Acquisto di minuterie ed utensili di uso manuale comune; spese per
manutenzione ordinaria; acquisto di beni di uso promiscuo (ad es. personal
computer portatili, autovetture, cellulari, ecc); scorte di materie prime,
semilavorati e materiali di consumo; acquisto di terreni e fabbricati; beni
usati (ad eccezione del caso di acquisto di attività preesistente; avviamento; mezzi
targati di trasporto
merci.
Entità delle agevolazioni
L’aiuto concesso dalla
legge 215 dipende, oltre
che dall’investimento,
anche dalla regione in
cui si realizza il
programma, dalla
suddivisione delle spese
tra le diverse
tipologie, dal momento
temporale.
Nel territorio piemontese
ad esempio, le agevolazioni prevedono contributi in conto capitale fino a un massimo del 15% degli investimenti considerati ammissibili.
In alternativa le imprese possono optare per il regine "de minimis" con il quale
è prevista una agevolazione massima pari al 50% delle spese ammissibili.
Criteri di priorità
Per l'erogazione dei contributi sono stati individuati dei criteri di priorità nuovi occupati rispetto agli investimenti ammessi; nuova occupazione femminile rispetto agli investimenti ammessi; nuovi investimenti rispetto agli investimenti totali; partecipazione femminile nell'impresa; certificazioni ambientali e/o di qualità e programmi finalizzati al commercio elettronico.
Le graduatorie vengono poi articolate in macro-settori: agricoltura; manifatturiero e assimilati; commercio, turismo e servizi .
Domande
La
legge 215 opera con un
meccanismo, detto “a
bando”. Ciò vuol dire
che il Ministero delle Attività produttive dichiara
che è possibile
presentare domanda di
contributo, a partire da
un determinato giorno e
fino ad una data di
chiusura termini.
Le domande per ottenere le agevolazioni devono essere presentate alla propria Regione entro le date previste dai bandi.
Tempi tecnici
Le graduatorie delle
aziende che hanno
ottenuto il
finanziamento sono
emesse entro 90 giorni
dalla scadenza del
termine del bando e sono
predisposte dalla
Regione o dalla
Provincia Autonoma di
competenza e pubblicate
dal Ministero
delle Attività Produttive sulla
Gazzetta Ufficiale.
Ciascuna amministrazione
adotta e comunica i
provvedimenti di
concessione alle imprese
entro 30 giorni da tale
pubblicazione.
Erogazione dei contributi
I contributi vengono erogati in due quote
sul conto corrente
aziendale: la prima quota, pari al 30% del contributo, viene erogata in corrispondenza della realizzazione del 30% dell'investimento
o anticipata; la seconda quota, pari al saldo del contributo, viene erogata in corrispondenza della completa realizzazione dell'investimento
(non oltre 24 mesi
successivi alla data del
decreto di concessione
del contributo).
Cosa fare
Tutta la documentazione
è obbligatoria, le
domande incomplete sono
rigettate. Occorre usare
solo la modulistica
originale del Ministero,
che trovate sul sito
www.minindustria.it
I documenti necessari
per richiedere le
agevolazioni sono:
Modulo di richiesta
delle agevolazioni:
contenente i principali
dati ed informazioni
sull’impresa proponente
e sul programma di
investimenti;
Scheda tecnica: in cui è
presente la descrizione
dettagliata
dell’iniziativa proposta
ed i relativi dati
economico-finanziari;
Certificato di
iscrizione presso il
registro delle imprese
della competente Camera
di Commercio, corredato
dalla dicitura antimafia
(documentazione non
richiesta per le imprese
individuali non ancora
iscritte, al momento
della presentazione
della domanda, nel
Registro delle imprese).
Disponibilità
dell’immobile:
l’impresa, al momento
della presentazione
della domanda, deve
dimostrare di possedere
già i locali dove
esercitare l’attività. I
principali titoli di
disponibilità sono:
locazione, comodato,
concessione demaniale,
proprietà, assegnazione
di area ASI ma anche
compromesso d’acquisto o
promessa di vendita.
Attenzione: tutti i
contratti devono essere
registrati prima di
presentare la domanda.
Destinazione d’uso:
al momento della
presentazione della
domanda i locali dove
sarà esercitata
l’attività devono già
avere la giusta
destinazione; ad esempio
un negozio di frutta e
verdura potrà operare
solo in locali la cui
destinazione sia
commerciale (e non ad
esempio magazzino)
oppure un albergo potrà
operare in un’area con
destinazione ricettiva e
non in un immobile
adibito ad abitazione.
La destinazione d’uso si
può dimostrare solo con
un certificato del
comune oppure una
perizia giurata. È
comunque da allegare
tutta la documentazione
di corredo: preventivi,
planimetrie, computo
metrico, curriculum dei
soci.
Informazioni:
Sito del Ministero delle Attività Produttive
www.sviluppoeconomico.gov.it