Dolci di Natale e tradizioni di Carfizzi

Dolci di Natale e tradizioni di Carfizzi 

Quando Natale si avvicina, e ciò si può scorgere dalle illuminazioni, poste per le strade principali delle nostre città, dalle vetrine, piene di decorazioni e regali, da qualche Babbo Natale che gironzola per le strade, a Carfizzi, oltre che da questi evidenti segni natalizi, si scorge l’arrivo del Natale grazie agli odori che emanano le varie case. Come da tradizione, infatti, a partire dal 24 novembre, e poi diremo perché proprio da questa data, inizia per le famiglie di Carfizzi la laboriosa preparazione dei dolci tipici natalizi, antiche ricette che si tramandano da madre un figlia, quasi come un tesoro prezioso, che è riuscito, nel corso dei secoli, a gustare vari palati.

Carfizzi dolci tardilliUna signora tedesca pochi giorni fa ha affermato : "Che pensi? Che Natale in Germania sia come a Carfizzi?". Incuriosita le ho chiesto perché e mi ha risposto: "A Carfizzi è tutta un’altra cosa", il sindaco in un’intervista ha affermato "Nataget Karfic jon troppu të bukur" cioè "Natale a Carfizzi è troppo bello"; una mia amica, che sta a Torino, su facebook mi ha detto che non vede l’ora che arrivi in 22 per venire a trascorrere le vacanze a Carfizzi. Carfizzi paesaggio

La mente ha uno strano meccanismo, che ingloba varie dichiarazioni, messaggi, immagini e poi le rilascia in modo spontaneo, o facendo entrare in azione meccanismi di congiunzione ancora più complessi. Tutte queste affermazioni mi sono balenate in testa, e la mia curiosità mi ha spinto a chiedermi come mai queste persone sono così contente di stare a Carfizzi per Natale? Cioè credevo che le mete ideali per le vacanze natalizie fossero grandi città quali Londra, Parigi, New York, io adoro le associazioni di parola-immagine, e quando penso, anzi pensavo al Natale mi immaginavo a fare shopping sfrenato per i magazzini Harrods, o nei vari Christmas market sparsi per la città, o ancora a guardare le luci di Madison Avenue, o ancora girovagare per i mercatini parigini. È vero, quando si pensa al Natale, si pensano ai giochi di luce, agli alberi, alle decorazioni, a tutto ciò che possono offrire le città sopra menzionate, ma pensandoci bene, a due passi da casa mia in piazza ci sono delle illuminazioni meravigliose, che continuano per tutto il corso principale. E poi a New York, Londra, Parigi non potrò mai mangiare i tardilli. Già, una delle tante particolarità del natale carfizzoto, sono i suoi dolci squisiti, dolci che si preparano in ogni casa, con le medesime ricette da secoli. I dolci tipici, sono le gagane, i tardilli, gli shilinusi, i qinugili,i tarallucci e i bufuni. (Alcuni nomi sono stati scritti in corsivo, perché sono i nomi arbereshe di questi dolci, in quanto non sempre si conoscono le varianti italiane di queste traduzioni).

 

Le gagane sono dolci di forma arrotolata, si formato delle piccole sfoglie, con farina, miele, formate a strisce, al cui interno viene messo uva passa, mandorle, noci, e miele, queste sfoglie vengono arrotolate, e messe insieme, quasi a formare una torta di 5 o 6 rotoli.

I tardilli vengono fatti con farina, uova e latte, l’impasto viene suddiviso in strisce filiformi e poi queste strisce vengono tagliate in piccoli pezzi, questi pezzetti vengono prima fritti e poi passati nel miele, una volta passati nel miele, c’è chi li batte con un mestolo, per farli diventare piatti e dargli la forma di un torrone (ricetta più tradizionale) e c’è chi, invece, li mette ancora caldi, in pirottini, per dargli la forma di un biscotto.

 

Gli shilinusi sono dolci che si realizzano con la farina di grano duro, l’acqua e il vino, questo impasto viene formato in piccole palline, e poi concato all’interno, grazie all’aiuto di una cesta, per dargli la forma di un grande covatello. A questo punto viene anch’esso fritto e passato nel miele. I qinugili, invece, vengono formati con una pasta simile a quella delle gagane, e vengono riempiti con marmellata, tradizionalmente marmellata di arancia, e viene data loro la forma di un panzerotto. I tarallucci, sono, appunto, piccoli taralli, formati da un impasto di uova, farina, latte e vermut, anche loro vengono fritti e cosparsi di zucchero a velo.

I bufuni vengono fatti con la pasta del pane, che viene diluita con l’aggiunta di acqua, dall’impasto vengono formate piccole palline, che vanno fritte. Solitamente questi dolci iniziano ad essere creati, nelle varie case, a partire dal 24 novembre, ovvero, il giorno della focarina di Santa Caterina. La focarina è un piccolo falò acceso sul sagrato della chiesa,la vigilia delle principali festività che precedono il Natale.

 

A Carfizzi si fa una per Santa Caterina, una per San Nicola il 5 dicembre, una per l’Immacolata il 7 dicembre, una per Santa Lucia il 12 dicembre, e infine, la vigilia di Natale, si accende un enorme fuoco davanti alla chiesa. Il fuoco è da sempre simbolo di unione, fratellanza, è qualcosa che riscalda, che fa stare vicini, che da calore e serenità, e durante le fredde notti di dicembre a Carfizzi succede proprio questo. Tutte la famiglie si riuniscono per stare intorno al fuoco, per vivere in maniera diversa la propria religiosità e i propri sentimenti, in maniera del tutto popolare. Per fortuna questa tradizione non si è persa, anche se prima si accendeva una focarina per ogni famiglia, quasi a fare una gara rione per rione,gjitunia per gjitunia su chi facesse la focarina più bella e soprattutto più scoppiettante, ora ciò non avviene più, ma in ogni caso, tutti, grandi e bambini hanno la possibilità di riunirsi intorno al fuoco, perché si sa, che la gioia maggiore è l’allegria dei bambini. Di tutti questi piccoli falò, quello più suggestivo è quello di Santa Lucia, in cui si distribuisce il grano cotto all’interno del mosto cotto, chiamato grano di santa Lucia. Prima quando ci si riuniva intorno al fuoco si era soliti cantare alcune strofe, valje arbereshe, questa tradizione si è persa, ma grazie ad un recupero di alcune parrocchiane, sarà, forse, a breve, possibile fare rivivere questa antiche parole che quasi nessuno ricorda più.

 

Questo è il Natale di Carfizzi, e tutto ciò che c’è dietro alla sua preparazione, infatti, come ci diceva il caro Leopardi: "Questo di sette è il più gradito giorno, pien di speme e di gioia" in riferimento alla gioia che deriva dall’aspettare la festa, e Natale è proprio questo, aspettare questo giorno, adoperarsi per far sì che questo giorno sia pienamente sentito da tutti, per comprenderne il significato completo. E in un periodo come quello che stiamo vivendo, dove Natale significa più che altro corsa ai regali, ci si rende conto perché tutte quelle persone lodano il Natale di Carfizzi, perché c’è un implicita volontà di tornare a valori autentici, valori veri, quali sono quelli della famiglia, dell’amicizia, valori che non vengono e non verranno mai macchiati dal consumismo e dal qualunquismo.

 

Carfizzi è vera, a Carfizzi si respira un’aria diversa, non soltanto a Natale, ma tutti gli altro giorni dell’anno, perché a Carfizzi, coesistono, ma soprattutto persistono valori nei quali credere, valori che altrove non ci sono. È vero una vacanza natalizia in una grande metropoli è sicuramente più entusiasmante dal punto di vista estetico e dal punto di vista del divertimento, e credo che ognuno di noi sogni di farla almeno una volta nella vita, è comprensibile. Ma credo anche che ogni carfizzoto, che risieda nel nostro paese, o che risieda fuori, come troppi miei concittadini che son dovuti emigrare per cercare condizioni di vita migliori, senta il bisogno, la necessità di venire a trascorrere il Natale qui. Ogni persona che è venuta almeno uno volta qui, o chi c’è nato, sente un bisogno irrefrenabile di tornare, io ho sentito diversi racconti di gente da fuori, e questo bisogno si prospetta, in vista del Natale, quasi come se fosse un desiderio irrefrenabile di tornare alle proprie radici. E quale periodo migliore se non quello natalizio? Il Natale per i suoi significati, ma soprattutto per i suoi legami con il mondo religioso e pagano, è da sempre un periodo che ispira voglia di familiarità, di tenerezza, di maggiore cordialità, e sono questi i sentimenti che pervadono chi a Carfizzi ci vive, chi ci viveva, o chi è venuto almeno una volta. Sono le peculiarità di un paese che lo rendono tante, le piccole sfaccettature che si nascondono dietro ogni angolo, dietro ogni volto, dietro ogni sorriso, dietro ogni casa, quei piccoli gesti che hanno per chi li vive un valore immenso.

 

Quei valori che si stanno sgretolando, che riescono però a persistere, uniti, sono in piccoli scrigni come Carfizzi, dove si può ancora assaporare il gusto di parole autentiche, di parole che vengono da un passato lontano, ma che sono proiettate verso un presente sempre più vivo. Si spera che questo piccolo viaggio sia servito a far comprendere cosa significhi realmente Carfizzi per chi ci vive, e per chi vuole migliorarlo, con un impegno costante giorno per giorno, per chi vi ricerca la serenità e per chi il nostro paese rimarrà sempre un punto di riferimento ben marcato, visibile e invariato dal corso del tempo.

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