PRATO CARNICO

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Prato Carnico Udine

 

 

Prato Carnico, ci troviamo nel cuore della Val Pesarina, una delle più belle valli friulane. Il piccolo comune ha meno di mille abitanti, ma ha un carattere forte, è circondato da un paesaggio meraviglioso, sia in estate che in inverno, e custodisce antiche tradizioni tramandate di padre in figlio. Tutta la zona è ricca di boschi e di grandi prati, vi scorrono allegri torrenti e svettano le Dolomiti Pesarine. Prato Carnico è un luogo ideale per una vacanza culturale e rilassante immersa nella natura.

 

Cenni di storia di Prato Carnico
Pesariis

Le frazioni di Prato Carnico

La val Pesarina e gli orologi

Da vedere a Prato Carnico
Eventi a Prato Carnico

Cucina e prodotti tipici della Carnia

Sport e tempo libero
Curiosità
La Comunità Montana della Carnia

Voler bene all’Italia

Associazione intercomunale "Alta Val Degano " Val Pesarina"

Informazioni generali sul Prato Carnico

 

In inverno è possibile praticare lo sci negli impianti a pochi chilometri Prato Carnico estatedi distanza, lo sci nordico in un anello particolarmente suggestivo, lo sci d’alpinismo ed escursionistico. In estate è un paradiso per gli appassionati di trekking e mountain-bike, con percorsi in quota e nel fondovalle, alla riscoperta della natura incontaminata, dei rifugi e delle malghe. Prato Carnico lo scopriamo adagiato tra i fiumi Agaz e Denti, con le sue piccole e numerose frazioni, il bel Palazzo Casali-Giorgessi e la casa Canonica, splendidi esempi di residenze del '600 e '700 destinate ai funzionari della Repubblica Veneta e caratterizzate dai portici loggiati. Tanti i borghi rurali da vistare nel territorio, con le case costruite in pietra, i ballatoi di legno, le arcate in tufo. Il capoluogo è Prato, la frazione più caratteristica è Pesariis, famosa per la produzione di pregiati orologi artigianali, che sembra fosse già iniziata nel 1700.

 

Cenni di storia di Prato Carnico

 

La storia della Carnia è una storia antica e numerose sono le tracce che ha lasciato sul territorio come patrimonio storico-artistico, ben rappresentato dai musei locali e dai percorsi turistici. La Val Pesarina fu abitata sin dal II sec. a.C. prima dai Carni(tribù celtiche dalle quali è derivato il nome Carnia) e poi conquistata dai Romani e quindi dai Longobardi (Ducato longobardo del Friuli). Si giunse poi alla costituzione del Patriarcato di Aquileia (1077), nato come stato autonomo nell'ambito del Sacro Romano Impero. Dell'epoca medievale sono rimaste le pievi della Carnia, luoghi non solo religiosi ma veri e propri centri di riferimento della vita comunitaria, ubicate quasi tutte in posizione strategica. Prato Carnico divenne proprietà delle suore del Monastero Maggiore di Cividale. Con l’espansione della Serenissima (Venezia), divenne feudo dei Savorgnan. La Val Pesarina, in questo periodo cambiò anche di nome. Nel 1421 la Repubblica di Venezia prese possesso del Friuli e della Carnia. Risale al periodo veneziano la costruzione di palazzi nobili dalla tipica struttura veneta. Accanto a questi preziosi palazzi, in Carnia, si sviluppa un'architettura spontanea, strettamente legata alle esigenze popolari e fortemente vincolata dal territorio e dal clima rigido. Dopo l’invasione dei francesi, Prato Carnico fece parte dell’impero Austriaco. In particolare, con il trattato di Campoformio, nel 1797, tutta la Carnia passò a far parte dell'Impero Asburgico e vi rimase sino al 1805, quando, dopo Austerlitz, Napoleone si riprese il Veneto e lo incluse nel Regno d'Italia. Anche Prato Carnico ritornò brevemente ai Francesi, poi con la caduta di Napoleone nel 1814 e la creazione del Regno Lombardo-Veneto, la Carnia venne incorporata in questo nuovo stato, per poi passare al Regno d'Italia nel 1866. Tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, aumentarono, nella zona, le idee socialiste ed anarchiche. A Pieria venne fondata la prima Casa del Popolo del Friuli. Durante la seconda guerra mondiale, il territorio visse uno dei periodo più bui, a causa dell’occupazione dei Tedeschi e dei Cosacchi.

PesariisPesariis. Ci sono due punti di riferimento, la strada principale e la chiesa; notiamo come l'abitato conservi l’aspetto tipico di un paesino di montagna. Le case, inizialmente interamente in legno, adesso sono in pietra, dimore solide e imponenti che riflettono un passato di grande agiatezza. L'architettura qui si caratterizza per lo slancio verticale e i tetti spioventi per far scendere la neve che cade abbondante in inverno. Gli edifici hanno la base a forma di parallelepipedo con i muri molto spessi fatti con pietre al naturale. Abbiamo notizie di questa frazione a partire dal 1300. E' a Pesariis che prende avvio, nel XVII secolo, la produzione di orologi. Quest’arte è nata, grazie anche all’esperienza degli emigrati pesarini, nella Foresta Nera di Wurttenberg dove hanno appreso il trucchi del mestiere. Nella maggior parte dei casi gli orologi venivano fabbricati su commissione per essere appesi sotto il portico delle case più ricche; in altri, il fabbricante o i suoi figli se li caricavano in spalla ed andavano a venderli nel Veneto e nel Friuli. E' la famiglia Solari, ad iniziare, nel 1725, come già indicato, la produzione degli orologi da torre che riuscirono ad esportare anche fuori nazione. Quest’arte è avvolta nella leggenda e nel mistero, ma gli orologi sono stati e sono ancora oggi, un orgoglio pesarino. Il museo dell'Orologio di Pesariis è piccolo ma è un vero gioiello, custodisce meccanismi del 1700. Il periodo di apertura va dalla metà di luglio alla metà di settembre. Il museo resta aperto anche durante il periodo natalizio dalle 10 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18.00. Giorno di chiusura, il lunedì. Negli altri periodi il museo si può visitare su appuntamento, contattando l'ufficio turistico al numero 0433 69034. L’ingresso è ad offerta libera. Trovate a Pesariis anche l'interessante Casa Bruseschi, una tipica casa borghese ancora dotata degli antichi arredi del '600 e delll'800. Troviamo al piano terra la cucina, con una bella collezione di stoviglie di ceramica e il tinello; ai piani superiori, le camere da letto e uno studiolo, con mobili di fattura locale e di provenienza veneta. Visitando la casa si potrà immaginare come viveva nei secoli scorsi una famiglia della borghesia locale. La Casa è visitabile solo su prenotazione o nei mesi estivi.

 

Le frazioni di Prato Carnico

 

Oltre a Pesariis, sono tante le frazioni di Prato Carnico, ora le scopriremo una per una (in ordine alfabetico).

Frazione Avausa. Il nome della frazione deriva da "Aussa" ovvero fonte.

Frazione Croce. Croce, per alcuni versi, è una continuazione della frazione di Sostasio. In seguito all’analisi sull’agglomerato urbano, si è dedotto che vi dovessero essere stavoli e fienili, che dopo si sono trasformati in vere abitazioni, e hanno dato origine all’espansione edilizia.

Frazione Osais. Osais, significa, in dialetto il paese delle api. Sappiamo che Osais prese un assetto urbano già dal 1391, anno durante il quale si è dato il permesso di erigere una chiesa in questa località. L’architettura che domina è quella carnica.

Frazione Pieria. Pieria, questo nome, probabilmente, deriva dal latino "pletria" (imbuto, in friulano "plera"), che indica la particolare forma del terreno in questa zona. Il primo documento che abbiamo di questa frazione, è del 1275, dove si nomina Pieria. Sempre qui si trova il palazzo del comune, che è stato trasferito, nel 1897 da Prato. Qui trovate un piccolo Museo della Fotografia e della Cinematografia, visitabile su prenotazione, tappa obbligata per gli amanti del genere, espone varie macchine da presa e apparecchi fotografici.

Frazione Pradumbli. La frazione si trova sulla sponda destra del torrente Pesarina, di fronte all’abitato di Prato, e si è sviluppata a partire da un antico castello: "Il castello di Pradumbli, detto anche in latino "Castrum Dominarum" e in lingua del paese des Dumblans era situato nella Villa di Pradumbli", (questo è quanto testimonia lo storico Niccolò Grassi nelle "Notizie storiche della Provincia della Carnia" del 1782). Nel documento citato si attesta l'esistenza di un castello a Pradumbli, inserito in un sistema di cinque fortilizi (Agrons, Luincis, Pradumbli, Frata e Monaio) a presidio della Val di Gorto. Dal castello ha avuto inizio lo sviluppo della frazione. Oggi il punto d’incontro per gli abitanti è la piazza centrale dalla quale si diramano tante piccole strade. La strada che giunge a Pradumbli era un’antica mulattiera, ora allargata a strada. Le case dell'abitato son ben conservate e si allungano verso l'alto, strette e lunghe. Una curiosità: gli abitanti di Pradumbli, durante Caporetto, furono gli unici della valle a salvare la campana della loro chiesa dai soldati austro ungarici, seppellendola nel bosco.

Frazione Prato. E' il capoluogo del Comune. Molto probabilmente era formato da due ville diverse, Subvia e Prato, ora riunite in un unico centro. Molto bella il 28 dicembre la tradizionale notte delle candele, una passeggiata alla riscoperta degli antichi borghi attraversando le strade illuminate solo da bracieri a petrolio con rinfresco finale. Questa manifestazione si svolge ogni anno in una frazione diversa del Comune.

Frazione Prico. "Prico grande un tempo, fu disertato dalla peste", scrive don Antonio Roia nelle sue memorie, riferendosi, probabilmente alla pestilenza che colpì la vallata nel 1511.

Frazione Sostasio. Sostasio si trova a 690 metri s.l.m. Tutte le strade del paese si incontrano al centro della piccola frazione. Il nome potrebbe derivare da "sub statium" ovvero una stazione dalla parte di sotto, poiché era posta sotto il livello della strada che conduceva a Comelico. Il piccolo centro doveva già essere abitato da epoca romana.  

Frazione Truia. Scrive lo storico don Antonio Roia: "Truia è il primo paese fondato in Canale, e l'impiantarono certi boscaioli o cacciatori, che s'intopparono ad essere in quei paraggi". Si narra che, già in epoca remota, vi fosse una miniera d’argento in questa zona. E’ la frazione più alta, si trova, infatti a 881 metri. Anche Truia venne colpita dalla peste del 1511, e fu un duro colpo per la popolazione, che venne decimata.  

 

La val Pesarina e gli orologi

 

Celebre è la locale famiglia Solari, che produsse famosi orologi per le torri di un po' tutto il mondo. Da visitare in proposito, nella bella frazione di Pesariis, Casa Solari o Casa dell’Orologio, risalente al XVI secolo (nelle quale nacque papa Gregorio XVI) e il Museo dell’Orologeria Pesarina, che ospita una preziosa raccolta di orologeria, i cui meccanismi più antichi risalgono al XVII secolo. Se alzate lo sguardo verso la torrePrato Carnico museo all'aperto degli orologi comunale, vedrete l'orologio della torre con il sole del quadrante e la campana che rintocca; questo capolavoro è opera del signor Antonio Solari e risale al 1852. La famiglia Solari si era specializzata negli orologi da torre, ed è passata, in tempi più moderni, nel giro di qualche generazione, dai piccoli orologi da parete (i "pesarini" appunto) agli orologi digitali per stazioni ferroviarie e aeroporti internazionali. In omaggio all'arte di costruire orologi è stato costruito quindi un vero e proprio museo all'aperto, con orologi di tutti i tipi, ad acqua, meridiane, con il carillon, orologi astronomici calendari e stellari, orologi a palette giganti, a turbina, a scacchiera, a vasche...

 

Prato Carnico orologeria

A Prato, nelleviuzze e nelle piazzette potrete ammirare alcuni orologi monumentali, molti dei quali sono visibili a Pesariis (sopra vedete una cartina della frazione con gli orologi indicati dai pallini colorati). Uno di questi orologi dà il benvenuto in Val Pesarina, all’ingresso della vallata in frazione Croce (orologio con eclittica), un altro è stato posizionato all’entrata del Municipio in Frazione Pieria (orologio con automa). L'opera che maggiormente illustra l'ingegno degli orologiai carnici è senz'altro l'orologio della torre di piazza Libertà di Udine, molto amato dagli udinesi e "oggetto" più fotografato dai turisti. La macchina attualmente in funzione risale alla prima metà del 1800 ed è opera di Baldassarre Pustetto di Ravascletto, ultimata e revisionata nel 1852 da Antonio Solari insieme ai figli.

 

Da vedere a Prato Carnico

 

Il territorio è suddiviso in tante piccole frazioni, molto vicine tra loro. Di seguito vi presentiamo un elenco dei monumenti più interessanti da vedere. Indicheremo di volta in volta in quale delle frazioni si trovano.

Chiesa di San Gottardo (Sostasio). Sulle rovine di una chiesa quattrocentesca, è stata riedificata, nel 1611, l’attuale chiesa. L’architettura dominante è gotica, ma l’altare maggiore è Barocco, con l’effige della Madonna del Rosario (opera probabilmente di Eugenio Mangani di Pieve di Cadore nel XVIII secolo. 

Prato Carnico tradizioniMulino di Italo(Sostasio). E’ l’unico mulino sopravvissuto, dei ventuno che vi erano nella Val Pesarina, nel periodo compreso dal 1815 al 1851, ed è ancora oggi in funzione. La ruota è azionata dall’acqua del vicino Rio Bianco.

Chiesa di San Osvaldo (Avausa). Costruita nel 1605 è un edifico orientato verso occidente. Su un piano rettangolare vi è un arco a sesto acuto, con il soffitto a costoni. E’ presente sono un altare, un trittico di Giovanni Antonio Martini. All’uscita della chiesa c’è l’amatissima scala di tufo squadrato; il campanile è stato eretto nel 1866 e stranamente non è attaccato alla chiesa.

Campanile pendente

Campanile pendente(Prato). Molto probabilmente apparteneva alla chiesa parrocchiale distrutta nel 1859, questa chiesa venne già danneggiata il 28 luglio del 1700 a causa di un terremoto, e da quel momento rimase in rovina. Il campanile, restaurato in seguito, ha una particolare forma pendente (a lato la foto).

Chiesa Parrocchiale di San Canciano Martire (Prato). Questo edificio venne consacrato ufficialmente dal vescovo nel 1868. Molto bello l’altare dei Santi Cancio, Canciano e Cancianilla, titolari della chiesa, chiamato "Altare della Nascita" perché vi è una predella in cui è presente una Natività realizzata da Michele Parth. L'altare maggiore è in stile Barocco ed è di marmo bianco. L’altare della Beata Vergine è ligneo, realizzato da Eugenio Mangani.

Chiesa di Santa Maria di Caravaggio(Prico). Venne realizzata nel 1840, ma già nel 1914 il tetto divenne pericolante, ed è per questo che fu demolita dieci anni più tardi e ricostruita nel 1933. Per quell’occasione Virgilio Gonano raffigurò la Madonna di Caravaggio, posta sopra l’altare.

Chiesa di San Pietro(Pradumbli). Nata inizialmente nel 1859 come oratorio, è rettangolare e ha una lesena in tufo.

Taviela(Pradumbli). Viene spesso definita come il cuore della natura, è un territorio formato da prati e campi, dove riscoprire la vita montanara.

Chiesa di San Antonio di Padova di Pieria. Venne costruita nel 1890, e ampliata nel 1727, è molto grande con una copertura a padiglione. Ha tre altari: altare Maggiore con le statue di san Antonio in una nicchia e San Lorenzo e San Fermo; altare dedicato a San Francesco d'Assisi(legno intagliato e dipinto di autore friulano ignoto); altare della Beata Vergine.

Chiesa di San Leonardo(Osais). La costruzione di questa chiesa risale al 1391, anche se venne definitivamente consacrata solo nel 1497. Venne affrescata da Fuluto. Sul soffitto ci sono 15 scompartimenti, raffiguranti l'Annunciazione, il Padre Eterno, vari dottori della Chiesa, San Giorgio, gli Evangelisti, San Leonardo e 10 profeti. In tutte le pareti vi sono uno o più episodi della vita di San Leonardo. Durante il 1700 venne ampliata. E’ un insieme di stile gotico e Barocco con due altari laterali.

Chiesa di San Lugano(Truia). Edificata nel 1685, è molto ampia ed orientata verso sud est. Il campanile ha una pianta quadrata e un cuspide a forma di piramide. Vi è l’altare di San Lugano, in legno, realizzato dalla bottega di Gerolamo Comuzzo.

 

Eventi a Prato Carnico

 

"Arlois e Fasois" ("Orologi e Fagioli" a settembre), con mercatino prodotti tipici, mostra mercato di orologi, musica e degustazione di piatti tradizionali nel suggestivo scenario del paese di Pesariis. Ormai ogni seconda domenica di settembre è imperdibile l'appuntamento con questa manifestazione con i tradizionali campanacci portati al collo dalle mucche. Ad Agosto, grande Festa della polenta, dove tra gli stavoli di Selva di Pieria si possono degustare piatti tradizionali accompagnati dalla pietanza tipica carnica: la polenta. A primavera c'è il “Brusin la Vecja? (bruciamo la vecchia) che si svolge a metà Quaresima nella frazione di Osais. Durante il giorno viene preparato il fantoccio e al calar del sole bruciato per esorcizzare la presenza del negativo. Nel periodo estivo ogni frazione organizza la sagra del proprio paese con balli, musica e piatti tipici. Per informazioni dettagliate sul calendario delle manifestazioni potete rivolgervi all’ufficio turistico.

 

Cucina e prodotti tipici della Carnia

 

In Carnia, in questi ultimi anni, si è assistito a una rivalutazione della cucina "povera" andando alla ricerca delle antiche ricette, tramandate per generazioni, cercando di rivalutare le peculiarità tipiche di ogni paese. I piatti proposti variano a seconda delle stagioni: in inverno il frico (tradizionale tortino a base di formaggio, sempre accompagnato dalla polenta), i cjarsons alle erbe selvatiche, il cotechino con i crauti, la crostata di marmellata di fagioli, la torta alle noci; in primavera i ravioli alle erbe spontanee, il capretto al forno; in estate gli gnocchi con la ricotta affumicata di malga, il manzo alla birra di Sauris, la torta di mirtilli; in autunno blecs (pasta grossa fatta in casa) al ragù di fagioli, coniglio affumicato, funghi con formaggio di malga e polenta e l'immancabile strudel di mele.
Prodotti tipici della zona sono i fagioli bortolotti di Carnia, pregiati per i metodi di coltivazione impiegati e la sgusciatura che avviene a mano. E' ottimo nei minestroni e viene conservato in grossi sacchi di iuta in locali asciutti. Tra i formaggi, molto apprezzati, troviamo il Çuç, tipico della produzione di malga e la ricotta fresca o affumicata, il formadi frant (risultato della mescolanza di diversi formaggi latteria sminuzzati a fettine e poi impastati con sale pepe e latte) e il formadi salat (formaggio salato) ottimo con le patate lesse.

 

Sport e tempo libero

 

Sullo splendido terrazzo del Clap Grande, incastonato nelle Dolomiti Pesarine ad un’altezza di 1770 m, si trova il rifugio F.lli De Gasperi ideale punto di partenza per escursioni piuttosto impegnative e arrampicate. Fra tutte si citano il sentiero attrezzato “Regolo Corbellini?, che giunge a Sappada attraverso il Passo Siera, e il giro dell’Arco. Per chi vuole arrampicarsi ci sono diverse vie con differenti gradi di difficoltà. Alla portata di tutti è invece l’ascesa al rifugio percorrendo il sentiero n 201 che parte dal Centro fondo Pian di Casa per un’ora e mezza circa. Una via alternativa è quella che passa per Casera Mimoias percorrendo il sentiero 203 che poi si ricollega al 201. Nelle immediate vicinanze del rifugio degni di nota sono il giardino Dolomitico del Clap, che vanta numerose specie botaniche, e il sentiero naturalistico del Gallo Forcello.
Le passeggiate, brevi, lunghe, a fondovalle, in quota, semplici o impegnative sono praticamente infinite e permettono di scoprire ambienti dal fascino autentico. Caratteristica è la “Via delle malghe? una rete di mulattiere e strade asfaltate percorribili a piedi, a cavallo, in auto e in mountain bike che collegano le malghe in quota ai fondovalle. Antichi sapori e segreti si possono scoprire lungo la via delle malghe. In tutte le strutture è possibile assaggiare e comprare i prodotti derivati dalla lavorazione del latte o assistere alla produzione del formaggio. Certe strutture hanno anche punti di ristoro e pernottamento. Diversi sono gli itinerari e i circuiti che partono dalla Val Pesarina, dal ponte di Arceons (1 Km dopo l’abitato di Pesariis) o dalla località di Pradibosco.

Sci da fondo e discesa
Il polo sciistico dell’Alta Val Pesarina si trova ad una quota neve che parte dai 1200 m all’altezza della località Pradibosco. E’ raggiungibile percorrendo, per otto chilometri dall’abitato di Pesariis, la strada statale di fondo valle. All’arrivo il visitatore si trova immerso in uno splendido scenario che contribuisce a far trascorrere un’indimenticabile giornata sugli sci. L’area sciabile è composta da un campetto per bambini e principianti, dotato di manovia per la risalita, e di una pista di discesa di 800 metri dove si può sciare senza lo stress di lunghe code allo skilift.
Proseguendo per Forcella Lavardêt, fino a raggiungere Casera Razzo, si trova un’altra pista di discesa dove la neve è sempre abbondante e dura fino a primavera inoltrata.
Il circuito per il fondo di Pian di Casa, a un chilometro da Pradibosco, si snoda tra i boschi di abeti e larici ad una quota tra i 1250 e i 1400 metri e garantisce un abbondante e costante innevamento. Il centro è costituito da più anelli di diversa lunghezza (1,1 " 1,5 " 5 " 6 " 7,5 " 10) e difficoltà. Il percorso più corto è dotato di illuminazione notturna ma sciare al chiarore della luna piena, in un ambiente naturale quanto mai fascinoso, ripaga di tutte le fatiche. La pista è dotata di un’ampia zona di partenza, ideale per gare di alto livello, noleggio attrezzatura, spogliatoi, box sciolinatura, servizi, sala riunioni e bar ristorante dove rifocillarsi dopo una dura fatica. Il circuito può essere utilizzato anche nel periodo estivo per attività di ski-roll e pattinaggio, lungo l’anello asfaltato, mentre corsa e mountain bike si possono esercitare lungo tutto il percorso.

Scialpinismo e cjaspe
La Val Pesarina propone interessanti percorsi di sci alpinismo che soddisfano tutte le tipologie di sciatori e anche coloro che prediligono le cjaspe. Varie possibilità vengono offerte dalla zona delle malghe con itinerari che seguono in linea di massima le strade e le mulattiere che collegano le malghe fra loro e con il fondovalle. In base al proprio allenamento è possibile scegliere circuiti più o meno impegnativi oppure raggiungere una malga e fare rientro per lo stesso percorso. A nord merita interesse l’itinerario che da località Tesa raggiunge il passo della Creta Forata e poi, passando per malga Geu e Tuglia, arriva alla statale che da Forni Avoltri porta a Sappada. La zona della Creta di Mimoias offre due allettanti alternative. La prima raggiunge il Passo di Mimoias lungo la strada che parte da Forcella Lavardet. La seconda, destinata a discesisti esperti, rappresenta una delle più gratificanti scialpinistiche della Val Pesarina, raggiungendo la cima della Creta di Mimoias e scendendo a valle lungo il suo panoramico pendio. Prima di partire per ogni escursione è bene informarsi sullo stato della neve e sul grado di pericolo valanghe.

Curiosità

 

La salita Ovaro-Zoncolan, con la sua pendenza massima del 22% e la sua pendenza media del 11,9% in soli 10,5 Km di lunghezza è la salita più impegnativa d’Italia. Alcuni atleti giungono qui da molto lontano, anche dall’Australia, per allenarsi su questa salita che corrisponde alla tappa più dura del Giro d’Italia.

Nel vicino comune di Comeglians si trova la nota “Panoramica delle Vette? sul Monte Crostis salito agli onori della cronaca nell’ultimo Giro d’Italia e frequentato da migliaia di appassionati delle due ruote.

 

La Comunità Montana della Carnia

 

25 Comuni della Carnia, tra cui Prato Carnico, coadiuvati dalla Comunità Montana della Carnia, hanno iniziato un percorso di certificazione ambientale secondo le procedure dettate dalla norma volontaria UNI EN ISO 14001:2004. Sempre nell’ambito della comunità montana, Prato Carnico, ha attivato il servizio SUAP, ovvero lo Sportello Unico per le Attività Produttive, in grado di fornire indicazioni e servizi utili per tutti coloro che desiderano intraprendere un’attività imprenditoriale sul territorio.

 

Voler bene all’Italia

 

Prato Carnico è un piccolo borgo che contribuisce a formare quel grande tesoro chiamato Italia. Il Comune ha aderito anche al progetto "Voler Bene all’Italia", l’iniziativa di Legambiente che prevede una giornata dedicata ai piccoli comuni. Questa giornata ha un obiettivo principale, ovvero, quello di valorizzare i piccoli borghi, le piccole istituzioni e le grandi ricchezze di cui è ricco il nostro Paese. Questa giornata vuole testimoniare che, anche in un piccolo comune come Prato Carnico, si nascondono bellezze uniche e insuperabili.

 

Associazione intercomunale "Alta Val Degano " Val Pesarina"

 

Il comune di Prato Carnico, con i comuni di Comeglians, Forni Avoltri, Ovaro, e Rigolato fa parte dell’associazione intercomunale "Alta Val Degano " Val Pesarina". Quest’associazione, che nasce analogamente ad altre esperienze attuate in Regione, con la legge n. 1/2006 ("Principi e norme fondamentali del sistema Regione " autonomie locali nel Friuli Venezia Giulia"), favorisce l’esercizio coordinato di funzioni e la gestione associata dei servizi territoriali. Le associazioni intercomunali permettono a due o più comuni, di gestire diversi servizi e attività in maniera aggregata, migliorando così il servizio per la collettività, ed ottimizzando le risorse a disposizione.

 

Dove si trova?

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