limpida, che trasfigura amabilmente tutto ciò che tocca. Gli aspetti vistosi di questa metamorfosi sono i quartieri nuovi di Palma di Maiorca, pieni di residence e di hotel, che invadono inesorabilmente tutte le colline della costa. La popolazione della città è passata da 150.000 abitanti del 1965 agli oltre 400.000 nel 2009.

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