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Cosa vedere ad Acqui
Terme - 10 luoghi interessanti da visitare
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Già il nome di questa
bella città ci fa comprendere che la sua economia, ma soprattutto la sua storia ruota intorno alle Terme. La città venne fondata tra il 172 e il 109 a.C. dagli antichi Romani proprio
perché in questo luogo vi era una sorgente
termale. Il nome deriva dal latino Aquae Statiellae, che diventerà Aquis e poi Acqui e dal 16 marzo 1956 Acqui Terme. Gli abitanti della zona, però, spesso
chiamano questa città "Aich" oppure "Oich" secondo la flessione dialettale piemontese. |
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Le sue antiche origini ci fanno comprendere come la stessa città, divenuta comune autonomo nel 1135, sia ricca di storia. Passeggiando per questa città,
sarà facile sentire qualcuno chiamare un suo amico “Sgaientò�? non spaventatevi, perché non è un appellativo negativo, piuttosto il nome
con il quale si indicano i veri abitanti di Acqui Terme. La traduzione letterale di “sgaientò�? è “scottato�?. La leggenda, infatti, vuole
che i bambini, appena nati, venissero immersi nella fonte della Bollente, dalla quale, come suggerisce il nome, sgorgava dell’acqua molto calda. Solo i
bambini che riuscivano a sopravvivere a quest’acqua caldissima erano degni di essere dei veri Acquesi. Logicamente e per fortuna, la leggenda è ben lontana
dalla realtà, i bambini appena nati, venivano si lavati con l’acqua termale, ma questa era a temperatura ambiente. C’è chi ritiene poi, che la leggenda, si
ispiri ad un antico rito, paragonabile al battesimo.
Ora, però, scopriamo insieme, le meraviglie di questa città.
Le Terme
Non si può visitare Acqui, senza visitare le sue terme, conosciute fin dall’antichità e nominate già dagli storici romani
Plinio il Vecchio e Strabone. Oggi gli stabilimenti termali sono due, in pieno centro cittadino troviamo le Nuove Terme, stabilimento
realizzato dopo il 1870, che è aperto durante tutto l’anno. Questo stabilimento è collegato con il Grand Hotel, l’albergo storico della città, dove è
possibile rilassarsi nel centro benessere e nella piscina realizzata con acqua termale. Nella zona Bagni, invece, troviamo lo stabilimento Regina, questo
stabilimento ha anch’esso un hotel e una beauty farm, però è aperto solo da aprile a novembre. Oltre che per vivere qualche giorno di completo relax, si va
alle terme, soprattutto per curarsi, ed in particolare qui, si può svolgere la fangoterapia, per l’artrosi e i reumatismi. Chi soffre di
sinusite, laringite, rinopatia, bronchiti, rinosinusiti e otite, invece, troverà le cure inalatorie e respiratorie. Le donne, poi, possono
svolgere anche delle immersioni per la cura di alcune malattie ginecologiche. Senza dimenticare la bellezza, diversi sono i trattamenti
riservati al viso e al corpo. Che dire, provare per credere!
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Questa chiesa è antichissima, essa infatti risale al 989
, costruita per volere del Vescovo Primo e consacrata durante il 1067 da San Guido vescovo e successivamente Santo Protettore di Acqui Terme
. La struttura della chiesa è a croce latina, al suo interno è suddivisa in cinque navate. Le absidi, la cripta e il coro sono gli elementi più antichi.
Nel 1479 venne annesso alla struttura il Campanile. Durante il 1500 la struttura ha subito diversi interventi di restauro, è stata decorata ed affrescata.
Da ammirare il portale Maggiore, realizzato durante il 1481 da Giovanni Antonio Pilacorte,il pulpito, il Battistero e l’altare, in tipico stile barocco, dedicato a San Guido. Il vero gioiello del Duomo è il trittico della Madonna del Montserrat, realizzato nel 1480 dallo spagnolo Bartolomeo Bermejo, per
volere del mercante Francesco Della Chiesa. Molto particolare anche la Pala d’Altare che ritrae San Guido e i Quattro Dottori della Chiesa, che risale al
1496. La Cattedrale è aperta tutti i giorni dalle 07.30 alle 11.20 e dalle 15.00 alle 18.30. Il trittico, invece, si può ammirare dalle 16.00 alle 18.00.
Castello dei Paleologi
Non sappiamo la data esatta dell’edificazione del castello, ma già nel 1056 in alcuni documenti appare il “castelletto�? di Acqui, dimora del vescovo. Durante il 1340 il castello divenne di
proprietà dei Marchesi di Monferrato. Il suo attuale nome, però, si deve a Guglielmo VII Paleologo, che si occupò della ricostruzione
della struttura, nel periodo compreso tra il 1480 e il 1490. Fu abitato esclusivamente dai marchesi di Monferrato. Durante il 1789 divenne carcere, oggi,
invece, al suo interno, è ospitato il Museo Civico Archeologico, nel quale è possibile ammirare diversi resti, rinvenuti nella zona di Acqui Terme, risalenti all’età pre ?
romana, romana e medievale. Il Museo è aperto, durante il periodo
estivo, da mercoledì a domenica, dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 . Durante il periodo invernale da mercoledì a sabato dalle 09.30
alle 13.30 e dalle 15.30 alle 17.00 la domenica, invece, gli orari sono i seguenti : 11.00 ?
13.30 e 15.30 17.30. Per avere maggiori informazioni vi
consigliamo il sito www.acquimusei.it e i numeri di telefono 014457555 e 0144770272 .
Chiesa dell’Addolorata
Questa chiesa venne realizzata come abazia del monastero di San Pietro, nella zona dove sorgeva un luogo di culto paleocristiano. Infatti, ancora oggi,
viene indicata come Monastero di San Pietro. Si presenta in stile romanico, suddivisa in tre navate. Durante il 1720 la navata centrale venne divisa e si
costruì la chiesa della Vergine Addolorata. Della struttura originaria rimane ben poco, a causa dei numerosi interventi di restauro subiti. L’abside e il
campanile risalgono al medioevo. Al suo interno è possibile ammira la statua in legno della Madonna Addolorata, alcuni dipinti che ritraggono la Deposizione, l’Incoronazione di Spine di Gesù e Gesù di fronte a Pilato.
Chiesa di San Francesco
La prima chiesa di San Francesco, risale al 1244, quando i Francescani della città, decisero che era arrivato il momento di avere un luogo
di preghiera tutto per loro. Fu così, che inizialmente si installarono nella chiesa di San Giovanni, eretta durante l’età paleocristiana, successivamente
le modifiche effettuate su quella struttura, diedero vita al convento e alla chiesa dedicata al Santo di Assisi. La chiesa è suddivisa in due navate. Al
suo interno è possibile ammirare i dipinti che ritraggono l’Immacolata Concezione, L’Adorazione dei Magi, la Madonna con il Bambino posta tra San Francesco e Sant’Antonio di Padova.
Palazzo Robellini
Questo palazzo è uno dei più importanti della città, esso venne realizzato per volere di
Giovanni Antonio Robellini alla fine del XVI
secolo. Durante il 1700 vi furono diversi lavori di restauro, che videro la realizzazione della scala e di diverse stanze, operate dalla famiglia dei Dagna
Sabina. Oggi, le stanze del palazzo ospitano l’assessorato al turismo e alla cultura e alcune mostre comunali. Nelle vecchie cantine del
palazzo, invece, è possibile visitare l’Enoteca Regionale, che ha come compito quello di mostrare tutti i vini della regione Piemonte, ma
soprattutto di esaltare il vino prodotto in questo luogo. Chi, tra di voi, non ha mai sentito parlare del “Brachetto d’Acqui�?? Una vera
bontà di questo straordinario territorio.
Sito Archeologico della Piscina Romana
Durante alcuni scavi effettuati nel 1913, è emersa una splendida piscina ad acqua calda, chiamata calidrarium,
risalente all’età romana. Questa piscina era ricoperta di lastre di marmo e l’acqua al suo interno veniva riscaldata da un sistema ad ipocausto. L’acqua
arrivava qui direttamente dalla sorgente della Bollente. Oggi, il sito è visitabile, nel periodo estivo da mercoledì a domenica dalle 17.00 alle 19.00,
durante il periodo invernale dal mercoledì al venerdì dalle 09.30 alle 12.30 e il sabato e la domenica dalle 15.30 alle 17.30 . Per entrare bisogna
acquistare un biglietto, il cui costo si aggira intorno alle 2 euro.
Acquedotto Romano
Ad Acqui è possibile, ancora oggi, visitare uno degli acquedotti romani meglio conservati di tutto il Piemonte e uno dei più belli del nostro Paese
. Questa struttura risale al I secolo d.C. Esso può essere suddiviso in due parti, la meglio conservata si trova lungo il fiume Bormida, dove i pilastri,
che sono alti quasi 15 metri, riescono ancora oggi a reggere gli archi. Il percorso di questo acquedotto, inizialmente era di 12 chilometri, la prima parte
era tutta sotterranea, successivamente si ergeva la parte che si può ammirare ancora oggi sul fiume. I piloni, che inizialmente costituivano la struttura
erano quasi quaranta.
Scavi romani di Via Cassino
Durante alcuni scavi, effettuati in via Cassino durante il 1980, vide la luce una particolare struttura, nella quale, un tempo si produceva la ceramica. Vi erano in tutto sei ambienti, in uno era presente anche il forno. Al centro vi era il
cortile nel quale era presente pure un pozzo. La Via Cassino era l’antica e principale strada che conduceva da Acqui ad Asti, quindi questa costruzione
aveva una posizione strategica. Essa risale al I o al II secolo d.C., ma molto probabilmente venne abitata fino all’epoca medievale.
Villa Ottolenghi
Credete che sia possibile, ancora oggi, riuscire a far sopravvivere un progetto che prevede la collaborazione di pittori, scultori, architetti e moderni
mecenati? Anche se apparentemente sembra anacronistico, ad Acqui Terme questo è possibile. Una casa della cultura, questo è il
Complesso di Monterosso
dove si trovano delle stupende opere d’arte, premiato anche dall’ambito European Garden Award durante il 2011. Questo sogno culturale ha la sua cornice nella villa Ottolenghi, realizzata nel 1920 dai Conti Ottolenghi, che iniziarono sin da subito
questi rapporti di mecenatismo, con artisti come Fiore Martelli, Arturo Martini,
Venanzo Crocetti e Ferruccio Ferrazzi. Qui, Arturo Martini dipinse alcune
delle sue maggiori opere, come il Tobiolo, i Leoni di Monterosso e Adamo ed Eva. Quando il conte morì, suo figlio Astolfo, continuò il progetto del padre,
realizzando anche il parco. La villa è visitabile da Maggio ad Ottobre, ogni martedì pomeriggio. Da Piazza Levi c’è una navetta che parte per le visite
guidate, la navetta ha 8 posti.
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