Basilica di San Giulio

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Basilica di San Giulio

 

La Basilica di San Giulio si trova nell'isola omonima situata nel Largo di Orta a 400 metri dal borgo di Orta, facilmente raggiungibile con traghetto o motoscafo. In stile romanico, è uno degli edifici religiosi più suggestivi del Verbano Cusio Ossola. L'ingresso dei visitatori avviene dall'accesso laterale, poco oltre l'approdo per i battelli provenienti da Orta, in quanto la facciata e la sua scalinata d'accesso danno, come vedrete, direttamente sulle acque del Lago.

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Basilica di San GiulioIl bellissimo edificio è orientato con tre absidi. Il transetto è fornito di tiburio ottagonale e le tre navate sono percorse da matronei che poggiano su pilastri con colonne addossate. Le volte a crociera, che coprono le navate, sono di epoca romanica, mentre la galleria di collegamento tra i matronei, che corre lungo la controfacciata, è forse di epoca tardo-rinascimentale.

La facciata, rivolta verso Gozzano, appare in blocchi di pietra attentamente squadrati e ha mantenuto alcuni caratteri originali. Presenta un profilo a capanna sottolineato da archeggiature cieche e scandita verticalmente da due paraste. Oltre al portale ad arco, preceduto da un portico, le aperture sono costituite da una croce posta sotto la cuspide e da una serliana, che ha preso il posto del primitivo oculo. In corrispondenza delle navate minori si aprono poi due monofore per parte. Il prospetto risulta incorniciato da due torri quadrate che consentivano l’accesso ai matronei. Questo elemento, avvicina la basilica all’antico duomo di Novara, ma anche alle fabbriche comasche e agli edifici dell’area renana. Delle absidi la meglio conservata è quella centrale, decorata con un motivo di fornici che compaiono tripartiti, anche all’esterno del tiburio, dimostrando di attenersi alla tradizione decorativa lombarda.

Basilica di San GiulioLa basilica è considerata nel suo complesso il frutto di un romanico maturo e fu edificata entro la prima metà del XII secolo, durante l’episcopato del vescovo Litifredo. L’Interno, prevalentemente barocco, si presenta molto meno omogeneo, a causa dei continui rifacimenti voluti dalla liturgia e dai vescovi. Tra gli interventi più importanti ricordiamo l’ampliamento del transetto a cui seguì, all’inizio del Seicento, la costruzione dell’ingresso laterale, preceduto da un’ampia scalinata e destinato a sostituire completamente l’accesso principale, reso inagibile dalle piene del lago.

Nel 1697 venne edificata la cripta per riporvi le spoglie di San Giulio, insieme ad altri corpi, rinvenuti negli scavi all’interno. Ad essa si accede da due strette scale poste ai lati del presbiterio. Si presenta a tre navate con volte a vela ribassate poggianti su colonne di marmo, decorate con affreschi di festoni e volute. Nella sua parte terminale è collocata l’urna argentea del santo, protetta da cancelli.

Basilica di San Giulio - PulpitoL’opera più significativa custodita all’interno dell’edificio è il pulpito romanico o ambone, collocato sotto la prima campata a sinistra. In serpentino d’Oira, si presenta come una scultura imponente dal rilievo fortemente plastico specialmente nella rappresentazione dell’aquila dalle ali spiegate su cui si colloca il leggio. Diviso in sei lastre sorrette da tre colonne, l’ambone ha pianta quadrangolare con tre lunette sporgenti che rappresentano, oltre all’aquila dal ricco piumaggio, un angelo che mostra il libro dei vangeli e un cervo che sta per essere assalito da due fiere, inseguito da un centauro. Quest’ultima scena che si estende lungo il lato settentrionale del pulpito, si differenzia per un rilievo più piatto ed impacciato, dalle raffigurazioni maggiori. Queste appaiono legate ai simboli dei quattro Evangelisti, come il toro, l’angelo, il leone e l’aquila accanto a un enigmatico personaggio, giovane e imberbe, avvolto in un corto mantello, che si appoggia ad un bastone con puntale. Questa figura ò stata interpretata come l’unica immagine pervenutaci dell’abate Guglielmo da Volpiano. Altri studi hanno avanzato l’ipotesi che si tratti di una figura profetica, quella di Daniele, presentato secondo un’iconografia di derivazione germanica. Tenendo conto soprattutto dei confronti con opere di area renano-mosana, la datazione dell’ambone si attesta intorno alla metà del XII secolo.

La decorazione interna della basilica appartiene ad epoche diverse. Degli antichi affreschi che ornavano l’abside e la cupola non rimane nessuna traccia, dopo che nuove pitture vennero eseguite a partire dal 1725, per l’intervento di Giovanni Battista Cantalupi di Miasino. Egli ha rappresentato nel catino absidale la Santissima Trinità, nel tiburio Angeli musicanti e nella navata la Gloria di San Giulio, secondo moduli abbastanza convenzionali, legati all’uso della prospettiva aerea barocca.

Basilica di San GiulioAffreschi di tipo devozionale, con santi, sono invece allineati lungo le navate laterali e sui pilastri. Tra i più antichi, dell’inizio del XV secolo, ricordiamo un Martirio di San Lorenzo, seguito nel 1422 da un Sant’Antonio Abate, di scuola novarese. Probabilmente da attribuire alla bottega itinerante dei Cagnola sono poi una delicata Natività con i Santi Sebastiano, Rocco, Giacomo e Caterina d’Alessandria, datata 1486 e commissionata dal cantore Stefano, nella terza campata a destra, e una volta con i Dottori della Chiesa. Notevoli anche il Martirio di Santo Stefano, della metà del XVI secolo, la Madonna in trono tra Santi, i Santi Fermo e Apollonia, i Santi Giulio e Audenzio, tutti nella navata di destra.

Nel transetto e nella sagrestia sono inoltre conservate numerose tele, tra cui si segnalano opere di Giuseppe Zanatta, Filippo Monti, Giorgio Bonola, Ambrogio Figino e Francesco del Cairo, con l'Assunzione nell’omonima cappella. Nella sagrestia sono inoltre collocate quattro formelle lignee policrome in cui sono raffigurati episodi della Vita di San Giulio.
 

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