Cosa vedere a Guardia Piemontese

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Cosa vedere a Guardia Piemontese

 

In provincia di Cosenza, arroccata sulle pendici dei Monti Costieri, si trova Guardia Piemontese, paese di 1863 abitanti che da quattro secoli si ostinata a parlare occitano. Gli eventi che hanno portato questa comunità nel sud Italia, nascono da una valle alpina piemontese e sono tragici, così come tutte le storie di persecuzione religiosa. Originari dalla valle del Pellice, gli abitanti si stabilirono a Guardia e nella vicina San Sisto tra XII e XIII secolo. Vivevano pacificamente fino a quando la Chiesa valdese si unì alla Riforma protestante (risoluzione canfora, 1532).

Considerate eretiche, furono poi perseguitate in Piemonte, Provenza e Calabria. La repressione a Guardia e San Sisto fu particolarmente sanguinosa. I villaggi sono stati distrutti; gli abitanti, tra cui donne e bambini, sono stati uccisi o bruciati sul rogo, ma anche venduti come schiavi ai Mori. I pochi sopravvissuti convertiti alla religione cattolica. Di seguito i luoghi di interesse principale del paese.

 

Chiesa di Sant'Andrea Apostolo

Dedicata al patrono di Guardia Piemontese, la Chiesa di Sant'Andrea Apostolo possiede un interessante portale in tufo sormontato dallo stemma del borgo, la sua torre.


Chiesa del Santissimo Rosario

 

La Chiesa del Santissimo Rosario è un ex convento fondato dai Domenicani nel 1600 e consacrato nel 1616. Molto bello e di notevole pregio troviamo il coro ligneo, scolpito nella metà  del XVII secolo e composto da 33 scanni, divisi in due ordini di posti: 21 superiori e 12 in basso. I braccioli rappresentano figure femminili, mentre i pannelli, finemente scolpiti, sono divisi da alte colonne.


Porta del sangue

La cosiddetta Porta del Sangue è la principale porta d'ingresso del paese. Il nome rimanda immediatamente ai giorni bui della repressione contro i valdesi. Il 5 giugno 1561 dal castello il sangue delle vittime della repressione si riversò nelle strette vie del borgo, fino ad oltrepassare la sua porta principale che dal 1561 venne chiamata come la si conosce oggi.  La Porta del Sangue è composta prevalentemente da ciottoli di diversa grandezza, frammenti di laterizio e di pietre rozzamente squadrate legate con malta di diverso spessore.


Porta Carruggio

 

La Porta Carrugio è la piccola porta secondaria d'accesso dell'antico sistema murario di Guardia Piemontese. Si trova a poche decine di metri dalla Porta del Sangue. Il basamento della terza porta, ormai scomparsa, si trova inglobato nel muro esterno di un palazzo che si trova sulla Via Panoramica, dalla parte opposta di Porta Carrugio.


Porte con spioncino

 

Le porte con i fori spia, sono le antiche porte munite di spioncino apribile solo dalla parte esterna, imposte dall'Inquisizione dopo la strage del 5 giugno 1561. Lo spioncino infatti consentiva ai frati domenicani giunti a Guardia Piemontese nel XVII secolo di controllare la vita pubblica e privata degli ex eretici scampati al massacro e convertiti con la forza al cattolicesimo. Di queste porte se ne può vedere oggi una  restaurata, presso il Museo Valdese e almeno tre in giro per il centro storico.


Portale Palazzo Spinelli

 

Dell'antica residenza estiva del Marchese Salvatore Spinelli feudatario di Fuscaldo alla cui giurisdizione apparteneva il territorio di Guardia, oggi rimane soltanto il portale, dove in alto è raffigurato lo stemma della famiglia Spinelli: un cigno sormontato da una corona.


Roccia di Val Pellice

 

La Rocca di Val Pellice si trova nella Piazza Chiesa Valdese, così denominata perché qui anticamente sorgeva il tempio Valdese. Il lastrone di roccia alpina collocata a specchio su una base di cemento armato fu portata dai monti di Torre Pellice, in provincia di Torino nel 1975. Vi è incisa una scritta molto significativa per la popolazione di Guardia Piemontese, tratta dal verso del Profeta Isaia (51.1): "Considerate la roccia da cui foste tratti". Sotto la Roccia si trova una lapide, su cui sono riportati i 118 nomi degli abitanti uccisi nella notte del 5 giugno 1561.


Torre di guardia

 

La torre, simbolo del paese, risale all'anno 1000 e come tutte le torri ubicate sui promontori della costa aveva la funzione di segnalare l'eventuale presenza di navi saracene, che in quel periodo infestavano il Mediterraneo; facilmente ravvisabile anche dalla Marina, nel piazzale antistante vengono messi in scena vari tipi di spettacoli e manifestazioni folcloristiche.

 


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