TIRANA

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La guida per visitare Tirana con decine di pagine di informazioni

Perchè visitare Tirana?

La maggior parte delle persone visita le capitali europee aspettandosi di vedere e visitare grandiosi edifici o monumenti, famosi musei, viali per shopping, le zone della vita notturna e i posti dove assaggiare la cucina locale. Se si tengono conto questi parametri - soprattutto se paragonata al resto delle capitali d'Europa - Tirana non è spettacolare, non abbaglia e non ce ne si innamora a prima vista. Ma non fatevi ingannare, c'è qualcosa in questa città che cattura (con me lo ha fatto) fin da dall'inizio.

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Sono stato per la prima volta a Tirana una sera di fine Giugno del 2000, mentre celebravo il nuovo millennio girovagando per capitali balcaniche con lo zaino in spalla, speranze di avventure indimenticabili e pochi, pochissimi soldi in tasca. Si veniva da queste parti per una forte curiosità su un luogo così vicino all'Italia ma che sembrava appartenere a un'altro pianeta. Ora è tutto cambiato, ma le motivazioni di curiosità su questa città e su tutta l'Albania restano intatte.

 

Piazza SkanderbegAllora come oggi, chi arrivava qui capitava, quasi subito, nella enorme Piazza Skanderbeg, (dal nome di Skanderbeg, l'eroe albanese) che un tempo non troppo lontano, era un po' come la Piazza Rossa di Mosca,  dove il regime comunista più solitario di tutti, esibiva se stesso e i suoi trofei, fatti di vecchi carri armati, gerarchi medagliati per battaglie mai avvenute e improbabili missili. Anche se quel mondo è scomparso, è ancora possibile trovarne tracce dopo quasi trent'anni (il regime crollò nel 1992).

 

SkanderbegLa statua equestre al centro della piazza rappresenta Skanderbeg che insieme al dittatore Enver Hoxha sono i due personaggi principali su cui ruotano tutti gli eventi importanti dell'Albania. Il primo divenne l'eroe nazionale, per avere impedito ben 13 invasioni turche. Pochi anni dopo la sua morte, nel 1468, i turchi riuscirono a conquistarono l'Albania, che fu sotto il dominio ottomano fino all'inizio del XX secolo. Le statue di Skanderbeg in sella al suo destriero appaiono in tutte le piazze e gli angoli dell'Albania. Facendo un po' di "zapping" sui canali televisivi albanesi vi potrà capitare di vedere (specialmente nei fine settimana) "Skanderbeg, il Grande Guerriero" un film del 1953 che racconta la vita dell'eroe.

 

Enver HoxhaEnver Hoxha fu un leader comunista che governò l'Albania tra il 1944 e il 1985. L'aspetto particolare del suo governo è stato il suo autoritarismo e il suo estremo isolamento. Hoxha era convinto che l'unica via d'uscita per il suo paese fosse quella di attenersi a quello che egli stesso definiva un "marxismo-leninismo antirivisionista". Dopo la morte di Stalin, Hoxha interruppe le relazioni sia con la Jugoslavia che l'Unione Sovietica, giudicati regimi che erano usciti dall'ortodossia comunista.

 

I bunker di TiranaQuando il "compagno" Enver si allontanò completamente anche dalla Cina, unico alleato rimasto nel 1978, l'Albania divenne completamente isolata. I libri di storia di quel periodo vergati con la propaganda iniziano dicendo che con l'avvento del comunismo, il paese ha sperimentato miglioramenti di ogni tipo, dall'alfabetizzatone, agli investimenti industriali e sanitari, all'autosufficienza alimentare, garantita dalla collettivizzazione del territorio. E' molto difficile che troviate un albanese che rimpianga quegli anni. Tutti ricordano viceversa le persone scomparse durante la dittatura, le carestie, la repressione e, soprattutto, la paranoia che ha consumato questo dittatore (nei suoi ultimi tempi era convinto che gli Stati Uniti stessero per invadere il paese, e ha ordinò la costruzione di oltre 750.000 bunker in tutta l'Albania).  Un paio sono rimasti anche Tirana, a ricordo per la storia.

 

La Piazza Rossa di Tirana

 

Piazza SkanderbegIn Piazza Skanderbeg venivano accolti gli altri esponenti più importanti del mondo "oltre la cortina di ferro" come il cinese Zhou Enlai, il russo Kruscev, e prima ancora del comunismo, il nostro piccolo re Vittorio Emanuele III. Sempre in quella ormai lontana estate del 2000, una ragazza americana, che avevo appena conosciuto al locale ostello della gioventù, aveva sentito dire che c'era un concerto in piazza, con un gruppo italiano, e mi chiese di accompagnarla. Ero appena arrivato, stanchissimo, ma mi lasciai convincere dalla biondina, già innamorato di lei, come capita, per fortuna spesso, a quell'età.  Cantavano gli Avion Travel, che pochi mesi prima avevano vinto il Festival di Sanremo. Insieme a loro si esibiva un gruppo locale, i Bojken Lako, di cui poi mi procurai il cd, che ancora conservo. Fu una serata memorabile, c'era anche la TV di stato albanese che mandava in diretta l'evento.

Il mondo, si sa, cambia lentamente, ma mi sembrava che per Tirana invece stesse cambiando in quei momenti, davanti ai miei occhi e molto velocemente. Usciti dal comunismo, costretti a vivere delle rimesse degli emigrati albanesi all'estero, gli abitanti di Tirana mi apparvero, d'improvviso quella sera, lanciati verso la modernità, verso l'Europa. E in effetti, come avrete modo di vedere quando arriverete da queste parti, una certa modernità è stata conquistata, eccome!

 

Insomma piazza Skanderbeg è il punto di partenza per qualsiasi tour di Tirana, il centro nevralgico del paese, intorno al quale si trovano gli edifici più importanti della capitale: il Teatro dell'Opera, il Museo Nazionale di Storia Albanese, alcuni edifici governativi e la Moschea Et'hem Bey. Oltre a quella di Skanderbeg durante il periodo comunista, questo luogo aveva altre due statue: una proprio di Enver Hoxha e una di Stalin. La prima venne demolita da migliaia di manifestanti durante la caduta del comunismo nel 1991. Alla seconda hanno mozzato la testa e per molto tempo è rimasta così, un po' inquietante, fino a quando il nuovo governo democratico non ha deciso di rimuoverla definitivamente.

 

La piazza è anche il punto di partenza del viale Dëshmorët e Kombit, una delle strade più importanti della città. Costruito dagli italiani durante l'occupazione dell'Albania, il viale conduce a La Pirámide, un'altra delle icone di Tirana.

Il Sindaco Superstar Edi Rama

Edi Rama - L'ex Sindaco di TiranaTornando alla serata dell'estate del 2000, è importante dire che era stata organizzata dall'allora trentaseienne Edi Rama, ex artista, ministro della Cultura dell'Albania, che di lì a poco (nel 2004) sarebbe diventato il sindaco della città per molti anni a venire. Rama, che poi venne rieletto per tre volte prima di diventare in seguito Primo Ministro dell'Albania, è stato premiato come miglior sindaco al mondo per essere riuscito a cambiare l'immagine di Tirana in mondo sorprendente.

Una nuova meta turistica

Piazza SkanderbegCome abbiamo accennato non siamo ( o non eravamo) certo abituati a pensare all'Albania come un luogo di turismo di massa, ma tutto questo è lentamente cambiato nel corso degli anni. Tanto per cominciare proprio Tirana è diventata meta di una miriade di giovani viaggiatori di tutto il mondo (anche italiani) che con lo zaino in spalla (i backpackers), sostano qui per poi dirigersi verso i Balcani e la Grecia del nord. Tantissimi giovani albanesi, dopo essersi fatti le ossa all'estero, spesso con una laurea in tasca presa a Milano, Bologna, Firenze, Londra o Parigi, sono tornati, aprendo attività economiche e culturali di tutto Il mare dista solo 36 km da Tiranarispetto nella capitale del loro Paese; una città che sta diventando un polo di attrazione anche per molti nostri connazionali, che sono più di 20 mila.

"L'Albania e Tirana sono state scelte al primo posto tra le le mete Top da Lonely Planet"

La Tirana odierna è orientata al turismo,  la sua scena culturale e la rapida modernizzazione urbana, dopo anni di apatia filo-sovietica, contribuiscono oggi a richiamare un numero sempre maggiore di visitatori, attratti dai cambiamenti epocali che qui hanno avuto luogo in un passato straordinariamente recente e dalla vicinanza del bel litorale costiero sul mar Ionio (soli 36 km).

Il periodo comunista è solo un ricordo

Veduta di TiranaDopo essere uscita dignitosamente dal periodo di auto-isolamento del regime comunista più ermetico del pianeta, finito solo alle soglie degli anni '90 del secolo scorso, e dopo anni di crisi profonda alla ricerca di una nuova identità, finalmente una nazione intera si è piano piano avviata verso un futuro ricco di opportunità e cambiamenti socio-economici. Il mondo intero non vede più l'Albania come un paese povero e problematico. Questo lo si capisce subito, una volta giunti da queste parti, dai cantieri e dalle gru che caratterizzano i panorami cittadini, non solo quelli di Tirana.

L'ex brutto anattroccolo

Palazzo in cemento a TiranaBisogna ammettere che in passato e sino a non molti anni fa, la capitale albanese appariva come una città piuttosto brutta, con un centro storico anonimo cementificato dal regime comunista in modo disarmonico e grigio. Cemento a non finire usato per far scomparire i tratti architettonici precedenti, quelli lasciati dal nemico italiano e da due dei più noti architetti del regime fascista di Mussolini, Armando Brasini e Forestano de Fausto.

Non è un caso che dalla fondazione del Partito Comunista d'Albania nel 1941, Tirana divenne il centro della lotta contro i fascisti italiani e, successivamente, i nazisti tedeschi. Nonostante tutto, per fortuna, vennero risparmiate alcune delle architetture più significative: la Presidenca (il Palazzo presidenziale), il Municipio, la Banca Nazionale e diversi altri edifici ministeriali.

Negli anni '60, l'identità architettonica della città subì un ulteriore momento critico durante la ricostruzione della Piazza Skënderberg che fu completamente ridisegnata. Come risultato, vennero abbattuti una serie di edifici di importanza storica e culturale. Serviva, come detto, un luogo largo ed ampio utile alle parate scenografiche del regime. Le nuove costruzioni cittadine cercano di riempire, a volte riuscendoci efficacemente quella mancanza di armonia architettonica che si era creata in cinquant'anni di comunismo.

La città nata ottomana

Tirana è nata sotto l'impero ottomanoTirana è una città relativamente nuova, se si considera che fu fondata nel 1614 da Sulejman Bargjini (un signore feudale della regione, sotto controllo dell'Impero Ottomano), ed incominciò a svilupparsi solo all'inizio del diciottesimo secolo. Fu solo nel 1920 divenne la capitale dell'Albania. Da allora, il centro urbano si è esteso fino a comprendere diverse municipalità prima autonome e oggi rappresentate da undici piccoli distretti amministrativi chiamati Njësi Bashkiake.

La Moschea Et´hem Bey è il simbolo della città mussulmana e si trova, come detto sempre in piazza Skanderbeg. Dall'imponente statua del condottiero albanese al centro della piazza, la moschea può passare completamente inosservata. Tuttavia, questo piccolo edificio ha svolto un ruolo chiave durante le rivolte che si sono concluse con la caduta della Repubblica popolare d'Albania. Durante il regime comunista, più di duemila moschee e chiese furono chiuse e molte furono distrutte. La religione e il culto erano totalmente vietati durante il comunismo. Ma nel 1991, più di di diecimila persone entrarono nella moschea di Et´hem Bey con la forza, e cominciarono a pregare. Si è trattò di un fatto storico, le forze di polizia non riuscirono a fermare la folla e la pressione esercitata fu cruciale per la caduta del regime.

La città rinata grazie ai colori

Tirana è nata sotto l'impero ottomanoNel complesso, l'area compresa tra i campus universitari e la centrale piazza Skanderbeg è stata oggetto di un grande processo di rinnovamento e riqualificazione, che ha visto la città trasformarsi radicalmente sin dall'inizio del nuovo millennio.  Un esempio su tutti, l'iniziativa di dipingere le facciate degli edifici di Tirana di colori vivaci e diversi (come si può vedere dalle foto qui accanto). L'idea è stata promossa proprio da Edi Rama, con l'intento di caratterizzare la città e permettere ai suoi abitanti di esprimere la loro creatività repressa da cinquant'anni di isolamento e repressione.

L'esperimento ha funzionato, la capitale albanese si è auto-colorata ed ha attratto l'attenzione dei media di tutto il mondo. Le sue facciate variopinte, a volte amate e altre criticate, sono diventate un simbolo di entusiasmo, creatività e voglia di rinascita. Contemporaneamente si sono risistemate aree verdi, asfaltate strade, puliti fiumi, dedicati edifici alla cultura e all'arte.

L'itinerario alla scoperta di Tirana

TiranaLa maggior parte dei visitatori comincia la propria visita di Tirana proprio da Piazza Skënderbeg (Sheshi Skënderbej). Oltre alla già citata moschea di Ethem Bey, costruita tra il 1789 e il 1823, vi troviamo tra gli edifici di maggior pregio la Torre dell'Orologio (Kulla e Sahatit), alta 35 metri e costruita nel 1830. Da sopra la torre possiamo avere sguardo a 360 gradi sulla piazza e lo sguardo arriva fino al Monte Dajti.

Cosa viene in mente vendendo Tirana per la prima volta? Si riconosce un pezzo di Istanbul, un pezzo d'Italia, una spicchio di Russia, ma poi quando lo sguardo si posa sulle bancarelle del mercato all'aperto, si percepisce un'unica identità, quella albanese. Tirana è una città che incuriosisce e, mano mano che ci si appresta a visitarla, si diventa sempre più motivati a conoscerla.

Il Mercato Bazar

Mercato centraleIl mercato è una di quelle cose che suscita subito curiosità. E' situato accanto alla piazza e sembra un vero e proprio bazar orientale: sorprende con il suo grande assortimento di beni e colpisce i sensi con i suoi odori e i colori delle merci. Come in qualsiasi mercato si deve negoziare con i venditori, e ce anche una cosa poco piacevole che non ne intacca il fascino da cui stare in guardia (come in tante altre città): i borseggiatori.

Il museo della Storia Albanese

Museo nazionale di StoriaUno dei modi sicuri di cominciare a capire il carattere di un luogo e dei suoi abitanti e quello di visitare un museo. Come per esempio il Museo Storico Nazionale (Muzeu Historik Kombëtar), il museo più grande dell'Albania che rimane di sicuro una delle attrazioni più interessanti della città (si trova vicino al Tirana International Hotel, che con i suoi 15 piani era un tempo l'edificio più alto del paese). Il suo tratto distintivo è anche il simbolo più famoso di Tirana; l'enorme mosaico che ricopre la facciata dell'edificio. L'immagine mostra l'evoluzione vittoriosa della nazione, dalla tribù illirica ai partecipanti della rivoluzione comunista a metà del XX secolo. All'interno è descritta la storia dell'Albania, in mostra nelle otto sale dedicate dall'antichità, al medioevo, al Rinascimento, all'Indipendenza, alla guerra anti-fascista, al comunismo e per concludere le sale dell'Iconografia e dell'etno-cultura. Oltre ad essere il più grande museo del paese, questo edificio contiene una vasta collezione di archeologia, una replica della spada di Skanderbeg, e un intero piano dedicato all'era comunista. Il biglietto costa poco meno di 2 euro però purtroppo (almeno per ora)... tutte le didascalie sono in albanese, quindi per capire un po' vale la pena prendere una guida (il prezzo è di 4 euro circa) e il tour può essere fatto in italiano o in inglese). Vedi anche gli altri Musei a Tirana.

Altri simbolo di architettura comunista

Teatro Nazionale di Opera e DanzaAd est del centro storico troviamo un altro interessante edificio di Tirana, il Palazzo della Cultura (Pallati i Kultures) la cui architettura monumentale è di chiara influenza sovietica (la prima pietra dell'edificio fu infatti posta simbolicamente dallo stesso Nikita Khrushchev, uno dei maggiori leader sovietici durante il periodo della Guerra Fredda). All'interno del palazzo trovano posto oltre ad un ristorante,  caffetterie e diverse gallerie d'arte, anche due importanti istituzioni, il Teatro Nazionale dell'Opera e del Balletto dell'Albania (Teatri i Operas dhe i Baletit) e la Biblioteca Nazionale Albanese (Biblioteka Kombëtare e Shqipërisë), che da sola custodisce oltre un milione di libri, carte geografiche e documenti vari, con un interessantissimo archivio sulla cultura locale.

La piramide di Tirana

La Piramide di TiranaDevo confessare che, pur comprendendo appieno le ragioni, sono rimasto un po' deluso dal fatto di non aver trovato alcuna traccia esplicita dell'epoca comunista. Quasi tutto era in rovina o era già stato smantellato, e senza statue in vista, era difficile immaginare l'aria che si respirava qui a quei tempi ancora abbastanza vicini. Ma non tutto è andato perduto... Seguendo il viale Dëshmorët e Kombit da piazza Skanderbeg si arriva a La Pirámide, un mausoleo costruito nel 1988 da Pranvera Hoxha, figlia del leader. L'idea di questa donna era di onorare il padre, seppellirlo come se Tirana fosse  in Egitto e costruire un museo dedicato alla grandezza della Repubblica Popolare d'Albania. Indipendentemente dalla volontà popolare, la Piramide è uno degli edifici più costosi della storia dell'Albania. Dopo la caduta del comunismo nel 1991, l'edificio è stato trasformato in un centro congressi e poco dopo in "La Mummia", una discoteca molto frequentata. Dalla cima dell'edificio è stata tolta la stella rossa che un tempo faceva bella mostra di se. Oggi, la costruzione di marmi, cemento e vetro è totalmente abbandonata, ed è un punto d'incontro per gli adolescenti. Negli ultimi anni ci sono stati diversi tentativi di demolire l'edificio, ma il numero di firme necessarie per fermare il processo è sempre stato raccolto (per fortuna secondo me).

Il Boulevard cittadino

Bulevardi Deshmoret e Kombit Più a sud, lungo il Bulevardi Dëshmorët e Kombit, si trovano l'ultramoderno Palazzo del Congresso e il Museo Archeologico, che contiene una interessante collezione di reperti e oggetti che vanno dalla preistoria al Medioevo. Sono numerose le aree interessanti di Tirana, tra cui Tajvani, nel centro storico, nella quale trovate tanti ristoranti, caffetterie, bar, locali notturni, e Blloku (il blocco) una bella zona, un tempo inaccessibile ai comuni residenti e riservata solo ai più alti ufficiali di governo e dei ranghi del partito comunista albanese.

Visitare il quartiere Blloku

Visitare il quartiere BllokuCome accennato, durante l'era comunista la zona di Blloku era la residenza esclusiva dei membri del Partito Comunista. Qui visse anche Enver Hoxha con la sua famiglia. Ai cittadini comuni era impedito l'accesso (altro che Comunismo). Ecco perché la gente era così sorpresa quando, caduto il regime, entrò in questa zona per la prima volta, sopratutto vedendo il "lusso" con cui i membri del partito, che professava l'uguaglianza tra i cittadini, vivevano. Come sottile rivincita contro la storia, oggi Blloku è il quartiere più chic di Tirana, dove abbondano caffè, bar e ristoranti, le cui scelte estetiche e il cui buon gusto non hanno nulla da invidiare a nessun'altra città. E qui mi prenderò una pausa, per dirvi un'altra curiosità. Per cominciare, non ho mai visto così tanti caffè per isolato come a Tirana. Si cammina lungo il marciapiede e almeno tre o quattro bar, con alcune poltrone divine, un'atmosfera super calda, e uno stile che è un invito continuo ad entrare.

Dove dormire a Tirana?

Le opzioni di soggiorno a Tirana sono varie, si possono trovare appartamenti affittati da privati e famiglie del posto che ospitano turisti, alberghi economici e anche hotel di buon livello. Per una lista su hotel ed Ostelli a Tirana potete sempre consultare le nostre pagine appositamente dedicate all'argomento su "come alloggiare a Tirana". Le strutture ricettive un tempo gestite dallo Stato sono state chiuse, ma nel complesso la città garantisce ancora prezzi ottimi sia per l'alloggio che per la ristorazione. In Piazza Skënderbeg e in Bulevardi Dëshmorët e Kombit, per esempio, ci sono molti ristoranti economici, sia di cucina albanese sia internazionale (naturalmente anche italiana) e in tutta la città si possono trovare piccoli bar per una consumazione veloce. La cucina locale è gustosa e genuina, fortemente influenzata dalla vicina Grecia.

Conclusioni e relax

Tirana

Se verrete da queste parti camminate, cercate, ascoltate (anche se non capite) e ti divertitevi senza pensarci troppo. Fino a non molti anni fa era impossibile arrivare qui. Quindi, se non verrete a Tirana con troppa pretese, la città piano piano vi conquisterà. Al visitatore appare piuttosto tranquilla, ordinata e ben lontana dalle immagini stereotipate (in negativo) di qualche anno fa. La capitale albanese ha stretto interessanti rapporti con numerose città europee, e anche italiane, con cui si è gemellata, tra queste: Ankara, Atene, Barcellona, Bruxelles, Bucarest, Cobourg, Firenze, Piana degli Albanesi, Kiev, Madrid, Marsiglia, Mosca, Parigi, Praga, Salonicco, Sofia, Stoccolma, Torino, Vilnius, Zagabria e Venezia

Infine, ultimo ma non ultimo, per chi ama la vita notturna, Tirana offre discoteche, locali serali, musica dal vivo di spessore, performance ed eventi, come raramente si vede in altre capitali europee. Molti i Ristoranti, Café e locali a Tirana interessanti.

Insomma, credo che da una vostra visita a questa città trarrete le belle sensazioni che ho provato io. Fateci sapere le vostre esperienze in merito.

di M.Serra per Informagiovani Italia

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