Museo Diocesano di Pieanza

Museo Diocesano di Pieanza

Il Museo Diocesano di Pienza, che si trova proprio dentro il Palazzo Borgia divenuto Palazzo Vescovile, ha aperto i battenti nel 1998 e si trova all'ultimo piano del Palazzo: è da annoverarsi fra i più importanti di tutti i musei della provincia di Siena. per non dire della Toscana. Il Palazzo, come già accennato, sorge al posto del medievale Palazzo Pretorio: elegantemente trasformato in stile rinascimentale sia nella facciata prospiciente Piazza Pio II, che negli ambienti interni. Il museo ospita opere di eccezionale valore.

Museo Diocesano di PieanzaIl museo ha aperto i battenti nel 1998 all'ultimo piano del Palazzo Vescovile: un edificio che, specularmente al Palazzo Piccolomini, si affaccia sulla piazza e sul corso, inglobando le strutture di due palazzotti ristrutturati in forme rinascimentali al tempo i Pio II, come residenze dei cardinali Rodrigo Borgia (futuro papa Alessandro VI) e Jean Jouffroy.

Trova la sua sede al secondo pia. no dell'attuale Palazzo vescovile composto, secondo le ultime ricerche, dal Palazzo Borgia, prospiciente la Piazza e dal Palazzo Jouffroy con ingresso su Corso Rosellino È da questo secondo ingresso, civico n. 30. che il visitatore può accedere al museo. Composto attualmente di undici sale, raccoglie infiniti oggetti d'arte, alcuni dei quali di eccezionale interesse storico artistico.

Museo Diocesano di PieanzaTra le molte opere d'arte medievale e moderna conservate al suo interno e provenienti dal territorio dell'antica Diocesi di Pienza, spiccano la dolcissima Madonna di Monticchiello di Pietro Lorenzetti (secondo decennio, sec. XIV), un raffinato trittico del Maestro dell'Osservanza (ormai identificato nel giovane Sano di Pietro, attivo negli anni trenta del Quattrocento), la magnificente e luminosa pala dipinta dal Vecchietta poco dopo il 1460 per la vicina chiesa di Spedaletto, una Madonna della Misericordia del giovane Luca Signorelli, un tenero e domestico Riposo durante la fuga in Egitto del fiorentino Fra Bartolomeo.

Non si possono infine dimenticare i "doni" che Pio II volle elargire alla Cattedrale pientina, da lui consacrata nel 1462. Tra questi eccelle un celebre e straordinario piviale di opus anglicanum, ricamato verso il 1317 da una manifattura inglese che vi ha narrato con vivace spirito gotico le vicende della Vergine e delle sante Caterina d'Alessandria e Margherita d'Antiochia e che Pio II pare avere avuto da Tommaso Paleologo (che divenne pretendente al trono imperiale di Bisanzio proprio grazie a Pio II).

 

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