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Cosa mangiare a Porretta Terme - Piatti tipici di Porretta Terme
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Nella sua cucina
Porretta
Terme risente di chiare influenze
territoriali, bolognesi e pistoiesi, così
come accade per tutto il territorio della valle del
fiume Reno e più in generale dell'Appennino
Tosco-Emiliano. Oggi la località termale è parte del
nuovo comune di Alto Reno Terme, insieme alle sue
frazioni e al comune di Granaglione,
amministrativamente sotto la città metropolitana di
Bologna (da cui dista circa 67 km),
benché sia meno distante da
Pistoia (in Toscana), a soli 37
km. |
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Il territorio di Porretta Terme
L'Appennino
bolognese è il primo riferimento territoriale. La storia di Porretta
Terme in passato ha registrato le visite dell'aristocrazia di varia
provenienza italiana ed estera. Quella toscana inizia nel
Medioevo, continua nel Rinascimento e fino all'Ottocento, con il turismo
termale che inizia nella metà del secolo scorso. Il
territorio sicuramente si è dovuto ambientare alle richieste della
natura, non sempre amica ma pur sempre presente, adattandosi oggi alle
richieste di un nuovo tipo di turismo 'slow', fatto cioè di un
benessere che predilige la 'lentezza' di un nuovo vivere
quotidiano. Le eccellenze storico-culturali, così come quelle
ambientali, si sposano oggi con il settore agro-alimentare
creando un connubio eno-gastronomico d'interesse.
Tradizione gastronomica e turismo
a Porretta Terme
Nonostante l'ambiente cosmopolita a cui la località ha abituato il residente
locale, il territorio agricolo rimane il centro della tradizione
gastronomica di Porretta Terme. La figura della 'Arzdora', della
massaia colonna portante della famiglia, colei che presiede al governo della
casa, è ancora forte nella memoria di questa pur piccola località di poco
più di 4000 abitanti. L'usanza di andar per funghi, a pesca o a
raccogliere castagne è viva ancora oggi e si rigenera in nuove forme di
fare turismo, come l'escursionismo, così che da stazione termale rinomata
per acque termali sulfuree e salsobromoiodiche, Porretta diventa oggi anche
centro di escursioni naturalistiche ed eno-gastronomiche.
Prodotti tipici Appennino
bolognese e tosco-emiliano
Dal territorio alle specialità della cucina locale. Sono specialità
preparate con ricette povere, parte della cucina montanara
e non dissimile da quella che molti potrebbero aver già apprezzato
dall'altra parte dell'Appennino, nel pistoiese. Le castagne sono
l'esempio più caratteristico, con la preparazione dei Necci. Ma poi
arriva la specialità, quella della tipica birra Beltaine (birra
speciale alle Castagne, birra doppio malto alle Castagne affumicate e
ginepro, birra bianca alle castagne e frumento), il cui birrificio si trova
in zona Granaglione. Ci sono poi ciacci di farina di castagne
e di farina di grano tenero, e le zampanelle, anche conosciute con il
nome di Burlengo (o Borlengo): questi ultimi altro non sono
che una sorta di crêpe sottile e croccante, ripiena della tradizionale 'cunza',
e cioè di un tipo di pesto (anche noto infatti come pesto modenese)
consistente in un battuto di lardo, aglio e rosmarino; il tutto servito ben
caldo e con una spolverata di parmigiano reggiano. Ogni famiglia ha la
propria variante e c'è anche da dire che non sono pochi i paesi che si
contendono la paternità del prodotto (raro che capiti nel menù dei
ristoranti di Porretta Terme, ma se le trovate non mancate di
assaggiarle, perché sono davvero buonissime).
I prodotti tipici dell'Appenino bolognese sono rinomati, così come
quelli della dell'Appennino toscano, la parte pistoiese. Non
mancheranno prodotti come il Salmerino di Corno alle Scale, un tipo
di salmone allevato in acque particolarmente pure, in questo caso nei pressi
del comune di Lizzano in Belvedere. Viene cucinato di solito in
carpaccio o al cartoccio, o anche con i funghi prugnoli e una crema di
patate, pisellini novelli e scalogno.
Molto usato in zona è anche i Fagioli di Sorana, prodotto IGP, che
sono però tipici della Montagna Pesciatina, zona di Ponte di
Castelvecchio e Ponte di Sorana, nel comune di Pescia
(Pistoia), a circa 53 km di distanza da Porretta. La coltivazione si
concentra lungo il torrente Pescia, in quelle cosiddette “terre nuove?
bonificate dai Medici tra il Cinquecento e il Seicento. Si cucinano a fuoco
lento “nel fiasco? (dei contenitori in vetro dalla bocca larga chiamati 'gozzi'),
con dell'acqua, uno spicchio d’aglio e della salvia e quindi conditi con
olio extravergine di oliva e un poco di pepe bianco.
Primi piatti tipici: il
tortellino
Come
se non bastasse la rivalità casereccia tra Bologna e Modena, ci si
mette ora anche Porretta a dire la sua sul famoso prodotto tipico
dell'Emilia. I tortellini di Porretta Terme nello specifico
raccontano tuttavia un'altra storia, quella dell'unione gastronomica e
territoriale dell'Appennino tosco-emiliano. Rigorosamente fatti a mano,
con sfoglia 'tirata di mattarello', piccoli e dal sapore intenso, quelli
porrettani vengono serviti di solito solo con burro e parmigiano, anche se i
pistoiesi pare li prediligano in brodo. La condivisione gastronomica tra
i due territori si dice risalga alle origini della famosa Ferrovia
porrettana, una linea creata ben oltre 150 anni fa, voluta dal
Granduca e inaugurata dal primo re d'Italia Vittorio Emanuele II di
Savoia, unico collegamento ferroviario tra Milano e Roma prima del
1933. C'è chi dice che il piatto sia poco presente nei menù tradizionali
dei ristoranti di Porretta, e che sia più facile trovarli magari in
piazza della Sala a Pistoia. A voi verificare se questo è vero.
Intanto, a noi fa piacere trovare un nutrito elenco di 'pasta fatta in casa
col matterello', tra tortelloni burro e salvia, oppure al ragù, al pomodoro,
in brodo, o anche tagliatelle ai funghi, all'ortica e prosciutto, al
cinghiale, alla bolognese, prosciutto e panna.
Secondi piatti: le carni
Tra
i prodotti di carne troviamo quelli di tradizione casereccia,
ottenuti dalla lavorazione del maiale, da cui prosciutti, salami, coppe,
pancette, salsiccia e ciccioli, insieme alla ricca selvaggina (lepri,
fagiani, pernici, cinghiali). Ecco perché nelle sagre
dell'Appennino bolognese non mancheranno prodotti come i prosciutti e
gli insaccati, ma anche (come vuole la tradizione) pecorini e formaggi
freschi (apprezzati quelli della zona di Porretta e Gaggio
Montano, dove trovare produttori di reggiano di montagna). Tra i
piatti di carne troviamo le classiche bistecca alla fiorentina, alla
griglia, scaloppine ai funghi o al vino bianco, cottoletta alla bolognese, e
salsiccia alla griglia.
La patata montese e i dolci
Anche
la patata è molto presente, costituendo ingrediente principale di
diversi piatti tipici dell’Appennino (come nella torta di patate,
così come zuppe e gnocchi, timballi, crocchette e budini). La patata è
quella tipica della zona di Montese, una varietà coltivata nel
territorio a nord di Porretta e parte dell'Appennino modenese. Non
mancano i funghi, i liquori, le marmellate, le zucche, i melograni e i
mirtilli dell’Abetone, molto rinomati.
Troverete
sicuramente anche le tipiche tigelle (sottili sfoglie di pasta azima
servite con salumi), e quindi i cotechini con il purè, i panini col
lampredotto, mentre tra i dolci non si possono non citare i
zuccherini montanari (ciambelline glassate aromatizzate con semi di
anice), le ciambelle, le torte di tagliatelline e colombe).
Si racconta che negli anni '30 dello scorso secolo, da una bottega nel
centro del paese, venne fuori l’idea di creare la prima merendina
preconfezionata. Autore il signor Dino Corsini, che amava l’arte
pasticcera e inventò la “torta Porretta? (inizialmente venduta a
piccoli tranci in negozio e poi diffusa tra la popolazione). Avrete poi da
scoprire anche il Porrettone (una sorta di panettone) che fanno solo
da queste parti.
Un consiglio in più e sagre
Per il tipico pane montanaro, le crescentine coi ciccioli e le
tradizionali tigelle, provate il Panificio Antica Forneria Corsini
per poi riprovare la sera il "tagliere con salumi, tigelle, panzerotti e
crescentine"... tutto davvero molto squisito.
Porretta
Soul Festival (terza settimana di luglio) con il Soul Street Food,
rassegna enogastronomica
Sagra del Tortellino (fine agosto) a Camugnano
Festa della Smielatura (prima o seconda domenica di settembre)
miele e co. a Camugnano
Cena di fine estate (fine agosto) a Granaglione
Sagra storica (seconda domenica di settembre) a Lizzano in
Belvedere
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