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Cosa vedere a Campobasso -
19 luoghi interessanti da visitare
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Adagiata su di una collina, a 700 metri sul livello del mare,
questa città, capoluogo del Molise, ha
molto da raccontare. Venne fondata in epoca longobarda, nella zona compresa tra due fiumi il
Biferto e il Fortone.
Facendo un giro nel suo centro storico è possibile ripercorrere la sua storia, che ci viene tramandata dai monumenti presenti, come la chiesa di San
Leonardo, che risale al 1200 o il Castello Monforte, simbolo della città, eretto durante il 1500, attorno al quale è possibile
"perdersi" in una serie di
vicoletti e scalinate, che sono riusciti a mantenere il loro stile originario. Un tuffo nel passato, tra case in pietra ed antichi portali.
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Campobasso primeggia anche per la cultura, questa città è sede dell’Università degli Studi del Molise e
sempre qui è possibile frequentare la scuola militare per diventare Carabiniere e Poliziotto.
Molta importanza viene data al rispetto dell’ambiente, con una serie di parchi e giardini ben curati, che consentono a residenti e turisti di vivere
qualche ora di completo relax.
La religione rappresenta, anch’essa uno spaccato di vita molto importante per la città, numerose sono le chiese, presenti sul territorio e
accanto a quelle in cui si celebra regolarmente la messa, ve ne sono anche alcune sconsacrate e sono quelle di : San Michele, San Nicola,
San Paolo, San Mercurio, Santa Maria Maddalena e Santa Cristina.
Scopriamo, ora insieme, quali sono le altre meraviglie, che questa città ci offre.
Castello Monforte
Il castello, simbolo della città di Campobasso,deve il suo nome al conte Nicola II dei Monforte ?
Gambatesa, da tutti conosciuto come Cola, che, secondo alcuni storici durante il1459, volle la costruzione di questo baluardo. Altra ipotesi accreditata, invece, è quella che il castello sia una costruzione normanna in pietra, sorta nel luogo dove vi era solo una torre in legno, del periodo longobardo. Secondo
tale ipotesi, infatti, la costruzione venne realizzata intorno al 1100 per volere del conte Ugone II de’ Molisio, nel luogo dove sorgeva un insediamento di
età sannitica. La maggior parte degli studiosi, però, ritiene, che effettivamente Cola Monforte ristrutturò questa struttura, gravemente danneggiata durante il terremoto del 1456, costruendo un fossato, il ponte levatoio
e il portale, dal quale si accedeva. Successivamente vennero aggiunte le quattro torri aragonesi. All’interno di questo castello dimorarono Mandredi di Svevia, Carlo d’Angiò, Luigi d’Angiò, Carlo I e il Re Federico d’Aragona. La
famiglia Monforte è stata una delle famiglie più importanti, per la storia della città, essa, infatti, fu feudataria di Campobasso, già a partire dal 1300.
Questo castello venne abitato fino al 1600, successivamente venne lasciato all’abbandono più assoluto. Durante il 1800 venne utilizzato come cimitero, il
10 ottobre del 1861,in fine, venne acquistato dal Comune di Campobasso, al prezzo di 460 ducati. Nel portale del castello è ancora ben visibile lo stemma
familiare dei Monforte, formato da una croce circondata da quattro rose, oggi, purtroppo questo ingresso non viene più utilizzato. Al castello si accede,
tramite ciò che un tempo era l’ingresso secondario. Lo scopo di questa costruzione doveva essere prettamente difensivo, infatti la
fortezza era posta lungo la cinta muraria, della quale facevano parte tante piccole torri difensive. Il castello venne eretto direttamente sulla roccia di
calcare e venne realizzato con una pianta quadrangolare, tutti i muri terminano con delle particolari merli nature e le poche finestre si trovano tutte
alla stessa distanza l’una dall’altra. Oggi, il castello si presenta vuoto al suo interno, anche perché, in quasi tutta la costruzione non vi è la copertura, ad eccezione di una
sola stanza. La zona sotterranea fu utilizzata come carcere dal 1573 e qui viveva anche il castellano, ovvero il carceriere, insieme alla sua famiglia. Il
terrazzo è raggiungibile mediante una scalinata e da qui si può godere di uno spettacolo a dir poco straordinario, un panorama che si perde tra le mura del
centro storico e gli spazi infiniti delle campagne circostanti. Dal terrazzo è possibile raggiungere il mastio, posto a 870 metri di altezza sede della
stazione meteorologica dell’Aviazione Italiana.
Chiesa di Santa Maria Maggiore
La Chiesa originaria, dedicata a Santa Maria Maggiore, venne realizzata durante il 1300, con l’intento di seppellirvi i
Signori della città, ma andò distrutta in seguito ad un terremoto, che colpì Campobasso nel 1805. La
struttura originaria era formata da una sola navata, dopo il terremoto venne ricostruita in pietra calcarea, con una
suddivisione in tre navate e con la facciata a capanna, sulla quale troneggia uno splendido rosone e tre portoni di ingresso. Furono i Padri Capuccini, ai
quali la chiesa venne affidata, a seguire il restauro, commissionando gli affreschi ad Abelio Valerio di Ferrazzano. Nel 1941 un incendio divampò
all’interno della struttura e venne nuovamente affrescata, questa volta da Amedeo Trivisonno, che riuscì a riprodurre tutti i misteri del Santo Rosario, Il Cantico delle Creature e la Gloria di Maria.
Della chiesa originaria rimane il portale gotico del 1427 e la statua della Madonna, in legno, risalente al 1334. Molto particolare una sala, dedicata
interamente a San Pio da Pietralcina, dove sono conservati tutti gli oggetti che il Santo utilizzò durante il suo soggiorno a Campobasso.
Chiesa di San Giorgio
Questa chiesa è una delle più antiche della città, si trova nel punto più alto della città, vicino al Castello. La sua costruzione risale al 1000 o al 1100 ed essa sorge nel luogo dove vi era un tempio pagano. Lo stile costruttivo è quello romanico,
con tratti semplici ed eleganti, anche se nel corso degli anni, diverse sono state le modifiche, che la struttura ha dovuto subire. Il campanile si trova a
fianco della chiesa e la sua forma è quadrangolare. Al suo interno, la chiesa, è suddivisa in tre navate, con quattro colonne senza base che delimitano le
navate laterali. È possibile ammirare la Cappella di San Gregorio, risalente al 1300 e posta sulla parte sinistra, questa cappella è
interamente affrescata, con alcuni motivi che ripercorrono la storia di Sant’Agostino e di diversi Santi. Da questa chiesa si può ammirare uno splendido
panorama, che troneggia su tutta la città.
Chiesa di San Bartolomeo
Non si hanno notizie certe sull’edificazione di questa chiesa, sappiamo solo che essa esisteva già nel 1371
, secondo alcuni storici, infatti, sarebbe stata costruita circa tre secoli prima. Inizialmente il culto venne tenuto dai Monaci Basiliani e
successivamente dai Cavalieri di Malta. Oggi, al suo interno non si celebra più la messa, ma viene aperta per convegni o per alcune ricorrenze religiose particolari. Molto
particolare il portale e la lunetta formata da due sezioni, in una vi è rappresentato Gesù Cristo nell’atto di benedire, nella seconda ci sono i simboli
dei quattro evangelisti e i dottori della chiesa d’Oriente e d’Occidente. Al suo interno la chiesa è suddivisa in tre navate, sorrette da archi a tutto
sesto, è possibile ammirare una targa, risalente al I sec d.C. e un’acquasantiera risalente all’anno 1595 interamente decorata. Il
campanile si trova a fianco della chiesa e ripercorre lo stile rinascimentale, anche se venne costruito durante il 1874, perché quello originario venne
distrutto durante il terremoto del 1805.
Chiesa di San Leonardo
Questa chiesa venne realizzata durante il 1300, dalle notizie che abbiamo, già nel 1338 era gestita da una confraternita laica e
successivamente venne posto qui il fonte battesimale. Essa si trova in piazza San Leonardo, nel centro storico di Campobasso. Durante il terremoto del 1456
la costruzione subì diversi danni e venne in seguito ristrutturata. La facciata ed il portale di ingresso sono in stile gotico, con diverse decorazioni e
la lunetta che rappresenta l’Agnello Crucifero. Al suo interno la chiesa è suddivisa in una sola navata, sorretta da archi a tutto sesto, con tre cappelle
per ogni lato e un bellissimo soffitto ligneo. Al suo interno è possibile ammirare diverse tele, realizzate tra il 1500 e il 1600 come quella che ritrae San Leonardo e quella del Cristo Redentore. Molto particolare il dipinto,
proveniente dalla scuola napoletana, che ritrae La Vergine che corre verso il Signore circondata dagli Angeli.
Chiesa di Santa Maria della Croce
Questa chiesa è antichissima, essa, infatti venne realizzata intorno all’anno 1000 da parte dei Crociati. Durane i terremoti che colpirono la città nel 1348 e nel 1456, la struttura subì diversi danni e venne distrutta durante l’evento sismico del 1805.
Durante il 1936 venne nuovamente costruita, secondo lo stile neoclassico. La facciata si presenta con un maestoso rosone e a fianco si trova il campanile,
con alcune monofore ai lati. Al suo interno è suddivisa in tre navate, con la pianta costruttiva a croce latina. Vicino all’abside è possibile ammirare tre
nicchie, nelle quali sono conservate le statue di San Giuseppe, San Giovanni e al centro l’Immacolata Concezione. A fianco all’altare è
possibile ammirare le cappelle dell’Addolorata e del Sacro Cuore, nelle quali vi sono le statue dell’Addolorata, in legno, e quella del
Cristo morto, in gesso.
Chiesa di Sant’Antonio Abate
Questa chiesa venne realizzata allo scopo di creare un oratorio, al di fuori delle mura della città, anticamente veniva chiamata “Chiaia? o “Maiura?.
Fu per volere della Congrega delle Maestranze che durante il 1572 divenne chiesa. Il portale è quello originario, in stile barocco, lo
stesso stile che impera in tutta la costruzione. Al suo interno la chiesa è suddivisa in una sola navata, con due altari per ogni lato, dedicati a
Sant’Antonio Abate, San Benedetto, Cristo Crocifisso e Sacro cuore. Tutti gli altari contengono stupendi dipinti, provenienti dalla scuola napoletana del Seicento. La navata è interamente affrescata con
episodi di vita di Sant’Antonio Abate. L’altare maggiore si trova nel presbiterio.
Cattedrale della Santissima Trinità
La prima chiesa della Santissima Trinità venne realizzata durante il 1504, per volere di Andrea de Capua,
ma venne distrutta nel terremoto del 1805 e ricostruita nel 1829. Durante il 1862, però, la chiesa venne allestita come caserma, poi nuovamente aperta al
culto e nuovamente chiusa nel 1915, per diventare ospedale militare.
Durante il 1927 il vescovo Romita spostò la sede vescovile a Campobasso, da Bojano e il 29 giugno, proclamò questo edificio Cattedrale della Santissima
Trinità.
La sua facciata è in stile neoclassico, realizzata in pietra. Al suo interno è suddivisa in tre navate, sulle due navate laterali, ci sono due cappelle.
Sul lato destro ritroviamo la Cappella del Santissimo Sacramento con un affresco del Trivisonno, raffigurante l’Ultima Cena. Sul lato sinistro,
invece c’è la cappella dedicata al Sacro Cuore e a San Giuseppe. Dietro l’altare si trova un crocifisso in legno e l’organo. Molto particolare il fonte
battesimale, che risale al 1745 in granito.
Chiesa della Madonna della Libera
Questa chiesa si trova vicino al palazzo del comune, anche se esternamente non presenta alcun segno di luogo sacro.
Non sappiamo esattamente la data esatta della sua edificazione, ma la tradizione vuole che essa sia stata edificata per volere di San Pietro Celestino,
durante il 1290
e poi modificata dal Beato Roberto da Salle. Della costruzione, colpita dal terremoto del 1805, rimase solo un muro, dov’era conservata la statua lignea
della Vergine Maria, alta poco più di un metro. Questa statua antichissima, presenta le mani rivolte verso i fedeli e ha una croce disegnata sul collo. La
chiesa venne ricostruita per volere dei Frati Cappuccini, oggi la chiesa è principalmente un luogo destinato al raccoglimento e alla preghiera.
Chiesa di San Giovanni Battista
Secondo la tradizione
questa chiesa esisteva già durante l’anno 1000 e sempre qui, soggiornò San Francesco d’Assisi nel 1222
. Gli studiosi, però, ritengono che la chiesa risalga al 1400,così come il Convento. Durante il 1800 vi furono importanti interventi di restauro, per i
quali la chiesa venne ampliata. Al suo interno è possibile ammirare un altare ed una cappella dedicati a San Giovanni Battista, con una statua, che
raffigura il santo, risalente 1770, realizzata da Francesco Saverio di Zinno. Molto particolare è l’Altare dei Beati, dove sono custodite le ossa di alcuni
Beati e l’altare dell’Immacolata nel quale è conservata la statua Mariana del 1700.
Chiesa di Santa Maria de Foras
Non si conosce la data certa di edificazione di questo luogo sacro, ma molti studiosi ritengono che essa esistesse già durante il 1200.
Al suo interno sono conservate diverse iscrizioni latine, per tale ragione è meta di visite da parte di appassionati della cultura latina e di
filologi. Sul portale della sua chiesa è possibile leggere “Veniam sibi criminis orans? un’iscrizione del 1177 nella quale si chiede perdono per un
peccato commesso.
Sulla facciata è possibile ammirare diverse decorazioni, cornici e un rosone nel quale vengono raffiguranti il Dio Alfa ed Omega. Sul lato destro della
chiesa è possibile ammirare il campanile. Al suo interno l’edificio è suddiviso in una sola navata, sull’abside è possibile ammirare diverse vetrate, che
raffigurano l’Immacolata Concezione, San Cristoforo e San Rocco. È possibile ammirare le statue di Maria Assunta, di San Rocco e di San Cristoforo.
Chiesa di San Giovannello
Questa chiesa si trova fuori dal centro abitato, è adagiata su di una collina, qui, un tempo vi era il paese di San Giovannello, che venne completamente
distrutto da un terremoto. Sappiamo che, durante il 1764 in questo luogo vennero deposte alcune persone infette, per paura che un’epidemia potesse
scoppiare a Campobasso. La chiesa, durante l’anno è chiusa, ma viene aperta ogni 29 agosto. Non sappiamo la data della sua edificazione,
sappiamo solo che nel 1551 essa esisteva, così come testimoniato dall’incisione sull’architrave. Al suo interno è possibile ammirare la statua di San Giovanello originaria ed un’altra in legno, realizzata durante il 1968, la statua
dell’Angelo Custode, una tela proveniente dalla scuola napoletana risalente al 1600 e raffigurante la Madonna della Pietà ed un crocifisso in legno dei XV
secolo.
Chiesa del Sacro Cuore di Gesù
Questa chiesa venne fondata il 25 marzo del 1589 e rappresenta un momento storico, importante per la città, perché venne eretta, per celebrare la pace
tra la congregazione dei Trinitari e quella dei Crociati,
pace raggiunta due anni prima. Sul portale della chiesa, ancora è presente l’incisione “Templum Pacis?. La chiesa venne dedicata a Santa
Maria Assunta della Pace e venne consacrata il 1 novembre 1707, durante il 1922, però, a causa di un incendio, vennero distrutti sia la chiesa che il
convento. Pochi anni dopo, il 7 luglio 1929 iniziarono i lavori per la ricostruzione del convento e della chiesa, che venne inaugurata il 10 ottobre 1931 e
venne dedicata al Sacro Cuore di Gesù. L’unica cosa che si salvò da quel terribile incendio, fu una statua di Sant’Anna, che risale al 1700, ancora oggi
conservata all’interno della chiesa.
I Sotterranei
Il centro storico di Campobasso è ricco di sotterranei, che sono stati creati, in seguito all’estrazione della pietra, che è servita a costruire i
palazzi cittadini
. Il primo a vedere la possibile fruibilità di questi sotterranei fu il Conte Cola di Monforte, che in seguito al terremoto del 1456 incrementò la
sicurezza della città, aumentando la cinta muraria e collegando tutti questi vuoti sotterranei, a scopo militare. In questo modo, passando sotto terra, era
possibile raggiungere più in fretta, i punti più lontani della città ed, in stato di assedio, era possibile scappare da Campobasso. Durante il secondo
conflitto mondiale, questi sotterranei vennero utilizzati come rifugi antiaerei e durante gli anni Settanta vennero realizzate delle vere e proprie
discoteche al loro interno, dove i giovani potevano divertirsi. Successivamente vennero abbandonati, ma negli ultimi anni, c’è stato un ritorno di
interesse, nei loro confronti, infatti, al loro interno c’è l’intento di costruire locali e pub.
Palazzo del Regio Tribunale
Il palazzo
del Regio Tribunale venne realizzato durate il 1700 in via Ziccardi e fu il Regio Tribunale Civile e Penale. Al suo interno, nei piani inferiori, vi era un
carcere, dove venivano posti tutti coloro i quali fossero in attesa di giudizio, per i crimini commessi. Una volta condannati, venivano trasportati nel
carcere di Lucera
.
Il palazzo è formato da questo piano sotterraneo e da un piano seminterrato, dove rimanevano i carcerieri, i due piani erano comunicanti tra di loro,
tramite una piccola scala. Ancora oggi, si possono vedere le stanze scavate nella roccia, che erano adibite a celle.
Villa De Capoa
Non si può visitare Campobasso, senza fare un giro nella bellissima Villa
"De Capoa", la villa comunale della città che vi consentirà di vivere qualche
momento di relax assoluto.
In questa villa si accede tramite un cancello decorato, in ferro battuto. Il giardino è molto curato, con i viali ricchi
di siepi, marmi sui quali ci si può sedere, statue e ogni genere di arbusto, che vi consentirà di rimanere immersi in una natura incontaminata, senza
andare lontano, la villa, infatti si trova su Piazza Savoia. Il giardino è ricco di cipressi, abeti rossi, tigli, cedri provenienti dal Libano e sequoie. Non ci
resta altro da fare che di munirci di un buon libro e godere di questo angolo incontaminato, per ritrovare noi stessi.
Teatro Savoia
Questo teatro venne realizzato, nel luogo dove sorgeva il Teatro Margherita e venne inaugurato nel 1926, con la messa in scena della
"Tosca" di Puccini. Inizialmente veniva chiamato "Teatro Sociale". Al suo interno, sulla platea, possiamo vedere quattro ordini di palchi.
Il palcoscenico è imponente e consente di ospitare un’orchestra con quaranta musicisti. Le pareti sono state intermente affrescate da Arnaldo De Lisio, con scene che ritraggono i monumenti della città e della regione. Tutti
gli oggetti in ferro battuto invece, sono statu realizzati da Giuseppe Tucci. Al suo interno, oggi, si tengono diverse rappresentazioni, convegni e
concerti.
Museo dei Misteri
Questo curioso museo si trova in Via Trento n. 3 ed è aperto tutti i giorni, dalle 16,00 alle 18,00 anche se l’ente gestore offre la possibilità di visita,
sempre gratuita, in altri orari, sotto prenotazione. I numeri a cui potete chiamare, per prenotare sono 328 5556549 oppure 3209303679 , in alternativa è
possibile inviare una mail al seguenti indirizzi :
info@misterietradizioni.com.
All’interno di questo museo è possibile ammirare due sale di esposizioni e una sala dedicata alle proiezioni. Si entra nella sala principale, dove sono
esposti alcuni costumi tradizionali e dove è possibile vedere alcune foto, che riproducono momenti salienti delle processione del Corpus Domini. Questa
processione, infatti, è un momento indimenticabile che, ogni anno, viene vissuta da questa città, grazie ai
"Misteri" che la rendono unica in tutto il
mondo.
Ma cosa sono questi "Misteri"? Sono alcune macchine, create dall’ingegno di Paolo Saverio di Zinno, che hanno una base in legno ed una struttura
superiore in ferro sulla quale viene posto un bambino
. Ogni bambino sembra sospeso nel vuoto e può personificare un angelo, un diavolo e un santo. Alla base di ogni Mistero c’è un personaggio, che può essere
interpretato da un uomo o da un bambino.
I misteri sono portati sulle spalle, in processione e quando oscillano, danno l’impressione che gli angeli o i diavoletti stiano volando su nel cielo,
grazie ad un meccanismo costruttivo che continua a funzionare, nonostante siano passati più di 250 anni dalla sua invenzione. I misteri oggi sono
tredici
e rappresentano San Isidoro, San Crispino, San Gennaro, Maria Maddalena, l’Immacolata Concezione, Abramo, Sant’Antonio Abate, San Rocco, Maria Assunta, San
Leonardo, San Nicola, San Michele e il Santissimo Cuore di Gesù. Ogni Mistero raffigura una scena del Vangelo. Una processione, insomma, da non perdere.
Se volete ammirare le processioni degli anni passati e i preparativi per lo
svolgimento delle stesse, possibile visionare i filmati nella “Sala
Proiezioni? del Museo. Nella “Sala Degli Ingegni? invece,scoprirete, come
sono state create queste macchine, uniche in tutta la Terra.
Museo Sannitico
Questo Museo si trova in Via Chiarizia n. 1 ed è aperto tutti i giorni dalle 09,00 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 17,30 . Per maggiori informazioni il
numero da chiamare è 0874412265. L’ingresso al museo è gratuito.
In questo museo è possibile ripercorrere l’intera storia della città, ma anche del territorio circostante e di tutta la provincia, attraverso
esposizioni, che si sono arricchite, col passare del tempo, grazie alle numerose donazioni private
. Il museo è suddiviso in quattro sezioni, la prima è un’esposizione incentrata sull’abbigliamento, di tutti i membri
della famiglia, la seconda sezione consente di ammirare tutti gli utensili, che possono servire in una casa, la terza sezione è dedicata
alle attività produttive, ovvero all’agricoltura, all’allevamento, al commercio e ai prodotti artigianali, mentre l’ultima parte del museo
è incentrata sulla preghiera. Per ogni oggetto esposto vi è una spiegazione e tutti sono esposti in ordine cronologico.
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