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Storia di Comacchio
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La
storia di Comacchio è legata all'evoluzione
del litorale adriatico che, a causa dei depositi
sabbiosi e alluvionali del fiume Po, nei secoli ha
profondamente influenzato la geografia del
territorio. Comacchio vanta origini accertate
nell’Età del bronzo e dunque conosce oltre tremila
anni di storia. La versione più accreditata ne fa
risalire il toponimo all'anno 781, quando la città
venne indicata con il nome di Commeaclim. |
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Tuttavia, bisogna tenere presente che il documento in cui compare è un
falso, trattandosi di una copia del secolo XI. Quello che è certo è
che dopo il declino dei commerci con l'antica Grecia, la fine della
dominazione etrusca sulla Pianura Padana e la successiva dominazione romana,
la città di Spina perse gran parte del suo ruolo commerciale, ma rimase un
importante nodo navale per la confluenza del Po, che garantiva i
collegamenti fluviali con l'interno della Pianura Padana, e il collegamento
con la Fossa Augustea di Ravenna, l'ampio canale romano che
collegava il Porto di Classe al ramo meridionale del Po.
In questo periodo l'area di Comacchio vide il proliferare di insediamenti
concentrati soprattutto lungo i fiumi e costituiti da ville romane,
insediamenti per la produzione di mattoni e sale, allevamento ittico e
agricoltura. Da questo punto di vista è significativa la visita alla nave
del periodo augusteo che teneva a bordo tutto il carico proveniente dalla
Spagna e dalla Grecia ed ora esposta nel Museo del Delta Antico.
Fu nel VI e VII secolo d.C., sotto il dominio bizantino e longobardo
dell'Emilia Romagna, che la città di Comacchio come la conosciamo oggi ebbe
origine come centro guidato dall'Esarcato di Ravenna, ma che allo
stesso tempo mantenne importanti accordi commerciali con l'interno
longobardo della Pianura Padana. Risale a quest'epoca il "Capitolare di
Liutprando", un accordo commerciale che nell'VIII secolo attestava
l'esistenza di una comunità comacchiese con sufficiente autonomia per
stipulare accordi commerciali con il regno longobardo, per il passaggio
lungo il Po delle proprie imbarcazioni cariche di sale e "garum" (salsa di
pesce di antica tradizione molto gradita dalle popolazioni romane), ma anche
di pepe e altre merci provenienti dall'Estremo Oriente.
A partire dal IX secolo il crescente potere della Repubblica di Venezia,
cominciò a non tollerare più la presenza di città rivali così vicine. Tutto
questo portò al progressivo declino di Comacchio come emporio commerciale,
con il conseguente divieto di produrre sale, una delle risorse più
importanti dell'antichità.
Dopo alterne vicende che videro Comacchio sotto il dominio di Casa d'Este, e
che non portarono grandi sviluppi nell'area, nel 1598 l'area passò
definitivamente sotto il dominio dello Stato Pontificio che riqualificò la
città nella forma che ancora oggi possiamo ammirare. Il governo pontificio
volle valorizzare la città con funzioni commerciali navali che si riflettono
nell'ampiezza della strada che conduce al porto di Magnavacca e nel
grandioso Trepponti, l'antico ingresso monumentale alla città. A
questo periodo risalgono quasi tutti i ponti in pietra e quindi altri
edifici in muratura, tra cui la loggia dove veniva conservato il grano, il
Portico Cappuccino e la nuova Cattedrale.
Infine, nel corso dell'Ottocento, la città fu al centro di opere di bonifica
che ne hanno cambiato profondamente la geografia, allontanandola dal mare,
seppellendo gran parte dei suoi territori e cambiando profondamente
l'economia della zona. Oggi la città di Comacchio è un importante centro
peschereccio (soprattutto di anguille), meta turistica apprezzata sia per le
sue spiagge che per la sua particolare conformazione lagunare e uno dei
punti di accesso al Parco del Delta del Po.
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