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PALAZZO DELLE SEGRETERIE E CAVOUR
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Il settecentesco Palazzo delle Segreterie
in Piazza Castello a Torino, oggi sede della Prefettura,
nacque dal riordino dello Stato piemontese voluto da Vittorio Amedeo II, su
progetto iniziale di Filippo Juvarra del 1732; a Benedetto Alfieri,
suo successore, si deve l’aspetto attuale. Prima del trasferimento della
capitale a Firenze, nel 1865, qui avevano sede i Ministeri di Grazia e
Giustizia, della Guerra, dell’Interno e degli Esteri. Il palazzo fu al tempo dei Savoia
il cuore pulsante della politica italiana, uno dei luoghi in cui
nacque la moderna diplomazia. Ospitava infatti uno dei quattro studioli
di Camillo Benso, Conte di Cavour, che dopo lunghe
ricerche condotte negli archivi è stato restaurato ed aperto al pubblico. |
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Qui Cavour lavorava 14 ore al giorno, con il suo fido collaboratore
Isacco Artom, preso dai carteggi, dai viaggi in Italia ed
Europa, dalle donne, dalle ambascerie e dai colloqui quotidiani
con il re, Vittorio Emanuele II. Prima di lui altri ministri
famosi della politica italiana si trattennero in questa stanza.
Come il conservatore Clemente Solaro della Margarita, ministro dal
1835 al 1847, durante il Regno di Carlo Alberto di Savoia; l'eclettico
Massimo Tapparelli d'Azeglio, che ricoprì la stessa carica dal 1849
al 1852 ed il professionale Cesare Balbo, primo ministro per soli
tre mesi nel 1848.
Cavour aveva in contemporanea altri tre
studioli, tra i quali il
preferito era quello del Castello di Santena,
dove nacque nel 1810. Ugualmente sobrio ed essenziale negli arredi,
aveva in più, davanti allo scrittoio una dormeuse, una poltrona
nella quale Cavour si stendeva a leggere, cosa che non avrebbe potuto
fare nello Studiolo ufficiale. Il mobilio di Santena purtroppo andò
perduto dopo la sua morte, nel 1861. L'altro Studiolo è quello nel Palazzo
di famiglia di Torino, all'angolo con via Lagrange. Lo stile impero
che lo caratterizza è quello di moda all'epoca: pavimento di legno
scuro e tappezzerie di broccato chiaro alle pareti. Il terzo, quello
che fu il suo Ufficio di Gabinetto, ricostruito a Palazzo Carignano,
sua sede originale, ospitò il primo parlamento italiano ed oggi
accoglie il Museo del Risorgimento.
Sono rare invece le testimonianze scritte
relative al quarto studio, una in particolare è quella che riguarda
l'uso che nel settecento veniva fatto di questo ambiente. Probabilmente
aveva funzioni di servizio per la toeletta e la presenza di una
scala secondaria lo rendeva utile per gli incontri ufficiali riservati
e gli appuntamenti galanti del ministro.
Per ricostruire gli oggetti di cui si
circondava lo statista, gli studiosi si sono ispirati al ritratto
che gli fece Michele Gordigiani nel 1861, in cui Cavour appare in
piedi, con le sue decorazioni, un sorriso appena accentuato e lo
sguardo vivo, una posa eretta, da vero aristocratico liberale.
Questi edifici oggi costituiscono le tappe
del percorso delle sedi del potere nella Torino dei Savoia,
tutti strategicamente concentrati nella Piazza del Castello.
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