|
Sei qui:
Europa >
Albania >
Durazzo >
Cosa
vedere a Durazzo - 20 luoghi interessanti. Durazzo in
Albania offre attrattive come l'anfiteatro e il foro romano,
le mura bizantine, il Museo Archeologico, la spiaggia
assolata e la vivace vita notturna estiva.
|
Durazzo (in albanese
Durrës, o anche Durrësi) è una
delle città più antiche dell'Albania e una delle più
grandi ed emergenti, economicamente e turisticamente.
Situata lungo la costa della Riviera albanese,
sorprende in particolare per i siti archeologici. Le radici
storiche sono molteplici, romane e bizantine,
inevitabilmente ottomane e greche, ma anche italiane. Cosa non può ospitare una città
portuale del VII secolo a.C., quella che i Romani chiamavano
Dyrrhachion e che con loro diventò importante tappa
della Via Egnatia, una via commerciale che collegava
Roma con Bisanzio?
|
|
I resti di quello che era il più grande
anfiteatro romano dei Balcani e dal 1996 è in fase di
considerazione per l'inserimento nella lista del patrimonio
UNESCO, benché, formalmente, la nomina non si sia mai
concretizzata in un preciso protocollo amministrativo
effettivo.
Si consideri che per la città
romana di Durazzo c'è ancora molto da scavare. Si trova
dunque sotto l'attuale centro, ad una profondità compresa
tra i 3 e i 5 metri. E in questi tempi di sfrenato sviluppo
urbanistico ed edilizio ciò può costituisce un pericolo alla
protezione del passato storico di questa parte di mondo,
patrimonio inestimabile nonché risorsa turistica
d'eccellenza per l'Albania. Quel che si sa è che sotto
l’impero di Traiano, in città furono costruiti anche
l’acquedotto, l'anfiteatro, le terme pubbliche e la
biblioteca, e che quest’ultima non è stata ancora trovata.
La città moderna rimane oggi
molto diversa da passato. Divenne capitale, dopo
l'Indipendenza del 1912, ruolo poi perso a favore di
Tirana,
ed oggi si presenta come una città di passaggio, grazie al
suo porto, e comunque ben frequentata.
Vediamo nel contesto cosa
visitare a Durazzo e come organizzare l'itinerario
turistico tra le vie della città e i suoi dintorni:
Com'era la città romana di
Durazzo
Durante il periodo romano
Durazzo era una città importante, circondata da mura,
nonostante il lungo periodo di pace (quattro secoli) di cui
Roma è stata capace. Il disegno urbano era tipico romano,
con un impianto regolare, strade e incroci ad angolo retto.
C'era una necropoli, utilizzata fino al VI-VII secoli, i cui
resti troviamo oggi a nord della città, sulla collina della
Villa Zog, e caratterizzata da ricchi corredi. Conosciamo
l'Anfiteatro, situato a suo tempo nella parte meridionale e
spostato rispetto al nucleo abitato, così posizionato per
chiare ragioni di ordine pubblico. Esisteva a tale proposito
una periferia, la suburbia romana, che a Durazzo
arrivava fino alla laguna di Keneta, dove erano anche
presenti ville e palazzi di lusso. Il terremoto e
conseguente maremoto del 346 d.C. distrussero parte della
città, incluso il porto, 7 km più a nord.
Torna su
Anfiteatro romano di
Durazzo (Amfiteatri i Durrësi)
Il più grande di tutti i
Balcani e il più grande degli edifici costruiti nell'antica
Durazzo. Datato I o II secolo d.C., venne edificato nel
centro della città e costituiva una vera e propria
attrazione per i cittadini e i mercanti che viaggiavano
lungo la Via Egnatia. La struttura appare poco definita,
solo la metà di esso è visibile, non fosse per il grande
spiazzo tipico di un anfiteatro, poco curato dal tempo e
dalla mano dell'uomo. Poteva contenere circa 20 mila persone
e continua ad essere centro di scavi e rinvenimenti antichi
di valore: uno di questi è il mosaico della Bukoroshja e
Durresit, meglio nota come la bella donna di Durazzo,
vedi sotto, risalente al IV secolo. All'interno
dell'anfiteatro sono poi stati scoperti una cappella
(vedi sotto) con una parete affrescata di grande rilievo
storico, sono raffigurati dei santi, e più tardi dei
mosaici, e questo mostra come la struttura abbia avuto
successivamente uno scopo religioso. I primi scavi a Durazzo
avvennero negli anni '60 e solo un terzo del sito venne
scoperto, grazie a Vangjel Toci; negli anni '80 venne
scavato il resto sotto la gestione di Lida Miraj.
Recentemente il restauro dei lavori è stato affidata alla
Università di Parma, con il cosiddetto Progetto
Durrës che opera “un intervento di cooperazione e
sostegno tecnico scientifico alla salvaguardia del
patrimonio archeologico di Durazzo?, con un gruppo di
specialisti guidato dalla prof.essa Santoro e altri, incluso
il coordinatore del progetto e co-direttore degli scavi il
prof Hoti del dipartimento di Archeologia di Durazzo.
Nel 1996 il sito viene
presentato alla considerazione dell'UNESCO per
l'inserimento nella lista del patrimonio universale,
tuttavia la nomina non si sia mai concretizzata, questo
anche per cercare di controllare le gravi carenze
strutturali, anche quelle dei suoi mosaici e degli
affreschi, che lentamente si stanno consumando. Sono
presenti altre iniziative più recenti, come quella del 2013
di Europa Nostra (federazione pan-europea per il
patrimonio culturale), che ha il compito di porre
l'attenzione sui patrimoni più a rischio di estinzione del
continente Europa.
L'anfiteatro è visitabile. Si
presenta di forma ellittica e con un'arena è di 61,4 x 42,2
metri di larghezza e 20 metri di altezza. È stato costruito
su il pendio della collina, con all'interno scalinate e
gallerie a diversi livelli. La cappella con i mosaici è bene
conservata e attualmente funge da museo. Purtroppo il sito è
circondato in tutti i lati da una forte edilizia e restano
forti le pressioni di sviluppo urbano da parte della lobby
dei costruttori, minacciando così la conservazione a lungo
termine dello stesso sito archeologico; d'altra parte
parrebbe pare che il comune di Durazzo sia intenzionato a
rimuovere le case lungo il perimetro dell'anfiteatro.
Torna su
Cappella Paleocristana di
Durazzo
La Cappella paleocristiana la
troviamo all'interno dell'anfiteatro romano. Venne costruita
nella seconda metà del IV secolo e si caratterizza per gli
affreschi datati XI secolo e per i mosaici. Ne venne
costruita un'altra nel XVI secolo, anch'essa decorata.
Furono entrambe nascoste da una copertura strutturale
durante il periodo Ottomano e gli scavi archeologici più
recenti hanno solo potuto far riaffiorare una parte
dell'antico sito. Ad oggi, possiamo vedere una struttura
occupante due camere di una prima galleria, un luogo di
culto cristiano dedicato ai martiri, come santo Stefano,
anche se i mosaici rinvenuti sono di difficile comprensione
e datazione. A differenza della parete occidentale e di
quella meridionale, la zona settentrionale e il soffitto si
presentano male conservate e le tracce di colore degli
affreschi sono andate perdute. Sono rappresentati la
Vergine, figura centrale, affiancata da due angeli, dalla
Pace e dalla Sapienza, più una figura imperiale, con tanto
di corona, croce e globo tra le mani, anch'esso affiancato
da angeli e da Santo Stefano. Una terza figura rimane di
misteriosa interpretazione, forse è l'imperatore bizantino
Alessandro, o forse anche solo una rappresentazione di Maria,
Madre di Dio, Regina, come un'analoga rappresentazione della
chiesa di Santa Maria Antiqua a Roma. Conoscere la reale
raffigurazione aiuterebbe a stabile la data esatta della
stessa struttura, X secolo nel primo coso, molto più antica
(VII secolo) nel secondo.
Torna su
La Bella di Durazzo
Per ammirare questo splendido
pezzo d'arte antica, uno dei più importanti nel suo genere,
è necessario recarsi a Tirana, perchè nonostante sia
stato rinvenuto a Durazzo, e nel suo antico anfiteatro,
venne trasferito nel 1982 nel Museo Storico Nazionale di
Tirana. La bella signora di Durazzo è un mosaico
policromo del IV sec. a.C., e questo ne fa il mosaico più
antico e importante mai scoperto fino ad ora in Albania.
Misura 9 m2 e a forma ellittica e raffigura il viso di una
donna su sfondo nero, circondata da fiori e da altri
elementi floreali, lavorato con pezzi colorati in cui l'arte
ellenistica si unisce all'arte illirica. Secondo alcuni,
come l'archeologo Dr. Moikom Zeqo il mosaico
rappresenta la dea cretese Eileithyia, che era dea
del parto e dell'ostetricia, simile a quella dipinta sugli
archetipi di anfore ritrovate nell'Italia meridionale, di
epoca ellenistica. Secondo altri, come l'archeologo Afrim
Hoti il ritratto della donna è probabilmente Aura,
una compagnia di Artemide, dea della caccia.
Sicuramente, questo è
considerato uno dei mosaici più espressivi nel suo genere e
venne probabilmente creato nella seconda metà del IV secolo
per servire come piano decorativo di un bagno privato di
lusso e fu scoperto nel 1916, nel mezzo della prima guerra
mondiale, quando la città si trovava occupata dalle forze
austro-ungariche. Fu ritrovato a quasi 4 metri di
profondità, nelle fondamenta di una casa nel quartiere di
Varosh e affidato alle cure dell'archeologo austriaco
Camillo Praschniker. Alla fine della guerra il mosaico
fu ricoperto di terra e riscoperto nel 1947 da un archeologo
locale, Vangjel Toçi. Venne presentato al mondo solo
dopo il 1959 e dal 1982 accuratamente spostato nella sala
principale delle antichità nel Museo Storico Nazionale di
Tirana, dove si può visitare oggi.
Torna su
Antica cinta muraria di
Durazzo e Castello di Durazzo
Le mura della città di Durazzo
furono costruite durante il regno di Anastasio I ed
erano considerate tra le più grandi fortificazioni dei
Balcani. La città medievale successivamente si espanse in
circa 150 ettari all'interno di questo circuito. Fonti
storiche registrano un fossato e un ponte levatoio per
garantire l'accesso alla città. La posizione strategica di
Durazzo era considerata molto importante in passato. Per
molto tempo questa regione rappresentava la frontiera più
occidentale dell'impero bizantino. Le orde barbariche
minacciarono costantemente tutto ciò che era rimasto
dell'impero romano e Durazzo poteva controllare la parte
meridionale del Mare Adriatico e quella occidentale della
via Egnatia. Impensabile che in tale periodo storico la
città non fosse munita di alte e possenti mura.
Ai tempi di Anastasio le mura
erano probabilmente caratterizzate da tre cerchie
strutturali. Successivamente, il cinto murario bizantino si
sovrappose a quello romano e greco-ellenistico, costruiti in
precedenza, e quella bizantina è la traccia arrivata ai
giorni nostri; vennero costruite in un perimetro di ben
oltre 4 km e alte in alcuni tratti anche 12 metri. Una serie
di torri di guardia, bene strutturate e a tratti decorate
con simboli bizantini, controllavano la città ogni 60 metri
circa. Una ulteriore cinta fortificata venne sovrapposta
alla precedente, a seguito dei danni causati dal terremoto
del XIII secolo. Questo accadeva sotto la Repubblica di
Venezia nel XVI secolo, quando le mura furono
ulteriormente rafforzate. Sono state aggiunte diverse torri,
tra cui la 'Rotunda', la Torre Veneziana di
Durazzo.
Le mura cittadine sono talvolta
chiamate Castello di Durres, ma in realtà si tratta
di un complesso sistema di difesa e fortificazioni costruite
nei secoli. L'ultima volta che le mura vennero usate fu
durante le azioni militari pochi mesi prima dello scoppio
della seconda guerra mondiale: era il 7 aprile 1939
quando le forze italiane fasciste sbarcarono in Albania. Una
piccola unità di 360 soldati e volontari tentò di difendere
Durazzo, inutilmente. Erano guidati da Abaz Kupi,
comandante della gendarmeria, e da un funzionario marino,
Mujo Ulqinaku. La parte migliore delle mura si trova
presso la zona di Rruga Sotir Noka.
Torna su
Terme romane
Accesso libero
Le rovine delle terme romane
furono scoperte nel 1962. I bagni termali erano
caratterizzati da un sistema di riscaldamento centrale
utilizzato nei bagni romani dell'impero,e con piscina lunga
7 metri di larghezza per 5 metri. Furono scoperti durante
gli scavi che hanno anche rivelato l'anfiteatro. Rovine che
possiamo vedere appena fuori dalla grande piazza principale
e alle spalle del teatro Alexsander Moisiu. La fornace che
riscaldava la piscina era costosa e richiedeva molta
manutenzione e questo ci indica che il suo uso poteva essere
riservato solo a chi possedeva notevole ricchezza.
Torna su
Foro bizantino
Accesso libero
Rruga Shevget Bej
Costruito nel centro della
città tra il V e il VII secolo d.C., si caratterizza per
un'area lastricata in marmo di 39 metri di diametro. Nel
mezzo di questo spazio circolare probabilmente era presente
una statua dell'imperatore, circondata da colonne doriche.
Il foro bizantino è anche un reperto romano, venne costruito
poco dopo la divisione dell'Impero, quando l'intera regione
fu incorporata nel tratto bizantino.
Torna su
Museo Archeologico di
Durazzo
Rruga Taulantia
tel. +355 52 22253.
Aperto tutti i giorni, dalle
09:00 alle 15:00, chiuso il lunedì.
Situato vicino al mare. Ospita
la più grande collezione archeologica in Albania. Presenta
una collezioni di reperti di epoca classica, ellenistica,
romana, tardo-antica e medioevale, ritrovati a Durazzo e nei
dintorni. Particolarmente significativi sono i piccoli busti
di Venere, ma il museo vanta anche alcune pietre funerarie
intagliate dell'Era romana. Situato sulla strada di
Taulantia, proprio sul lungomare, merita una visita alla
scoperta del patrimonio culturale in Albania. Al suo interno
si trova anche una collezione d'arte cristiana.
Torna su
Museo Etnografico di
Durazzo
Situato accanto all'anfiteatro,
in una casa storica della seconda metà del XIX secolo.
Espone costumi tradizionali e altri oggetti artigianali di
Durazzo e della sua regione. Custodisce un gran numero di
manufatti dell'artigianato più caratteristico e simbolico
dell'Albania centrale in particolare. Ha sede presso la
Casa Museo “Aleksander Moisiu, un bell'edificio del XIX
secolo, che conserva le caratteristiche archittetoniche
originali. Prende il nome da Aleksander Moisiu, attore
albanese, che qui visse da bambino.
Torna su
Moschea di Fatih
(Xhamia e Fatihut):
Tipico edificio che si affaccia
sulla piazza principale di Durazzo, costruito durante il
periodo Ottomano, nel 1502, e prende il nome dal sultano
Mehmet II (in italiano Maometto II), detto il
Conquistatore, e di cui è noto il ritratto opera di
Gentile Bellini, nel 1480, oggi custodito alla
National Portrait Gallery di Londra. La
moschea venne edificata sopra le fondamenta di una basilica
medievale e sottoposta a diversi rimaneggiamenti nel tempo.
Non presenta decorazioni degne di nota. Venne chiusa dalle
autorità comuniste e divenne un monumento nazionale nel
1973. Il suo minareto non è originale, fu ricostruito in uno
stile più semplice dopo il periodo di dittatura comunista.
La struttura è anche conosciuta come 'piccola moschea',
per distinguerla da quella più grande, e più recente, Grande
Moschea Xhamia e Madhe.
Torna su
Grande
Moschea
(Xhamia e Madhe):
La Grande Moschea di Durrës (Xhamia
e Madhe), anche nota come Nuova Moschea (Xhamia e
Re), venne costruita nel 1931 dal re Ahmet Zogu I,
sulle fondamenta di una moschea più antica risalente al
periodo ottomano. Quando venne inaugurata si presentava come
la più grande moschea dell'Albania. Subì gravi danni durante
la dittatura di Enver Hoxha, e fu chiusa al culto nel
1967 e nuovamente danneggiata dal terremoto della fine del
1979. Venne riaperta al culto nel 1993. Si distingue dalla
Moschea Piccola, nota come Moschea Fatih d'epoca ottomana.
Torna su
Torre veneziana
La torre veneziana è una delle
torri di guardia un tempo costruite lungo la cinta muraria o
Castello di Durazzo, come inteso. La struttura è
particolarmente visibile, situata accanto alla piazza con al
centro il monumento dedicato a Ulinaku, eroe della
resistenza albanese contro i fascisti italiani e da questi
ucciso nel 1939. Ritornando alla torre, si presenta come un
caratteristico edificio di planimetria rotonda e venne
costruita nel XV secolo, quando la città era sotto il
dominio della Repubblica di Venezia. Misura 16 metri
di diametro ed è alta poco oltre 9 metri. É presente una
scala che conduce al tetto, tipicamente merlato. La torre è
anche conosciuta come 'la Rotunda'.
Torna su
Chiesa Ortodossa di San
Paolo e San Asti
(Katedralja ortodokse e Shen
Palit dhe Shen Asti)
lagjja nr.3, rruga Egnatia
Bella chiesa dall'architettura
tipica e di recente costruzione. Consacrata nel 2009.
Spiagge di Durazzo
Una volta finito di esplorare
il patrimonio storico della città, merita sicuramente il
viaggio la spiaggia di Durrësi: una lingua di sabbia
dorata lunga di 6 km. Una spiaggia che vale l'esperienza, e
certo non aspettatevi il mare cristallino che trovate
diversi chilometri più a sud, da
Valona e oltre a sud, ma resta luogo ideale
per prendere il sole con amici o la famiglia. Diverse le
attrezzature fornite, dal noleggio di sedie a sdraio e
ombrelloni, a servizio bar. Quel che colpisce sono gli
ambulanti delle spiagge albanesi, abbastanza inconsueti (a
voi scoprire il perché).
Torna su
Altre spiagge di Durazzo
Spiaggia di Lalzit Bay
(Gjiri i Lalzit), nei pressi di Hamallaj (25 km a nord
di Durres).
Portez (Plazhi
Portez), Bishti Palles (a 13 km nord di Durazzo). Bella
spiaggia, con bar e bungalow in legno.
Golem:
principale località balneare a sud di Durazzo con lunghe
spiagge sabbiose, popolari tra gli albanesi e gli stranieri.
Gli abitanti di Tirana hanno qui le loro case di vacanza.
Lungomare di Durazzo
Questo è il luogo dove i
residenti, e i turisti amano passeggiare e rilassarsi.
Completamente rinnovato negli ultimi anni, si presenta con
uno spazio di quasi 18 mila metri quadrati. Al suo interno
sono situati edifici, giardini pubblici, ristoranti,
caffetterie, negozi vari. Molto animato durante la stagione
estiva.
Rruga Tregtare
La via dello shopping di
Durazzo e anche la principale e più bella della città.
Si caratterizza per l'architettura del primo Novecento,
opera di un gruppo di architetti italiani e albanesi. Il
viale si estende dal centro città e fino al porto, dove si
può anche ammirare il monumento alla Resistenza.
Altro da vedere a Durazzo:
Chiesa Cattolica di Santa
Lucia
Rako Don Nikoll Kacorri
(Centro).
Del primo Novecento.
Chiesa Ortodossa di Shen
Gjergji
Costruito nel XIX secolo
Museo della Cultura
popolare
villaggio di Kavaje
Rruga Skuraj (S 18 km)
Casa museo di Alexander
Moissi
(Shtepia e Alexander Mois).
Galleria d'arte Koloseo
Presenta alcuni dei migliori
lavori dei pittori locali
Villa del re Zog
Rruga Kont Urani
Situata in cima a una collina
che domina la città. Uno degli edifici più lussuosi
dell'Albania, non è aperto ai visitatori. Era un tempo la
residenza estiva dei reali dell'Albania, donata dai mercanti
albanesi nel 1928. Nel periodo comunista servì da sede
governativa per le delegazioni estere .Da questa collina si
ammira una delle viste panoramiche più spettacolari della
città. Oggi è protetta dalla Guardia Repubblicana nazionale.
Rocca di Kavaja
(Shkembi e Kavajes) a 5 km SE
Punto di riferimento storico,
dove una volta passavano le carovane lungo l'antica Via
Egnatia e punto del luogo di battaglia tra Pompeo e Giulio
Cesare
Nei dintorni di Durazzo
Baia di Lalzit
(a 27 km a nord di Durazzo). Per visitare il castello di
Ishem e la riserva naturale di Rrushkull (Rezervati
Rrushkull)
Castello di Rodoni
(Kalaje e Rodonit)
(Capo di Rodon).
Castello di Scanderbeg
(Castello di Sebastia)
Rruga e Sebastes, villaggio di
Laç (a 33 km nord)
Chiesa di Shen Ndout
(Kisha e Shna Ndout)
Rruga Kisha e Shna Ndout, Laç
Torna su
Ostelli Durazzo
Ostelli Albania
Carte Durrës
Karte von Durrës
Mapa Durrës
Map of Durrës
Carte Albanie
Karte von Albania
Mapa Albania
Map of Albania
|