TIRANA

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La guida per visitare Tirana con decine di pagine di informazioni

Perchè visitare tirana?

 

Prima di rispondere a questa domanda un piccolo preambolo. Sono stato per la prima volta a Tirana una sera di fine Giugno del 2000, mentre celebravo il nuovo millennio girovagando per capitali balcaniche con lo zaino in spalla, speranze di avventure indimenticabili e pochi, pochissimi soldi in tasca. Si veniva da queste parti per una forte curiosità su un luogo così vicino all'Italia ma che sembrava appartenere a un'altro pianeta. Ora è tutto cambiato, ma le motivazioni di curiosità su questa città e su tutta l'Albania restano intatte.

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Piazza SkanderbegAllora come oggi, chi arrivava qui capitava, quasi subito, nella enorme Piazza Skanderbeg, (dal nome di Skanderbeg, l'eroe albanese) che un tempo non troppo lontano, era un po' come la Piazza Rossa di Mosca,  dove il regime comunista più solitario di tutti, esibiva se stesso e i suoi trofei, fatti di vecchi carri armati, gerarchi medagliati per battaglie mai avvenute e improbabili missili. Anche se quel mondo è scomparso, è ancora possibile trovarne tracce dopo quasi trent'anni (il regime crollò nel 1992).

 

La Piazza Rossa di Tirana

 

Piazza SkanderbegIn Piazza Skanderbeg venivano accolti gli altri esponenti più importanti del mondo "oltre la cortina di ferro" come il cinese Zhou Enlai, il russo Kruscev, e prima ancora del comunismo, il nostro piccolo re Vittorio Emanuele III. Sempre in quella ormai lontana estate del 2000, una ragazza americana, che avevo appena conosciuto al locale ostello della gioventù, aveva sentito dire che c'era un concerto in piazza, con un gruppo italiano, e mi chiedeva di accompagnarla. Ero appena arrivato, stanchissimo, ma mi lasciai convincere dalla biondina, già innamorato di lei, come capita, per fortuna, spesso a quell'età.  Cantavano gli Avion Travel, che pochi mesi prima avevano vinto il Festival di Sanremo. Insieme a loro si esibiva un gruppo locale, i Bojken Lako, di cui poi mi procurai il cd, che ancora conservo. Fu una serata memorabile, c'era anche la TV di stato albanese.

 

Il mondo, si sa, cambia lentamente, ma mi sembrava che per Tirana invece stesse cambiando in quei momenti, davanti ai miei occhi e molto velocemente. Usciti dal comunismo, costretti a vivere delle rimesse degli emigrati albanesi all'estero, gli albanesi di Tirana mi apparvero, d'improvviso quella sera, lanciati verso la modernità, verso l'Europa. E in effetti, come avrete modo di vedere quando capiterete da queste parti, una certa modernità è stata conquistata eccome.

 

Il Sindaco Superstar Edi Rama

Edi Rama - L'ex Sindaco di TiranaLa serata dell'estate del 2000 era stata organizzata dall'allora trentaseienne Edi Rama, ex artista, ministro della Cultura dell'Albania, che di lì a poco (nel 2004) sarebbe diventato il sindaco della città per molti anni a venire. Rama, poi rieletto per tre volte prima di diventare in seguito Primo Ministro dell'Albania, è stato premiato come miglior sindaco al mondo per essere riuscito a cambiare l'immagine di Tirana in mondo sorprendente.

Una nuova meta turistica

Piazza SkanderbegNon siamo ( o non eravamo) certo abituati a pensare all'Albania come un luogo di turismo di massa, ma tutto questo è lentamente cambiato nel corso degli anni. Tanto per cominciare proprio Tirana è diventata meta di una miriade di giovani viaggiatori di tutto il mondo (anche italiani) che con lo zaino in spalla (i backpackers), che sostano qui per poi dirigersi verso i Balcani e la Grecia del nord. Tantissimi giovani albanesi, dopo essersi fatti le ossa all'estero, spesso con una laurea in tasca presa a Milano, Bologna, Firenze, Londra o Parigi, sono tornati, aprendo attività economiche e culturali di tutto rispetto Il mare dista solo 36 km da Tirananella capitale del loro Paese; una città che sta diventando un polo di attrazione anche per molti nostri connazionali, che sono più di 20 mila.

"L'Albania e Tirana sono state scelte al primo posto tra le le mete Top da Lonely Planet"

La Tirana odierna è orientata al turismo,  la sua scena culturale e la rapida modernizzazione urbana, dopo anni di apatia filo-sovietica, contribuiscono oggi a richiamare un numero sempre maggiore di visitatori, attratti dai cambiamenti epocali che qui hanno avuto luogo in un passato straordinariamente recente e dalla vicinanza del bel litorale costiero sul mar Ionio (soli 36 km).

Il periodo comunista è solo un ricordo

Veduta di TiranaDopo essere uscita dignitosamente dal periodo di auto-isolamento del regime comunista più autarchico del pianeta, finito solo alle soglie degli anni '90 del secolo scorso, e dopo anni di crisi profonda alla ricerca di una nuova identità, finalmente una nazione intera si è piano piano avviata verso un futuro ricco di opportunità e cambiamenti socio-economici. Il mondo intero non vede più l'Albania come un paese povero e problematico. Questo lo si capisce subito, una volta giunti da queste parti, dai cantieri e dalle gru caratterizzano i panorami cittadini, non solo quelli di Tirana.

L'ex brutto anattroccolo

Palazzo in cemento a TiranaDiciamolo subito, in passato e sino a non molti anni fa, la capitale albanese appariva come una città piuttosto brutta, con un centro storico anonimo cementificato dal regime comunista in modo disarmonico e grigio. Cemento a non finire per far scomparire i tratti architettonici precedenti, quelli lasciati dal nemico italiano e da due dei più noti architetti del regime fascista di Mussolini, Armando Brasini e Forestano de Fausto.

Non è un caso che dalla fondazione del Partito Comunista d'Albania nel 1941, Tirana divenne il centro della lotta contro i fascisti italiani e, successivamente, i nazisti tedeschi. Nonostante tutto, per fortuna, vennero risparmiate alcune delle architetture più significative: la Presidenca (il Palazzo presidenziale), il Municipio, la Banca Nazionale e diversi altri edifici ministeriali. Nel complesso, tuttavia, negli anni '60, l'identità architettonica della città subì un ulteriore momento critico durante la ricostruzione della Piazza Skënderberg che fu completamente ridisegnata. Come risultato, vennero abbattuti una serie di edifici di importanza storica e culturale. Serviva, come detto, un luogo largo ed ampio utile alle parate scenografiche del regime. Le nuove costruzioni cittadine cercano di riempire, a volte riuscendoci efficacemente quella mancanza di armonia architettonica che si era creata in cinquant'anni di comunismo.

La città nata ottomana

Tirana è nata sotto l'impero ottomanoTirana è una città relativamente nuova, se si considera che fu fondata nel 1614 da Sulejman Bargjini (un signore feudale della regione, sotto controllo dell'Impero Ottomano), ed incominciò a svilupparsi solo all'inizio del diciottesimo secolo. Solo nel 1920 divenne la capitale dell'Albania. Da allora, il centro urbano si è esteso fino a comprendere diverse municipalità prima autonome e oggi rappresentate da undici piccoli distretti amministrativi chiamati Njësi Bashkiake.

La città rinata grazie ai colori

Tirana è nata sotto l'impero ottomanoNel complesso, l'area compresa tra i campus universitari e la centrale piazza Skanderbeg è stata oggetto di un grande processo di rinnovamento e riqualificazione, che ha visto la città trasformarsi radicalmente sin dall'inizio del nuovo millennio.  Un esempio su tutti, l'iniziativa di dipingere le facciate degli edifici di Tirana di colori vivaci e diversi (come si può vedere dalle foto qui accanto). L'idea è stata promossa proprio da Edi Rama, con l'intento di caratterizzare la città e permettere ai suoi abitanti di esprimere la loro creatività repressa da cinquant'anni di isolamento e repressione.

L'esperimento ha funzionato, la capitale albanese si è auto-colorata ed ha attratto l'attenzione dei media di tutto il mondo. Le sue facciate variopinte, a volte amate e altre criticate, sono diventate un simbolo di entusiasmo, creatività e voglia di rinascita. Contemporaneamente si sono risistemate aree verdi, asfaltate strade, puliti fiumi, dedicati edifici alla cultura e all'arte.

L'itinerario alla scoperta di Tirana

TiranaLa maggior parte dei visitatori comincia l'itinerario di Tirana proprio da Piazza Skënderbeg (Sheshi Skënderbej), il grande spazio aperto al centro della città. La si riconosce subito per la moschea di Ethem Bey, costruita tra il 1789 e il 1823, e la Torre dell'Orologio (Kulla e Sahatit), alta 35 metri e costruita nel 1830. Uno sguardo a 360 gradi sulla piazza e si può  spaziare dalla moschea, alla torre dell'Orologio, al Monte Dajti, che svetta ad est dai suoi 1613 metri d'altezza. Un tempo, nella Piazza Skënderbeg, sull'alto plinto di marmo situato tra il museo e la Banca Centrale, sorgeva la statua del leader della nazione, dal dopoguerra fino al 1985, Enver Hoxha. Con la fine del regime comunista la statua venne rimossa e oggi il centro della piazza è nuovamente in fase di rinnovamento, per via della generale riqualificazione urbana portata avanti dall'ex sindaco sindaco Edi Rama (curioso notare che questo giovane signore, classe 1964, 3 mandati come sindaco e poi primo ministro albanese fu scelto dal Time Magazine come 'uomo dell'anno' in Europa per l'anno 2005).

Cosa viene in mente vendendola? Si riconosce un pezzo di Istanbul, un pezzo d'Italia, una spicchio di Russia, ma poi quando lo sguardo si posa sulle bancarelle del mercato all'aperto, si percepisce un'unica identità, quella albanese. Tirana è una città che incuriosisce e, mano mano che ci si appresta a visitarla, si diventa sempre più motivati a conoscerla.

Il Mercato Bazar

Mercato centraleIl mercato è una di quelle cose che suscita subito curiosità. E' situato accanto alla piazza e sembra un vero e proprio bazar orientale: sorprende con il suo grande assortimento di beni e colpisce i sensi con i suoi odori e i colori delle merci. Come in qualsiasi mercato si deve negoziare con i venditori, e ce anche una cosa poco piacevole che non ne intacca il fascino da cui stare in guardia (come in tante altre città): i borseggiatori.

Il museo della Storia Albanese

Museo nazionale di StoriaUno dei modi sicuri di cominciare a capire il carattere di un luogo e dei suoi abitanti e quello di visitare un museo come il Museo Storico Nazionale (Muzeu Historik Kombëtar) è il museo più grande dell'Albania e rimane di sicuro una delle attrazioni più interessanti della città (si trova vicino al Tirana International Hotel, che con i suoi 15 piani era un tempo l'edificio più alto del paese). Il tratto distintivo del museo è anche il simbolo più famoso di Tirana è l'enorme mosaico che ricopre la facciata dell'edificio. All'interno è descritta la storia dell'Albania, in mostra nelle otto sale dedicate dall'antichità, al medioevo, al Rinascimento, all'Indipendenza, alla guerra anti-fascista, al comunismo e per concludere le sale dell'Iconografia e dell'etno-cultura. Vedi anche gli altri Musei a Tirana.

Altri simbolo di architettura comunista

Teatro Nazionale di Opera e DanzaAd est del centro storico troviamo un altro interessante edificio di Tirana, il Palazzo della Cultura (Pallati i Kultures) la cui architettura monumentale è di chiara influenza sovietica (la prima pietra dell'edificio fu infatti posta simbolicamente dallo stesso Nikita Khrushchev, uno dei maggiori leader sovietici durante il periodo della Guerra Fredda). All'interno del palazzo trovano posto oltre ad un ristorante,  caffetterie e diverse gallerie d'arte, anche due importanti istituzioni, il Teatro Nazionale dell'Opera e del Balletto dell'Albania (Teatri i Operas dhe i Baletit) e la Biblioteca Nazionale Albanese (Biblioteka Kombëtare e Shqipërisë), che da sola custodisce oltre un milione di libri, carte geografiche e documenti vari, con un interessantissimo archivio sulla cultura locale.

La piramide di Tirana

La Piramide di TiranaLungo il fiume Lana, in direzione sud, si possono vedere le pareti bianche oblique di quello che una volta era il Museo Enver Hoxha, oggi conosciuto come Piramida, Centro Internazionale di Cultura (foro a destra), una struttura a forma piramidale in bilico tra l'essere un centro espositivo o una grande  discoteca (dalla cima dell'edificio è stata tolta la stella rossa che un tempo faceva bella mostra di se). Questo strano edificio è letteralmente scalato dai ragazzi che salgono sulla sommità.

Il Boulevard cittadino

Bulevardi Deshmoret e Kombit Più a sud, lungo il Bulevardi Dëshmorët e Kombit, si trovano l'ultramoderno Palazzo del Congresso e il Museo Archeologico, che contiene una interessante collezione di reperti e oggetti che vanno dalla preistoria al Medioevo. Sono numerose le aree interessanti di Tirana, tra cui Tajvani, nel centro storico, nella quale trovate tanti ristoranti, caffetterie, bar, locali notturni, e Blloku (il blocco) una bella zona, un tempo inaccessibile ai comuni residenti e riservata solo ai più alti ufficiali di governo e dei ranghi del partito comunista albanese di  Enver Hoxha; dopo essere stato reso accessibile a tutti a partire dal1991, il quartiere si è man mano riempito di locali per il divertimento giovanile, tanto che oggi annovera le migliori caffetterie e tra i migliori ristoranti della città.

Dove dormire a Tirana?

Le opzioni di soggiorno a Tirana sono varie, si possono trovare appartamenti affittati da privati e famiglie del posto che ospitano turisti, alberghi economici e anche hotel di buon livello. Per una lista su hotel ed Ostelli a Tirana potete sempre consultare le nostre pagine appositamente dedicate all'argomento su "come alloggiare a Tirana". Le strutture ricettive un tempo gestite dallo Stato sono state chiuse, ma nel complesso la città garantisce ancora prezzi ottimi sia per l'alloggio che per la ristorazione. In Piazza Skënderbeg e in Bulevardi Dëshmorët e Kombit, per esempio, ci sono molti ristoranti economici, sia di cucina albanese sia internazionale (naturalmente anche italiana) e in tutta la città si possono trovare piccoli bar per una consumazione veloce. La cucina locale è gustosa e genuina, fortemente influenzata dalla vicina Grecia.

Conclusioni

TiranaTirana ha stretto interessanti rapporti con numerose città europee, e anche italiane, con cui si è gemellata, tra queste: Ankara, Atene, Barcellona, Bruxelles, Bucarest, Cobourg, Firenze, Piana degli Albanesi, Kiev, Madrid, Marsiglia, Mosca, Parigi, Praga, Salonicco, Sofia, Stoccolma, Torino, Vilnius, Zagabria e Venezia

Al visitatore Tirana appare piuttosto tranquilla, ordinata e ben lontana dalle immagini stereotipata di qualche anno da. A detta di quasi tutti i visitatori, l'Albania e la sua capitale stanno facendo veri passi da gigante davvero impressionanti.

Infine, ultimo ma non ultimo, per chi ama la vita notturna, Tirana offre discoteche, locali serali, musica dal vivo di spessore, performance ed eventi, come raramente si vede in altre capitali europee. Molti i Ristoranti, Café e locali a Tirana interessanti.

Insomma, credo che da una vostra visita a questa città trarrete le belle sensazioni che ho provato io. Fateci sapere le vostre esperienze in merito.

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