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Cosa vedere ad Atri -
10 luoghi interessanti da visitare
Atri è una
città d'arte ricca di storia, cultura e bellezze paesaggistiche,
di origine antichissima che guarda dall'alto il mare, protetta
alle spalle dal Gran Sasso. La sua posizione è ideale
trovandosi a soli 10 km da spiagge pulite e 30 km dalle
montagne. La città medievale di Atri offre una vasta gamma di
cose da vedere e da fare, come la Cattedrale di Santa Maria
Assunta, la Rocca di Capo d'Atri, la Chiesa di San
Francesco, il Palazzo d'Avalos, il Museo Civico, la
Porta San Tommaso, il Palazzo della Cultura, il Teatro Comunale,
il Parco delle Rimembranze e il Parco fluviale. Il Mercato
Coperto di Atri è un'altra attrazione interessante dove è
possibile acquistare prodotti locali e artigianato. La città
offre anche una grande varietà di chiese come la Chiesa di San
Giovanni Battista o San Domenico, la Chiesa di San Nicola. Inoltre, fuori dalla città ci
sono molte attrazioni da visitare come la Basilica di Santa
Maria di Collemaggio. In
questo articolo vedremo cosa vedere ad Atri, una città ricca di
storia, cultura e bellezze paesaggistiche.
Centro
storico
È nel centro della cittadina che il fascino della sua lunga
storia continua a esercitare la sua forza evocativa: monumenti e palazzi storici, fortificazioni, chiese, musei,
scorci suggestivi, sono questi i tanti tasselli di uno splendido
mosaico storico architettonico. Fatevi un
giro tra i vicoli medievali e le chiese, poi rilassatevi bevendo un buon vino rosso della zona
in un bar all'aperto.
Cattedrale di Santa Maria Assunta
Nel cuore cittadino, in Piazza Duomo si staglia da secoli la
Cattedrale di Santa Maria Assunta risalente al 1285 e
recentemente restaurata. Di notevole fattura i suoi quattro
portali del XIII secolo, mentre l’interno a tre navate presenta
un’abside quadrata con un meraviglioso ciclo di affreschi
dell’artista abruzzese quattrocentesco Andrea Delitio.
L'annesso Museo della Cattedrale conserva preziose reliquie:
maioliche dipinte, croci e pastorali d’avorio e d’argento,
codici miniati, statue e centinaia di frammenti e mosaici delle
costruzioni più antiche. Splendidi anche il chiostro a due
ordini e il campanile terminato nel XV secolo da Antonio da
Lodi.
Rocca di Capo d'Atri
La
Rocca di Capo d'Atri è una fortezza medievale situata
sulla cima di una collina che domina la città di Atri. Costruita
nel suo primo nucleo nel XII secolo, questo maniero è stato
originariamente utilizzato come residenza della potente famiglia
feudale, i Conti d'Apuzio. Tuttavia la segnaletica posta sulle
mura, indica che la Rocca fu costruita nel XV secolo, al tempo
dei ponenti duchi Acquaviva. Purtroppo oggi della antica
fortezza, rimangono solo più pochi resti, ma significativi di un
importante passato. Venne distrutta durante una sommossa
popolare nel 1413.
Il Belvedere offerto dalla rocca è un luogo incantevole situato
sull'estremità orientale della città, dove si erge una massiccia
fortezza che un tempo fungeva da palazzo estivo per i vescovi
locali. La fortezza, costruita nel tardo Trecento, sorge su
resti di mura imponenti, e offre una posizione privilegiata per
difendere la città dalle incursioni straniere. Da qui, è
possibile godere di una vista mozzafiato sul Gran Sasso, la
Valle del Vomano e il Colle di Giustizia, così chiamato perché
nel XVI secolo gli Acquaviva vi fecero erigere i patiboli. La
posizione panoramica rende il Belvedere un luogo ideale per
ammirare la bellezza della natura circostante e scoprire la
storia della città.
Chiesa di San Francesco
La
Chiesa di San Francesco è una delle principali attrazioni
storiche e culturali di Atri. La chiesa è situata nel centro
storico della città ed è stata costruita nel XIII secolo in
stile romanico-gotico. La chiesa è dedicata a San Francesco
d'Assisi, il fondatore dell'Ordine dei Frati Minori, e
rappresenta un esempio importante dell'architettura religiosa
medievale in Abruzzo. La facciata della chiesa è caratterizzata
da una grande arcata centrale con un rosone e due mensole
scolpite. La facciata è ornata con elementi decorativi in
pietra, tra cui motivi geometrici e animali. La chiesa ha una
pianta a croce latina con tre navate e una grande abside
semicircolare.
All'interno, la chiesa è ricca di affreschi e decorazioni. Gli
affreschi più importanti sono quelli del XV secolo nella navata
centrale, che rappresentano scene della vita di San Francesco e
dei Santi Francescani. La chiesa ospita anche una serie di opere
d'arte di grande valore, tra cui un crocifisso ligneo del XIV
secolo e una tavola raffigurante la Madonna con Bambino del XIV
secolo. È possibile ammirare una serie di sculture e dipinti di
artisti locali, come ad esempio le sculture di Andrea de
Magistris, uno dei più importanti scultori italiani del
'500, che ha lasciato molti suoi lavori nella chiesa.
Palazzo Acquaviva
Il Palazzo Acquaviva, noto anche come palazzo ducale, fu
costruito per volere del conte Antonio Acquaviva nel 1395
su preesistenti edifici romani e fino al 1760 fu la residenza
della famiglia degli Acquaviva d'Aragona, duchi di Atri.
Dal 1917 vi è ospitato il Municipio. Noto per il suo
caratteristico torrione medievale, dà nome alla piazza
antistante (Piazza Acquaviva). Giulio Antonio Acquaviva si
distinse nella battaglia di Otranto del 1480 contro i turchi,
guadagnando alla famiglia Acquaviva l’appellativo prestigioso
"d’Aragona".
La facciata del palazzo è in massicce pietre di travertino, da
cui si eleva la torre. Nel 1707 venne saccheggiato dagli
austriaci di Carlo III che ne distrussero gli affreschi e
trafugarono le preziose tele di Tiziano e del Veronese.
Nel cortile interno, teatro di numerose manifestazioni estive,
spiccano il pozzo, che comunica con una preesistente cisterna
romana, le ex scuderie e il busto di Beato Rodolfo D’Acquaviva
d’Aragona (Atri, 1550 - Coculin, 1583), gesuita e martire in
India, che era solito pregare nella vicina cappella di San
Liberatore. Sul retro del palazzo si trova uno splendido
giardino. Oggi il Palazzo dei Duchi D’Acquaviva ospita il
Municipio di Atri, la facoltà di Management dello Sport e delle
imprese sportive (sede distaccata dell’Università di Teramo) e
la sede della Riserva Naturale dei
Calanchi di Atri.
Palazzo Mambelli
Sempre in piazza Duomo trovate Palazzo Mambelli. Questo palazzo
è risalente alla metà del XVIII secolo anche se ha subito
rimaneggiamenti nel corso del tempo. La costruzione è stata tra
gli altri dimora appartenuta al filosofo e matematico Ariodante
Mambelli vissuto nell’800, maestro di patriottismo che si
ispirava alla dottrina mazziniana. Della costruzione
precedente è ancora rimasto il bel porticato. Di particolare
pregio per architettura e arte: dagli affreschi presenti, ai
mobili antichi, fino alle numerose lettere e documenti dal
grande valore storiografico. Palazzo Mambelli
ospita all’interno opere dello scultore Francesco Paolo
Evangelista.
Chiesa di San Giovanni
Battista (San Domenico)
La
Chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta comunemente come
Chiesa di San Domenico in quanto opera realizzata dai Padri
Domenicani, è un edificio dal gusto romanico con una
facciata in pietra e un interno ricco di affreschi e opere
d'arte. Faceva parte del complesso conventuale costruito tra il
1298 e il 1317, che nel corso dei secoli è stato oggetto di
numerose modifiche e ristrutturazioni, in particolare a partire
dal Seicento. Il convento, nell'Ottocento venne trasformato in
un complesso industriale, ospitando la fabbrica di liquirizie De
Rosa e poi Menozzi. La struttura si trova vicino ad una porta
cittadina ed è stata costruita su una residenza appartenuta a
Federico II di Svevia. Dalla chiesa si può accedere all'Oratorio
del Rosario, dove si trova un altare in legno del Seicento
realizzato da una bottega di artisti di Venezia.
Nella decorazione dell'arco nella facciata (o archinvolto) si
possono notare i due volti mitrati, a destra il vescovo Bernardo
d’Angers; a sinistra il vescovo domenicano, Pietro d’Atri,
priore dei domenicani prima e vescovo successivamente
(1270-1315), molto colto, fu discepolo tra di san Tommaso
d’Aquino e Celestino V.
La chiesa di San Domenico ha una struttura interna a una sola
navata, con otto cappelle laterali e altari in stucco. Tra
questi, la Cappella del Rosario presenta un altare ligneo
del 1629. Dietro l'altare maggiore ci sono tre tele dipinte da
Giuseppe Prepositi nel 1789, mentre sul soffitto è
presente un grande affresco raffigurante il Trionfo di San
Domenico, opera del pittore Giovan Battista Savelli
del 1724, membro della Congregazione degli Artisti dei gesuiti
di Atri. La volta attuale sostituisce quella in legno del
Settecento e rappresenta l'espansione dell'Ordine domenicano nei
quattro continenti. L'affresco si basa sullo schema
dell'affresco eseguito dal gesuita laico Andrea Pozzo, nella
chiesa di Sant'Ignazio a Roma (1694).
Palazzo vescovile ed il Seminario
Il Palazzo Vescovile, di fronte al fianco sud della
Cattedrale, fu eretto nella seconda metà del XVI secolo dal
Vescovo Paolo Odescalchi, proveniente da una facoltosa
famiglia di Como ed è per questo motivo che si trova il suo
stemma sopra il portone d’ingresso. A destra si trova
l’ex-seminario, costruito per osservare il decreto del Concilio
di Trento. Atri fu una delle prime diocesi ad istituire il
seminario, anche se non fu prima in assoluto. In passato il
palazzo era unito al complesso monumentale del Duomo da un arco
che rafforzava la statica tra i due edifici e offriva una
barriera ai venti freddi e in seguito abbattuto. Serviva al
Vescovo per arrivare in Cattedrale dall’interno quando c’erano
intemperie o possibilità di attentati.
Teatro
comunale
Sempre nella Piazza del Duomo si trova, perfettamente
conservato, l'ottocentesco Teatro comunale (inaugurato il
25 gennaio 1881), detto anche la "bomboniera" per le
sue dimensioni (300 posti) e l’invidiabile acustica. Ricalca
all'esterno il Teatro della "Scala" di Milano,
mentre l'interno sembra rifarsi al "San Carlo" di Napoli,
con i
suoi tre ordini di palchi e il loggione. I
palchi presentano intarsi lignei scolpiti a mano realizzati da
Raffaele Del Bello e Gerardo Gerardini, dipinti da Pietro
Giovanetti e poi indorati da Giuseppe Manaresi. Il
progetto iniziale prevedeva un ampio atrio con il caffè a
testimoniare la volontà di fare del teatro un elemento del
tessuto urbano. Il teatro è stato fondamentale nella vita sociale
locale, ospitando diversi eventi eccezionali come la
rappresentazione del Rigoletto di Verdi nel 1886, la prima della
Carmen di Bizet nel 1887 e il debutto della Grande Banda
Musicale di Atri nel 1948. In tutta la sua vita il teatro ha
visto di tutto: prosa, lirica, concerti, saggi scolastici,
veglioni di Carnevale, feste di fine anno, comizi elettorali,
feste d'addio, commemorazioni dei caduti di guerra che si
svolgevano quasi sempre nel foyer, una vasta sala collocata
sopra l'atrio destinata a scopi culturali e illuminata da tre
grandi finestroni. Nel 1944 il teatro ha fatto da dormitorio
alle truppe inglesi. Dal 1939 al 1948 è stato trasformato in
sala cinematografica conoscendo un periodo di degrado.
I
Calanchi di Atri
Tra arte e natura, il paesaggio delle colline atriane affascina
per la spettacolare presenza dei Calanchi, vere e proprie
“sculture naturali" nate dalla millenaria erosione del terreno
argilloso. Si tratta di una specie di canyon davvero suggestivi.
Il panorama assume toni e colori da “bolgia"
dantesca, lo scenario sembra quasi “lunare" forgiato da queste straordinarie formazioni geologiche.
I calanchi si sono originati a seguito dell’erosione del terreno argilloso provocata dalle
passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e
dilavamenti, che rendono visibili numerosi fossili marini. Pur
essendo un fenomeno piuttosto ricorrente nel paesaggio adriatico
solo qui i calanchi sono spettacolari e raggiungono notevoli
dimensioni. La zona è Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF.
L'interno dell'area protetta è caratterizzato da un ambiente
molto vario: rupi, laghetti, piccoli boschi, campi coltivati si alternano in continuazione, formando una
tavolozza di colori cangianti. Infine a dare ulteriore fascino ai
luoghi contribuisce anche il mistero che avvolge la cosiddetta "Pietra
di San Paolo", il taumaturgico monolite custodito
all'interno di una piccola cappella che la leggenda vuole sia la
pietra sulla quale fu decapitato Paolo di Tarso nel 67 d.C.
Altri luoghi da visitare ad Atri e dintorni includono:
- Il Museo Civico di Atri, che ospita una
collezione di arte e storia locale.
- La Porta San Tommaso, una delle porte medievali
della città.
- Il Palazzo della Cultura, un edificio moderno che
ospita mostre d'arte e eventi culturali.
- Il Teatro Comunale, un edificio storico che
ospita spettacoli di teatro, musica e danza.
- Il Parco delle Rimembranze, un parco cittadino
con una vista panoramica sulla città.
- Il Parco fluviale di Atri, dove è possibile fare
passeggiate e godersi la natura.
- Il Mercato Coperto di Atri, dove è possibile
acquistare prodotti locali e artigianato.
- La Chiesa di San Nicola, un edificio
rinascimentale con una facciata in pietra e un interno ricco
di affreschi e opere d'arte.
- Il Museo della ceramica, dove è possibile
ammirare la ceramica locale e scoprire la storia dell'arte
ceramica in Abruzzo.
- La Basilica di Santa Maria di Collemaggio, un
importante santuario mariano situato a pochi chilometri da
Atri.
Per una sosta ristoratrice consultate la pagina dedicata ai
ristoranti di Atri.
Per capire come raggiungere la città leggete
come
arrivare ad Atri.
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