Storia di Bellinzona

Bellinzona è una città svizzera con una ricca storia che risale all'epoca medievale. Famosa per le sue testimonianze di architettura difensiva alpina, Bellinzona attira ancora oggi turisti da tutto il mondo. Negli ultimi decenni, la città ha esteso i suoi confini urbani, diventando un importante centro di sviluppo per la vicina Riviera e il Moesano. Nel 2015, 13 dei 17 comuni del Bellinzonese hanno votato a favore dell'aggregazione, creando una nuova realtà urbana con oltre 42.000 abitanti. Questo articolo esplorerà la storia di Bellinzona dalle sue origini fino ad oggi..

 

La storia della città di Bellinzona inizia con la scoperta di alcuni scavi archeologici negli anni '80, che dimostrano la presenza di un villaggio neolitico risalente al VI millennio a.C. La zona, situata all'ingresso delle valli che conducono ai principali valichi alpini, è stata sempre interessante per le diverse popolazioni che si sono susseguite: neolitici, Cultura di Canegrate, Cultura di Golasecca, Romani, tra gli altri. Durante gli scavi condotti nel 1967 furono trovate le rovine della cinta muraria costruita dai Romani e l'origine di Castrum Bilitio del IV secolo. Nel medioevo, Bilitio è citata in documenti storici come Gregorio di Tours, ma il primo riferimento ai Campi Canini, vicini a Bellinzona, è datato al 355 d.C. e sono stati teatro di molte battaglie documentate. Gli scavi archeologici hanno permesso di migliorare la conoscenza delle culture pre-romane che hanno abitato la zona, come dimostrano la necropoli di Giubiasco e la necropoli romana di Carasso dove è stato rinvenuto un anello digitale in bronzo con il monogramma cristiano, una delle più antiche testimonianze del cristianesimo nel Cantone Ticino dal IV secolo d.C.

La zona presso l'ingresso delle valli alpine che conducono ai passi alpini di Lucomagno, San Bernardino, San Jorio, Greina e San Gottardo, ha sempre attirato interessi militari e strategici da tempi antichi, dai popoli neolitici alla Cultura di Canegrate, Cultura di Golasecca, Leponzi e Insubri, e ai Romani. Durante gli scavi nel 1967, sono state trovate le rovine della vecchia cinta muraria costruita dai Romani, originale del Castrum Bilitio risalente al IV secolo. Non esistono fonti storiche sulle popolazioni celtiche e pre-romane presenti in zona, ma le necropoli scoperte hanno permesso di conoscere meglio le civiltà pre-romane che hanno abitato l'area. La prima necropoli scoperta all'inizio del XX secolo rappresenta una sorta di tesoro per l'archeologia e la storia di Bellinzona e della regione. Nel 1969, durante uno scavo è stato trovato un anello digitale in bronzo con il monogramma cristiano, testimonianza dei primi cristiani a Bellinzona e nella regione almeno dal IV secolo d.C.

La prima citazione di Bilitio in fonti storiche risale al medioevo con il commento di Gregorio di Tours, ma i Campi Canini, vicino a Bellinzona, sono citati sin dall'epoca romana come teatro di molte battaglie documentate dal 355 d.C. e corrispondenti alla prima cinta muraria romana trovata sulla rocca della città. Nel 355 d.C. l'Imperatore Costanzo II condusse personalmente una spedizione militare ai confini della Rezia contro i Lentiensi, come documentato dallo storico romano Ammiano Marcellino.

Età medievale

La storia e le origini di Bellinzona sono spesso associate con i luoghi di culto. La prima Pieve di Bellinzona probabilmente si trovava all'interno della Corte di Castelgrande, dove sono stati rinvenuti i resti di un cimitero medievale durante gli scavi del 1967. La prima menzione di un luogo di culto a Bellinzona, intitolato a san Pietro, risale al 1168, anche se la presenza cristiana a Bellinzona è attestata già dal IV secolo d.C. Tracce di un incendio sulle antiche mura, risalente all'VIII/IX secolo, sono state rinvenute durante gli scavi, coincidenti con il periodo in cui i franchi spodestarono i longobardi. Nel periodo del Contado comasco, tra il 1002 e il 1004, i sovrani germanici cedettero il territorio di Bellinzona al vescovo di Como. Nel 1176, Federico I Barbarossa passò attraverso il Passo del Lucomagno, seguito da una sconfitta contro la Lega Lombarda a Legnano nel 1176. Nel XIV secolo Bellinzona entrò stabilmente nell'orbita milanese e viscontea. Nel 1340, l'esercito milanese conquistò la fortezza. Durante il XIV e XV secolo, sotto il dominio comasco dei Rusca e visconteo, furono costruiti i tre castelli iconici della città e le cinte murarie. Palazzi, cinte murarie, abitazioni e tombe continuano ad essere ritrovati in alcune zone archeologicamente importanti, come il quartiere di Giubiasco, confermando la posizione strategica e commerciale della regione durante il tardo medioevo.

Durante i tumultuosi tempi, i montanari svizzeri tentarono diverse volte di prendere il potere a Bellinzona e di controllare le vie di transito nei passi alpini. Riuscirono a farlo nel 1419, acquistando i castelli di Bellinzona dai Signori De Sacco, che li possedevano dal 1403. Filippo Maria Visconti, minacciato dall'espansione, inviò Francesco Bussone Conte di Carmagnola alla guida di un esercito di 16.000 soldati per riconquistare Bellinzona e le valli circostanti di Riviera, Leventina e Blenio. La battaglia di Arbedo (30 giugno 1422) causò la sconfitta definitiva degli svizzeri e la riconquista di Bellinzona da parte del Ducato di Milano.

Non fu l'ultimo scontro tra il Ducato e la Confederazione, che tornarono a fronteggiarsi nel 1449 nella battaglia di Castione, in cui gli svizzeri furono costretti a ripiegare. Anche l'assedio di Bellinzona nel 1478, che durò 2 settimane con saccheggi e devastazioni, causò la ritirata dell'esercito svizzero oltre il Gottardo. Ma durante l'inverno freddo del 1478, un piccolo contingente svizzero colpì l'esercito ducale con sassi e tronchi dall'alto, causando la sconfitta nella battaglia dei sassi grossi di Giornico. Il Ducato allora decise di rafforzare le difese di Bellinzona con la costruzione del Castello di Sasso Corbaro e una nuova cinta muraria che lo collegava ai Castelli di Montebello e Castelgrande. Il famoso ponte della Torretta, inaugurato nel 1489 da Ludovico il Moro, fu costruito per impedire l'aggiramento del borgo fortificato.

Età moderna

Bellinzona fu menzionata da Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico, in cui descrive la strada del San Jorio, lasciando il sospetto che possa essere stata percorsa da lui. Nel Codice Windsor, Leonardo rappresentò anche la prima iconografia della "buzza di Biasca", una catastrofe del 1515 con 600 morti causata dalla frana del Crenone e dalla conseguente rottura di una diga.

Nel 1499, a seguito della conquista francese della Lombardia, Bellinzona fu occupata dai francesi ma poi ribellatasi e protetta dagli svizzeri. Nel 1503, il re di Francia riconobbe ai tre cantoni primitivi svizzeri il possesso di Bellinzona e divenne la testa di ponte militare per la Confederazione in Lombardia. I Confederati consolidarono la presenza con la costruzione di fortificazioni e Bellinzona divenne un importante centro strategico e commerciale. Nel XVIII secolo, Bellinzona fu incorporata nel Canton Ticino.

I Confederati, probabilmente per rafforzare la loro presenza nel nuovo territorio a sud delle Alpi, consolidare il controllo economico e facilitare gli scambi commerciali con i potenti Stati del nord Italia, hanno attivato una Zecca a Città. Questa zecca è stata operativa dal 1503, anno in cui la Francia ha riconosciuto il dominio bellinzonese dei tre Cantoni originari, fino al 1529 e ha coniato monete per conto di Uri, Svitto e Untervaldo. Le monete erano ispirate a quelle utilizzate nel Ducato di Milano, poiché erano principalmente utilizzate per gli scambi con lo stesso Ducato e con la Repubblica di Venezia. I pezzi più noti sono il Bissolo, che veniva anche utilizzato nella regione, e il Grosso, un pezzo unico che faceva parte degli esemplari rari utilizzati anche a nord delle Alpi e acquistato nel 2018 dal Cantone.

La città è rimasta sotto il controllo come baliaggio (una sorta di colonia) fino alla fine del 1700, quando l'intervento di Napoleone e una serie di cambiamenti interni hanno portato nel 1798 alla nascita del Cantone di Bellinzona, che comprendeva tutto il Bellinzonese e le Tre Valli, all'interno della Repubblica elvetica. Successivamente, nel 1803 il nuovo cantone è stato unito con il Cantone di Lugano per formare il Cantone Ticino attuale, di cui Bellinzona divenne la capitale. Dopo il 1815 tale ruolo fu anche attribuito a turno a Locarno e Lugano. Solo nel 1878, non senza controversie, Bellinzona divenne definitivamente sede del governo cantonale ticinese.

Bellinzona nel XIX secolo

Nell'Ottocento il Ticino era un'isola repubblicana e democratica che si incuneava nella Lombardia sotto dominio austriaco e i rapporti diplomatici non erano buoni a causa della presenza di dissidenti anti-austriaci. La tensione aumentò quando il Ticino espulse 22 frati cappuccini accusati di spionaggio e gli austriaci risposero rimpatriando 6'000 ticinesi emigrati in Lombardia e imponendo un blocco commerciale. La Confederazione decise di investire in opere pubbliche e fortificazioni militari per far fronte a questa difficile situazione, prendendo forma così la linea di difesa dei "Fortini della fame". Con l'arrivo della ferrovia nel Ticino ebbe inizio lo sviluppo industriale. La ferrovia del Gottardo fu aperta nel 1882 e la prima tratta ferroviaria arrivò a Bellinzona nel 1874. Le Officine, un centro specializzato nella manutenzione di carri e locomotive ferroviarie, rappresentano il simbolo del nuovo profilo industriale di Bellinzona. La ferrovia e le strade diventarono le colonne di una nuova economia e trasformarono Bellinzona in un importante porta meridionale delle Alpi occidentali.

Dal '900 ai giorni nostri

Durante la prima guerra mondiale, la Svizzera, pur dichiarandosi neutrale, mobilitò l'esercito per prepararsi a un peggioramento della situazione. In questo contesto, Bellinzona rappresentò un importante punto di forza militare per contrastare eventuali invasioni provenienti dal Regno d'Italia. Durante la seconda guerra mondiale, i proclami propagandistici di Mussolini e del fascismo sull'annessione di alcuni territori alpini, e il piano di conquista della VI armata del Po, hanno causato preoccupazione per un eventuale tentativo d'invasione. Nel 1939 sono quindi iniziati gli studi per la creazione di una linea di difesa chiamata "copertura LONA". La linea, costituita da fortificazioni e uno sbarramento anticarro tra Bellinzona e Biasca, è stata costruita a Riviera.

 

Oggi Bellinzona è un importante centro storico con architettura difensiva, con castelli, mura e merli restaurati e integrati nella città vecchia. Negli ultimi decenni, la città ha ampliato il suo territorio urbano abbracciando l'area circostante. Nel 2012, 17 comuni del Bellinzonese e Claro hanno chiesto di unirsi, e nel 2015, 13 di questi comuni hanno votato positivamente per la fusione. Il Consiglio di Stato ha approvato la fusione e il Tribunale Federale ha respinto il ricorso dei cittadini. La votazione per formare il nuovo comune e il consiglio comunale è avvenuta nel 2017, creando una città con 42.084 abitanti, diventando la dodicesima città più popolosa della Svizzera.

 

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