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Storia
di Reggio Calabria
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La
storia di Reggio Calabria è una storia molto antica che inizia oltre due millenni or sono.
Il suo nome era un tempo Reghion, dal greco regione
(adattamento di un toponimo probabilmente autoctono) e dopo Cuma
in Campania
viene indicata come la più antica colonia greca in Italia meridionale. Venne
infatti fondata da coloni greci provenienti da Calcide
di Eubea e dai calcidesi
di Zancle (730-720 a.C. ca.).
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Nell'antichità Rhegion era retta dall'oligarchia
dei Mille a cui pose fine Anassila, un tiranno di origine
messenica (una storica regione dell'antica Grecia e da cui ha origine il
toponimo di Messina, nella parte opposta dello Stretto), il quale
fece diventare la città il centro più importante della Magna Grecia e a cui
si deve il primo tentativo di unire politicamente Zancle con la stessa
Reggio.
Anassila,
conosciuto anche come Anassilao di Reggio si rese inoltre disponibile
all’alleanza con Cartagine in una guerra vinta dai greci nel 480 a.C.
ad Imera (vicina all'odierna Termini Imerese). Come
conseguenza il tiranno fu costretto a sottomettersi a Siracusa, ai
quei tempi governata da Gerone I, i cui figli, una volta saliti al
trono si allearono con Taranto, impostando una politica di espansione
territoriale verso il nord. In battaglia costoro furono sconfitti dagli
Iapigi ovvero gli Apuli
della Puglia. Durante
il governo di Anassila, grazie al suo mecenatismo, i pitagorici
fuggiti da Crotone fondarono a Reggio un centro pitagorico molto
importante, che si espanse soprattutto durante il regno dei siracusani. La
scuola pitagorica di Reggio era conosciuta in tutta la Magna Grecia,
ed elevò il senso artistico, filosofico e matematico della città.
Durante
la fase Archidamica, nella Guerra del Peloponneso, Reggio mise
a disposizione il proprio porto alle navi di Atene. Era questo un periodo
democratico per la città, ma un secolo più tardi dopo quasi un anno di
assedio venne distrutta dai siracusani di Dionigi I.
La ricostruzione fu opera del figlio, Dionigi II, che la
rinominò Febea e la cinse di mura. Rhegion si libero del dominio
siracusano nel 351 a.C. in un periodo nel quale fu anche costretta a
difendersi dalle popolazioni autoctone. In questo fu aiutata dagli
antichi romani (282 a.C.), che successivamente la elessero a municipium
e ne fecero uno dei più importanti centri del sud della penisola. In età
augustea prese il nome Regium Julium (Reggio Giulia). La lenta
romanizzazione della lingua e dei costumi della città greca affermano un
nuovo senso di stato unitario tipico della Roma repubblicana ed imperiale.
Il cristianesimo entrò a far parte del
credo religioso di Reggio già nel I secolo d.C. Mentre alla caduta
dell'Impero Romano fu facile preda di vari invasori del Mediterraneo.
Divenuta bizantina, venne conquistata da Totila e più tardi
entrò a far parte del ducato di Calabria. La prosperità arrivò
Giustiniano e durò fino al VIII secolo, quando assurse a sede episcopale
divenendo nucleo principale della Chiesa grecanica meridionale, meta
di un continuo afflusso di monaci basiliani. Per oltre un secolo fu
soggetta al contendere di arabi, normanni e saraceni. Gli arabi
ebbero la meglio nel 901 e portarono nuove scambi commerciali nella regione,
anche con l'introduzione dell'allevamento del baco da seta e la
coltivazione del gelso. Nel 1060 venne conquistata dai Normanni
di Roberto il Guiscardo e Ruggero d’Altavilla.
Nonostante la latinizzazione
apportata dal papa Gregorio VII,
la città continuò le proprie tradizione greche fino al XVII secolo.
Durante i Vespri Siciliani (nel XIII
secolo) Reggio si schierò al fianco della vicina Messina, con la quale già
condivideva interessi commerciali e culturali. Ai Normanni seguirono in
alternanza Aragonesi e Angioini e alla rivolta di questi
ultimi, la città appoggiò le forze aragonesi. Il Regno di Napoli
nel XIV secolo divenne il nuovo sovrano di Reggio Calabria che acquisì ampi
poteri di tipo comunale. Nicola Ruffo la conquistò nel 1404 e la
inserì nelle lotte per la successione al governo tra Angioini e Durazzeschi.
Alfonso V il Magnanimo, re di Sicilia, tolse a Reggio (1443) le
prerogative di capoluogo, trasferendole a Catanzaro. La minaccia dell'Impero
Ottomano era alle porte ed infatti i turchi la saccheggiarono nel 1594
con Ariadeno Barbarossa (Khayr al-Dīn Barbarossa).
Nel 1562 vi fu uno dei tanti terremoti
che sconvolsero la città nella storia, il primo nucleo abitativo di Reggio
ed il suo porto andarono completamente distrutti.
Dal
XVII secolo arrivano anche notizie
delle prime coltivazioni del Bergamotto,
gli agrumi che tanto continuano oggi a caratterizzare il territorio. Con i
Borboni nel corso del
Settecento, Reggio Calabria ebbe un momento di prosperità inaspettata, anche
grazie all'agricoltura. Nel 1743 la città fu colpita dalla peste
e mezzo secolo dopo da un altro terremoto. Venne ricostruita grazie anche
alle doti urbanistiche di Giambattista Mori.
Napoleone la occupò nel 1806, destinandola
a ducato e a quartier generale di Oudinot. I Borboni tornarono al
potere e la elessero a capoluogo della Calabria Ultra Prima, ma la
città viveva di già le influenze del Risorgimento e fu espugnata da
Giuseppe Garibaldi nel 1860 entrando a far parte della nuova Unità
d'Italia. Del 1908 è l'ultimo terribile terremoto, vi
morirono oltre 40.000 vittime. Alla ricostruzione seguì la seconda guerra
mondiale e la città subì notevoli danni dai bombardamenti del 1943 degli
alleati, venendo infine occupata dal generale Montgomery. Il primo
sindaco della città italiana di Reggio Calabria fu Antonio Priolo.
Negli anni '70 il capoluogo regionale venne
delegato a Catanzaro per via del nuovo Statuto regionale. Tale
decisione fu la causa dei Moti di Reggio con vivide proteste da parte
della popolazione con espressioni di guerriglia urbana. Fu raggiunto un
compromesso e da allora Reggio e Catanzaro condividono la rappresentanza
politico-amministrativa della regione Calabria (Catanzaro, con la
sede della Giunta e della Presidenza e Reggio con il Consiglio regionale).
Nel 1972 i celebri Bronzi di Riace
ritrovarono la luce dagli abissi marini. Oggi Reggio Calabria, la più
popolosa città della regione, è attraversata da uno spirito di
riconquista economica, culturale e turistica. Una città
splendida, immersa nella natura e nella storia più vera.
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