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Non siamo a Milano, ne tanto meno ad Amsterdam o a Venezia, ma a Parigi, l'osannata, vivace e pur sempre alla moda capitale francese. L'acqua, energia vitale che muove e rinnova e che ha portato così tanta ricchezza alle antiche capitali europee, porta ancora una volta la 'ville lumiere' al centro dell'attenzione. Il più importante corso d'acqua è, naturalmente, la Senna, ma come forse pochi sanno esistono anche tre canali a Parigi, collegati e vicini, oggi al centro di un vero e proprio culto giovanile e ognuno molto diverso dagli altri: canal St Martin, canal de l'Ourcq e il canal St Denis.

Il primo, il Canale di St Martin lo abbiamo scoperto con la scenografia del ben noto film di Amélie Poulain, che ha legato per sempre il nome ad una Parigi bohemien, ai ponticelli e a quei colori tipici di un luogo immortalato dai tempi. I più eruditi già lo conoscevano tramite Jacques Prévert, ben informati sulle abitudini del grande autore francese. Il canale lo troviamo inerpicarsi lungo il 10th arrondissement, con i suoi 4,5 km di lunghezza e 13 tra ponti e passerelle. La parte a nord è quella più interessante, inizia dal Bassin de la Villete, scende lungo quattro paia di doppie piccole chiuse per un tratto di quasi due chilometri, per poi entrare in un tunnel, ad un isolato ad est di Place de la République. Anche la sezione sotterranea è lunga circa 2 km, situata sotto l'insieme dei Boulevard di Jules Ferry e Boulevard Richard Lenoir, passando direttamente sotto Place de la Bastille, una piacevole passeggiata lungo un parco frequentato dai residenti nelle vicinanze. Il canale è collegato con la Senna da un passaggio conosciuto con il nome di Arsenal Marina.

Tralasciando i dettagli tecnici, quelli che sono qui ad interessare la curiosità del viaggiatore sono le atmosfere di questi fantastici navigli parigini. Dalle vicine stazioni ferroviarie della Gare du Nord e della Gare de L'est, le stesse che segnano il punto d'arrivo e di partenza per l'Italia o l'Inghilterra con Londra, la direzione è quella verso Boulevard de Magenta, che si apre verso un quartiere oggi di così grande tendenza: un luogo ricco di locali alla moda raccolti in quel tipico spunto bohemien che fa tanto 'parigino', e ancora ristoranti, atelier e boutique...siete sul Quai de Valmy, una delle ultime eccellenze fashion di Parigi. Vi troviamo un incredibile numero di negozi di esclusiva tendenza, tra i tanti si citano Colette (non per tutte le tasche purtroppo) e Diotima, la 'Boutique de Chausseres', con tutta la sua incredibile stravaganza e inconfondibile qualità. A noi è piaciuto immergerci nella cosmopolita atmosfera di Pouya, che dalla lontana e antica Persia ci ha trasmesso le vicende febbrili degli iraniani di oggi, tra mostre, film, dibattiti e una immancabile caffetteria.

É questo l'ambiente che regala la Parigi meno conosciuta, quella vissuta e non solo 'visitata', quella ricreata dal film culto di Marcel Carné che negli anni trenta vedeva al centro della pellicola il noto Hotel du Nord, oggi un ristorante molto fashion. Siamo sempre sul Quai de Valmy e i suoi piccoli vicoli, inondati da una marea di giovani in stile vintage intenti a rilassarsi, incontrarsi, chiacchierare, leggere e pensare, in uno dei tanti bistrot con tavoli all'aperto e arredamenti interni di bel decoro. Provate ad entrare al numero 71 della via, troverete le ultime mode in tema d'abbigliamento e accessori a prezzi stracciatissimi. Qualcuno ci consigliò anche Antoine et Lilli, un negozio etno-chic dai colori così allegri che vogliamo qui con voi condividerlo.

Dal Bassin de la Villete, il corso d'acqua questa volta si trasforma in Canal de l'Orque, voluto dallo stesso Napoleone nel 1802 e che continua per 108 km fino al bosco a nord-est di Parigi. Si narra che nel 1800 gli abitanti di Parigi avessero accesso a soli 100 litri d'acqua per persona al giorno, la costruzione del canale, finanziato con una tassa sul vino, portò l'offerta a 400 litri al giorno. Si dice così che gli abitanti di Parigi possano ringraziare il vino per aver avuto l'acqua. Anche qui il senso artistico di Parigi non è rimasto indietro, con l'offerta di cinema (come i due MK2), bar e ristoranti dal design alla moda e con pittoresche atmosfere tanto Paris d'antan...l'accesso al canale è possibile anche dalla stazione metro Stalingrad (linee 2, 5, 7). Si noti che l'intera sezione del fiume Ourcq è stata canalizzata dal XVII secolo costituendo gli ultimi 10 km del canale, il tratto più pittoresco: in particolare nelle vicinanze di La Ferté-Milon, dove è nato nel Seicento il drammaturgo francese Jean Racine. Quattro chilometri più avanti, a Silly-la-Poterie, due braccia terminali completano la rete dei canali di Parigi.

L'ingresso al Canal St Denis avviene dal Canal de l'Ourcq. Le chiuse sono dimensionati per chiatte commerciali e il canale comprende un tratto di 4 km di capannoni industriali e banchine di scarico per materiali alla rinfusa. Se avete viaggiato a Parigi dall'aeroporto Charles de Gaulle si può avere notato questo canale, perché l'autostrada e la linea ferroviaria vi passano proprio sopra, a nord dello Stade de France (lo stadio ovale). I tour fluviali in genere non viaggiano sul Canal St. Denis, che è essenzialmente utilizzato da imbarcazioni commerciali e privati che desiderano tagliare il percorso di viaggio a Parigi, dalla Senna al porto turistico dell'Arsenal.

A noi non rimane quindi che “une balade en vélo pour découvrir le Canal Saint Martin”...aurevoir!

 

 

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