Alberghi diffusi, cosa sono?

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Alberghi diffusi, cosa sono 

 

Alberghi diffusi

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E’ difficile fare delle vacanze intelligenti,

 dopo mesi di lavoro cretino...

L'albergo diffuso è  un nuovo modo di soggiornare, un tentativo di coccolare il cliente e creare per lui il luogo perfetto per un soggiorno. Nati di recente, gli Alberghi Diffusi (AD) si stanno espandendo sempre di più nel nostro paese: ne troviamo in Toscana, Marche, Umbria, Campania, Lazio e un po’ in tutta la penisola.  Il termine "Albergo Diffuso" fu coniato nel 1982 in Carnia da parte di un gruppo di lavoro che si stava occupando di ristrutturare e recuperare a fini turistici degli immobili distrutti durante il terremoto del 1970.

 

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Come idea e modello di ospitalità fu poi definito da Giancarlo Dall’Ara, docente di marketing turistico, "Un po’ casa e un po’ albergo, per chi non ama i soggiorni in hotel". Sostanzialmente si tratta di diversi immobili che si trovano all’interno dello stesso nucleo urbano. L’aggettivo "diffuso" denota una struttura orizzontale e non verticale come quella degli alberghi tradizionali, che spesso assomigliano ai condomini delle nostre città. Nel 1998 il termine è stato riconosciuto per la prima volta legalmente in Sardegna da una normativa specifica.


Come si intuisce dalla definizione, la realizzazione di un Albergo Diffuso non ha impatto ambientale poiché di norma non viene costruito niente ma si valorizza (ristruttura etc.) l’esistente. Spesso gli AD nascono in borghi e centri storici di prestigio con l’intento di valorizzare il territorio, ed eventualmente riportare a nuova vita edifici chiusi e abbandonati da tempo.


Per chi ha intenzione di aprire un Albergo Diffuso è utile consultare le regole degli AD, riportate sul sito dell’Associazione Nazionale Alberghi Diffusi (ADI), consultabile all’indirizzo Alberghi diffusi. L'associazione è nata per dare impulso e sostenere l’espansione degli AD in Italia. In prima istanza gli alloggi devono distare circa 300 mt dalla sede nella quale sono ubicati la reception, gli ambienti comuni, l’area ristoro e devono essere accoglienti e gradevoli oltre che presentare materiale sulla località e sugli altri AD. L’AD deve essere originale e garantire accoglienza e assistenza all’ospite per almeno 14 ore al giorno, deve distribuire la colazione al mattino di norma in uno spazio comune e offrire un servizio di ristorazione, anche esternamente. Inoltre l’AD deve organizzare attività ricreative all’esterno e nella propria struttura e fornire biciclette gratuite o servizi di trasporto agli ospiti.
Se da un lato l’AD è un hotel atipico, dall’altro anche il suo cliente spesso ha esigenze diverse rispetto agli ospiti di un normale hotel: di norma vuole soggiornare in un ambiente di pregio, ricco di storia e cultura, di luoghi da visitare, a contatto con i residenti, avendo però la possibilità di godere di tutti i comfort (accoglienza, colazione, pulizia, assistenza…) tipici di un albergo comune. L’AD rappresenta quindi un vero e proprio stile di soggiornare. Inoltre alimenta l’economia del territorio, coinvolgendo attivamente i produttori locali e integrandosi nel territorio e nella sua cultura.
Nel 2008 l’idea di AD è stata premiata a Budapest come best practice di sviluppo economico da trasferire nei paesi in sviluppo. Esiste anche una Scuola internazionale di specializzazione in Albergo Diffuso (sisad.it) con l’obiettivo di supportare gli imprenditori, ma anche gli Enti locali, a sviluppare strutture ricettive sempre più attente alle esigenze degli ospiti nel rispetto delle tradizioni, della cultura e dell'ambiente locale.

 

 

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