CONEGLIANO

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Conegliano, che dista 34 km da Treviso, è una cittadina ricca e vivace, posta a metà strada tra la montagna e la pianura e da sempre punto di passaggio, importante centro enologico, capitale del Prosecco e, insieme a Bassano del Grappa, e anche un delizioso centro storico-artistico che conserva numerose testimonianze del suo passato medievale, rinascimentale e Barocco. Sono molti gli edifici e i palazzi di pregio architettonico, arricchiti di da gustosi elementi decorativi che vanno dal gotico fino al Barocco veneziano. L'impianto urbano ha saputo mantenere, anche nei quartieri moderni, il rispetto per i valori e la "grazia" delle civiltà del passato.

 

Numerose sono le opere d'arte (affreschi, dipinti, statue) del Pordenone, del Baccaruzzi, del Pozzo Serrato e soprattutto di Cima da Conegliano (seguace di Giovanni Bellini), che si possono ammirare nelle chiese, nei palazzi pubblici, nel Museo Civico. Situata alle falde di un colle dominato dal Castello. Conegliano ha origini che si perdono nelle nebbie del passato. Si narra che il suo nome provenga da quello di una legionario romano (Connius o Cumelius), e questa possibile ascendenza accrediterebbe l'origine romana del borgo. Conegliano sarebbe stata in origine uno dei molti fortilizi, forniti di torri per l'avvistamento, che i romani e seminarono lungo le Prealpi venete con funzioni eminentemente militare

Questo ruolo militare della cittadina rimase preminente anche durante la sottomissione agli Scaligeri fino a 1337, anno d'inizio della dominazione veneziana, quando cominciarono a svilupparsi le attività artigianali e commerciali. Il castello comprendeva in origine due rocche: quella di Castelvecchio, oggi rasa al suolo sostituito da un giardino, è quella di Coderta, che sorgeva sul luogo dell'attuale Casa Dal Vera. Sulla spianata del castello si possono ammirare i resti delle mura e delle torri dell'edificio originario, mentre nella Torre della Campana, rimasta in buone condizioni, è ospitato il Museo Civico del Castello, vicino al quale sorge l'oratorio di Sant'Orsola, zona absidale dell'antica chiesa di San Leonardo. Vale la pena visitare il Museo Civico che possiede: una pregevole pinacoteca con quadri ed affreschi recuperati da conventi e chiese del territorio; un arredo abbastanza composito, costituito da cassapanche, sedie e armature risalenti al 1500-1600; una sezione archeologica con reperti che abbracciano un arco di tempo che va dal Paleolitico superiore all'età romana; un lapidario. Dal Castello si scende al borgo attraverso via della Castagnara, di cui ancora oggi si può ammirare la suggestiva serie di archivolti carraresi, e via Scoto de' Scoti detta anche "degli asini", un vicolo ripido sassoso su cui si affacciano vecchie abitazioni. A mezza costa tra il Castello il borgo medievale erano situati i conventi di San Francesco, oggi sede di un istituto scolastico, e di Santa Maria del Monte, di cui non restano tracce.

L'abitato di Conegliano tuttora adagiato lungo le curve di livello del terreno. Vi si distingue una zona più recente, attorno a corso Mazzini, e una più antica, che si solleva verso la collina lungo l'asse di via XX Settembre: era l'antica contrada grande, delimitata a est e a ovest dai torrenti Ruio e Monticano e dalle porte omonime, che purtroppo hanno perso la loro originaria fisionomia. In questa zona sorgono gli edifici più ricchi, antiche dimore di nobili veneziani o di mercanti del luogo: sono palazzi porticati, affrescati su toni caldi, che si elevano su un acciottolato di raccordo con il piano della strada. Al centro si apre una piazza quadrangolare in fondo alla quale, preceduto da un'ampia piattaforma di pietra e fiancheggiato da due massicce Sfingi, si eleva il neoclassico Teatro dell'Accademia, mentre sugli altri due lati si affacciano il settecentesco Palazzo Municipale e il cinquecentesco Palazzo da Collo. Dal piazzale si scende al sottostante corso Mazzini, attraverso la Gradinata degli Alpini, testimonianza degli approfonditi interventi urbanistici nel 1800. Corso Mazzini, moderno centro di Conegliano, conserva un aspetto maestoso perché vi si affacciano sul lato nord, i giardini retrostanti dei grandi palazzi che danno su via XX Settembre.

Al di sopra di Contrada Grande corre l'antica Ruga Superiore, formata dalle vie Cima e Teatro Vecchio: si tratta di vicoli medievali fiancheggiati da edifici di aspetto dimesso, un tempo abitati dal popolo minuto, su cui spicca la quattrocentesca Casa Sbarra, adornata da una raffinatissima trifora al primo piano (per cho non lo sapesse la trifora è un tipo di finestra divisa verticalmente in tre aperture, divise da due colonnine o da pilastrini o altro, su cui poggiano tre archi, a tutto sesto o acuti) e da un delizioso poggiolo d'angolo al secondo

Alcune costruzioni su via XX Settembre, quelle di maggior spicco, meritano senz'altro di essere ammirate. Sono Casa Biffis, con il trecentesco portale finemente lavorato; Casa Colussi, un tempo sede dei Cavalieri del Comune, pregevole soprattutto per la presenza di capitelli gotici squisitamente modellati; Palazzo Montalban Vecchio, di epoca rinascimentale, con una serie di originali teste scolpite nelle chiavi di volta delle arcate che ritmano il portico e delle finestre che si aprono sul sontuoso salone del primo piano. Gli archi del porticato sono ingentiliti da motivi vegetali rilevati nella terracotta in Casa Longega. Palazzo del Montedi Pietà., ora albergho Canon d'Oro, è un vero gioiello architettonico del 1524, con pregevoli affreschi, alcuni dei quali sono attribuiti al Pordenone. Uno dei monumenti più significativi di Conegliano e la Sala delle Riunioni, fatta erigere in epoca rinascimentale dalla Confraternita dei Battuti, È innalzata su un portico ogivale interamente affrescato dal Pozzoserrato.

Dietro la sala delle riunioni sorge il Duomo, l'antica chiesa dei Battuti, con un bel portico gotico e il campanile che risale al 1497. Nel Duomo si può ammirare la bellissima pala d'altare maggiore, opera di Cima da Conegliano del 1493.

Come detto all'inizio, Conegliano è la capitale del Prosecco. Un vino antichissimo, conosciuto anche prima dell'epoca romana, quando si chiamava Pucinum. Il Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene può essere tranquillo, frizzante e spumante. Ha colore giallo paglierino e aroma leggero fruttato, con coda aggrumata (così dicono le dettagliate specifiche). Se vi capiterà di visitare queste zone non mancate un assaggio di questo buonissimo vino,

Alle porte di Conegliano, in direzione dell'ospedale e di Treviso, si trova la famosa Scuola Enologica, proprio all'imbocco della strada del vino. Siamo in quella zona della marca trevigiana tra Conegliano, Vittorio Veneto e Valdobbiadene in cui è possibile percorrere tratti di strada che si inerpicano tra i  colli, fermandosi per guardare la campagna delle vigne o per una degustazione in una delle varie aziende agricole. Basterà seguire i cartelli e andare dove porta l'ispirazione del momento. Il punto di partenza, la scuola enologica, è un'antica istituzione, fondata nel 1876, estremamente attiva: conta 1000 studenti, che dopo la scuola media, seguono il corso di enologia, della durata di sei anni. Come è facilmente immaginabile, la scuola possiede una ricca cantina, dove è possibile la degustazione e l'acquisto.

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