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Eco
asine spazzine che raccogono i rifiuti della città... di Castelbuono, in
provincia di Palermo, è un paese immerso nel
verde e nelle rocce del Parco delle Madonie, adagiato in una valle alle pendici
del “Colle Milocca”, caratterizzato da splendidi paesaggi e colori naturali.
Questo paese è intriso di
tradizioni e costumi locali molto antichi prevalentemente legati alle feste
religiose. L’artigianato del legno e del ferro battuto è ancora molto fiorente.
È molto diffuso anche l'artigianato femminile: i ricami, i merletti, i lavori in
tessitura e l’artigianato nell’ambito dei prodotti tipici gastronomici,
apprezzati anche all'estero.
L’economia di questo paese
siciliano si basa anche sull’agricoltura: vino e olio di altissima qualità
vengono esportati in tutto il mondo.
Il territorio di Castelbuono è
l’unico in tutto il mondo mediterraneo in cui, per una singolare combinazione di
fattori culturali e ambientali, è ancora viva la conoscenza e la tecnica per
produrre la manna – un nettare puro che si ottiene praticando delle
incisioni con un particolare coltello sul tronco del frassino, uno degli alberi
tipici di Castelbuono.
Il Comune ha una particolare
attenzione alla tutela dell’ambiente: garantisce le misure essenziali
alla valorizzazione e alla conservazione dell’habitat di tutti gli organismi
viventi e si impegna nell’educazione ambientale con lo scopo di salvaguardare il
suolo, il sottosuolo, la qualità dell’aria e dell’acqua, oltre ad adottare degli
accorgimenti per ridurre le cause dell’inquinamento.
A Castelbuono il sindaco, Mario
Cicero, da febbraio 2007, ha sostituito la classica raccolta dei rifiuti fatta
con gli autocompattatori –r umorosi e ingombranti camion che svuotano i
cassonetti delle città per portare i rifiuti alle discariche– con un sistema
innovativo: delle asine che raccolgono i sacchetti dell’immondizia con un
servizio porta a porta.
Proprio così, a Castelnuovo sei
asine sono state “assunte” per la
raccolta
differenziata dei rifiuti della città! Il sindaco racconta al giornalista de
La Repubblica, Attilio Bolzoni, di aver avuto quest’idea durante un grande
convegno sui parchi del mondo, a Belfast, in
cui si parlava di ecologia e della
necessità di salvare il pianeta.
Il sindaco ha pensato che anche una piccola azione potesse contribuire a
migliorare l’ambiente. E così, una volta tornato a Castelbuono, si è informato
su quale fosse la razza più pregiata di asine e ha comprato sei asine “ragusane”
ad un costo medio di 1000 euro l’una.
Questa “innovazione” si presenta
come una soluzione economica ed ecologica, nonché efficiente. Le eco-asine (è
così che sono state battezzate!) garantiscono un notevole risparmio alla
amministrazione comunale: un autocompattatore ha un costo di 30000 euro contro i
1000 euro per l’acquisto di un’asina; la manutenzione del mezzo meccanico si
aggira intorno agli 8000 euro l’anno, mentre per offrire vitto e alloggio ad un
asina sono sufficienti 2000 euro. Inoltre un autocompattatore ha una vita di
circa 5 anni, mentre le asine possono offrire la propria forza-lavoro per circa
venti anni, senza inquinare l’atmosfera! Per quel che concerne l’efficienza il
sindaco assicura che le asine hanno lavorato tutti i giorni e, accompagnate da
un ex-pastore divenuto operatore ecologico, le asine riescono a raggiungere
anche le stradine più strette e impervie del paese, inaccessibili agli
autocompattatori.
Seppur banale, sembra la soluzione
ideale a tanti problemi. Questa iniziativa ha avuto proseliti anche a
Caltabellotta, un paesino montano in provincia di
Agrigento, a Riace, in provincia di
Reggio Calabria e a Santa Maria a Monte, un comune della provincia di
Pisa, in cui si sta provando ad adottare lo stesso
sistema. Si tratta di paesi che mediamente non superano i 10000 abitanti,
inseriti in un contesto rurale, simile a quello di Castelbuono.
È proprio in questo contesto
storico e culturale che nasce l’idea delle eco-asine. Castelnuovo ha ancora uno
stampo rurale, dei ritmi di vita non troppo frenetici che lasciano spazio ad un
metodo per la raccolta dei rifiuti più primitivo e pertanto più sostenibile dal
punto di vista ambientale.
Delle asine in una città
trafficata, in cui le macchine sfrecciano a tutte le ore, sarebbero esposte a
diversi pericoli. Oltre al fatto che tali animali intralcerebbero il traffico di
strade destinate a mezzi ben più veloci e potrebbero causare incidenti. Senza
considerare l’inconveniente di dover pulire gli escrementi di cui si
tappezzerebbe il manto stradale!
Certamente affascina l’idea di un
paese incontaminato, genuino, allo stato naturale, in cui un’asina al mattino
passeggia per le strade svolgendo un servizio pubblico e sociale. Ma è anche
vero che ormai siamo in un’epoca frenetica in cui non sempre è possibile
introdurre delle “innovazioni primitive” come questa delle eco-asine, una
soluzione forse troppo lenta se consideriamo che gli autocompattatori,
compattando i rifiuti, riescono a contenerne in maggiori quantità e a volte
percorrono anche un centinaio di chilometri prima di scaricare i rifiuti
raccolti nelle discariche controllate. E allora? Forse nelle grandi città non è
da considerare la possibilità di introdurre una innovazione di questo genere,
mentre in tutti quei paesini, ancora legati ad antiche abitudini agresti, è
plausibile e sensato far spazio a iniziative eco-compatibili che ben si
inseriscono nell’assetto socio-culturale e che conferiscono al paesaggio un
aspetto ancor più naturalistico.
Non esiste un solo modo per aiutare
la Natura, ogni situazione suggerisce idee nuove a volte fantasiose, come quella
delle eco-spazzine.
Articolo di Sara Colasuonno per Informagiovani Italia
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