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IL POLITECNICO DI MILANO E LA SUA STORIA
Due anni dopo la proclamazione dell`unità d`Italia, uno degli eventi più
significativi dello sviluppo innovativo di Milano fu la fondazione, il 29
novembre 1863, dell`Istituto Tecnico Superiore, presto conosciuto come
Politecnico, il primo Politecnico d`Italia. Voluto e realizzato dal
matematico Francesco Brioschi insieme alle amministrazioni locali, ad alcune
associazioni culturali e a un gruppo di imprenditori milanesi, si ispirava
al modello dei politecnici dell`area tedesca e svizzera nel promuovere una
cultura tecnicoscientifica in grado di contribuire validamente allo sviluppo
del Paese e della nascente industria. A Brioschi, primo rettore (1863-1897),
è dedicata una statua in una nicchia della facciata della sede dell`ateneo
in piazza Leonardo da Vinci, ma non fu questa la prima sede del Politecnico.
Inizialmente, la nuova istituzione, con i suoi primi 36 studenti, venne
ospitata nel Collegio Elvetico, nell`odierna via Senato, e nel 1866
trasferita nell`ex seminario della Canonica, in piazza Cavour: le esigenze
di spazio erano infatti aumentate perché all`originaria Facoltà di
Ingegneria si era aggiunta nel 1865 la sezione speciale per gli architetti
civili, animata da Camillo Boito, che raccoglieva, sostituendola, l`eredità
dell`Accademia di Belle Arti di Brera. Nuovo impulso venne al Politecnico
dal rettore Giuseppe Colombo (1897-1921), il padre dell`ingegneria italiana.
Intanto, nel 1913, era divenuta operativa una convenzione tra Stato
italiano, Comune e Camera di Commercio milanese, con il concorso della Cassa
di Risparmio, per decentrare e accorpare gli istituti di istruzione
superiore sparsi per la città. La scelta dell`ubicazione era caduta
sull`area periferica delle Cascine Doppie, dove nel 1927, a lavori terminati
dopo la lunga interruzione per la guerra, il Politecnico si trasferì, nel
complesso che ancora oggi è la sua sede centrale. Nel 1937 l'ateneo assunse
la denominazione di Regio Politecnico di Milano e da allora non ha mai
smesso di crescere, giocando un ruolo di primo piano sia nel campo
ingegneristico-tecnologico sia in quello dell'architettura e del design (il
primo corso di laurea italiano in Design fu istituito proprio qui, nel 1993)
e contribuendo con i suoi laureati, diventati poi docenti, ricercatori e
capitani d`industria, a fare la storia dello sviluppo economico e della
ricerca scientifica in Italia e nel mondo. Sul versante degli spazi, un
gruppo di progettisti, fra cui Gio Ponti, laureato qui in Architettura nel
1919, realizzò nel 1962-64 la nuova Facoltà di Architettura, in via Bonardi,
poi ampliata nel 1982- 1986, all`inizio di via Ampère, su progetto
dell`architetto Vittoriano Viganò. Nel 1987 è partito un processo di
diffusione territoriale dell`ateneo, noto come Politecnico
Rete, che ha portato all`apertura delle sedi regionali di Como(1987), Lecco
(1989), Cremona (1991), Mantova (1994), Piacenza (1997), con lo scopo di
stabilire un rapporto più diretto con gli studenti e di interagire con le
comunità e le realtà produttive locali.
L`Università Bocconi e la sua Storia
La nascita nel 1902 dell`Università Commerciale Luigi Bocconi si colloca in
un periodo di forte Sviluppo economico della città, durante il quale si
costruiscono le basi di quel sistema produttivo e finanziario che avrebbe
portato di lì a poco Milano a diventare la capitale industriale del paese.
In questa fase economica e sociale Ferdinando Bocconi, imprenditore tessile
milanese e Proprietario degli importanti magazzini di abbigliamento
denominati Magazzini Bocconi Aux Villes d`Italie, che diventeranno La
Rinascente dal 1917, decide di fondare un`università in grado di fornire una
preparazione scientifica alla vita commerciale e di formare una classe
imprenditoriale capace e preparata. L`università viene dedicata alla memoria
del figlio primogenito Luigi Bocconi, morto sei anni prima nella battaglia
di Adua in Africa, ed è la prima facoltà dedicata agli studi Economici in
Italia, che contribuì a definire un modello per l`organizzazione didattica
delle facoltà di Economia e commercio che saranno create in seguito.
Fondamentale l`apporto dato all`avvio del progetto dal segretario della
Camera di Commercio di Milano, Leopoldo Sabbatini, che diverrà il primo
rettore dell`ateneo. I primi corsi, attivati nel 1902, si svolgono in un
palazzo di tre piani in via Statuto. L`ateneo si consolida nei primi decenni
del Novecento e, per far fronte a un numero sempre più alto di studenti, nel
1936 matura la decisione di trasferire la sede in un nuovo edificio da
realizzare in via Sarfatti, nell`area della vecchia officina del gas. Per la
direzione artistica del progetto viene scelto l`architetto Giuseppe Pagano,
voluto dal senatore Giovanni Gentile, allora presidente della Bocconi.
Pagano realizza un edificio dalle linee essenziali, importante esempio
italiano di architettura razionalista. La nuova sede viene inaugurata il 21
dicembre del 1941. Nel 1953 viene affidato a Giovanni Muzio il progetto per
le strutture ricettive e per le mense studentesche, edifici che vengono
terminati tre anni dopo. Del 1962 è la chiesa di San Ferdinando, interna al
campus, progettata da Ferdinando Reggiori, mentre nello stesso anno ancora
Muzio, con il figlio Lorenzo, viene incaricato della progettazione di un
nuovo edificio in via Sarfatti per gli istituti Di Economia, per far fronte
al continuo aumento di iscrizioni, con la grande Aula Magna e la biblioteca
di 650.000 volumi; l`inaugurazione di quest`ultimo complesso avviene nel
1965. Occorre aspettare gli anni ottanta per una nuova fase di espansione
dell`ateneo e precisamente il 1985, anno in cui viene inaugurata la nuova
sede della Scuola di Direzione Aziendale (SDA Bocconi). Si tratta di due
edifici a gradoni, rivestiti con pannelli metallici, progettati
dall`ingegner Vittore Ceretti. Arriviamo infine ai giorni nostri con il
nuovo progetto di ampliamento dell`ateneo, denominato Bocconi 2000, che si
propone di rispondere a una nuova esigenza di spazi per la didattica e per
la ricerca. Questo progetto si compone di due lotti: il primo, terminato nel
2001, è costituito dal nuovo edificio aule e dall`ampliamento della sede
della SDA Bocconi. Progettato dall`architetto Ignazio Gardella, l`edificio
ellissoidale, con tre piani di aule per la didattica e per lo studio, è
divenuto l`ultima icona di riconoscimento dell`Università. La grande hall al
piano terreno, resa luminosa dalla copertura vetrata, è arricchita da tre
importanti opere di Arnaldo Pomodoro, I Papiri. L`ampliamento dell`edificio
di via Bocconi 8, affidato all`ingegner Ceretti, ospita tre nuovi piani di
uffici per docenti e ricercatori e, su una superficie di 700 metri quadrati,
la nuova Libreria Egea. Rientra nel complesso bocconiano anche la nuova
residenza universitaria intitolata a Giovanni Spadolini, progettata dagli
architetti Valsasnini e Foresti, che si inserisce nel programma di
riqualificazione urbana dell`area ex OM, in corso di completamento poco
lontano dall`Università.
L`Università Cattolica di Milano
La più grande delle Università private italiane venne inaugurata a Milano il
7 dicembre 1921, festa di sant`Ambrogio. L`aveva voluta con forza padre
Agostino Gemelli, insieme a un gruppo di intellettuali cattolici quali
Ludovico Necchi, Francesco Olgiati, Armida Barelli, Ernesto Lombardo. La
Messa di inaugurazione fu celebrata dallo stesso padre Gemelli, alla
presenza dell`arcivescovo di Milano, il cardinale Achille Ratti, che di lì a
tre mesi sarebbe diventato Papa col nome di Pio XI. L`Università partiva con
due corsi di laurea, in Filosofia e in Scienze sociali, cui erano iscritti
68 studenti, e aveva sede nel Palazzo del Canonica, in via S. Agnese, un ex
convento femminile riedificato in gran parte dall`architetto Luigi Canonica
agli inizi dell`Ottocento. Nel 1924 arrivò il riconoscimento da parte dello
Stato come università libera e questo portò a un adeguamento delle facoltà
all`ordinamento statale. L`Università si organizzò allora con le Facoltà di
Giurisprudenza (con due corsi di laurea, in Giurisprudenza e in Scienze
economiche, sociali e politiche) e Lettere e Filosofia (con due corsi di
laurea, in Lettere e in Filosofia). Altre facoltà seguirono in breve e
nell`anno accademico 1931-1932 il numero degli studenti era arrivato a 1179:
la sede di S. Agnese era ormai diventata piccola. Padre Gemelli acquistò
allora l`antico monastero di S. Ambrogio, reso libero dal trasferimento
dell`ospedale militare che fino a quel momento vi aveva avuto sede.
L`inaugurazione della nuova sede si ebbe il 30 ottobre 1932 e da allora
questa è la sede centrale dell`ateneo. Una sede prestigiosa, legata
strettamente alle vicende della città. Il convento, che si allungava sul
lato destro della basilica di S. Ambrogio, venne eretto dai Benedettini
nell`VIII secolo e ceduto nel Quattrocento dal cardinale Ascanio Sforza,
fratello di Ludovico il Moro, ai frati Cistercensi di Chiaravalle. Il
cardinale ordinò in quell`occasione al Bramante la ricostruzione del
convento. Il progetto prevedeva un grande quadrato con quattro chiostri, di
cui però furono realizzati solo due: il chiostro ionico (il più vicino alla
basilica) edificato sotto la direzione di Cristoforo Solari fino al 1513, e
il chiostro dorico, realizzato nel 1620-1630 sul modello bramantesco. Il
monastero venne soppresso, come molti altri, nel 1797, in epoca napoleonica,
e trasformato prima in magazzino e poi in ospedale militare. Quando divenne
sede della Cattolica, padre Gemelli ne affidò il restauro a Giovanni Muzio,
che vi lavorò per circa un ventennio, dal 1928 alla fine degli anni
quaranta, passando anche attraverso la distruzione causata dal bombardamento
dell`agosto 1943 e la successiva ricostruzione. Muzio restaurò dunque il
complesso e insieme vi aggiunse nuovi edifici, distinguendo chiaramente
parti preesistenti e parti nuove, alle quali riservò materiali e soluzioni
contemporanee, come le superfici vetrate, testimonianza di una particolare
attenzione al razionalismo. A Muzio si devono l`edificio di ingresso su
largo Gemelli, con il portale di granito sormontato dalla nicchia contenente
la statua di Cristo Re, opera di Giannino Castiglioni, e da un campaniletto;
l`ala verso via Necchi; i collegi maschili Augustinianum e Ludovicianum e
quello femminile Marianum; le aule che danno su via Lanzone; l`Istituto di
Psicologia sul fianco sud; la mensa in via Necchi. Notevole è il suo
restauro dei chiostri bramanteschi; dell`ex refettorio cinquecentesco
trasformato in Aula Magna, dove egli volle riportare, da Brera, l`affresco
parietale di Callisto Piazza (1545) ispirato alle Nozze di Cana; della
biblioteca e della cappella, con le pareti modulate da alte sculture di
Manzù. I lavori di ampliamento del complesso avviati negli anni ottanta
hanno portato a notevoli sorprese archeologiche. Anzitutto sono venuti alla
luce resti della necropoli romana (I e III secolo) che sorgeva qui, poco
fuori dalla cinta muraria dell`insediamento urbano di Mediolanum; poi, il
ritrovamento più importante: una vasta struttura circolare in laterizio
risalente alla fine del Cinquecento o agli inizi del Seicento, che è stata
identificata con la ghiacciaia del monastero cistercense, la ¿conserva de
giazzo¿ di cui parlano i documenti d`epoca sforzesca. L`eccezionale
struttura è oggi a vista nell`aula interrata dedicata al filosofo Gustavo
Bontadini. Con gli anni, l`Università Cattolica ha accresciuto sia la
proposta didattica (le facoltà ora sono 14 e gli iscritti oltre 42.000) sia
la struttura (oggi le sedi sono cinque: oltre a quella centrale di S.
Ambrogio, quelle di Roma, con la prestigiosa Facoltà di Medicina e
Chirurgia, di Brescia e di Piacenza-Cremona, cui si è aggiunta nel 2002 la
sede di Campobasso).
L`Università Statale di Milano e la sua Storia
Dall`Ospedale dei Poveri voluto dagli Sforza alla grande Università Statale
L`Università degli Studi di Milano è una università moderna. Venne infatti
inaugurata il 28 agosto 1924, grazie all`opera di Luigi Mangiagalli, sindaco
della città e primo rettore, che l`aveva fortemente voluta vincendo le
resistenze di chi preferiva lasciare Pavia come unico grande centro
universitario lombardo. All`inizio le facoltà erano quattro: Giurisprudenza,
Lettere e Filosofia, Medicina e Chirurgia, Scienze Matematiche, Fisiche e
Naturali. Nel 1932 si aggiunse Veterinaria e nel 1935 Agraria. Poi fu la
volta, nel 1970, delle facoltà di Scienze Politiche e Farmacia e infine, nel
1999, di Scienze Motorie. Nei suoi primi anni di vita l`Università di Milano
non ebbe una sede, costretta a trovare accoglienza in diversi edifici del
centro cittadino, mentre si avviavano i lavori nel cantiere di quasi 200.000
metri quadrati alla periferia orientale della città, nell`area delle Cascine
Doppie, che avrebbe dovuto ospitare gli istituti superiori cittadini, la
futura Città Studi.
Nel 1927 il cantiere di Città Studi venne finalmente chiuso e i suoi spazi
aperti all'uso universitario, soprattutto di area scientifica, ma fu solo
dopo la guerra che il Comune di Milano destinò all'Università, perché vi
trasferisse il rettorato e le facoltà umanistiche, uno degli edifici più
famosi, più belli e importanti della città, anche se seriamente danneggiato
nel corso del bombardamento dell`agosto 1943: la Ca` Granda, lo sforzesco
Ospedale dei Poveri.
Il complesso era stato voluto, come modello avanzato e moderno di ricovero e
luogo di cura per malati poveri, nel 1456 da Francesco Sforza e da sua
moglie Bianca Maria. Il progetto, affidato al fiorentino Filarete, venne
realizzato grazie a lasciti e donazioni, prime fra tutte quelle derivate da
uno speciale giubileo, istituito per l'occasione, che si celebrava ogni anno
dispari. Il popolo milanese prese a chiamare questa festa Festa del Perdono:
da qui il nome ancora adesso portato dalla via cittadina su cui si apre la
facciata dell'Università. Il Filarete impostò la realizzazione dell'edificio
in due corpi (uno per gli uomini e uno per le donne), suddivisi entrambi da
quattro cortili interni quadrati e separati al centro da altri due cortili
uniti da una chiesa. Egli riuscì a realizzare solo l'ala destra; in seguito
i lavori vennero affidati a diverse maestranze. Si giunse quindi al
Seicento, quando il cantiere costruttivo proseguì sotto la direzione
dell'architetto Francesco Maria Richini, al quale si devono interventi sulla
facciata, il disegno del portale d`ingresso e il grande cortile interno. I
lavori andarono avanti nel corso del Settecento e dell'Ottocento, fino al
1939, quando l'Ospedale fu trasferito a Niguarda e il complesso della Ca'
Granda venne destinato all'Università. Ma arrivò la guerra. I danni dovuti
al bombardamento del 1943 resero necessaria una massiccia opera di
ricostruzione, realizzata sotto la guida dell'architetto Liliana Grassi: fu
solo nel 1958 che si giunse all'insediamento del rettorato, egli uffici e
delle facoltà di Giurisprudenza e di Lettere e Filosofia. Oggi, dal portale
che si apre sulla lunga facciata (ben 282 metri) in via Festa del Perdono si
accede al grande complesso dove coesistono l'ala quattrocentesca (con i
cortili della Legnaia, della Ghiacciaia, della Spezieria e dei Bagni e
soprattutto con la suggestiva Crociera, l'antica infermeria a croce greca
oggi adibita a Sala di consultazione su due piani), il grande cortile
secentesco e l'ala Macchio, rifatta nel 1964. In questi spazi l'Università
degli Studi di Milano ha visto passare centinaia di migliaia di studenti,
attraversando gli anni caldi della contestazione e aprendosi ad altri
quartieri cittadini in cerca di nuovi spazi: una politica culminata nella
creazione di una seconda università statale milanese, la Bicocca, nel 1998.
Intanto, accanto alla sede centrale, il polo dell'Università Statale a Città
Studi diventava vera e propria cittadella delle facoltà scientifiche, con
istituti, aule di studio, biblioteche, laboratori didattici, musei
universitari, cui si affiancano gli orti botanici, afferenti al dipartimento
di Biologia, importante risorsa non solo per la didattica e la ricerca
scientifica, ma anche per la valorizzazione ambientale del quartiere.
L`Università Iulm e la sua Storia
Sul finire degli anni sessanta i professori Carlo Bo e Silvio Baridon
decidono di fondare una nuova università dedicata allo studio delle lingue e
delle letterature. Nasce così nel 1968 l`Istituto Universitario di Lingue
Moderne - IULM, con sede centrale a Milano, in un edificio di piazza
Volontari, nei pressi dell`Arco della Pace, e con una sede distaccata a
Feltre. A partire dalla metà degli anni settanta, prima sotto il rettorato
del professor Alessandro Migliazza e poi con i suoi successori, professori
Francesco Alberoni e Giovanni Puglisi, l`ateneo allarga i suoi confini
passando a trattare anche i temi della comunicazione in tutti i suoi ambiti
e in modo particolare della comunicazione d`impresa e delle relazioni
pubbliche. In seguito a questi cambiamenti l`ateneo si compone oggi di due
facoltà, la Facoltà di Lingue, letterature e culture moderne e la Facoltà di
Scienze della comunicazione e dello spettacolo, la prima attivata in Italia.
Questo processo di ridefinizione porta nel 1998 anche al cambio di nome in
Libera Università di Lingue e Comunicazione - IULM, che meglio rappresenta
l`ateneo, le sue nuove vocazioni e le sue aree di eccellenza. Sul finire
degli anni ottanta si comincia a pensare a una nuova sede dell`Università,
trasferimento che si concretizza nel 1993 con la realizzazione dell`edificio
principale del campus universitario di via Carlo Bo. Progettato
dall`ingegner Roberto Guiducci e dal figlio architetto Lorenzo Guiducci,
l`edificio è stato costruito in soli due anni ed è composto da tre corpi di
sei piani collegati tra loro (per una superficie totale di 17.000 mq),
rivestiti in mattoni rosati e con un cortile chiuso da portici: due
particolari che intendono legare questa moderna struttura alla tradizione
architettonica milanese. L`edificio centrale ospita il rettorato, le
segreterie, la biblioteca e si sviluppa attorno a un piacevole e
spettacolare atrio costituito da un giardino d`inverno a tutta altezza e
caratterizzato da un sistema di scale mobili che collega in modo rapido e
funzionale i diversi piani. Notevoli sono anche gli arredi interni,
interessanti per l`uso dei colori e i principi di ergonomia impiegati. Nel
sotterraneo si trova l`Aula Magna di oltre cinquecento posti; negli altri
due corpi dell`edificio, aule e laboratori.
Arriviamo così all`attualità, con l`ulteriore progetto di ampliamento sulle
aree dismesse che circondano l'ateneo. In questo contesto si inseriscono i
cinque nuovi edifici recentemente costruiti o riattati, ospitanti istituti
universitari, aule e la libreria dell`Università, la residenza studentesca,
la mensa e nuovi auditori. Con la realizzazione del progetto Knowledge
Transfert Centre e la risistemazione degli spazi con verde, piazze e
cortili, il campus va sempre più trovando una sua dimensione, che favorisce
non solo lo studio e la ricerca ma anche lo sviluppo dei rapporti sociali
nella comunità universitaria e che lo pone come punto d`incontro tra
l`università e la città.
L`Accademia di Brera e la sua Storia
L`Accademia di Belle Arti di Brera, istituita nel 1776 da Maria Teresa
d`Austria, ha sede nel Palazzo di Brera, un edificio dalla storia lunga e
articolata, ricca di interventi di ampliamento e di ristrutturazione. Il
palazzo deve il suo nome al termine di origine germanica braida indicante
uno spiazzo erboso; su quel terreno infatti nel XII secolo l`ordine degli
Umiliati inizia la costruzione di un chiesa, S. Maria in Brera, ripresa due
secoli più tardi e affrescata in seguito da artisti come il Bergognone,
Bernardino Luini, il Bramantino, il Foppa. Sul finire del XVI secolo
l`ordine degli Umiliati viene soppresso per volontà del cardinale Borromeo e
il convento passa, nel 1572, ai Gesuiti che lo gestiranno nei quasi due
secoli di dominazione spagnola. Vi apportano un`opera di ristrutturazione
radicale, insediandovi la scuola teologica, una biblioteca e una specola per
le osservazioni astronomiche. Nasce così l`attuale palazzo, su un primo
progetto di Martino Bassi, nel 1591, ripreso e ampiamente elaborato nella
prima metà del Seicento da Francesco Maria Richini. Questi disegna il grande
cortile circondato dal loggiato e dallo scalone a doppia rampa, una delle
parti più pregevoli del Palazzo di Brera, che verrà in seguito decorato da
una serie di busti e statue di uomini illustri della città e caratterizzato
dalla grande statua centrale raffigurante Napoleone in veste di Marte
pacificatore, modellata da Antonio Canova ai primi dell`Ottocento. Negli
anni seguenti apportano un loro contributo Gian Domenico Richini, figlio di
Francesco, il Quadrio e il Rossone. Agli inizi del Settecento la città di
Milano passa sotto il controllo della dinastia austriaca degli Asburgo e,
specie in concomitanza con il periodo di Maria Teresa nella seconda metà del
secolo, si caratterizza per una forte ripresa in tutti i settori:
dall`economia al funzionamento dell`apparato statale, dalle arti alla
cultura, dal sistema scolastico allo sviluppo scientifico. Nel 1773, anche
la Compagnia di Gesù viene soppressa e il Palazzo di Brera, non ancora
completato, passa sotto la gestione imperiale. Maria Teresa d`Austria vi
mantiene le istituzioni fondate dai Gesuiti, aggiungendovi l`Orto Botanico,
l`Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e infine, nel 1776, l`Accademia di
Belle Arti, con l`intento di sottrarre l`insegnamento artistico a privati e
artigiani conferendogli invece dignità pubblica. Il completamento
dell`edificio viene affidato al Piermarini che progetta anche il nuovo
solenneportale d`ingresso. Per lo svolgimento dell`insegnamento la scuola
deve essere dotata di raccolte di opere d`arte che siano modelli per lo
studio e il lavoro degli studenti: inizia così una raccolta che diventerà in
seguito, soprattutto grazie all`impulso del segretario dell`Accademia
Giuseppe Bossi, il primo nucleo della Pinacoteca, poi ingrandita e
arricchita da Andrea Appiani. La Pinacoteca vede un`importante crescita, in
particolare quando Milano diventa, con Napoleone, capitale del Regno
Italico. In questo periodo numerose opere importanti giungono a Brera e si
impone quindi un problema di spazi, risolto con la divisione in due piani
della chiesa di S. Maria in Brera, nella cui parte superiore vengono
ospitate le collezioni artistiche, mentre nella parte inferiore restano gli
spazi dell`Accademia. Nel 1805 iniziano le esposizioni annuali, che saranno
una delle maggiori manifestazioni d`arte contemporanea in Italia nel corso
dell`Ottocento. In quel periodo, anche gli architetti si formano a Brera:
solo con la riforma scolastica di Gentile nel 1923, l`insegnamento di
Architettura viene scorporato dall`Accademia e trasferito al Politecnico.
La Pinacoteca vive un periodo di profonda crisi dopo il crollo del regime
napoleonico, durante il quale viene praticamente chiusa al pubblico e perde
molti dei suoi quadri; solo con l`arrivo di Vittorio Emanuele II le cose
cambiano ed è sul finire dell`Ottocento che la Pinacoteca ricomincia le sue
esposizioni. A inizio Novecento, una forte spinta di rinnovamento
nell`insegnamento artistico viene dall`ingresso di docenti come Carrà, Funi,
Manzù; negli anni quaranta sono allievi di Brera personaggi quali Dario Fo,
il futuro regista cinematografico Damiano Damiani, il futuro priore di
Barbiana Lorenzo Milani, mentre tutto il quartiere di Brera si apre alle
ricerche di artisti come Treccani, Cassinari, De Grada.
Il Conservatorio e la sua Storia
Il Conservatorio di Milano, la cui fondazione risale al 1808 durante il
Regno d`Italia creato da Napoleone, ha sempre occupato in quasi due secoli
di storia l`ex-Collegiata di Santa Maria della Passione. L`edificio presenta
una pianta rettangolare e inizialmente possedeva un solo chiostro,
cinquecentesco, al quale venne aggiunto un secondo chiostro il cui
completamento avvenne nel 1608. L`edificio non subì modifiche sostanziali
durante i mutamenti di utilizzo, né quando l`ordine dei Lateranensi che lo
abitava fu soppresso nel 1782 per ordine dell`Imperatore Giuseppe II e la
Collegiata venne secolarizzata, né quando nel 1799 divenne un ospedale per
le truppe e poi magazzino militare. Fra il 1808 e il 1850 il Conservatorio
adottò una struttura mista, nella quale agli ospiti del convitto interno si
affiancavano gli allievi esterni. Gli alloggi, i refettori e le camerate del
convitto erano situati nel primo chiostro, quello interno, mentre nel
secondo vi erano le aule e la biblioteca. A partire dal 1850 il convitto
venne progressivamente abolito e gli spazi furono ridefiniti. Nel 1861, con
l`Unità d`Italia, presero avvio grandi trasformazioni che si manifestarono
in particolare con l`introduzione in piena autonomia di nuovi programmi e di
nuovi ordinamenti e con il rafforzamento delle attività collettive, quali
l`orchestra e il coro. Negli stessi anni docenti e allievi (tra cui Arrigo
Boito) parteciparono da protagonisti alla cosiddetta Scapigliatura milanese.
Il Conservatorio divenne anche, dal 1864, la sede dei primi esperimenti
della Società del Quartetto e si intensificò il rapporto con la Scala e si
costituirono e rafforzarono una serie di legami con il tessuto di una città
ricca di teatri e di sale da concerto, sede di grandi editori musicali,
quali Ricordi e Sonzogno. Sono anche gli anni in cui sono allievi del
Conservatorio Boito, Catalani, Puccini e Mascagni e vi insegna Ponchielli.
Nel 1908 venne rinnovata la precedente unica sala di concerto e gliene venne
affiancata una nuova e più ampia, la Sala Grande, ottenuta con la copertura
del chiostro cinquecentesco. Questa sala fu distrutta dal bombardamento del
16 agosto 1943, che incendiò e distrusse tutto il lato sud dell`edificio,
ivi compresa la Sala Piccola. Rimase intatto, invece, il chiostro
secentesco. La ricostruzione avvenne secondo scelte innovative, soprattutto
riguardo alla Sala Grande (oggi Verdi), ridisegnata dall`architetto Reggiori
con un progetto che ancora oggi desta interesse e ammirazione. Nell`edificio
ricostruito ebbero sede l`Orchestra e il Coro della RAI di Milano, fino al
loro scioglimento nella prima metà degli anni novanta. A partire dagli anni
sessanta si dovette fare i conti, in una situazione di carenza di spazi, con
un fortissimo incremento del numero degli allievi e dei professori. Il
Conservatorio cominciò allora a rinnovare i piani di studio e i programmi
attraverso la cosiddetta sperimentazione e creando una serie di attività che
mettevano gli studenti in contatto con il mondo della professione musicale.
Si arriva così, il 4 ottobre 2003, alla convalida ministeriale dei nuovi
diplomi accademici di primo livello (equiparati alla laurea) al termine di
corsi triennali, nonché all`avvio, il 7 gennaio 2004, dei corsi
specialistici biennali per il diploma accademico di secondo livello
(equiparato alla laurea specialistica). L`attività didattica si avvale di
strutture artistiche, quali il Coro di voci bianche del Conservatorio e del
Teatro alla Scala, l`Orchestra Filarmonica, molteplici formazioni
cameristiche, gruppi per la musica antica, per la musica contemporanea e per
il jazz e così via. È operante anche un Laboratorio per l`informatica
musicale. Il Conservatorio, infine, possiede una straordinaria Biblioteca
musicale, istituita nel 1809 e oggi ricca di 500.000 volumi, tra cui fondi
di manoscritti e di edizioni antiche, nonché un Museo di strumenti, fondato
nel 1898, che ospita alcuni preziosi esemplari.
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