Sissi - Elisabetta di Baviera

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Sissi - Elisabetta di Baviera (1837 - 1898) - Biografia

"Sto scivolando in pericolose divagazioni e scordo la principessa della fiaba, che paziente attende di conoscere ciò che il destino le riserva." dai diari di Sissi

Elisabetta di Bavaria, conosciuta universalmente come Sissi, dopo il film a lei dedicato di Ernst Marischka,  nacque la vigilia di Natale del 1837 a Monaco di Baviera. Morì nel 1898 a Ginevra, quando venne uccisa, lei anarchica imperiale, in un attentato dall'italiano, anarchico dilettante, Luigi Lucheni, che qualcuno di importante doveva pur uccidere in quei giorni sul lago di Lemano. Da allora Sissi, o per meglio dire "Lisi", divenne protagonista leggendaria di letterature, cinema e storie molto diffuse e popolari.

Sissi e Lucheni, due apparenti antipodi,  due esistenze così diverse nella scala sociale, eppure a loro modo così simili nei pensieri, nelle contraddizioni, nella sofferenza e nella malinconia. Miti e verità che si confondono. Ma a quasi tutti, il mito, rassicurante, basta e avanza.

Firma di SissiQui chiameremo l'imperatrice con il suo vezzeggiativo di Sissi, come è oggi da tutti conosciuta dopo il film del 1955 e non "Sisi" o "Lisi" come in effetti era chiamata durante la sua vita. "Lisi" era il diminutivo naturale di Elisabetta, "Sisi" fu un equivoco nato dalla firma apposta alle lettere che la giovane mandò a Francesco Giuseppe durante brevissimo fidanzamento, nelle quali la "Elle" di Lisi aveva una forma che poteva essere scambiata per una "Esse". Questo si può notare bene osservando la firma apposta da Elisabetta in ognuna delle sue molte poesie.

Durante la sua infanzia Sissi passava le estati insieme ai suoi sette fratelli nel piccolo castello di Possenhofen, una zona rurale del lago di Starnberg. I suoi genitori, il duca Massimiliano Giuseppe in Baviera e Ludovica, figlia del re di Baviera Massimiliano I, non avevano obblighi ufficiali presso la corte reale. Anche per questo motivo lasciarono i figli liberi di giocare, correre e andare a cavallo in modo informale. All'età di 9 anni, Sissi sembrava più una abbronzata bambina di campagna che una principessa.

A questo punto bisogna chiarire un'altra cosa. In effetti Sissi non fu mai una principessa. Questo fu un altro "errore" che derivò dai tre film di enorme successo di Ernst Marischka a lei dedicati. Elisabetta d’Asburgo infatti prima era "duchessina in Baviera" e, poi, sposando Francesco Giuseppe a soli 16 anni e mezzo, "imperatrice d’Austria", infine anche "regina d’Ungheria". Quindi, non si fregiò mai del titolo di "principessa".

Sissi - Elisabetta di BavieraLudovica, madre di Sissi, era la figlia del re di Baviera Massimiliano I, nata in secondo matrimonio con Karolina von Baden. Contrariamente alle sue tre sorelle, lei non sposò un membro di una famiglia reale, ma un esponente di un ramo della casa di Wittelsbach. Al marito fu concesso il titolo di "Herzog in Bayern" (Duca in Baviera), era solo una piccola consolazione per la delusa Ludovica che ambiva a un matrimonio di status superiore, cioè regale. Dopo il matrimonio il 9 settembre 1828, sorsero tra i due problemi coniugali, che avrebbero potuto essere individuati anche prima del matrimonio. Massimiliano Giuseppe, detto Max era un "Wittelsbacher" tipico e quindi libertino, eccentrico e inaffidabile, anche se affascinante. Trascorreva tanto tempo in viaggio, sempre in fuga da tutto ciò che gli sembrava lontanamente simile a dei doveri cortigiani e d'ufficio. Ludovica, d'altra parte, si dedicò con lealtà e passione alla crescita dei suoi figli, anche se iniziò tardi ad insegnare loro la disciplina che doveva poi introdurli alla vita aristocratica. La grande occasione per la madre ambiziosa venne quando la sorella maggiore di Sissi, Helene, fu presa in considerazione come moglie del futuro imperatore asburgico, Francesco Giuseppe. Al marito Max non importava affatto con chi si sarebbero sposate o meno le proprie figlie...

Sissi e la sorella Helene (detta Nene)Ludovica e sua sorella Sofia, madre dell'imperatore austriaco Francesco Giuseppe, scelsero Helene (detta Nene) come sposa per il giovane monarca. Durante l'estate del 1853 l'impegno avrebbe dovuto essere confermato nella località termale di Bad Ischl, non troppo distante da Salisburgo, ma Francesco Giuseppe mandò all'aria i piani delle due madri, perché, come si dice in questi casi, al cuor non si comanda. Come potete vedere dalla foto a fianco "Nene" non poteva rivaleggiare in bellezza con la sorella. Invece di Helene "Franz" si innamorò a prima vista dell'allora quindicenne Sissi, che era venuta nella zona dell'Alta Austria di Salzkammergut solo per accompagnare la madre e la sorella. Il nuovo impegno di matrimonio tra "Franz" e Sissi venne annunciato molto in fretta, cosa strana per i cerimoniali dell'epoca, il giorno dopo.

Nel mese di aprile del 1854 ebbe luogo il magnifico matrimonio nella Augustinerkirche (Chiesa di agostiniana) di Vienna all'interno del Palazzo dell'Hofburg. All'inizio del loro matrimonio, Sissi fece di tutto per essere all'altezza delle aspettative, anche se odiava il cerimoniale della corte asburgica e la rigorosa etichetta di sua suocera Sofia. Anche se la bellezza di Sissi e la sua naturalezza erano molto popolari presso il popolo viennese, Sofia fece del suo meglio per trasformare la bambina amante della libertà in un'imperatrice disciplinata, dove la corona imperiale si stava, inesorabilmente per lei, trasformando in una catena. Sono state scritte intere biblioteche sull'argomento. La vita di Sissi è stata tra le più "setacciate" di tutte le vite, biografata, psicologizzata e anche psicanalizzata.  Intendiamoci, motivi per infrangere il mito di Sissi creato soprattutto dai film non mancano di certo: era isterica, egocentrica, spesso preoccupata solo della propria bellezza, e anche, secondo qualcuno, un po' pazza, come molti Wittelsbach.

Imperatrice Sissi - Elisabetta di BavieraPer cercare di sintetizzare, fu da questo momento in poi,  da quando  la sua vita, divenne "vita di corte" che Sissi cominciò a diventare "malinconica". Trovava un po' di consolazione nel marito nonostante il fatto che fosse troppo serio e rigido e, visto il suo ruolo, molto occupato; era il suo unico punto d'appoggio a Vienna. Nel 1858 Sissi compì il suo dovere più importante come Imperatrice: dopo due figlie, Sofia e Gisela, diede alla luce il sospirato principe ereditario Rodolfo. Tutti e tre i bambini vennero tuttavia ben presto presi sotto il controllo della "suocera imperiale", l'arciduchessa Sofia, che volle dare loro un percorso formativo adeguato al loro rango. I rapporti di Sissi con la madre di suo marito si deteriorarono velocemente.

Con i tempi tumultuosi della rivoluzione del 1848, il diciottenne Francesco Giuseppe salì al trono imperiale austriaco. Ciò avvenne per mano dei suoi consiglieri e di sua madre, da cui aveva ereditato la fredda rigidità. Con un senso del dovere e un dogmatismo confinante con la crudeltà, regnò l'Austria fino al 1916, poco prima della fine del suo impero. Anche se era molto affettuoso, almeno all'inizio, nei confronti della moglie, Sissi soffrì per tutta la vita del suo carattere arrogante e noioso e per la sua negligenza nel loro rapporto, nonostante la sua formale gentilezza. I suoi slanci amorosi Sissi con i figli Rodolfo, Gisela e l'Arciduca Massimiliano verso di lei  erano spesso mescolati a critiche, sottili ma taglienti. Il potere assoluto anche in campo sentimentale, il suo essere donnaiolo spinse a un certo punto Sissi a fuggire da Vienna. Solo negli anni successivi l'imperatrice fu in grado di avere una maggiore comprensione verso il marito riservato e solitario. Qualcuno difende comunque "Franz" poichè con Elisabetta fu sempre indulgente e le perdonò molte cose, tra cui le stravaganze, la lontananza, gli eterni viaggi, le bizzarrie, le ribellioni; restò sempre, per tutta la vita, affascinato da quella bellissima e strana creatura che era la moglie. Lei gli volle bene e lo rispettò, ma non poteva vedere nel marito imperatore il fascino che non aveva e non avrebbe mai avuto.

L'arciduchessa Sofia, zia e suocera di Sissi, era la sorella maggiore di Ludovica e come lei figlia del re bavarese Massimiliano. Era una donna di forte volontà che spinse per l'incoronazione del figlio Francesco Giuseppe dopo che Ferdinando I d'Austria fu costretto all'abdicazione dopo i moti del 1848. Suo marito che aveva un debole stato mentale, Francesco Carlo, era l'erede al trono ufficiale. Sofia era conosciuta come "l'unico uomo a corte", capace di regolare con e tramite Francesco Giuseppe, con parole e azioni la politica dell'Austria durante i primi anni del suo regno. Condusse la corte viennese rigorosamente vigilando sull'osservanza del galateo e del cerimoniale di corte spagnolo ("Spanisches Hofzeremoniell").

L'atteggiamento rigoroso di Sofia verso l'indesiderata nuora, ebbe origine proprio in questo "mondo di protocollo di corte", che Sissi amava prendere in giro così tanto. La rottura finale tra Sissi e Vienna avvenne nel 1860, quando emersero storie di alcune "scappatelle" di Francesco Giuseppe. Dopo Sofia, Sissi ora si sentiva tradita anche dal marito.

Imperatrice Sissi - Elisabetta di BavieraIn aggiunta a tutto questo, Sissi soffriva di una strana malattia, che i medici di corte discretamente chiamavano tubercolosi ("Lungenschwindsucht"), anche se i sintomi nel complesso suggerivano una malattia venerea. Delusa da Francesco Giuseppe, Sissi fuggì da Vienna e cominciò a viaggiare senza sosta. Nel corso dei due anni successivi visitò Madeira e Venezia e Corfù divenne il suo domicilio preferito. Negli anni successivi tornò a Vienna raramente. L'insicura giovane imperatrice divenne una donna matura e sicura di sé. Viaggiare divenne lo suo scopo della sua vita. "Se arrivavo in un posto e sapevo che non avrei potuto lasciarlo di nuovo, l'intero soggiorno poteva diventare un inferno, pur essendo il paradiso", confidò al suo insegnante greco. Gli ungheresi erano sempre stati una spina nel fianco dello stato multinazionale austriaco. Invano combatterono per la propria libertà nel 1848. Sissi amava l'Ungheria, in parte per protesta contro Sofia, che detestava tutti gli ungheresi, ma anche perché si sentiva vicino alla lingua e al popolo di quel paese. L'anno 1866 vide l'Austria piombare in una grave crisi, che minacciava di frantumare l'impero. L'impegno di Sissi per una pacificazione delle tensioni austro-ungariche, sulla base di diritti speciali e di libertà per l'Ungheria, permise l'allentamento della la tensione tra Vienna e Budapest. L'impero asburgico fu diviso in due parti.

Imperatrice Sissi - Elisabetta di BavieraEmerse una duplice Monarchia, con Vienna e Budapest come capitali del nuovo impero Austro-Ungarico. Nel 1867 Francesco Giuseppe fu incoronato re d'Ungheria - il più grande trionfo politico di Sissi. Dieci mesi dopo, nacque la figlia minore di Sissi, Maria Valeria. Era chiamata affettuosamente, la "bambina ungherese" e fu cresciuta in lingua ungherese, lingua amata appunto da Sissi. Maria Valeria fu sempre più vicino a sua madre degli altri suoi figli cresciuti da Sofia. Nonostante il suo impegno per la situazione ungherese, in fondo al cuore Sissi non era una politica. Contò molto sul potere della sua bellezza, che le portò ammirazione e adorazione in tutto il mondo. Era alta 172 centimetri e pesava appena 50 kg. Il suo orgoglio e la sua gioia erano la lunghezza e la bellezza dei suoi capelli, che tuttavia avevano bisogno di cure di ore e ore ogni giorno. Una volta disse di se stessa di essere "schiava dei miei capelli". Per conservare questa bellezza, Sissi manteneva una dieta rigorosa e praticava equitazione e ginnastica oltre a fare lunghe escursioni a piedi.

Invidiata da molti, l'imperatrice d'Austria non poteva sfuggire ai colpi del destino che accompagnarono la sua vita. Nel 1857 la sua prima figlia, Sofia, Imperatrice Sissi - Elisabetta di Bavieramorì all'età di soli due anni. Dieci anni dopo, il fratello di suo marito, l'imperatore Massimiliano I del Messico, fu fucilato dai ribelli messicani anti-monarchici. Sua moglie, Carlotta, impazzì, e trascorse gli ultimi 50 anni della sua vita nel Castello di Miramare a Trieste. Uno dei migliori amici di Sissi, re Ludwig II di Baviera, fu dichiarato malato di mente e rinchiuso; dopo poco annegò in circostanze inspiegabili nel lago di Starnberg. Quando il figlio di Sissi, Rodolfo, si suicidò a Mayerling con la sua amata, Mary Vetsera, nel 1889, Sissi non si riprese mai dal dolore. Sempre più solitaria, visse la morte della sorella, Sofia, che morì nel 1897 durante un incendio in un bazar di beneficenza a Parigi. Nel corso degli anni, anche a causa di questi tragici avvenimenti, Sissi ebbe anche pensieri di suicidio, che emergono dalle parole scritte in alcune sue poesie, ma mai li misse in atto. Dopo la tragica morte del suo unico figlio Rodolfo nel 1889, Sissi divenne sempre più amareggiata, si rinchiuse in un suo mondo, diventò asociale e inaccessibile. Da quel momento in poi indossò solo vestiti neri in un suo personalissimo e doloroso lutto. La sua ultima apparizione ufficiale fu nel 1896, in occasione delle celebrazioni del millennio della città Budapest. Kalman Mikszáth giornalista e politico ungherese, presente alla reception al castello di Budapest, descrive le sue impressioni: "Si siede, nella sala del trono del castello reale nei suoi neri abiti di pizzo ungheresi. Tutto, e di più, su di lei è cupo. Dai capelli scuri un velo nero scorre verso il basso. Forcine per capelli neri, perle nere, tutto nero, solo il suo viso bianco come il marmo e indicibilmente doloroso ... A mater dolorosa (madre dolente) ... E 'ancora lei, ma il dolore ha incorporato il suo marchio su questo volto ... Non uno scalpore, non uno sguardo rivela preoccupazione. Bianco come il marmo, simile ad una statua ... ".

Quando l'anarchico Luigi Lucheni infilza una lima appuntita, lima nascosta in un mazzo di fiori, nel cuore della imperatrice d'Austria a Ginevra il 10 settembre 1898, quella che ha colpito è una donna delusa dalla vita. Lucheni fu arrestato da quattro passanti, non lontano dal luogo dell'attentato. Al commissario che lo interrogava chiedendogli il motivo del suo gesto, pare abbia risposto: "Perché sono anarchico. Perché sono povero. Perché amo gli operai e voglio la morte dei ricchi". Nel suo diario poetico pubblicato solo nel 1998 -  Sissi si era augurata di morire "improvvisamente, rapidamente e se possibile all'estero". Il destino l'aveva trovata alla fine e aveva esaudito il suo desiderio. Al giudice, il quale gli rinfacciava di avere ucciso una donna sola e disperata, Lucheni rispose di non averlo saputo, di avere invece creduto che Elisabetta fosse una donna realizzata e felice.

Il funerale

Il corpo senza vita di Elisabetta fu portato a Vienna e, in un primo momento, disposto nel Burgkapelle. Il funerale cerimoniale si svolse nel Kapuzinergruft (vedere Cripta imperiale) il 17 settembre. Tuttavia, la simpatia della gente fu diretta in primo luogo all'imperatore, che aveva subito un altro duro colpo del destino. Il conte Kilmannsegg, governatore della Bassa Austria, successivamente al funerale dove era presente, commentò realisticamente: "Solo poche lacrime furono versate per lei." Ma con la sua tragica morte, ogni critica fu dimenticata e iniziò l'immortalità di Elisabetta, da tutti conosciuta nel mondo come Sissi.


Sissi cinematografica

Sissi - FilmSolo attraverso la trilogia di Ernst Marischka "Sissi", dal 1950, Elisabetta di Baviera divenne nota e adorata in tutto il mondo con il nome di "Sissi". Questo per merito principalmente dell'attrice che la interpretò, la giovane Romy Schneider. Fu lei difatti a plasmare e trasmettere l'immagine di una giovane, dolce e leggera "Sissi", che corrisponde in realtà poco alla reale personalità dell'imperatrice Elisabetta. La terza parte della trilogia "Sissi" si conclude, in maniera significativa, proprio nel momento in cui Elisabetta ruppe con il suo ruolo di imperatrice e moglie alla ricerca di una vita da trascorrere secondo la propria inclinazione. Questa parte della sua vita non avrebbe potuto essere rappresentata nella sua immagine di  moglie innamorata, madre devota e imperatrice benevola, preoccupata per la sua gente e amata da tutti. Di conseguenza, non fu affatto inserita. Furono queste le circostanze che contribuirono a diffondere la convinzione in tutto il mondo, di una  storia d'amore romantica tra Sissi e Franz, di una vita dorata vissuta da un'imperatrice popolare. Divenne anche accettato come assodato, il fatto che Sissi fosse morta presto, dal momento che praticamente non si sapeva nulla della sua vita successiva all'abbandono della corte. Solo in seguito Romy Schneider rivisitò il suo ruolo di Elisabetta nel film di Luchino Visconti Ludwig, dove interpretava una "Elisabetta" capricciosa, che non aveva nulla in comune con l'accattivante "Sissi" dei film precedenti.


Culto di bellezza


Imperatrice Sissi - Elisabetta di Baviera"Quanto è bella!", Gridò lo Scià di Persia, contro ogni etichetta, quando Elisabetta lo ricevette nel 1873. Gli uomini e le donne del suo tempo erano entusiasti della favolosa bellezza di Elisabetta, ed erano ancora di più ammirati e sedotti dalla sua grazia, dal carisma e dall'aura misteriosa che la circondava. Sissi era considerata una delle più belle donne del suo tempo e lei stessa era perfettamente consapevole di questo. Il suo trattamento cosmetico occupava la maggior parte della sua routine quotidiana. L'imperatrice era particolarmente orgogliosa dei suoi capelli spessi, la cui pettinatura (insieme al vestirsi) le richiedevano tra due e tre ore al giorno. La sua parrucchiera Franziska (Fanny) Feifalik ebbe un ruolo decisivo nel suo stile così riconosciuto, dal momento che era l'ex parrucchiera del Wiener Burgtheater, il teatro di corte, responsabile di tutte le acconciature elaborate.

Ogni quindici giorni, i capelli venivano lavati con una miscela speciale fatta di tuorlo d'uovo e cognac, una procedura che richiedeva una giornata intera. Negli anni successivi, probabilmente Sissi cominciò a tingersi i capelli con indaco e un estratto a base di gusci di noce. Le ore trascorse con i parrucchieri erano utilizzati principalmente da Sissi per imparare le lingue: ungherese e in seguito in particolare greco antico e moderno. Per queste ultime lezioni assunse Constantin Christomanos, che leggeva insieme a lei, correggeva i suoi esercizi di lingua e filosofeggiava con l'imperatrice.

Al fine di mantenere la sua ammirata bellezza, Sissi provava innumerevoli formule di bellezza.  E 'interessante il fatto che Elisabetta attribuiva poca riuscita alla sperimentazione di creme insolite, di acque di lavaggio, tinture e lozioni, da cui a quanto pare si aspetta più risultati. Il più delle volte utilizzava semplici creme, prodotte nella farmacia di corte: la cosiddetta Crème Céleste realizzata in cera bianca, spermaceti, olio di mandorle dolci e acqua di rose. Un'altra crema, che (come le formule di bellezza recentemente scoperte dimostrano) veniva ripetutamente ordinata per Sissi e molto apprezzata da molte donne a corte, era la crema fredda, fatta semplicemente con olio di mandorle, burro di cacao, cera d'api e acqua di rose. Questa crema doveva il suo nome al senso di freschezza che dava alla pelle. Come ingredienti per i tonici per il viso Elisabetta principalmente usava la rosa, che doveva proteggere la sua pelle da infiammazioni e impurità. Inoltre, l'imperatrice usava anche lozioni di camomilla, lavanda e lozioni di viola, oltre a metodi piuttosto eccentrici come le maschere di fragole schiacciate o di carne cruda di vitello, che usava durante la notte. Contrariamente alle altre donne del suo tempo, Elisabetta era contraria al trucco pesante e al profumo. Solo i capelli venivano spruzzati con essenze di profumo. Ancora più tempo rispetto alla cura del suo viso, Elisabetta dedicava alla cura del corpo e all'igiene personale. Faceva il bagno tutti i giorni e le piaceva alternare bagni di vapore con olio a bagni freddi. Era estremamente appassionata di bagni di olio di oliva caldo, che avevano lo scopo di mantenere la pelle tenera e liscia. Di notte spesso dormiva con panni imbevuti di aceto sopra i fianchi, per preservare la sua magrezza. Il suo preferito era l'aceto viola, a base di fiori di viola appena colti, aceto di sidro, acqua distillata e polvere viola. Elisabetta dormiva senza cuscino, probabilmente per mantenere la postura eretta.

Sissi e l'Italia e gli italiani

Ora vi dirò una cosa che forse vi farà desistere dal visitare il Museo di Sissi a Vienna o qualcuno dei luoghi che sono diventati famosi sul suo nome. Sissi non ebbe mai una buona opinione sugli italiani, li considerava falsi e traditori. Ora forse questa cosa potrebbe urtare la suscettibilità di qualcuno, ma se ci si pensa bene, dal suo punto di vista era difficile darle torto. Riepilogando i fatti, all'inizio del matrimonio l'imperatrice, quando si suppone fosse ancora molto innamorata del marito soffrì perchè questi era il marito andato a combattere le truppe francesi e piemontesi durante la Seconda Guerra di Indipendenza Italiana e pensava che non tornasse più. Quindi ancora nel 1866 poi ci fu la Terza Guerra di Indipendenza dell'Italia alleata alla Prussia che fece perdere all'Impero Asburgico Venezia e il Veneto. Il forte sentimento anti-austriaco che c'era in Italia faceva si che ogni volta che Sissi si recava nei territori "italiani" in mano austriaca c'era il rischio di subire attentati e sentiva forte l'ostilità della folla. Inoltre, nel resto d'Italia nel Regno delle Due Sicilie sua sorella Maria a cui era molto legata, venne spodestata dal trono dopo la Spedizione dei Mille di Garibaldi. Infine, se mai si potesse intervistarla dall'aldilà, il suo "astio" contro l'Italia, forse sarebbe ancora di più cresciuto dopo il suo assassinio ad opere dell'anarchico italiano Luigi Lucheni.

Sissi visitò Venezia e Verona nel 1856. Si recò poi in Sicilia, a Napoli, a Livorno e Firenze oltre naturalmente a Milano e Roma a trovare il Papa. Ma furono soprattutto visite non ufficiali, in incognito e per fare scalo con la sua nave. Come forse molti di voi sapranno, l'imperatrice soggiornò molte volte e a lungo a Merano e al Castello di Miramare a Trieste.

Biografia

Joan Haslip, Elisabetta d'Austria, dall'Oglio editore, Milano, 1965

Brigitte Hamann, Sissi, Bergamo, TEA, 2008

Nicole Avril, Sissi, vita e leggenda di un'imperatrice, 1994, Mondadori
Erika Berstenreiner, L'imperatrice Sissi. Storia e destino di Elisabetta d'Austria e dei suoi fratelli, Milano, Mondadori, 2002

Nicole Avril: L'impératrice, Paris, 1993
 

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