PARIGI

VISITARE PARIGI - INFORMAZIONI E GUIDA (articolo long form). Benvenuti a Parigi, la città dell'amore, della moda e dell'arte. Una città dalla storia millenaria, che ha visto nascere grandi rivoluzioni e importanti movimenti artistici e culturali. Parigi è famosa per la sua eleganza, la bella architettura, gli splendidi musei, le boutique alla moda e la buona cucina. Passeggiare per le sue strade significa immergersi in un'atmosfera romantica e bohémien fatta di viali alberati, caffè con tavolini all'aperto, negozi di antiquariato e artisti di strada. Se vi state chiedendo dove trascorrere un weekend o una vacanza indimenticabile all'insegna dell'arte, della cultura e del divertimento, Parigi è il luogo perfetto per voi.

Indice

di Massimo Serra

Introduzione

Nella "Ville Lumière", si viene per vivere intensamente, non per indulgere in malinconie (non troppe almeno). Bastano una manciata di ore nei boulevard, quei viali infiniti, e il gioco è fatto. La capitale francese è un grande ed enorme palcoscenico, con una infinità di scenari per tutti. Jean Cocteau, a tal proposito, diceva che: "Tutti a Parigi vorrebbero essere attori e nessuno spettatore".

Vista dal fiume, Parigi è una visione mozzafiato. Nessuna città europea ruota tutta intorno al suo fiume come la capitale francese. Le  distanze qui sono misurate relativamente alla Senna, che si divide in due zone distinte, la riva destra e la riva sinistra, la famosa "rive Gauche", con il Quartiere Latino, a sud, chiamato così per l'università Sorbona, dove la lingua usata da insegnanti e studenti era quella di Cicerone. Queste due aree tagliate dal fiume sono talmente ben definite da avere quasi dei confini ufficiali. Parigi è divisa anche dal punto di vista storico: la parte orientale è legata alle antiche origini della città, quella occidentale al XIX e XX secolo.

Quasi tutti gli edifici di una certa importanza sorgono lungo le rive della Senna o nelle immediate vicinanze. In ogni caso tutte le Strade di Parigi hanno una storia da raccontare, attraverso i loro nomi, in molti casi cambiati nel corso del tempo, oppure attraverso i personaggi che le hanno vissute.

Perché Parigi viene chiamata la "Ville Lumière"?

La prima illuminazione pubblica

Perchè Parigi  si chiama "Ville Lumière"?Il termine "Ville Lumière" ha radici storiche e simboliche che risalgono al XVII secolo. Uno dei primi riferimenti a Parigi come "Città delle Luci" può essere attribuito a Luigi XIV, il Re Sole, che intraprese un ambizioso progetto di rinnovamento urbano e illuminazione pubblica. Sotto il suo regno, la capitale vide la costruzione di strade più ampie, piazze e giardini pubblici, e l'installazione di lanterne a olio per illuminare le strade durante la notte. Queste innovazioni fecero di Parigi un faro di progresso e modernità. Il soprannome "Ville Lumière" rifletteva il suo status di città all'avanguardia.

Il simbolismo della luce e della conoscenza

"Ville Lumière" ha anche un significato simbolico e culturale. Nel corso dei secoli, Parigi è stata il centro di importanti movimenti intellettuali, artistici e filosofici che hanno contribuito a plasmare la cultura europea. Durante l'Illuminismo (cosa c'è di più luminoso di questo termine?), la città divenne un punto di incontro per pensatori e scrittori come Voltaire, Rousseau e Diderot, che promuovevano l'importanza della ragione, della scienza e della libertà di pensiero. In questo contesto, la luce rappresenta la conoscenza e l'illuminazione intellettuale, e Parigi viene celebrata come la città che ha guidato il mondo verso una nuova era di progresso e comprensione.

La Ville Lumière nel XX secolo e oltre

Nel corso del XX secolo, il termine "Ville Lumière" ha continuato a evolvere e ad adattarsi alle trasformazioni di Parigi. La città ha mantenuto il suo ruolo di centro culturale, artistico e intellettuale, attirando talenti da tutto il mondo e dando vita a movimenti come l'Impressionismo, l'Espressionismo, il Surrealismo e l'Esistenzialismo. Allo stesso tempo, Parigi ha continuato a essere all'avanguardia nella progettazione urbana e nell'illuminazione pubblica. Fu una delle prime capitali in questo.

Oggi, il soprannome "Ville Lumière" è diventato parte integrante dell'immagine e dell'identità di Parigi. La città celebra regolarmente il suo legame con la luce attraverso eventi e manifestazioni, come la Fête des Lumières o la Nuit Blanche che trasformano le strade e i monumenti di Parigi in spettacolari installazioni artistiche e luminose.

Breve riassunto della storia della città

Scorcio della Torre EiffelLa storia di Parigi, è un'affascinante narrazione di sviluppo e cambiamento nel corso dei secoli. La città fu fondata come Lutetia dai Romani nel 52 a.C. e divenne la capitale del regno franco quando Clodoveo I si convertì al Cristianesimo nel 496 d.C. Nel corso dell'Impero Carolingio di Carlo Magno, Parigi contribuì all'espansione culturale e politica dell'epoca. Tuttavia, la città subì attacchi e assedi da parte dei vichinghi tra l'845 e l'886.

Con l'ascesa della dinastia dei Capetingi, a partire dal regno di Ugo Capeto nel 987, Parigi conobbe un periodo di prosperità e stabilità. Uno dei simboli della città, la Cattedrale di Notre-Dame, fu costruita tra il 1163 e il 1345, riflettendo la sua acquisita grandezza.

Durante la Guerra dei Cent'anni (1337-1453), Parigi fu coinvolta nel lungo conflitto tra Francia e Inghilterra, e la città passò di mano più volte. Il Rinascimento portò una rinascita culturale e artistica anche a Parigi. Il  24 agosto 1572  cominciò il terribile evento del Massacro di San Bartolomeo (o Notte di San Bartolomeo), quando vennero trucidati tra 5.000 e 30.000 ugonotti (protestanti francesi) da parte dei cattolici durante le guerre sanguinose guerre di religione che afflissero la Francia per circa 40 anni (1562-1598).

La Rivoluzione Francese (1789-1799) segnò un momento cruciale e spartiacque nella storia di Parigi e della Francia, con eventi come la Presa della Bastiglia e l'esecuzione di Luigi XVI e di sua moglie Maria Antonietta. Il periodo napoleonico (1799-1815) vide la città trasformarsi grazie alla costruzione di numerosi monumenti e all'ampliamento della città.

Nella metà del XIX secolo, il barone Haussmann per ordine di Napoleone III, ristrutturò Parigi, dandole il suo aspetto moderno con i suoi caratteristici boulevard. Nel 1889, la Torre Eiffel fu costruita come simbolo dell'Esposizione Universale, diventando da allora l'icona più riconoscibile della città.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Parigi fu occupata dai nazisti dal 1940 al 1944. Per fortuna non subì seri danni dal conflitto e fu risparmiata da ben più grandi distruzioni che subirono altri luoghi. Dal dopoguerra a oggi, la città si è sviluppata come centro culturale, artistico e finanziario, mantenendo e valorizzando il lascito del suo passato e il suo patrimonio architettonico.

Di seguito credo giusto parlarvi del periodo più importante che ha reso Parigi la città che è oggi, la Belle Époque. Quando visiterete la città, sappiate che la gran parte dei luoghi simbolo e del vostro immaginario della città, ancora prima di partire viene da questo periodo.

La Parigi della Belle Époque

La Parigi della Belle ÉpoqueParigi, ah! Fateci caso, quando la immaginiamo è come se venissimo trasportati indietro nel tempo. Vengono in mente immagini di caffè pieni di artisti, di ballerine che ballano il can can, di strade illuminate da luci fioche, perché quelli erano i primi lampioni moderni. Probabilmente gran parte del nostro immaginario parigino farà rifermento a quel periodo fortunato chiamato "Belle Époque", un capitolo della storia che sembra essere sfuggito dalle pagine di un romanzo. Questa era, estendendosi dalla fine del XIX secolo fino all'alba della Prima Guerra Mondiale, rappresenta un periodo dorato per l'Europa, un'epoca caratterizzata da pace e prosperità, durante la quale Parigi risplendeva come una delle gemme più luminose.

Visualizzate per un momento quella Parigi: una metropoli in piena metamorfosi, emblema di modernità e fascino. Le strade si animavano sotto i primi lampioni elettrici, una meraviglia quasi magica a cui all'inizio era davvero difficili abituarsi. E poi, i monumenti che ancora oggi incantano il mondo, come la Torre Eiffel e il Grand Palais. Immaginate l'emozione di vederli per la prima volta, novità che sembrava fantascienza, simboli di un'era rivolta al futuro con ottimismo e coraggio. Ecco, questo era la sensazione di trovarsi nella Parigi di quegli anni. Non dimentichiamo poi le Esposizioni Universali, veri e propri crocevia globali dove le nazioni si ritrovavano per condividere invenzioni, scoperte e sogni di futuri incredibili. Un'era di esplorazioni umane, culturali e artistiche e innovazioni tecnologiche, dove tutto sembrava alla portata.

L'arte si reinventa: i movimenti artistici della Belle Époque

In questo humus fertile nacquero e fiorirono movimenti artistici che avrebbero segnato indelebilmente la storia dell'arte. L'Impressionismo, con i suoi giochi di luce e colore, con le sue pennellate rapide e vibranti, gettò una nuova luce sulla realtà, mostrandola in tutta la sua fuggevole bellezza. I pittori impressionisti, come Monet, Renoir, Degas e Pissarro, uscirono dai loro atelier per catturare sulla tela attimi di vita quotidiana, la luce cangiante sui boulevard, la folla brulicante dei café.

E poi c'era il Simbolismo, con la sua ricerca di una realtà oltre le apparenze, di un significato nascosto dietro il velo delle cose, esplorando sogni, incubi, desideri inconfessati.. Il simbolismo fu un movimento letterario e artistico che si affermò tra il 1880 e il 1900, basato sull'uso di simboli, immagini e suggestioni per esprimere le emozioni e le idee dell’artista. Tra i principali esponenti ci furono Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmé nella letteratura, Moreau, Redon e Gauguin nella pittura, Debussy nella musica.

E come non menzionare l'Art nouveau, con le sue linee sinuose e organiche, con i suoi motivi floreali e le sue forme languide? Questo stile permeò ogni aspetto della vita parigina, dalla Metro alle insegne dei negozi, portando una ventata di novità e di eleganza.  L'Art Nouveau fu uno stile decorativo che si diffuse tra il 1890 e il 1910, ispirato alle forme naturali e organiche, con linee curve e sinuose. Si manifestò soprattutto nell’architettura, nel design e nelle arti grafiche. Tra i principali esponenti ci furono Gaudì, Horta, Guimard nell’architettura, Tiffany, Lalique, Gallé nel design, Mucha, Toulouse-Lautrec e Klimt nelle arti grafiche.

Parigi, in quegli anni, era una calamita per artisti e intellettuali di ogni dove. Scrittori, pittori, musicisti, poeti: tutti accorrevano nella Ville Lumière, attratti da quell'atmosfera unica, da quella promessa di libertà creativa. I caffè erano officine di idee, luoghi dove si discuteva animatamente di arte, di filosofia, di politica. I cabaret erano palcoscenici per sperimentazioni audaci, per un'arte che sfidava le convenzioni. I salotti erano punti d'incontro per menti brillanti, dove l'ingegno scintillava come i lampadari.

Era come se Parigi avesse spalancato le sue porte a tutti coloro che avevano qualcosa di nuovo da dire, una visione originale da proporre. La città si offrì come una tela bianca su cui dipingere sogni e visioni, come un pentagramma su cui comporre melodie mai udite prima.

Non è un caso che la Parigi di fine secolo sia stata definita il "luogo dove tutto era possibile". Perché lì, in quell'incredibile crogiolo di talenti e di energie creative, sembrava davvero che nessun traguardo fosse precluso, che ogni forma d'arte potesse rinnovarsi e reinventarsi. Le possibilità erano infinite, limitate solo dall'immaginazione e dall'audacia degli artisti.

Quella straordinaria effervescenza artistica e intellettuale rese Parigi il cuore pulsante della Belle Époque, il simbolo di un'epoca in cui la creatività regnava sovrana. E ancora oggi, ripensando a quegli anni, non possiamo che provare un senso di meraviglia e di nostalgia per quel momento irripetibile, per quell'esplosione di genio creativo che ha illuminato il mondo intero.

La vita quotidiana dei parigini nella Belle Époque era molto diversa a seconda della classe sociale a cui appartenevano. La borghesia, che aveva beneficiato della crescita economica e industriale, si dedicava al consumo e al divertimento, frequentando i caffè, i teatri, i ristoranti e i locali notturni che animavano la città. Tra questi, il più famoso era il celeberrimo Moulin Rouge, dove si potevano ammirare le ballerine di can-can e i celebri manifesti di Toulouse-Lautrec. Le classi popolari, invece, vivevano in condizioni più difficili, spostate nelle periferie e sottoposte a lunghe giornate di lavoro nelle fabbriche. Tuttavia, anche loro cercavano di godersi la vita, partecipando ai café-concert, dove si poteva ascoltare musica e assistere a spettacoli comici o satirici. La vita quotidiana dei parigini era anche influenzata dalle novità tecnologiche che cambiavano il modo di comunicare, di viaggiare e di informarsi. Tra queste, si possono citare il telefono, il cinema, la fotografia, l’automobile, la bicicletta e la metropolitana, invenzioni non da poco.

Il crepuscolo di un sogno: la fine della Belle Époque

Certo, ripensare alla "Belle Époque" porta con sé anche un pizzico di malinconia, consapevoli del suo epilogo nella tragedia della Prima Guerra Mondiale. È come se tutta quella magnificenza e progresso fossero stati pagati a carissimo prezzo. Noi, con il senno di poi, sappiamo che questa "epoca bella", portava già in sé i germi della sua fine. Mentre la Parigi dei caffè e dei cabaret brillava di luce propria, nell'ombra si annidavano tensioni sociali e politiche che presto avrebbero fatto precipitare l'Europa nell'abisso della Grande Guerra. Quegli anni di progresso e ottimismo sarebbero stati pagati con il sangue di una generazione intera, con il fango delle trincee, con lo sconvolgimento di un intero continente.

E forse è proprio questo contrasto, questa consapevolezza del destino ultimo di questo periodo, a renderlo così affascinante. Ogni luce ha la sua ombra, ogni periodo di splendore porta in sé i semi del proprio declino. La Belle Époque, in tutta la sua gloriosa tragicità, ne è forse l'esempio più lampante.

Parigi, in quegli anni a cavallo tra due secoli, era una fucina ribollente di creatività, un crogiolo in cui le arti si fondevano e si reinventavano. Era come se la città stessa fosse pervasa da un'energia elettrizzante, da un'irrefrenabile voglia di sperimentare, di spingersi oltre i confini del già noto.

Trasformazioni urbanistiche

La Parigi della Belle Époque fu caratterizzata da importanti trasformazioni urbanistiche, che cambiarono il volto della città e ne fecero uno dei centri più moderni e avanzati del mondo. Il Barone Haussmann, prefetto del dipartimento della Senna, fu il principale artefice di queste trasformazioni, che includevano l'ampliamento delle strade, la costruzione di nuovi ponti e la creazione di parchi e giardini. Uno dei risultati più notevoli di queste riforme fu il Boulevard Haussmann, una strada maestosa che collega Place de la Concorde e Place de l'Étoile.

Innovazioni tecnologiche

La Belle Époque fu un'epoca di grandi innovazioni tecnologiche, che influenzarono profondamente la vita quotidiana dei parigini. Tra queste, la costruzione della Torre Eiffel, che divenne rapidamente il simbolo della città e un punto di riferimento per l'ingegneria e l'architettura mondiale. Allo stesso tempo, l'elettrificazione cittadina e l'introduzione dei primi mezzi di trasporto pubblico, come la metropolitana e i tram, facilitarono la mobilità urbana e allo stesso tempo contribuirono alla crescita economica di Parigi.

Vita culturale

Durante la Belle Époque, Parigi divenne, come abbiamo visto, un centro di cultura e di arte, attirando artisti e intellettuali da tutto il mondo. Inoltre, la vita letteraria parigina fiorì grazie a  grandi scrittori come Émile Zola, Marcel Proust e Guy de Maupassant, che resero famosi i caffè letterari e i salotti culturali della città.

Trasformazioni sociali e politiche

La Belle Époque fu anche un'epoca di profonde trasformazioni sociali e politiche. La lotta per i diritti delle donne, il movimento operaio e la nascita di nuove correnti politiche come il socialismo e l'anarchismo influenzarono la vita quotidiana dei parigini e cambiarono il volto della società francese. Inoltre, la nascita del cinema e la diffusione dei giornali contribuirono a creare un senso di comunità e di consapevolezza politica tra la popolazione.

Esposizioni Universali

Le Esposizioni Universali, che si tennero a Parigi nel 1889 e nel 1900, furono eventi chiave della Belle Époque, che attirarono milioni di visitatori da tutto il mondo e contribuirono a consolidare la reputazione di Parigi come capitale culturale e tecnologica. Queste esposizioni presentarono nuove invenzioni e scoperte scientifiche, come il telefono, la fotografia e il cinematografo dei fratelli Lumière, e mostrarono le ultime tendenze in architettura e design.

Moda e stile di vita

La Belle Époque fu un'epoca di grande eleganza e raffinatezza nella moda e nello stile di vita. Il famoso stilista francese Charles Worth, considerato il padre della "Haute Couture", rivoluzionò il mondo della moda con i suoi abiti da sera e le sue creazioni sontuose, mentre le grandi case di moda, come Chanel e Lanvin, si affermarono come simboli di lusso e di buon gusto. Allo stesso tempo, i caffè, i ristoranti e i teatri divennero luoghi di incontro e di socializzazione per la borghesia parigina, che cercava di emulare lo stile di vita dei nobili dell'Ancien Régime.

La fine della Belle Époque

La Belle Époque ebbe fine con l'inizio della Prima Guerra Mondiale nel 1914. La guerra portò distruzione, morte e sofferenza su vasta scala, e il mondo che ne uscì fu profondamente cambiato. Parigi, che aveva conosciuto un periodo di splendore e di prosperità, fu colpita duramente dalla guerra e dalle sue conseguenze economiche e sociali.

Simboli e luoghi della Belle Époque oggi

Parigi conserva ancora oggi molti simboli e luoghi emblematici della Belle Époque, che continuano a testimoniare l'importanza di questo periodo nella storia della città.

Torre Eiffel (Champ de Mars, 5 Avenue Anatole France, 75007 Parigi)
La Torre Eiffel, costruita per l'Esposizione Universale del 1889, è probabilmente il simbolo più iconico della Belle Époque e continua a dominare lo skyline di Parigi.

Opéra Garnier (Place de l'Opéra, 75009 Parigi)
Questo magnifico edificio in stile neobarocco, progettato dall'architetto Charles Garnier e inaugurato nel 1875, è uno dei luoghi più emblematici della Belle Époque, con i suoi interni sfarzosi; il foyer è altrettanto lussuoso.

Le Grand Palais e Le Petit Palais (Avenue Winston Churchill, 75008 Parigi)
Costruiti per l'Esposizione Universale del 1900, questi due edifici in stile Beaux-Arts rappresentano l'apice dell'architettura della Belle Époque. Oggi, Le Grand Palais ospita mostre d'arte e eventi culturali, mentre Le Petit Palais è sede del Musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris.

Maxim's (3 Rue Royale, 75008 Parigi)
Famoso ristorante e locale notturno della Belle Époque, Maxim's era frequentato dall'alta società parigina e dagli artisti più in voga. L'arredamento e l'atmosfera del ristorante conservano ancora il fascino di quel periodo.

Le Printemps e Galeries Lafayette (Boulevard Haussmann, 75009 Parigi)
Questi due grandi magazzini, aperti rispettivamente nel 1865 e nel 1895, sono esempi di architettura e design della Belle Époque. Oggi, continuano a essere importanti centri commerciali e luoghi di interesse turistico.

Cabaret du Moulin Rouge (82 Boulevard de Clichy, 75018 Parigi)
Inaugurato nel 1889, il Moulin Rouge è uno dei luoghi più iconici della Belle Époque e continua ad attirare turisti e parigini con i suoi spettacoli di cabaret e can-can.

Di seguito vi parlerò di un altro degli aspetti a cui associamo Parigi: la moda. Che siate attratti o meno da questo argomento, quando visiterete la capitale francese, troverete molti rimandi alla moda. Ma quando è nata l'associazione tra Parigi e la moda e perché?

La moda parigina: l'influenza della capitale francese sulle passerelle internazionali

La moda parigina: l'influenza della capitale francese sulle passerelle internazionaliLa moda parigina è sinonimo di eleganza, raffinatezza e innovazione. La città ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell'industria della moda, influenzando le passerelle internazionali e cementando la sua posizione come capitale mondiale del settore.

Storia della moda parigina

La storia della moda parigina può essere fatta risalire al XVII secolo, quando il re Luigi XIV di Francia trasferì la corte reale a Versailles e iniziò a promuovere l'industria tessile francese. Durante il XVIII secolo, la moda francese cominciò a diventare sempre più influente in tutta Europa, grazie a prodotti dall'estetica sofisticata e all'attenzione ai dettagli. Tuttavia, fu durante il XIX secolo che Parigi si affermò come capitale della moda, grazie all'introduzione dei grandi magazzini e alla nascita della Haute Couture. Quest'ultimo è un termine francese che significa "Alta Sartoria" e si riferisce alla creazione di abiti su misura di altissima qualità, realizzati con materiali pregiati e con tecniche di sartoria tradizionali. Charles Frederick Worth, un inglese trasferitosi a Parigi, è considerato il padre della Haute Couture, avendo aperto la sua "maison", la sua casa di moda, nel 1858. Worth fu il primo a firmare le sue creazioni e a presentare le sue collezioni su modelle viventi, rivoluzionando il modo in cui la moda veniva presentata e venduta. Nel corso degli anni, altri stilisti, come abbiamo visto, si unirono a Worth, e Parigi divenne il centro mondiale della Haute Couture.

I grandi magazzini e la democratizzazione della moda

Nel XIX secolo, Parigi vide la nascita dei grandi magazzini, come Le Bon Marché, Printemps e Galeries Lafayette, nomi attivi ancora oggi. Questi negozi offrivano un'ampia gamma di prodotti, tra cui abbigliamento e accessori, e contribuirono a democratizzare la moda, rendendola accessibile a un pubblico più ampio. I grandi magazzini divennero luoghi di socializzazione e di svago per la borghesia parigina e contribuirono a diffondere le tendenze della moda parigina in tutto il mondo.

Le icone della moda parigina

La moda parigina è stata plasmata e influenzata da numerose icone di stile che hanno contribuito a definire l'estetica della città nel corso degli anni. Alcune di queste figure includono Coco Chanel, che rivoluzionò la moda femminile con il suo stile semplice e chic; Christian Dior, che introdusse il "New Look" negli anni '40, caratterizzato da una silhouette accentuata in vita e gonne ampie; e Yves Saint Laurent, che rese popolare lo smoking femminile e contribuì a emancipare la moda femminile.

I marchi di lusso parigini

Parigi è la patria di alcuni dei marchi di moda più prestigiosi e influenti del mondo. Tra questi, vi sono nomi storici come Chanel, Dior, Louis Vuitton, Givenchy e Lanvin, così come marchi contemporanei come Balenciaga, Saint Laurent, Céline e Isabel Marant. Questi marchi hanno fatto della qualità, dell'eleganza e dell'innovazione i loro pilastri, contribuendo a consolidare la reputazione di Parigi come capitale mondiale della moda.

Le settimane della moda e le passerelle internazionali

La settimana della moda di Parigi è uno degli eventi più attesi dell'anno, attirando a Parigi stilisti, giornalisti, buyer, cioè quelli che poi diffondono i prodotti, e appassionati da tutto il mondo. Le collezioni presentate cercano di essere ogni anno innovative, audaci e all'avanguardia. Il tentativo è quello di influenzare, o cercare di farlo, le tendenze globali, riaffermando l'importanza della città nel panorama internazionale della moda. Le passerelle di Parigi sono state per esempio il trampolino di lancio per numerosi designer emergenti stranieri, che si sono poi imposti sulla scena internazionale, come Alexander McQueen, John Galliano e Stella McCartney.

La moda di strada parigina

Oltre alle passerelle e alle maison di alta moda, Parigi è anche nota per la sua moda di strada, che incarna l'eleganza e lo stile casual chic tipici della città. Le donne parigine sono spesso ammirate e copiate per il loro approccio senza sforzo alla moda, che combina capi classici con pezzi contemporanei e accessori di tendenza, in abbinamento magari con capi usati e riutilizzati in contesti nuovi. Alcuni elementi chiave dello stile parigino includono trench coat, le cosiddette ballerine, le borse a tracolla e i foulard di seta, che sono stati adottati dalle donne di tutto il mondo come sinonimo di eleganza francese.

L'influenza della cultura e dell'arte sulla moda parigina

La moda parigina è strettamente legata alla cultura e all'arte della città, con stilisti e artisti che si influenzano a vicenda nel corso degli anni. La Belle Époque, di cui vi ho già parlato, il periodo periodo d'oro senza guerre in Francia e in Europa, di prosperità culturale e artistica tra il 1871 e il 1914, ha dato vita a un'estetica opulenta e ornamentale, che ha influenzato la moda dell'epoca e in parte quella che è arrivata fino a noi. Allo stesso modo, movimenti artistici come l'impressionismo, il cubismo e il surrealismo hanno lasciato il segno sulle creazioni di stilisti come Paul Poiret, Elsa Schiaparelli e Pierre Cardin.

L'importanza dell'industria della moda per l'economia francese

L'industria della moda è un settore cruciale per l'economia francese, generando miliardi di euro di entrate ogni anno e impiegando centinaia di migliaia di persone. Parigi, in particolare, à il centro nevralgico di questa industria che contribuisce anche al turismo, con visitatori provenienti da tutto il mondo che si recano a Parigi per partecipare alle settimane della moda, visitare le boutique di lusso, respirare e  sperimentare lo stile di vita parigino.

 

Quali sono i luoghi più emblematici della moda a Parigi?

  1. Avenue Montaigne: Questa prestigiosa strada è considerata il cuore del lusso e della moda parigina, con boutique di famosi marchi come Dior, Chanel, Louis Vuitton, Valentino e Saint Laurent.
  2. Rue Saint-Honoré: Altra famosa strada parigina, che ospita una varietà di boutique di alta moda e marchi di lusso, tra cui Balenciaga, Hermès e Lanvin.
  3. Le Marais: Quartiere storico noto per le sue stradine acciottolate, gli edifici antichi e le numerose boutique di moda indipendenti, concept store e negozi vintage.
  4. Palais-Royal: Zona che ospita boutique esclusive e marchi di moda di lusso, come Stella McCartney, Marc Jacobs e Maison Kitsuné.
  5. Galeries Lafayette e Printemps: Questi storici grandi magazzini offrono una vasta gamma di marchi di moda, dai più accessibili ai più lussuosi, e sono una tappa imperdibile per gli amanti dello shopping.
  6. Saint-Germain-des-Prés: Elegante quartiere della Rive Gauche famoso per le sue boutique di moda di fascia alta e i marchi di lusso, come Sonia Rykiel, Ralph Lauren e Christian Louboutin.
  7. Le Bon Marché: Il primo grande magazzino di Parigi, Le Bon Marché è una destinazione d'élite per lo shopping di lusso e ospita marchi di moda di alta gamma e designer emergenti.
  8. Place Vendôme: Piazza storica, cuore della gioielleria e dell'orologeria di lusso a Parigi, con negozi di marchi prestigiosi come Cartier, Boucheron e Van Cleef & Arpels.
  9. Rue de Rivoli: Lunga strada offre una varietà di negozi di moda, dai grandi magazzini come BHV Marais ai negozi di marchi di lusso e di tendenza.
  10. Rue du Faubourg Saint-Honoré: Strada che ospita molte boutique di moda di lusso e ambasciate.

Ed ora lasciatemi parlare dell'ovvio, l'associazione tra Parigi e l'amore.

Le più grandi storie d'amore nella storia di Parigi

Le più grandi storie d'amore nella storia di ParigiIn una città dove il tempo sembra sospeso, e le ombre del passato si fondono con le luci del presente, Parigi aspira a essere, e spesso ci riesce, un eterno simbolo dell'amore, oltre tutto il resto. Ha catturato i cuori di innumerevoli innamorati, dando vita a storie d'amore indimenticabili. L'aria di Parigi è pervasa dal sussurro dei baci rubati, dagli sguardi furtivi e dalle passioni ardenti, ed è inevitabile che l'amore abbia lasciato tracce indelebili nel tessuto storico e culturale della città. Parigi è stata la scenografia di amori celebri e tragici, di passioni che hanno scosso il mondo e di sentimenti che hanno ispirato capolavori d'arte e grande letteratura.

Tentando un viaggio che ci conduce attraverso i vicoli del tempo, si possono scoprire amori tormentati e appassionati, sentimenti che hanno bruciato come fuoco ardente e relazioni che hanno sfidato le convenzioni del loro tempo. Dalle rive della Senna alle scalinate di Montmartre, dalle terrazze di Saint-Germain-des-Prés ai giardini di Versailles, si può provare a seguire le orme di innamorati celebri e sconosciuti, tuffandoci nell'intensità delle loro emozioni e nel fascino delle loro storie. E, in fondo, è proprio questo sentimento che rende Parigi la città che è. Ora esploreremo alcune delle più grandi storie d'amore che hanno avuto luogo tra le sue strade.

Abelardo ed Eloisa

Una delle storie d'amore più tragiche e commoventi della storia di Parigi è quella di Abelardo ed Eloisa, due amanti del XII secolo. Abelardo, filosofo e teologo di grande talento, venne assunto per istruire la giovane Eloisa, nipote del canonico Fulbert. Ben presto, i due si innamorarono appassionatamente l'uno dell'altro e intrattennero una relazione segreta. Quando Fulbert scoprì il loro amore, Abelardo fu castrato e costretto a diventare monaco, mentre Eloisa fu mandata in un convento. Nonostante la loro separazione, i due continuarono a scriversi lettere appassionate fino alla fine della loro vita. Le loro tombe si trovano ora nel Cimitero di Père Lachaise, dove i visitatori possono ancora oggi rendno omaggio al loro amore eterno.

Victor Hugo e Juliette Drouet

Victor Hugo, il celebre autore de I Miserabili e Notre-Dame de Paris, ebbe una lunga e appassionata relazione con l'attrice Juliette Drouet. Inizialmente, Juliette fu l'amante di Hugo, ma ben presto divenne la sua musa e confidente, dedicando la sua vita al grande scrittore. Per più di cinquant'anni, i due si scrissero migliaia di lettere d'amore e trascorsero lunghi periodi insieme a Parigi e in altre città francesi. Anche se Hugo ebbe altre relazioni amorose, il legame tra lui e Juliette rimase indissolubile fino alla morte di lei nel 1883.

George Sand e Frédéric Chopin

L'incontro tra la scrittrice George Sand e il compositore Frédéric Chopin a Parigi nel 1836 diede inizio a una delle storie d'amore più intense e tumultuose della storia letteraria e musicale. Nonostante le differenze di personalità e le difficoltà di salute di Chopin, i due trascorsero nove anni insieme, durante i quali si influenzarono reciprocamente nei loro lavori. Sand scrisse romanzi ispirati alla loro relazione, mentre Chopin compose alcune delle sue opere più emozionanti e profonde durante gli anni trascorsi con Sand. La loro storia d'amore, sebbene tormentata, rimane un'icona dell'amore romantico nella Parigi del XIX secolo.

Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre

Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre, due tra i più grandi intellettuali del XX secolo, condivisero una relazione amorosa e intellettuale straordinaria che durò più di cinquant'anni. Incontratisi per la prima volta a Parigi nel 1929, de Beauvoir e Sartre stabilirono un legame unico e profondo che univa amore, amicizia e collaborazione intellettuale. Nonostante avessero entrambi altre relazioni sentimentali, i due mantennero un'intensa connessione emotiva e intellettuale fino alla morte di Sartre nel 1980. La loro storia d'amore è intrisa dello spirito di Parigi, dai caffè di Saint-Germain-des-Prés dove discutevano di filosofia, ai luoghi che frequentavano insieme, come il teatro e i musei. La relazione tra de Beauvoir e Sartre ha influenzato profondamente il pensiero e la letteratura del XX secolo, lasciando un'impronta indelebile sulla cultura parigina.

Pablo Picasso e Dora Maar

Una delle storie d'amore più appassionate e tormentate nella storia dell'arte moderna è quella tra il pittore spagnolo Pablo Picasso e la fotografa e pittrice francese Dora Maar. Incontratisi a Parigi nel 1936, Picasso e la Maar iniziarono una relazione intensa che durò quasi un decennio. Durante questo periodo, Maar divenne la musa e l'amante di Picasso, apparendo in numerose opere dell'artista, tra cui il celebre dipinto Guernica. Sebbene la loro relazione fosse caratterizzata da alti e bassi emotivi e da episodi di gelosia e infedeltà, Picasso e Dora Maar continuarono a influenzarsi reciprocamente nel loro lavoro artistico.

Edith Piaf e Marcel Cerdan

La storia d'amore tra la leggendaria cantante francese Edith Piaf e il campione di pugilato Marcel Cerdan è una delle più affascinanti e tragiche nella storia di Parigi. Incontratisi nel 1947, la Piaf e Cerdan iniziarono una relazione intensa e appassionata, diventando rapidamente una delle coppie più celebri dell'epoca. La loro storia d'amore fu immortalata nella canzone Hymne à l'amour, scritta da Piaf come tributo a Cerdan. La storia purtroppo ebbe un tragico epilogo nel 1949, quando Cerdan morì in un incidente aereo mentre era in volo per raggiungere proprio la Piaf che si esibiva a New York. La prematura scomparsa di Cerdan segnò profondamente la vita e la carriera di Piaf, che continuò a cantare l'amore e la passione nella sua musica fino alla sua morte nel 1963.

Anaïs Nin e Henry Miller

La relazione tra la scrittrice Anais Nin e lo scrittore americano Henry Miller è una delle più celebri e intense nella storia della letteratura del XX secolo. Incontratisi a Parigi nel 1931, Nin e Miller iniziarono una relazione appassionata e tumultuosa che sarebbe durata per molti anni. Durante questo periodo, i due scrittori si influenzarono profondamente a vicenda, condividendo idee e confidenze, e supportandosi nel loro lavoro creativo. La storia d'amore tra Nin e Miller è emblematica della Parigi bohémienne degli anni '30, caratterizzata da un fervore intellettuale e artistico senza precedenti. La loro relazione ha ispirato alcune delle opere più iconiche e provocatorie della letteratura del XX secolo, tra cui il Diario di Anais Nin e il romanzo di Miller Tropico del Cancro.

Napoleone Bonaparte e Josephine de Beauharnais

Napoleone Bonaparte e Joséphine de Beauharnais, Giuseppina, come la conosciamo da noi in Italia, la sua prima moglie, condivisero una relazione appassionata e tumultuosa. Inizialmente, Napoleone fu follemente innamorato di Joséphine, scrivendole lettere d'amore ardenti, mentre lei era più cauta nei suoi sentimenti, spaventata dalla "forza della passione" che le dimostrava. Col tempo, il loro amore aumentò anche se affrontarono problemi come tradimenti e la sterilità di Joséphine. La loro storia d'amore rappresenta uno dei grandi amori della storia francese e della Parigi dell'epoca napoleonica. Ricordiamo che Joséphine introdusse il giovane corso alla Parigi che contava. Se Napoleone non avesse incontrato "Giuseppina", probabilmente la sua carriera sarebbe stata diversa, ma si sa, la storia non si fa con i "se".

F. Scott Fitzgerald e Zelda Fitzgerald

F. Scott Fitzgerald, l'autore de Il grande Gatsby e di Tenera e la notte, e sua moglie Zelda, ebbero una relazione intensa e travagliata nella Parigi degli anni '20. La coppia fece parte della "generazione perduta", un gruppo di scrittori e artisti americani che vissero e lavorarono a Parigi durante quel periodo. Sebbene il loro amore fosse appassionato e profondo, la relazione tra F. Scott e Zelda fu anche segnata da problemi di alcolismo, malattia mentale e infedeltà. La loro storia d'amore rappresenta il lato più oscuro del glamour e dell'eccitazione della Parigi degli anni '20.

Amedeo Modigliani e Jeanne Hébuterne

Amedeo Modigliani, il grande pittore livornese, e la sua compagna Jeanne Hébuterne, anch'essa pittrice, condivisero un amore intenso e tragico nella Parigi del primo Novecento. Insieme per poco più di due anni, la coppia visse una relazione tormentata, aggravata dalla povertà, dalla malattia e dall'abuso di alcol di Modigliani. Quando quest'ultimo morì nel 1920, Hébuterne, incinta del loro secondo figlio, si suicidò gettandosi da una finestra. La loro tragica storia d'amore è un simbolo dell'intensità e della passione che caratterizzarono la vita degli artisti nella Parigi di quell'epoca.

Simone Signoret e Yves Montand

Simone Signoret e Yves Montand (Ivo Livi da Monsummano Terme) sono stati una delle coppie più celebri e ammirate del cinema francese del XX secolo. Iniziata negli anni '50, la loro relazione durò più di trent'anni, caratterizzata da un profondo affetto e una grande complicità artistica. Nonostante gli alti e bassi, tra cui le relazioni extraconiugali di Montand, il loro amore resistette alle difficoltà, e i due rimasero uniti fino alla morte di Signoret nel 1985.

Coco Chanel e Boy Capel

La celebre stilista Coco Chanel e l'uomo d'affari inglese Boy Capel condivisero una storia d'amore appassionata e tragica nella Parigi del primo Novecento. Iniziata nel 1910, la loro relazione fu segnata da un'intensa attrazione e da un profondo affetto reciproco. Capel sostenne Chanel sia emotivamente che finanziariamente, aiutandola a lanciare la sua carriera nel mondo della moda. La loro storia d'amore ebbe un tragico epilogo nel 1919, quando Capel morì in un incidente automobilistico, lasciando Chanel devastata dal dolore.

Queste sono solo alcune delle grandi storie d'amore incredibili che sono accadute a Parigi. E ce ne sono milioni ignote, che nessuno conoscerà mai, e ce ne saranno ancora altrettante nel corso del tempo. Basterà guardarsi intorno, e guardare gli innumerevoli luoghi romantici e suggestivi  di questa città, che potrebbero essere considerati simboli degli innamorati ignoti.

Di seguito vorrei parlarvi di quello di cui quasi tutti parlano dopo un po' pensando a Parigi, il cibo. Ma non parlerò, per ora, di piatti tipici, ma del perché a Parigi è stato inventato il mondo stesso della ristorazione.

Perche Parigi è da sempre la capitale mondiale della ristorazione?

Perche Parigi da sempre è la capitale mondiale della ristorazione?La capitale francese ha una lunga storia di eccellenza culinaria che risale a secoli fa, e questa tradizione continua a prosperare nel presente. Intanto, fateci caso, "ristorante" viene dal francese, e usiamo anche altri termini francesi come "chef" e "menù.", solo per citare i più ovvi. Ma c'è di più di questo, la gastronomia parigina si è piano piano costruita attorno alla propria cultura e, cosa non da poco, in base agli avvenimenti politici e sociali che si sono succeduti. Senza la Rivoluzione Francese e senza il cambiamento progressivo e l'emancipazione delle classi sociali del paese, oggi non staremo probabilmente a parlare della gastronomia parigina come della più importante al mondo e probabilmente quello che oggi chiamiamo universalmente "ristorante" si chiamerebbe in un modo diverso.

Le origini della cucina parigina

La storia della gastronomia parigina affonda le sue radici nel Medioevo, quando la città era un importante centro commerciale e culturale europeo. I mercati di Parigi erano allora rinomati per la loro abbondanza di prodotti freschi e di alta qualità. La nobiltà consumava pasti a più portate a base di selvaggina, carne, frutta e cereali, mentre i contadini seguivano una dieta ricca di verdure e legumi. Il sale, molto costoso, e le spezie importate erano ampiamente utilizzate nelle cucine dell'élite ed erano considerate uno "status symbol". Avendo pochi modi per conservare il cibo, nell'antichità si decideva quali ingredienti utilizzare in base a ciò che si aveva a disposizione nell'immediato. Anche la cucina francese moderna utilizza ingredienti freschi e di stagione. I membri dell'alta borghesia, a volte ancora più benestanti dei nobili ma senza titoli, utilizzavano spesso questi ingredienti stagionali per organizzare banchetti o feste che mettevano in mostra la loro ricchezza. Questi piatti venivano presentati in modo elaborato per impressionare gli ospiti, e questa enfasi sulla presentazione viene ancora oggi mantenuta nella cucina francese moderna. Durante il Rinascimento, la cucina francese e quella europea in generale, fu influenzata dalla scoperta di nuovi ingredienti provenienti dalle Americhe, come il pomodoro e il peperone, che arricchirono ulteriormente la tavolozza dei sapori.

I primi ristoranti

Il ristorante è un'invenzione moderna e, soprattutto, parigina. Naturalmente, ci sono sempre state locande e taverne dove i viaggiatori potevano mangiare qualcosa. Ma l'atmosfera era tendenzialmente maschile, la cucina approssimativa e pronta, i tavoli condivisi. In origine la parola "ristorante" indicava un luogo dove ricevere letteralmente un "ristoro", dove riposarsi e riprendersi. Nel XVIII secolo, con lo sviluppo di Parigi, i macellai cominciarono a vendere i cosiddetti "bouillons", brodi nutrienti fatti con i ritagli di carne, a operai e commercianti. Questi primi chioschi di zuppe divennero noti come "ristoranti"; un decreto del 1786 permise a "ristoratori e ristoratrici [coloro che preparano zuppe corroboranti]" di servire il pubblico sul posto. Ora era possibile sedersi a un tavolo per gustare la zuppa, invece di doverla portare via.

Questo decreto coincise con la costruzione del Palais Royale, con i suoi eleganti portici progettati per ospitare negozi e atelier nello stile di un bazar orientale. Questo nuovo centro commerciale necessitava di un'area di ristoro per i parigini affamati, e molti dei primi ristoranti si trovavano al suo interno e nei dintorni. Le Grand Vefour occupa ancora lo stesso angolo dove c'era un ristorante dal 1784. È forse il più bel ristorante del mondo. Le sue pareti sono dipinte con ninfe e ghirlande nello stile di Luigi XVI che ricorda una villa romana, e i tavoli recano piccole targhe con i nomi degli ex clienti: Napoleone, Victor Hugo, Jean Cocteau, Jean-Paul Sartre, solo per citarne alcuni.

La Rivoluzione Francese spazzò via il vecchio ordine, l'Ancien Regime. Prima, le corporazioni avevano diviso il cibo in specialità protette. Ad esempio, solo i "charcutier" potevano preparare le salsicce e solo i "boulanger" potevano fare il pane. Un "rôtissiseur" poteva arrostire carne, ma non cuocere uno stufato in forno. Tuttavia, queste corporazioni furono smantellate durante la Rivoluzione. Parigi si riempì di politica e di complotti, di pamphlet e di provinciali affamati; i ristoranti sorsero ovunque per sfamarli. E anche il cibo cambiò, e molto. Gli elaborati banchetti dell'ancien regime, in cui interi animali venivano impagliati e vestiti e messi in tavola tutti insieme, furono sostituiti da piatti serviti dai camerieri in un piatto, in stile russo. I nuovi ristoranti incarnavano il cambiamento dei tempi: menu a scelta, porzioni individuali servite a chiunque potesse pagare. La democrazia nel piatto.

Quasi subito dopo aver inventato il ristorante, i parigini inventarono la scena gastronomica. Il primo critico di ristoranti, Grimod de la Reynière, scriveva recensioni nella sua gazzetta, l'Almanacco del Gourmet. Quando Napoleone fu sconfitto per la prima volta, nel 1814, l'almanacco elencava più di 300 ristoranti a Parigi (!). Il lessico della cucina lo seguì presto. Marie-Antoine Carême fu il primo chef famoso, che cucinò per re e imperatori e scrisse il codice della cucina francese, classificando le cinque grandi salse madri (besciamella, espagnole, velouté, olandese e pomodoro) da cui derivavano tutte le altre. In seguito, Escoffier organizzò la cucina del ristorante secondo la rigida gerarchia che vige ancora oggi: dai commis chef in basso, agli chef de parties che supervisionano le diverse postazioni di carne o pesce o antipasti freddi, fino ai sous chef e allo chef de cuisine. Nel frattempo, Jean Anthelme Brillat-Savarin, un avvocato che coniò il termine gastronomo, aveva fatto un salto intellettuale: il piacere del cibo non era solo una piacevole distrazione ma un'arte civilizzatrice di importanza esistenziale. Come scrisse una volta: "Dimmi cosa mangi e ti dirò cosa sei".

Tutta la grammatica e il lessico di ciò che conosciamo e intendiamo nel mondo dei "ristoranti" sono stati sviluppati dai francesi nel XIX secolo. Il menu, la progressione di tartine e antipasti seguiti da entrée, piatto e dessert, la marcia di accompagnamento di aperitivo, vino, caffè e digestivo. Il modo in cui un Maître D (Maître d'hôtel, o padrone di casa) accoglie gli ospiti, la formalità dei camerieri che indossano la tradizionale cravatta nera. C'era uno specifico sfarzo in un ristorante, diverso da quello di una tavola calda, di un pub o di una taverna. Con il tempo, il ristorante è diventato sinonimo di una raffinatezza che è stata vista come una prerogativa speciale dei parigini e dei francesi in genere.

Nel corso del XIX secolo, il ristorante fiorì e si evolse. Il bistrot era un allegro locale di quartiere, spesso gestito da marito e moglie. Le brasseries erano birrerie portate a Parigi dai rifugiati alsaziani della guerra franco-prussiana del 1870, che servivano choucroute e birra alla spina. I bouillons erano caffetterie popolari della classe operaia che servivano cibo a buon mercato in vaste sale da pranzo che potevano ospitare centinaia di persone alla volta.

Tra il 1850 e il 1950 a Parigi c'erano decine di bouillons. Molte erano catene - i primi gruppi di ristoranti, forse anche i primi fast-food - che sfruttavano le economie di scala rifornendosi all'ingrosso e girando i tavoli alla stessa velocità di una porta girevole.


La Belle Époque e la nascita della haute cuisine

La Belle Époque, come abbiamo visto, tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo, fu un altro periodo di grande effervescenza per la gastronomia parigina. La città divenne il fulcro della cosiddetta "haute cuisine", l'alta cucina, una cucina raffinata e sofisticata basata sull'utilizzo di ingredienti di alta qualità e sulla cura meticolosa dei dettagli. In questo periodo, sorsero numerosi ristoranti di lusso, come Maxim's, La Tour d'Argent e Le Grand Véfour, che divennero simboli dell'eleganza e della raffinatezza della cucina parigina.

Poi arrivò la Michelin...

La Guida Michelin fu pubblicata per la prima volta nel 1900 per incoraggiare i primi automobilisti a visitare i ristoranti di provincia e divenne presto il grande arbitro della cucina francese. Oscura, definitiva, evocanva l'immagine di un ispettore solitario e corpulento in grado di ingurgitare interi fegati d'oca in un solo sorso, la Michelin aveva il potere di un re di assegnare stelle e risollevare o affossare del tutto le sorti di un ristorante.

Dai grandi chef alla Nouvelle Cuisine

La reputazione di Parigi come capitale mondiale della gastronomia si è consolidata nel corso del XX secolo grazie alla figura di chef di fama internazionale come Auguste Escoffier, Paul Bocuse e Alain Ducasse. Questi cuochi hanno contribuito a diffondere la cultura culinaria francese in tutto il mondo, creando piatti iconici e innovativi che hanno ispirato generazioni di chef.

Le scuole di cucina di Parigi, come Le Cordon Bleu e l'École de Cuisine Alain Ducasse, hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione di chef talentuosi e nella diffusione della tradizione culinaria francese. Queste istituzioni hanno attirato studenti da tutto il mondo, desiderosi di imparare le tecniche e i segreti della cucina francese.

Nelle cucine dei ristoranti francesi c'è sempre stata una tensione tra tradizione e innovazione. Alla fine degli anni '60, una giovane generazione di chef si ribellò al vecchio ordine, mentre la rottura tra i vecchi e i giovani nel 1968 spingeva al cambiamento anche nei ristoranti.

Questo movimento divenne noto come Nouvelle Cuisine e fu sostenuto da una nuova guida che sperava di rovesciare il regime della Michelin.  La Nouvelle Cuisine si concentrava sulla "semplicità". Per la prima volta, gli chef francesi inviarono la pietanza già accuratamente disposta sul piatto. Non c'erano più i teatrini a tavola; i camerieri erano relegati a trasportare i piatti. Ma i piatti erano diventati belli come un quadro e, per la prima volta, i libri di cucina degli chef cominciarono a contenere fotografie a colori. La Nouvelle Cuisine fu una rivoluzione tanto estetica quanto culinaria.

Gli chef moderni e i loro clienti soddisfatti devono molto al movimento della Nouvelle Cuisine - l'arte dell'impiattamento, il pesce cotto leggermente fino a diventare opalescente invece che lanoso, l'uso liberale delle erbe aromatiche - ma all'epoca molte persone ridevano della pignoleria della presentazione e si lamentavano che le porzioni erano troppo piccole. Le innovazioni e le reazioni ad esse sono sempre state parte del dibattito in cucina. Nel 1996, alcuni noti chef francesi, tra cui Joël Robuchon, famoso per il purè di patate, e Alain Ducasse, pubblicarono un manifesto che denunciava la "globalizzazione della cucina" e l'innovazione fine a sé stessa. Diciotto mesi dopo il manifesto reazionario, alcuni chef di pari livello - il cosiddetto "gruppo degli otto" - hanno risposto al fuoco, rifiutando la nostalgia a favore della sperimentazione in cucina.

La gastronomia parigina oggi: una fusione di tradizione e innovazione

Nel XXI secolo, Parigi  ha continuato a essere una capitale mondiale della gastronomia, con una scena culinaria vivace e dinamica che unisce tradizione e innovazione. I ristoranti stellati Michelin, come L'Ambroisie, Guy Savoy e L'Arpège, rappresentano l'eccellenza della Haute Cuisine, l'Alta Cucina, offrendo esperienze gastronomiche di livello assoluto. Allo stesso tempo, la città è anche diventata la culla di una nuova generazione di chef e ristoratori che sperimentano nuove tecniche e ingredienti, creando una cucina innovativa e cosmopolita.

La scena culinaria parigina si è arricchita grazie all'influenza di culture diverse, come quella asiatica, africana e mediorientale, che hanno portato nuovi sapori e idee nel panorama gastronomic. Questa fusione di tradizione e innovazione si riflette anche nella varietà di ristoranti e bistrot che si possono trovare oggi a  Parigi, che spaziano dalle brasserie storiche alle nuove proposte di cucina "fusion" e "street food gourmet".

Perché vi ho raccontato tutto questo sulla cucina parigina? Oltre a sperare che lo abbiate trovato interessante, ogni volta che che farete un pasto in questa città durante il vostro soggiorno vi verranno in mente forse in mente un po' di queste cose.

Proseguendo a farvi vedere le varie sfaccettature di questa città, ora vi parlerò di una non meno affascinante Parigi, quella letteraria.

Parigi e la letteratura: i luoghi che hanno ispirato i grandi scrittori

Parigi e la letteratura: i luoghi che hanno ispirato i grandi scrittoriParigi è stata a lungo un luogo di ispirazione per scrittori, poeti e artisti, grazie alla sua ricchezza culturale, alla sua storia, felice e tragica, alla bellezza architettonica e al suo fascino senza tempo. Molti grandi scrittori francesi e di tante altre nazionalità hanno chiamato Parigi casa (tra gli altri il recentemente scomparso Milan Kundera), mentre altri hanno visitato la città e si sono immersi nella sua atmosfera unica, trovando una scintilla illuminante per dar vita a qualche opera letteraria. La letteratura francese è profondamente intrecciata con la città di Parigi. Dai poemi epici medievali delle chansons de geste alle opere esistenzialiste del XX secolo di Jean-Paul Sartre, gli scrittori francesi sono stati a lungo incantati dalla Città della Luce. Alcuni dei più famosi di loro, come Victor Hugo, Marcel Proust e Simone de Beauvoir, hanno avuto una complessa relazione con Parigi. Il contesto culturale e storico di una città come questa ha influenzato la loro scrittura in modo totalizzante, compresi i tumulti politici della Rivoluzione francese, l'epoca della Belle Époque e le proteste del 1968.  Ora esploreremo alcuni luoghi parigini che hanno ispirato alcuni dei più grandi scrittori della storia.

I. Quartieri letterari di Parigi

Quartiere Latino

Situato sulla Rive Gauche della Senna, la riva sinistra del fiume, il Quartiere Latino è stato per secoli il cuore della vita intellettuale e letteraria di Parigi. La presenza della Sorbona, una delle università più antiche e prestigiose del mondo, ha contribuito a creare un'atmosfera di fervore culturale che ha attirato scrittori, filosofi e artisti vari. Tra gli scrittori legati al Quartiere Latino vi sono Victor Hugo, Ernest Hemingway, James Joyce e Simone de Beauvoir.

Saint-Germain-des-Prés

Anche Saint-Germain-des-Prés, situato sulla Rive Gauche, è stato un importante centro letterario di Parigi. Famoso per i suoi caffè e le sue librerie, il quartiere è stato il fulcro della vita bohémienne e intellettuale della città, in particolare durante gli anni '20 e '50 del XX secolo. Scrittori come Jean-Paul Sartre, Albert Camus e Julio Cortázar frequentavano i caffè di Saint-Germain, come il Café de Flore e Les Deux Magots, per discutere di letteratura, filosofia e politica.

II. I caffè letterari di Parigi

Café de Flore e Les Deux Magots

Questi due celebri caffè di Saint-Germain-des-Prés hanno svolto un ruolo centrale nella vita letteraria parigina per decenni. Frequentati da scrittori come Sartre, Camus, de Beauvoir e Hemingway, questi caffè erano luoghi di incontro, di discussione e di ispirazione per i grandi intellettuali del tempo. Oggi, i visitatori possono ancora sedersi ai tavoli all'aperto di questi luoghi iconici, assaporando un caffè e immaginando le conversazioni che hanno avuto luogo tra le loro mura. Il Café de Flore si trova al 172 Boulevard Saint-Germain. Les Deux Magots si trova a breve distanza dal primo, al 6 Place Saint-Germain-des-Prés. Il quartiere di Saint-Germain-des-Prés, si trova nel 6° arrondissement di Parigi.

La Closerie des Lilas

Situato nel quartiere di Montparnasse, La Closerie des Lilas è un altro celebre caffè letterario di Parigi. Frequentato da scrittori come Paul Éluard, André Breton, Henry Miller e Vladimir Nabokov, il caffè era un luogo di ritrovo per gli artisti e gli intellettuali dell'epoca. Ernest Hemingway scrisse parte del suo romanzo "Fiesta: Il sole sorgerà ancora" nel 1925 a La Closerie des Lilas, e la sua presenza è ancora onorata con una placca che ne ricorda il tavolo preferito.

Le Procope

Fondato nel 1686, Le Procope è considerato il più antico caffè di Parigi e uno dei più antichi caffè del mondo ancora in funzione. Situato nel Quartiere Latino, il caffè è stato frequentato da numerosi scrittori, filosofi e personaggi storici, tra cui Voltaire, Rousseau, Diderot, Balzac e Hugo. Le Procope è un pezzo di storia letteraria di Parigi che offre ancora oggi ai visitatori la possibilità di immergersi nell'atmosfera del passato.

III. Le librerie storiche di Parigi

Shakespeare and Company

Shakespeare and Company è una delle più famose librerie indipendenti di Parigi, fondata nel 1919 da Sylvia Beach. La libreria, situata sulla Rive Gauche, divenne un punto di riferimento per la comunità letteraria anglofona a Parigi, ospitando e sostenendo scrittori come lo stesso Hemingway, F. Scott Fitzgerald, T.S. Eliot e Gertrude Stein. La libreria originale fu chiusa durante la seconda guerra mondiale, ma fu riaperta nel 1951 da George Whitman con lo stesso spirito di supporto alla comunità letteraria.

La Galerie des Libraires

Questa antica libreria, situata vicino alla cattedrale di Notre-Dame, è stata fondata nel 1801 e vanta una vasta collezione di libri rari e antichi. La Galcierie des Libraires ha attratto scrittori e bibliofili per secoli, tra cui Victor Hugo, che trovò ispirazione tra i suoi scaffali per il suo capolavoro "Notre-Dame de Paris".

IV. I luoghi di residenza degli scrittori

Ci sarebbero innumerevoli posti da elencare in questa sezione. Per ora ne cito un paio, ma in seguito potrei aggiungerne altri.

La Maison de Victor Hugo

La casa di Victor Hugo, situata nella splendida Place des Vosges, è stata trasformata in un museo dedicato alla sua vita e alle sue opere. Hugo visse in questa casa per 16 anni e fu qui che scrisse parte del suo romanzo "Les Misérables". Il museo offre ai visitatori un'opportunità unica di vedere da vicino l'ambiente in cui questo grande scrittore ha creato alcune delle sue opere più famose.

L'Hôtel Lutetia

Questo storico hotel, situato nel cuore di Saint-Germain-des-Prés, è stato un rifugio per scrittori e artisti sin dalla sua apertura nel 1910. Scrittori come James Joyce, Samuel Beckett, Jean Cocteau e Albert Camus hanno soggiornato all'Hôtel Lutetia, che offre un'atmosfera elegante e sofisticata ma allo stesso tempo fa sentire gli ospiti a proprio agio.

Come si può vedere Parigi, è stata ed è tuttora una fonte di ispirazione per scrittori e artisti di tutto il mondo. La città, con i suoi quartieri storici, i suoi caffè letterari, le sue librerie e le sue residenze di scrittori, offre una panoramica unica della ricca tradizione letteraria che ha influenzato e ispirato generazioni di autori. Passeggiare per le sue strade, sedersi in uno dei suoi caffè senza tempo o visitare le case degli scrittori che hanno abitato la città, è un'esperienza che permette di entrare in contatto con l'eredità letteraria della città e di comprendere il fascino e la magia che la Ville Lumière ha esercitato su tanti grandi scrittori.

Attraverso i secoli, Parigi ha mantenuto il suo status di capitale letteraria, continuando a attirare nuovi scrittori e intellettuali in cerca di ispirazione e di una comunità creativa. La città è anche sede di numerosi festival letterari, premi e manifestazioni culturali, che celebrano la letteratura e incoraggiano il dialogo tra autori, critici e lettori.

Ecco alcuni dei più importanti premi letterari che si svolgono a Parigi:

  • Prix Goncourt: il più prestigioso premio letterario francese, assegnato ogni anno ad un'opera di narrativa. La cerimonia di premiazione si tiene a novembre al Drouant, un ristorante nel 2° arrondissement.
  • Prix Renaudot: premio letterario istituito nel 1926 da un gruppo di amici tra cui lo scrittore Renaudot. Viene assegnato in contemporanea al Goncourt.
  • Prix Femina: premio letterario creato nel 1904 e destinato a opere scritte da autrici donne francesi o straniere.
  • Prix Medicis: premio assegnato annualmente ad un'opera di narrativa francese o straniera. La cerimonia si svolge al Museo Jacquemart-André.
  • Prix Interallié: riconoscimento letterario nato nel 1930 e conferito in autunno al Cercle de l'Union Interalliée.
  • Grand Prix du Roman de l'Academie Française: premio conferito dall'Académie Française ad un'opera di narrativa in lingua francese.
  • Prix Décembre: premio fondato nel 1989 da Philippe Tesson e assegnato ogni anno a dicembre.

Di seguito parlerò dell'associazione di Parigi con cinema. A parte il fatto che il cinema è nato praticamente a Parigi, chi di noi non ha mai visto un film con la scenografia della città. La storia è lunga e la lista ancora una volta infinita...

Il cinema francese e Parigi: i luoghi più iconici delle pellicole d'autore

Il cinema francese e Parigi: i luoghi più iconici delle pellicole d'autoreParigi ha ispirato e ospitato innumerevoli film di autori di fama mondiale, diventando essa stessa un personaggio iconico sul grande schermo. Ci sono molti luoghi emblematici di Parigi che sono stati immortalati in alcune delle più importanti pellicole d'autore, luoghi che rappresentano l'influenza che la città ha avuto sull'immaginario cinematografico. Del resto, il termine che ancora oggi usiamo tutti, cioè "cinema" è una forma abbreviata di "cinematografo", l'invenzione rivoluzionaria dei fratelli Lumière.

I. L'inizio del cinema parigino e francese

Alla fine del XIX secolo, i fratelli Auguste e Louis Lumière inventarono una macchina che poteva sia registrare che proiettare immagini in movimento, il cinematografo, appunto. Il 28 dicembre 1895, i fratelli Lumière organizzarono la prima proiezione pubblica di film al Grand Café sulla Boulevard des Capucines a Parigi, che esiste ancora oggi. Questo evento segnò l'inizio del cinema come forma d'arte e intrattenimento. Inizialmente, i film erano cortometraggi senza trama e senza sonoro, che mostravano scene di vita quotidiana, come treni in arrivo alle stazioni, operai che uscivano dalle fabbriche o attività di svago. Tuttavia, ben presto, i registi iniziarono a sperimentare la narrazione e la tecnica cinematografica, dando vita a nuovi generi e stili cinematografici.

Nel corso dei primi anni del XX secolo, Parigi divenne un centro di produzione cinematografica e un centro di sperimentazione artistica. Registi come Georges Méliès e Alice Guy-Blaché crearono alcuni dei primi film narrativi e contribuirono a plasmare l'evoluzione del cinema. Méliès, in particolare, è noto per i suoi film a effetti speciali e le sue opere fantasy, come "Le Voyage dans la Lune" (1902), che è considerato uno dei primi capolavori del cinema.

Cinema muto e d'avanguardia: negli anni '20, il cinema francese si distingueva per la sua sperimentazione e per il suo approccio all'avanguardia. Registi come René Clair, Abel Gance e Jean Epstein hanno creato film sperimentali e surrealisti che hanno influenzato generazioni di cineasti. Film come "Entr'acte" (1924) di Clair e "La Roue" (1923) di Gance sono esempi di questa fase creativa.

Il cinema poetico e realista degli anni '30: in questo periodo, il cinema francese si è evoluto per abbracciare storie più poetiche e realistiche. Registi come Jean Renoir, Marcel Carné e Julien Duvivier hanno creato film che riflettevano la società e la cultura francesi dell'epoca. Tra i film più noti di questo periodo ci sono "La Grande Illusion" (1937) di Renoir, "Le Jour se lève" (1939) di Carné e "Pépé le Moko" (1937) di Duvivier.

L'occupazione e la resistenza: durante la Seconda Guerra Mondiale e l'occupazione nazista, il cinema francese è stato soggetto a censura e restrizioni. Tuttavia, alcuni registi come Henri-Georges Clouzot e Robert Bresson hanno continuato a lavorare, creando film che riflettevano la realtà della guerra e della resistenza. "Le Corbeau" (1943) di Clouzot e "Les Dames du Bois de Boulogne" (1945) di Bresson sono due esempi di questo periodo.

Il cinema francese del dopoguerra e degli anni '50: nel dopoguerra, il cinema francese si è rinnovato grazie all'energia creativa di registi come Jacques Becker, Jacques Tati e Max Ophüls. Film come "Casque d'or" (1952) di Becker, "Les Vacances de Monsieur Hulot" (1953) di Tati e "La Ronde" (1950) di Ophüls hanno contribuito a definire il cinema francese del periodo. Inoltre, l'ascesa di stelle del cinema come Gérard Philipe e Simone Signoret ha contribuito a rafforzare la presenza del cinema francese sullo scenario internazionale.


II. Parigi e la Nouvelle Vague

La Nouvelle Vague, o Nuova Ondata, è stato un movimento cinematografico francese degli anni '50 e '60 che ha rivoluzionato il linguaggio e l'estetica del cinema. Registi come François Truffaut, Jean-Luc Godard e Claude Chabrol hanno cercato di rompere con le convenzioni narrative e stilistiche del cinema dell'epoca, creando film caratterizzati da una maggiore libertà espressiva e sperimentazione.

Les Quatre Cents Coups (I 400 colpi - 1959) di François Truffaut

Les Quatre Cents Coups è uno dei film più emblematici della Nouvelle Vague e ha segnato il debutto alla regia di François Truffaut. Il film racconta la storia di Antoine Doinel, un adolescente ribelle e incompreso che vive nel Quartiere Latino di Parigi. Alcune delle riprese più importanti del film includono il lungofiume della Senna, il Jardin du Luxembourg e la Torre Eiffel.

À bout de souffle (Fino all'ultimo respiro - 1960) di Jean-Luc Godard

À bout de souffle è un altro capolavoro della Nouvelle Vague diretto da Jean-Luc Godard. Il film narra la storia di un criminale in fuga e della sua relazione con una giovane americana a Parigi. Tra i luoghi emblematici del film figurano il Boulevard Saint-Germain, il Café de Flore e l'Hotel de Suede, dove i protagonisti si rifugiano.

III. Parigi e il cinema d'autore degli anni '70 e '80

Negli anni '70 e '80, Parigi ha continuato a essere un'importante fonte d'ispirazione per il cinema d'autore, con registi come Éric Rohmer, Louis Malle, Luis Buñuel e Agnès Varda che hanno esplorato la città e le sue diverse sfaccettature.

Le charme discret de la bourgeoisie (Il fascino discreto della borghesia - 1972) di Luis Buñuel

Le charme discret de la bourgeoisie è un film satirico del regista spagnolo Luis Buñuel, ambientato in gran parte a Parigi e nei suoi dintorni. Il film segue le vicende di un gruppo di borghesi che cercano di organizzare una cena, ma sono continuamente ostacolati da eventi bizzarri e surreali. Le location del film includono il quartiere di Saint-Germain-des-Prés e i lussuosi boulevard del XVI arrondissement.

Les Amants du Pont-Neuf (Gli amanti del Pont-Neuf - 1991) di Leos Carax

Les Amants du Pont-Neuf è un film d'amore diretto da Leos Carax che racconta la storia di due vagabondi, interpretati da Juliette Binoche e Denis Lavant, che si innamorano sul Pont-Neuf, il più antico ponte di Parigi. Il film, girato in gran parte di notte, offre una visione suggestiva e romantica della città, con scene memorabili ambientate lungo la Senna, sulla piazza della Bastiglia e nel quartiere di Belleville.

IV. Parigi e il cinema contemporaneo

Il legame tra Parigi e il cinema si è mantenuto forte anche negli anni recenti, con registi francesi e internazionali che continuano a sfruttare la città come sfondo per le loro storie.

Le Fabuleux Destin d'Amélie Poulain (Il favoloso mondo di Amélie - 2001) di Jean-Pierre Jeunet

Amélie è una commedia romantica diretta da Jean-Pierre Jeunet che racconta la storia di Amélie Poulain, una giovane cameriera che vive a Montmartre e cerca di migliorare la vita delle persone che la circondano. Il film, con una storia accattivante, la sua fotografia vivida e il suo stile fiabesco, ha contribuito a rafforzare l'immagine di Parigi come città romantica e magica. Tra i luoghi più iconici del film figurano il Café des Deux Moulins, dove Amélie lavora, e la Basilica del Sacro Cuore.

La Môme - La Vie en Rose (2007) di Olivier Dahan

"La Môme", conosciuto anche come "La Vie en Rose", è un biopic diretto da Olivier Dahan sulla vita della cantante francese Édith Piaf. Il film segue la sua ascesa dalla povertà alle luci della ribalta e offre uno sguardo affascinante sulla Parigi degli anni '30 e '40. Alcune delle location più evocative del film includono il quartiere di Belleville, dove Piaf è cresciuta, e l'Olympia, un famoso teatro parigino dove si è esibita.

Midnight in Paris (2011) di Woody Allen

Midnight in Paris è una commedia romantica diretta da Woody Allen che segue le avventure di uno sceneggiatore americano in visita a Parigi che scopre di poter viaggiare indietro nel tempo e incontrare i grandi artisti e scrittori del passato. Il film, conosciuto per la sua celebrazione della bellezza e della cultura parigina, presenta numerosi luoghi iconici, tra cui Montmartre, il Museo Rodin e il Pont Alexandre III.

Di seguito una vera e propria passione internazionale legata a Parigi e alle sue strade, quella per il commissario Maigret e i libri di Georges Simenon.

La Parigi del Commissario Maigret: un viaggio nella città di Simenon e del suo celebre detective

La Parigi del Commissario Maigret: un viaggio nella città di Simenon e del suo celebre detectiveLa Parigi del Commissario Maigret è una città affascinante e misteriosa, dove i vicoli tortuosi e le strade acciottolate nascondono segreti e intrighi che solo il celebre detective creato da Georges Simenon è in grado di svelare. Per chi è appassionato di Maigret, e ce ne sono molti, vi invitiamo a scoprire la Parigi del commissario, passeggiando nei luoghi che lo scrittore belga ha immortalato nei suoi romanzi e che hanno reso il suo personaggio uno dei più amati e apprezzati del genere poliziesco.

I. Georges Simenon e il Commissario Maigret

Georges Simenon (1903-1989) è stato uno degli scrittori più prolifici e acclamati del XX secolo, con oltre 400 romanzi e racconti all'attivo. Nato a Liegi, in Belgio, Simenon si trasferì a Parigi nel 1922, dove iniziò la sua carriera giornalistica e letteraria. La sua prima opera di successo fu 'Pietr-le-Letton' (Pietro il Lettone), pubblicata nel 1931, in cui fece la sua comparsa il personaggio del Commissario Maigret.

Il Commissario Jules Amedée François Maigret è il protagonista di 75 romanzi e 28 racconti brevi di Simenon, ambientati principalmente a Parigi e con puntate nella provincia francese più profonda. Maigret è un personaggio complesso e affascinante, noto per la sua pazienza, la sua intuizione e la sua empatia nei confronti dei sospettati e delle vittime. Le sue indagini lo portano spesso a esplorare i quartieri più caratteristici di Parigi, dalla rive gauche alla rive droite, e a frequentare i luoghi simbolo della città, come i bistrot, le brasserie e i boulevards.

II. La Parigi di Maigret: i luoghi delle indagini

Il Quai des Orfèvres e il Palazzo di Giustizia

La Quai des Orfèvres è il luogo di lavoro del Commissario Maigret, la sede della polizia giudiziaria di Parigi. Situata sull'Île de la Cité, la Quai des Orfèvres è un edificio imponente che si affaccia sul fiume Senna e che ospita anche il Palazzo di Giustizia, dove si svolgono i processi e le udienze penali. Nei romanzi di Simenon, la Quai des Orfèvres è il punto di partenza delle indagini di Maigret e il luogo dove il commissario interroga i sospettati e discute con i suoi collaboratori.

Les Halles e il Quartiere del Marais

Les Halles, il vecchio mercato centrale di Parigi, è un luogo emblematico nei romanzi di Maigret, spesso descritto come un labirinto di bancarelle e di viuzze affollate di venditori e acquirenti. Sebbene il mercato sia stato trasferito a Rungis negli anni '70, l'area conserva ancora parte del suo fascino storico. Il vicino Quartiere del Marais di cui abbiamo già parlato e parleremo più avanti, con le sue strade strette e i suoi palazzi storici, è un altro luogo chiave nelle indagini di Maigret, che spesso si inoltra in questo affascinante angolo di Parigi per seguire i suoi sospettati e scoprire nuovi indizi.

I caffè e i bistrot di Parigi

I caffè e i bistrot di Parigi sono il teatro di molte scene dei romanzi di Maigret, dove il commissario si incontra con i suoi informatori, riflette sulle sue indagini o si rilassa dopo una lunga giornata di lavoro. Tra i caffè più celebri frequentati da Maigret, si possono citare il Café de la Paix, il Café de Flore, Les Deux Magots e La Closerie des Lilas. Questi luoghi offrono un'immersione nell'atmosfera autentica della Parigi di Simenon, dove potrete gustare un pasto, un caffè o un bicchiere di vino, immaginando di condividere il tavolo con il celebre commissario.

La rive gauche e la rive droite

Le indagini di Maigret spaziano dai quartieri eleganti della rive gauche, come Saint-Germain-des-Prés e il Quartiere Latino, ai quartieri popolari della rive droite, come Montmartre, Belleville e Ménilmontant. La Parigi di Maigret è una città in continua evoluzione, dove le tradizioni e la modernità si fondono e si scontrano, creando un'atmosfera unica e affascinante che caratterizza l'opera di Simenon.


Place Dauphine

La Place Dauphine è una delle piazze più affascinanti e romantiche di Parigi, dove Maigret e sua moglie, Madame Maigret, si trasferiscono nel romanzo Maigret e il ladro indolente. Qui potrete ammirare la tranquillità e la bellezza di questa piazza nascosta sull'Île de la Cité, circondata da eleganti palazzi e alberi secolari.

Gare du Nord

La stazione ferroviaria della Gare du Nord, è un posto dove Maigret si reca spesso per recarsi in missione nelle province francesi o per accogliere testimoni e sospettati che arrivano a Parigi. La Gare du Nord è uno dei luoghi più affascinanti e frenetici della città, che vi permetterà di immergervi nella vita quotidiana dei parigini.

Brasserie Dauphine

La Brasserie Dauphine è un locale immaginario creato da Simenon, dove Maigret e i suoi colleghi si ritrovano spesso per discutere dei casi e rilassarsi dopo il lavoro. Sebbene la Brasserie Dauphine non esista realmente, potete trovare numerosi locali simili nei dintorni della Quai des Orfèvres, dove potrete gustare una birra o un piatto tipico della cucina parigina.

Pont des Arts

Il Pont des Arts, uno dei ponti più celebri e romantici di Parigi, che compare in diverse scene dei romanzi di Maigret. Attraversando il Pont des Arts, potrete godere di una vista spettacolare sulla Senna e sui suoi dintorni, e immaginare di passeggiare al fianco del commissario mentre riflette sui suoi casi più intricati.

Una sola Parigi o tante?

La Parigi di oggi, come non mai, è un crogiolo di razze. Qui, per viaggiare da una parte all'altra del mondo, non è più necessario fare voli intercontinentali, cambiare fusi orari, avere il passaporto: basta acquistare un biglietto del metrò, e il gioco è fatto. Amate l'Africa nera? Scendete a St. Paul e dirigetevi in Rue Elzévir, non a caso chiamata Rue de la Petite Afrique. Oppure andate fino alla stazione del metrò di Château Rouge, dalle parti di Montmartre: le strade lì intorno (Rue Poissonniers, Rue Myrha, Rue Polonceau...) sono piene di negozi che ricordano gli empori di Dakar, con il meglio della sartoria africana: tende, cuscini...

Parigi etnicaSe invece preferite il lontano oriente, andate nel XIII arrondissement, metrò Porte De Choisy: qui è pieno di ristoranti cinesi, vietnamiti, cambogiani, thailandesi. E nei negozi potete rifornirvi di spezie, frutta secca, anatre laccate, tè e tisane d'ogni tipo, compresa quella ai fiori di leone. Un tempo in questo quartiere vissero grandi rivoluzionari della rivolta della Comune di Parigi, come Emile Duval e Luis Auguste Blanqui. Qui vissero, a Rue Godefroy, non lontano da Place d'Italie, due futuri leader cinesi, come Zhou Enlai e Deng Xiaoping; erano giovani e pieni di energia, nonostante la precarietà e la povertà, e il loro programma era semplicemente quello di "Salvare la Cina e il mondo". Nel corso della sua permanenza a Parigi, Zhou fondò il primo nucleo del Partito Comunista Cinese.

In tempi recenti è esplosa la mania dell'India, quindi un po' ovunque a Parigi sono spuntati ristoranti, negozi di sari, negozi specializzati in prodotti alimentari (dal curry alla marmellata di lime, ai semi di finocchio glassati) e altri ancora che vendono musica e film di Bollywood, il più delle volte "onestamente" taroccati. Il viaggio intorno al mondo non finisce qui: si può andare nella Russia degli zar, a Cuba, in Cile, in Brasile, nel Magreb. Fumare il narghilè e bere tè alla menta seduti su un pouf di un café egiziano è un "must", una cosa che da fare. Ma sono ben rappresentati anche paesi meno esotici come l'Olanda, la Svezia, il Belgio.

Torre Eiffel - ParigiE non preoccupatevi: sugli Champs Elysées, al Centre Pompidou, sotto la Torre Eiffel e sulla scalinata che porta alla Basilica del Sacro Cuore (Sacré-Coeur) la lingua più parlata è l'italiano (anche al Moulin Rouge). Perché noi siamo turisti pragmatici: prima vogliamo vedere tutte le attrazioni classiche e poi, se rimane un po' di tempo, lo dedichiamo al resto. Il problema è che le attrazioni classiche sono così numerose (si può non andare al Louvre (leggi per fare prima il nostro articolo sui capolavori da non perdere) al Museo Picasso, al Museo D'Orsay, al Museo Rodin al Pantheon, ai Jardin de Tuileries fare una passeggiata a Saint Germain de Prés, vedere l'Operà di Parigi, ammirare Nôtre Dame?), che alla fine non rimane quasi mai tempo per altro, con il rischio di portarsi dietro il ricordo di una Parigi da cartolina.

Il II arrondissement, tra rivoluzionari e scrittori

Targa Simón Bolívar a ParigiUn luogo che è diventato una metà di pellegrinaggio di tanti sudamericani a Parigi è il II arrondissement. Qui al numero 63 di Rue de Richelieu, visse nel 1806 il Libertador, Simón Bolívar che, contribuì in misura decisiva all'indipendenza di Bolivia, Colombia, Ecuador, Panama, Perù e Venezuela, e insieme all'argentino Josè de San Martin, all'emancipazione di tutta l'America Latina dalla Spagna. Bolívar fu un fervido ammiratore di Napoleone, di cui assistette all'incoronazione e di cui divenne in seguito parte della sua scorta personale. I suoi soggiorni a Parigi furono fondamentali per rafforzare la sua decisione di ribellarsi alle condizioni coloniali della sua terra. La sua visione politica era però troppo in anticipo sui tempi: voleva creare gli Stati Uniti del Sud America, ma tradito e incompreso, non ci riuscì. Il II arrondissement rappresenta da sempre per Parigi un importante distretto commerciale ospitando un gran numero di attività finanziarie ed economiche, con numerose sedi bancarie raggruppate attorno alla ex Borsa di Parigi. Qui si trovano anche la Bibliothèque Nationale, l'Opéra e l'Opéra Comique.

Al numero 10 di Rue Saint-Joseph nacque lo scrittore Émile Zola, che dirà la famosa frase "Essere poveri a Parigi, significa essere poveri due volte", per via della sua difficile giovinezza seguita alla morte del padre quando aveva 7 anni. Nei suoi romanzi descrisse la nuova Parigi Émile Zola - J'accusedel Barone Haussmann, l'urbanista di Napoleone III, che demolì parte della città medievale per fare posto ai boulevard, ai palazzi, alle Les Halles (i mercati generali) e ai grandi magazzini. Zola è considerato il creatore dello stile letterario chiamato Naturalismo, che si proponeva di descrivere la realtà psicologica e sociale con gli stessi metodi usati dalle scienze naturali. A questo stile letterario furono poi associati scrittori del calibro di Balzac e Flaubert. Zola diventò celebre in tutta la Francia per via del suo atto d'accusa, il famoso "J'accuse", contro le autorità in occasione del processo al capitano Albert Dreyfus, un ufficiale ebraico - alsaziano accusato di tradimento e di spionaggio a favore dell'Impero Tedesco. Il paese si divise in colpevolisti e innocentisti. Zola sostenne questi ultimi, e così facendo si creò tanti nemici. Detestato e calunniato (anche per le sue origini italiane), fu costretto ad abbandonare la Francia per l'Inghilterra per breve tempo. Tornato a Parigi, morì il 29 settembre del 1902, vittima di esalazioni di monossido di carbonio. Anche se fu più volte minacciato di morte, le autorità chiusero subito il caso archiviandolo come incidente. Anni dopo tuttavia, un imprenditore ultra nazionalista Henri Buronfosse, rivelò in punto di morte a un parente di essere stato l'assassino di Zola, al quale ostruì il camino della sua camera avvelenandolo con il monossido e riaprendolo il mattino successivo. Il tutto venne fuori solo nel 1953 dopo un articolo del quotidiano Liberation.

Parigi, misteri e seduzione

Giacomo CasanovaParigi è piena di misteri, anche in questo sta il suo fascino senza tempo. Dai misteri alle seduzioni il passo è breve. Nello stesso quartiere, in Rue Mandar visse il principe della seduzione, Giacomo Casanova, che abitò nella capitale francese più di 5 anni. Nelle sue Memorie scrisse: "Eccomi in questa Parigi unica al mondo, che devo guardare come la mia patria, poiché non posso più pensare di tornare in quella che mi ha dato la casualità dei natali [...] questa immensa Parigi è luogo di miseria o di fortuna, a secondo che vi si sappia adattare bene o male: starà a me cogliere bene la direzione del vento." Un'altra figura entrata nell'immaginario mondiale è Cyrano de Bergerac che nacque in Rue Dussoubs, sempre nel II arrondissement, diventato celebre grazie all'opera teatrale che porta il suo nome, pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918). Bergerac fu nel '600, precursore della letteratura fantascientifica, un personaggio coraggioso, innamorato della libertà, delle scienze, dei libri e della natura.

Cyrano de BergeracRimpiangeva il fatto di perdere tempo, un tempo che non sarebbe tornato più. Morì a soli 36 anni, vittima della caduta di una trave. Anche in questo caso qualcuno ha sempre sostenuto che non si trattò di un incidente. Venne poi reso immortale dall'opera di Rostand, Cirano (a Rossana): "…per la tua felicita darei in cambio la mia quand'anche tu non lo sapessi mai, cosi, soltanto per sentirti ridere qualche volta, da lontano, da quella gioia data dal mio sacrificio…"

Insomma, dietro la sua affascinante facciata, Parigi nasconde, come molte altre città, anche un lato oscuro e misterioso che affonda le sue radici nella storia, nella leggenda e nel folklore.

Le catacombe di Parigi
Sotto le strade trafficate e i caffè vivaci di Parigi, si cela un labirinto di tunnel e cripte noto come le Catacombe. Questo vasto ossario sotterraneo, che ospita i resti di oltre sei milioni di parigini, fu creato nel XVIII secolo a seguito della chiusura dei cimiteri cittadini per motivi di igiene. Le catacombe di Parigi sono avvolte in un'atmosfera sinistra e misteriosa, e sono state protagoniste di numerose leggende e storie di fantasmi nel corso dei secoli.

La maledizione di Belfagor, il fantasma del Louvre

Il Louvre, uno dei musei più famosi del mondo, è circondato da una serie di misteri e leggende, tra cui quella di Belfagor, un fantasma che si dice infesti le sue sale. Secondo la leggenda, Belfagor era un nobile italiano del XVI secolo che fu ucciso a Parigi in circostanze misteriose. Il suo spirito maledetto avrebbe trovato rifugio nel palazzo che ospita il famoso museo parigino, dove si aggira tra le opere d'arte e semina terrore tra i visitatori. La storia di Belfagor ha ispirato romanzi, film e serie televisive, contribuendo a consolidare il mistero del Louvre.

La leggenda del Fantasma dell'Opéra

Il Palais Garnier, l'opera di Parigi, è un altro luogo leggendario associato a storie di fantasmi e misteri. Il celebre romanzo di Gaston Leroux, "Il fantasma dell'Opera", narra la storia di un genio musicale deforme che vive nascosto nelle profondità dell'edificio e si innamora di una giovane cantante lirica. Sebbene sia una storia di finzione, la leggenda del Fantasma dell'Opéra si basa su eventi reali e voci che circolavano tra gli artisti e il personale dell'epoca, alimentando l'aura di mistero che circonda il Palais Garnier.

Il mistero della mummia di Saint-Denis

La Basilica di Saint-Denis, situata nella periferia di Parigi, è il luogo di sepoltura dei re e delle regine di Francia e ospita numerosi sarcofagi e monumenti funerari. Una delle storie più inquietanti associate a questa chiesa riguarda la mummia di un nobile sconosciuto, che si dice abbia ispirato la figura del vampiro nella letteratura gotica (figura rivendicata da tanti in Europa). Secondo la leggenda, nel XIX secolo, durante i lavori di restauro, fu scoperta una cripta segreta contenente un sarcofago con una mummia perfettamente conservata, con indosso vestiti del XV secolo e un anello d'oro. Da allora, la mummia di Saint-Denis è stata al centro di numerosi racconti di vampiri e resurrezioni, aggiungendo un altro strato di mistero alla storia di Parigi.

Le storie di alchimisti e maghi a Parigi

L'alchimia e la magia hanno avuto un ruolo importante nella storia di Parigi, e si dice che con molti personaggi leggendari abbiano vissuto e operato nella città nel corso dei secoli. Uno dei più famosi alchimisti associati a Parigi è Nicolas Flamel, un libraio e studioso del XIV secolo che, secondo la leggenda, avrebbe scoperto il segreto della pietra filosofale e dell'elisir di lunga vita. Oggi la casa di Flamel, situata nel Marais, è oggi un luogo di "pellegrinaggio" per gli appassionati di esoterismo e misteri.

Parigi noir, da Vidocq a Fred Vergas

Parigi noir, da Vidocq a Fred VergasNon bisogna dimenticare poi che Parigi è la capitale mondiale del "giallo" o, come dicono da queste parti, del noir. Del resto qui è nato Eugène-François Vidocq (1775-1857) che fu un criminale francese che in seguito divenne un investigatore e il fondatore della Sûreté Nationale, una delle prime agenzie di polizia investigative moderne. Vidocq è spesso considerato il primo detective privato della storia e il padre della criminologia moderna. Utilizzando le sue conoscenze del mondo criminale e le sue esperienze passate, Vidocq sviluppò nuove tecniche investigative e metodi per combattere il crimine. Introdusse l'uso di travestimenti e di tecniche di sorveglianza per ottenere informazioni, la raccolta di impronte digitali e l'analisi della grafia per identificare i criminali, e l'uso della scienza nella risoluzione dei crimini.

Dopo aver lasciato la Sûreté nel 1833, Vidocq fondò la sua agenzia di detective privata, il Bureau des Renseignements Universels pour le commerce et l'Industrie. La sua agenzia offriva servizi di investigazione a clienti privati e commerciali e divenne un modello per future agenzie di detective in tutto il mondo.

La figura di Vidocq ha ispirato numerosi personaggi di detective nella letteratura e nel cinema, tra cui Jean Valjean e l'ispettore Javert ne "I miserabili" di Victor Hugo e il personaggio di Eugène Sue, il detective privato Rodolphe. La sua vita avventurosa e il suo passaggio dal crimine all'applicazione della legge hanno catturato l'immaginazione di scrittori, registi e lettori per oltre due secoli.

Uno scrittore come Edgar Allan Poe creò, primo fra tanti, il personaggio dell'investigatore privato parigino Auguste Dupin. Dupin è uno dei primi detective letterari della storia e il protagonista di tre racconti: "I delitti della Rue Morgue", "Il mistero di Marie Rogêt" e "La lettera rubata". Dupin utilizza la logica deduttiva e l'analisi per risolvere casi intricati. Ma non dobbiamo dimenticare l'altra faccia della legge, rappresentata dal personaggio di Arsène Lupin. Sebbene sia principalmente un ladro gentiluomo, Arsène Lupin, creato da Maurice Leblanc, spesso assume anche il ruolo di detective per risolvere misteri e crimini. Le sue avventure si svolgono a Parigi e in altre parti della Francia. La sua intelligenza, il fascino e le abilità di travestimento lo rendono un personaggio popolare nella letteratura e nel cinema.

Parigi, come abbiamo raccontato, è la città di Jules Amedée François Maigret, meglio conosciuto come il Commissario Maigret, personaggio creato da Georges Simenon. Ma è anche la città di Nestor Burma, creato dallo scrittore francese Léo Malet. Nestor Burma è un detective privato parigino noto per la sua astuzia e la sua abilità nel risolvere misteri complessi. Le sue avventure sono state adattate sia in romanzi che in serie televisive.

E che dire della Parigi di Fred Vargas e del suo personaggio, il commissario Adamsberg? "Fred Vargas" è lo pseudonimo sotto il quale Frédérique Audoin-Rouzeau scrive i suoi romanzi gialli. Inoltre, lei è anche un'archeozoologa di fama internazionale. Nata nel 1957 a Parigi, Vargas ha scritto numerosi romanzi gialli ambientati nella capitale francese, molti dei quali sono incentrati sul personaggio di Adamsberg, un commissario di polizia atipico e intuitivo.

La Parigi di Fred Vargas è un luogo di mistero e fascino, dove il passato e il presente si intrecciano in modo inestricabile. Attraverso i suoi romanzi, Vargas offre uno sguardo unico sulla città, esplorando i suoi angoli più oscuri e i suoi segreti nascosti. Le storie di Vargas sono ambientate in diversi quartieri di Parigi, tra cui Montmartre, Marais e Saint-Germain-des-Prés, offrendo ai lettori un'immersione nella vita quotidiana dei parigini e nella loro cultura.

Uno degli aspetti distintivi dei romanzi di Vargas è l'uso della storia e dell'archeologia come sfondo per le indagini di Adamsberg. Le trame dei suoi romanzi spesso coinvolgono elementi storici o mitologici che si rivelano cruciali per la risoluzione dei misteri. Ad esempio, in "L'uomo a rovescio" (L'Homme à l'envers), la storia ruota attorno alla leggenda del lupo mannaro e alla sua presenza nella cultura popolare francese. In "Nei boschi eterni" (Dans les bois éternels), Adamsberg si imbatte in un caso che coinvolge un antico sito archeologico e una setta pagana.

I personaggi nei romanzi di Vargas sono spesso eccentrici, affascinanti e complessi, il che riflette la diversità e la ricchezza culturale di Parigi. Oltre al commissario Adamsberg, Vargas ha creato una serie di personaggi ricorrenti che lavorano con lui, tra cui il suo braccio destro, il capitano Danglard, e una varietà di altri poliziotti, esperti e informatori che contribuiscono a risolvere i casi.

Questi sono solo alcuni dei personaggi 'noir' più noti che hanno avuto come palcoscenico delle loro narrazioni Parigi. Con le loro storie, hanno contribuito a creare un'aura di mistero e fascino attorno alla città.

I luoghi delle rivoluzioni a Parigi

I luoghi delle rivoluzioni a ParigiParigi, come quasi tutti sappiamo, è stata spesso al centro di rivoluzioni storiche che hanno trasformato la Francia e influenzato il corso della storia mondiale. I luoghi di queste rivoluzioni sono ancora oggi testimoni del coraggio e della determinazione dei parigini che hanno combattuto per la libertà e l'uguaglianza.

Palazzo delle Tuileries - Jardin des Tuileries

113 Rue de Rivoli, 75001 Parigi

Il Palazzo delle Tuileries, oggi scomparso, fu un tempo la residenza dei sovrani francesi e il centro del potere politico. Durante la Rivoluzione francese, il palazzo fu occupato dai rivoluzionari e divenne la sede del governo rivoluzionario. Anche se il palazzo fu distrutto nel 1871, il Giardino delle Tuileries, che lo circondava, è ancora aperto al pubblico tutti i giorni dalle 7:30 alle 19:30.

Place de la Bastille

La Place de la Bastille è il luogo simbolo della Rivoluzione francese, dove il 14 luglio 1789 la popolazione assaltò la prigione della Bastiglia, dando il via alla rivolta. Oggi, la piazza ospita l'Opéra Bastille e la Colonne de Juillet, un monumento dedicato alle rivoluzioni del 1830 e del 1848.

Place de la Concorde

Durante la Rivoluzione francese, la Place de la Concorde (allora Place de la Révolution) fu teatro di numerosi eventi drammatici, tra cui l'esecuzione di Luigi XVI e Maria Antonietta. Oggi, la piazza è dominata dall'obelisco di Luxor, messo li nel 1836, accanto alle fontane, ma è impossibile non pensare alla sua storia tumultuosa mentre si passeggia tra i suoi spazi aperti.

Hôtel de Ville

Place de l'Hôtel de Ville

L'Hôtel de Ville, la sede del governo cittadino di Parigi, è stato al centro di molte rivoluzioni e proteste. Durante la Comune di Parigi del 1871, l'Hôtel de Ville fu temporaneamente occupato dai rivoluzionari. L'edificio è aperto al pubblico solo in occasione di mostre temporanee, ma la piazza antistante è accessibile 24 ore su 24.

Place de la République

La Place de la République è un luogo simbolico di protesta e di celebrazione della libertà e dell'uguaglianza a Parigi. Al centro della piazza si erge il Monumento alla Repubblica, un'imponente statua di bronzo che rappresenta Marianne, la personificazione della Repubblica Francese. La piazza è stata teatro di innumerevoli manifestazioni, sia nel passato che nel presente, ed è diventata un punto di riferimento per gli attivisti e i cittadini parigini che cercano di esprimere le loro opinioni e rivendicare i loro diritti.

Les Invalides

129 Rue de Grenelle, 75007 Parigi

Les Invalides, un complesso di edifici militari che ospita tra l'altro il Musée de l'Armée, ha avuto un ruolo fondamentale durante la Rivoluzione francese. Qui, il 14 luglio 1789, i rivoluzionari si impadronirono delle armi e dei cannoni conservati nell'edificio, poco prima dell'assalto alla Bastiglia. Les Invalides è aperto al pubblico tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00 (orario esteso fino alle 21:00 il martedì).

Place Vendôme

La Place Vendôme è stata spesso al centro di rivolte e manifestazioni. Durante la Comune di Parigi, la colonna di Napoleone al centro della piazza fu abbattuta dai rivoluzionari come simbolo del potere imperiale. Oggi, la piazza è nota per le sue lussuose boutique e gli eleganti hotel, ma conserva il fascino della sua storia turbolenta.

Parigi e i luoghi del '68

Parigi e i luoghi del '68Nel 1968, Parigi divenne il fulcro di una serie di proteste e rivolte che avrebbero cambiato il corso della storia. Il movimento studentesco e i lavoratori uniti si sollevarono contro il governo e le istituzioni tradizionali, chiedendo riforme sociali, politiche e culturali. Questi eventi, noti come il "Maggio '68" o semplicemente "il '68", ebbero un impatto duraturo non solo sulla società francese, ma anche su quella mondiale.

Il contesto del '68

Il clima sociale e politico della Francia negli anni '60 era caratterizzato da un crescente malcontento nei confronti del governo e delle istituzioni tradizionali. I giovani, in particolare, si sentivano oppressi da un sistema rigido e conservatore, che non rispecchiava i loro ideali di libertà, uguaglianza e fraternità. Allo stesso tempo, la Guerra Fredda e la guerra del Vietnam alimentavano un clima di tensione e paura, mentre l'emergere di nuove correnti culturali e filosofiche, come il femminismo e l'ambientalismo, stimolavano un desiderio di cambiamento.

Le proteste e le rivolte del '68

Le proteste del '68 ebbero inizio alla Sorbona, l'antica università di Parigi, dove gli studenti protestarono contro la chiusura di un edificio universitario. La polizia intervenne con la forza, scatenando una serie di manifestazioni e scontri che si diffusero rapidamente in tutta la città. Il movimento studentesco, guidato da leader carismatici come Daniel Cohn-Bendit e Alain Geismar, si unì ai lavoratori, che scioperarono in massa per chiedere aumenti salariali e migliori condizioni di lavoro. In poche settimane, la protesta si trasformò in una rivolta, con milioni di persone che scesero in strada per manifestare il loro dissenso. Il governo di Charles de Gaulle, inizialmente colto di sorpresa, reagì con fermezza, dichiarando lo stato d'emergenza e mobilitando l'esercito. Tuttavia, le proteste continuarono fino a quando il governo non accettò di negoziare con i manifestanti e di concedere alcune riforme.

L'eredità del '68

Il '68 fu un momento cruciale nella storia del XX secolo, che segnò una svolta nella mentalità e nelle aspirazioni della società francese e mondiale. Le proteste e le rivolte di Parigi ebbero un impatto duraturo sulle istituzioni, sui valori e sulle pratiche culturali, spingendo verso una maggiore apertura, tolleranza e democrazia.

Inoltre, il '68 influenzò profondamente i movimenti di protesta e di contestazione in tutto il mondo, contribuendo a diffondere nuove idee e forme di attivismo politico e sociale. Dalla Primavera di Praga in Cecoslovacchia alle proteste contro la guerra del Vietnam negli Stati Uniti, il '68 diventò un simbolo di resistenza e di cambiamento, che ispirò generazioni di attivisti e di intellettuali a lottare per i loro diritti e per un mondo migliore.

Tra le riforme e le conquiste più significative del '68, possiamo citare:

  1. L'emancipazione delle donne. Il movimento femminista emerse come una forza potente durante il '68, con le donne che rivendicavano il diritto all'uguaglianza, all'autonomia e al controllo del proprio corpo. Le proteste di Parigi contribuirono a promuovere l'adozione di nuove leggi e politiche che favorirono l'emancipazione femminile, come il diritto all'aborto e l'eguaglianza salariale.
  2. L'apertura culturale. Il '68 segnò la fine di un'epoca di conservatorismo culturale e l'inizio di un'era di sperimentazione e di apertura. La musica, il cinema, la letteratura e le arti visive furono profondamente influenzati dalle idee e dalle energie del movimento, dando vita a nuove correnti e stili artistici che riflettevano il desiderio di libertà e di cambiamento.
  3. La democratizzazione dell'istruzione. Il '68 portò a una profonda trasformazione del sistema educativo francese e internazionale, con l'introduzione di riforme che miravano a rendere l'istruzione più accessibile e democratica. La creazione di nuove università, la riforma dei programmi di studio e l'abolizione delle gerarchie accademiche furono alcune delle conquiste più importanti di questo periodo.
  4. Il rafforzamento della democrazia e dei diritti civili. Il '68 contribuì a rafforzare la democrazia e i diritti civili, sia in Francia che all'estero. Le proteste e le rivolte di Parigi dimostrarono il potere della partecipazione popolare e della resistenza civile, spingendo i governi a rispettare e a promuovere i diritti umani e le libertà fondamentali.

Anche se sono passati molti anni da questi eventi rivoluzionari, i luoghi che hanno fatto da palcoscenico a questi momenti del nostro passato recente continuano a far parte del paesaggio urbano di Parigi, testimoni silenziosi del desiderio incessante di libertà e uguaglianza.

Quartiere Latino

Il Quartiere Latino, situato sulla Rive Gauche (sponda sinistra) della Senna, fu l'epicentro delle proteste del maggio '68. Questo storico quartiere, noto per i suoi caffè, le sue librerie e le sue università, fu il teatro di scontri tra studenti e forze dell'ordine, nonché di assemblee, dibattiti e manifestazioni. Tra i luoghi più simbolici del Quartiere Latino, si trovano:

La Sorbona

47 Rue des Écoles, 75005 Parigi

L'Università della Sorbonne è stata un fulcro della vita intellettuale e politica a Parigi per secoli. Durante gli eventi del maggio 1968, gli studenti occuparono l'ateneo per protestare contro le rigide gerarchie universitarie e le condizioni di vita degli studenti. La Sorbona è generalmente accessibile solo agli studenti e al personale universitario, ma è possibile visitare l'ateneo in occasione di visite guidate su prenotazione.

Place Saint-Michel, Questa famosa piazza, situata nel cuore del Quartiere Latino, fu teatro di alcuni dei più violenti scontri tra manifestanti e polizia durante le proteste. Ancora oggi, Place Saint-Michel è un luogo di ritrovo e di protesta per gli studenti parigini.

Boulevard Saint-Michel

Il Boulevard Saint-Michel, che attraversa il Quartiere Latino, fu un altro punto nevralgico delle manifestazioni del maggio '68. Gli studenti marciarono lungo il boulevard, costruendo barricate e scontrandosi con la polizia. Attualmente, il Boulevard Saint-Michel è una vivace strada commerciale, ma conserva ancora le tracce del suo passato "rivoluzionario".

Odéon-Théâtre de l'Europe

L'Odéon-Théâtre de l'Europe, situato nei pressi dei Giardini del Lussemburgo, fu occupato dagli studenti e dai lavoratori il 15 maggio 1968. Durante l'occupazione, il teatro divenne un luogo di dibattito politico e culturale, con la partecipazione di numerosi intellettuali e artisti. L'Odéon è ancora oggi un importante teatro parigino, che ospita spettacoli di teatro, danza e musica.

L'Università di Nanterre

Situata nella periferia ovest di Parigi, l'Università di Nanterre fu il luogo in cui ebbero inizio le proteste studentesche nel marzo del 1968. L'occupazione della facoltà da parte degli studenti e l'espulsione di alcuni di loro furono gli eventi scatenanti che portarono alle manifestazioni del maggio '68. Oggi, l'Università Paris Nanterre è un importante centro di studi e ricerca, e il campus è stato recentemente ristrutturato per ospitare nuovi edifici e servizi per gli studenti.

Les Invalides e Place de la Bastille

Il complesso di edifici storici de Les Invalides, di cui abbiamo già accennato, situato nel VII arrondissement di Parigi, fu teatro di un grande raduno il 24 maggio 1968, quando circa 30.000 manifestanti si riunirono per protestare contro il governo e chiedere riforme sociali e politiche. Les Invalides è ancora oggi un importante sito turistico, noto per ospitare la tomba di Napoleone Bonaparte e il Musée de l'Armée. Anche Place de la Bastille, storicamente associata alle rivoluzioni e alle proteste fu teatro delle proteste, manifestazioni e scontri tra studenti e forze dell'ordine nel maggio '68.

Rue Gay-Lussac

Questa strada del Quartiere Latino, situata nelle vicinanze del Pantheon e del Liceo Henri-IV, fu uno dei principali luoghi di scontro tra manifestanti e forze dell'ordine durante il maggio '68. Le barricate erette dagli studenti lungo la Rue Gay-Lussac divennero simbolo della resistenza e della lotta per la libertà. Oggi, la strada è una tranquilla via residenziale, ma conserva ancora il fascino e l'atmosfera del passato.

La Parigi preferita dai parigini

La Parigi preferita dai pariginiCosa preferiscono i parigini della loro città? Ecco allora un consiglio per avere un "assaggio" della Parigi più amata dai "parigini doc": 1, 4, 10, 11. Che non sono numeri da giocare al lotto, ma i numeri degli arrondissements, i quartieri da non perdere. Il I (Primo) arrondissement, possiede monumenti e luoghi quali la Banque de France, il Museo del Louvre, il Palais Royal, la Comédie-Française, i Giardini delle Tuileries, la Rue de Rivoli, il Pont Neuf e il Pont des Arts e la Place Vendôme con al centro la Colonna di Austerlitz. Quest'ultima ispirata alla colonna Traiana a Roma, venne costruita per celebrare una delle più grandi vittorie napoleoniche, la Battaglia di Austerlitz appunto, usando come materiale tra i 133 e i 180 cannoni sottratti agli austriaci e ai russi sul campo di battaglia.

Place Vendôme venne creata nel 1702 come monumento alla gloria degli eserciti di Luigi XIV. Inizialmente fu chiamata Place des Conquêtes (ovvero Piazza delle Conquiste),  poi Place Louis le Grand quando le conquiste si rivelarono temporanee. Dopo la morte di Louvois, il re acquistò il terreno e commissionò all'architetto Hardouin-Mansart di progettare la piazza e le abitazioni che vi si sarebbero affacciate

Dove ora si trova la Colonna di Austerlitz, messa li da Napoleone, si trovava la statua equestre del re Luigi XVI, successivamente distrutta, durante la Rivoluzione Francese. Il sito della piazza fu un tempo l'hôtel particulier, cioè la residenza privata di César, duca di Vendôme, figlio illegittimo di Enrico IV e della sua amante Gabrielle d'Estrées. Successivamente il ministro delle finanze di Luigi XIV Louvois, acquistò questo pezzo di terra, con l'obiettivo di costruire una piazza, sul modello di successo Place des Vosges del secolo precedente. Louvois andò incontro a difficoltà finanziarie e il suo progetto non si realizzò. Dopo la sua morte, il re acquistò il terreno e commissionò all'architetto Hardouin-Mansart di progettare la piazza e le abitazioni che vi si sarebbero affacciate.  Altri problemi economici rallentarono il progetto che venne portato avanti dal finanziere John Law, considerato il creatore della carta moneta. Sotto di lui la piazza venne completata nel 1720. Quando però la sua Banca del Missisipi (il Missisipi allora faceva parte della Luisiana francese) fallì, dovette vendere ai membri della famiglia Borbone-Condé. Questi ultimi erano un ramo collaterale della famiglia reale esiliata per dispute dinastiche, che poi rientrò nel paese per reclamare la loro terra nella città di Vendôme stessa.

Tra il 1720 e il 1797, questa famiglia acquisì gran parte della piazza, tra cui una parziale piena proprietà del sito su cui si trova oggi l'Hotel Ritz di Parigi. Se questa piazza potesse parlare... al numero 12 di Place Vendôme visse e morì di tubercolosi, Frederick Chopin; al numero 15 dove si trova il Ritz, visse Coco Chanel; Virginia Oldoini, Contessa di Castiglione e cugina di Cavour, venne inviata da quest'ultimo in missione alla corte francese di Napoleone III per cercare di sedurlo e perorare presso l'imperatore l'alleanza franco-piemontese, ci riuscì e fu la sua amante per più di un anno e abitò al numero 26 di Place Vendôme; Lady Diana e il suo compagno, Dodi al-Fayed trascorsero qui le loro ultime ore di vita prima di entrare nel Tunnel dell'Alma, dove persero la vita in un tragico incidente.

Una passeggiata nel Marais, un quartiere alla moda

Place de VosgesRegalatevi una passeggiata nelle stradine del Marais (IV arrondissement), dove quasi ogni giorno nascono nuovi negozi, gallerie e locali, ma nel rispetto della tradizione: nell'antico ghetto ebraico hanno detto "no" a McDonald's, riuscendo così a salvare un hammam, un bagno turco. Il Marais era un tempo una zona paludosa, da cui prese anche il nome. Crebbe di importanza sin dal XIV secolo, grazie alla sua vicinanza con il Louvre, residenza preferita di Carlo V di Francia (detto il Saggio).

Raggiunse il massimo del suo splendore nel XVII secolo, quando divenne zona residenziale per le classi  più abbienti, proprietari di sontuosi palazzi (gli Hôtels) che sono stati in seguito restaurati e trasformati in musei. Nella bellissima Place des Vosges visse Victor Hugo, l'autore de I Miserabili, prima di essere esiliato per la sua politica contro Napoleone III. Ora la sua casa è stata trasformata in un museo. Hugo fu uno dei primi intellettuali a usare il termine "Libero Pensiero". Lottò contro la schiavitù, a favore dei diritti delle donne, contro la pena di morte, per l'istruzione gratuita e obbligatoria e coltivò il sogno di vedere un giorno gli Stati Uniti d'Europa. Una curiosità: uno dei palazzi che si affaccia su Place des Vosges fu il teatro del delitto che fece da sfondo al romanzo "L'ombra cinese" di Georges Simenon con protagonista il Commissario Maigret, che vedremo altre volte di seguito in questo articolo.

In questa zona, ancora ricca di fascino, si alternano boutiques, piccoli ristoranti e negozi alla moda.  Sempre nello stesso arrondissement, in Place de HÔtel-de-Ville, un tempo Place de Grèves, avvenivano le decapitazioni, le impiccagioni e i supplizi pubblici decisi dall'autorità. Fu in questa piazza che venne usata per la prima volta la ghigliottina, il 25 aprile 1792, diventando uno dei simboli tragici della Rivoluzione Francese. La prima esecuzione riguardò Nicolas Pelletier, accusato di furto e omicidio. Le cronache riportano la grande delusione della folla accorsa numerosa che, grazie alla rapidità dello strumento, non ebbe letteralmente il tempo di vedere alcunché di spettacolare.

In questa zona si trova anche il sempre interessante Museo Picasso, da non perdere per tutti gli appassionati del grande artista spagnolo. Ricordiamo che Pablo Picasso si trasferì a Parigi all'età di 19 anni nel 1900 e vi trascorse gran parte della sua vita e della sua carriera artistica. Picasso abitò in diversi luoghi a Parigi durante la sua vita. Tra i più famosi ci sono il Bateau-Lavoir, uno studio d'arte dove visse tra il 1904 e il 1912, e l'Hôtel Salé, dove visse negli anni '30 e che ora ospita proprio il Musée Picasso di Parigi. Inoltre, Picasso visse in molti altri luoghi a Parigi durante la sua vita, tra cui appartamenti in rue La Boétie, rue des Grands Augustins e avenue de Friedland.

Insomma, questa, come avrete capito, è una zona molto interessante di Parigi da visitare. Quando sarete da queste parti non mancate di assaggiare gli ottimi falafel che si possono mangiare in uno dei tanti ristorantini yiddish nei dintorni. L'as du Falafel al numero 32 di Rue des Rosiers sostiene di fare semplicemente il miglior falafel del mondo. Chissà...

I canali di Parigi

 

L'AtalanteAltra zona da scoprire a Parigi è quella intorno a Canal Saint-Martin (X arrondissement). I Canali di Parigi, con il loro via vai di battelli, i ponti di ferro e le chiuse erano uno degli scenari preferiti dal commissario Maigret. Oggi, la zona, è stata rivalutata da stilisti e giovani creativi che aprono i loro atelier negli hangar e nelle tipografie abbandonate. Nel 1934 in questo quartiere, tra i canali, Jean Vigo, regista maledetto, realizzò il film L'Atalante, con Michel Simon e Dita Parlo, una delle storie d'amore più amate dagli appassionati e dagli studiosi di cinema. Il regista è ritenuto il precursore della Nouvelle Vague della cinematografia francese. L'umidità dei canali e l'inverno, durante la lavorazione del lungometraggio, aggravarono lo stato di salute di Jean Vigo, affetto da tubercolosi, che morì poco dopo, a soli 29 anni. La sequenza che vede il personaggio principale Jean tuffarsi nel canale e "vedere" la sua Juliette vestita da sposa, è familiare al pubblico italiano grazie all'utilizzo nella sigla del programma notturno Fuori orario, su Rai 3.

L'AtalanteI canali hanno svolto un ruolo cruciale nello sviluppo storico e economico di Parigi e, oggi, rappresentano un'attrazione turistica affascinante e un'alternativa rilassante al caos della metropoli.  Il Canal Saint-Martin, che si estende per oltre 4,5 chilometri, collegando il bacino de la Villette al porto dell'Arsenale, fu costruito nel XIX secolo per fornire acqua potabile alla crescente popolazione parigina e per facilitare il trasporto di merci tra il fiume Senna e il bacino de la Villette. Oggi, il Canal Saint-Martin è una destinazione popolare per i parigini e i turisti, che amano passeggiare lungo le sue rive alberate, attraversare i suoi pittoreschi ponti di ferro e osservare le chiuse in azione. La zona intorno al canale è rinomata per la sua atmosfera bohémienne e i suoi numerosi bar, ristoranti e negozi di design.

Il Canal de l'Ourcq è un altro importante canale di Parigi, che si estende per oltre 100 chilometri dalla Senna fino alla città di Mareuil-sur-Ourcq. Anche questo canale fu costruito nel XIX secolo, con lo scopo di trasportare merci e approvvigionare Parigi di acqua potabile. Il Canal de l'Ourcq fu fondamentale per lo sviluppo industriale della città, consentendo il trasporto di legname, carbone e grano tra Parigi e le regioni circostanti. Oggi, il Canal de l'Ourcq è un luogo di svago e relax per i parigini, che lo utilizzano per praticare sport acquatici come canottaggio e kayak, o per fare picnic e passeggiate lungo le sue rive. Durante l'estate, il canale si trasforma in una spiaggia urbana temporanea, con l'evento "Paris Plages", che offre ai visitatori la possibilità di rilassarsi su sdraio e godersi concerti e attività all'aperto.

Il Canal Saint-Denis è un altro canale storico di Parigi, che si estende per circa 7 chilometri tra il bacino de la Villette e il fiume Senna. Costruito nel XVIII secolo, il canale fu progettato per facilitare il trasporto di merci e alleggerire il traffico sul fiume Senna. Il Canal Saint-Denis ebbe un ruolo significativo nello sviluppo industriale della città, attirando numerose fabbriche e magazzini lungo le sue rive. Oggi, lungo le sue rive si trovano parchi, spazi espositivi e studi artistici. Inoltre, il canale è il punto di partenza di numerose crociere fluviali che offrono ai visitatori la possibilità di scoprire Parigi da una prospettiva unica e affascinante.

XI arrondissement, grande vita notturna

Se amate la vita notturna passate almeno una serata nei bistrot, club e bar dell'XI arrondissement, il quartiere con la più alta densità demografica d'Europa, quello che va dalla Bastiglia a Place de la République. Rue de Lappe, Rue Oberkampf, Avenue Palmentier, Rue de Charonne, Boulevard Voltaire. Questi ultimi sono indirizzi ben noti ai nottambuli: in queste strade c'è la più alta concentrazione di locali di tutta la città, qui la vita e il casino vanno avanti fino alle prime ore dell'alba. Leggi anche Café, bar e locali di Parigi . In questo stesso quartiere potrete visitare due interessanti musei.

Museo Édith PiafIl primo, il Musée Édith Piaf, occupa un paio di stanze di un appartamento privato, dedicato a Edith Piaf, la grande cantante francese e si trova al numero 5 di Rue Crespin du Gast. Possiede vari cimeli appartenuti all'artista, tra cui la sua collezione di porcellane, i vestiti, scarpe, fotografie, lettere di fan, spartiti musicali, manifesti e registrazioni. L'ingresso è gratuito. Il secondo, il  Musée du fumeur, il Museo del Fumo,  al numero 7 di Rue Pache, racconta un'interessante storia del fumo come fenomeno prima elitario e poi di massa, con una collezione di oggetti che vanno dalle pipe europee e cinesi al narghilè egiziano, ai vari tipi di sigarette e sigari, con disegni scientifici e stampe sulla pianta del tabacco. Tra le altre curiosità di questo quartiere, quando passeggerete per le sue strade, potete imbattervi nel numero 17 di Rue de la Roquette, dove visse il poeta Paul Verlaine. Oppure fermatevi al numero 150 di Boulevard Voltaire, dove il critico d'arte Max Jacob e Pablo Picasso condivisero un appartamento. Oppure ancora al numero 132 di Boulevard Richard Lenoir, uno degli scrittori di gialli più amati di sempre, Georges Simenon, domiciliò qui il suo personaggio più famoso, il già citato commissario Maigret.

Parigi che cambia

Fondation Louis VuittonParigi è una città che vanta un'incredibile ricchezza architettonica, come abbiamo visto. Ma la città non è ferma nel tempo: nuove strutture e progetti audaci continuano a sorgere, arricchendo il panorama urbano con tocchi di modernità e design all'avanguardia. Un esempio emblematico di questa evoluzione è la piramide di vetro progettata dall'architetto Ieoh Ming Pei all'ingresso del Louvre, che ha suscitato un acceso dibattito quando è stata inaugurata nel 1989. Oggi, è considerata un'icona della Parigi contemporanea, un esempio di come la città sia in grado di fondere tradizione e innovazione in modo armonioso.

Altri esempi di architettura moderna includono il Centre Pompidou, con la sua struttura esposta e colorata, la Fondation Louis Vuitton, un'opera d'arte avveniristica progettata da Frank O. Gehry, e la nuova Philarmonie de Paris, un gioiello architettonico nel Parc de la Villette.

Stare appresso alla città che cambia non è facile perché, nonostante la crisi economica, qui si continuano a realizzare progetti faraonici: il MK2 Bibliothéque ne è un esempio. È un grande complesso attiguo alla Bibliothéque Nationale de France François Mitterrand che si trova nel XIII arrondissement e ospita 14 sale cinematografiche, tre ristoranti, un caffè, due negozi di DVD e CD (ora anche vinili) e due spazi per esposizioni. La linea 14 della metropolitana, la cosiddetta Meteor, quella ipertecnologica che funziona senza conducente, è stata prolungata fino alla Gare de Saint Lazare. Inoltre degni di nota sono il Musée du quai Branly – Jacques Chirac (Museo delle arti e delle civiltà), inaugurato nel 2006; la riconversione di diversi immobili; la creazione di un immenso "Balcone verde" nell'area attorno alla Gare du Nord e alla Gare de l'Est (si tratta di un giardino pubblico grande più di settemila metri quadrati); la nuova sede della Cinématèque français (progetto firmato anche in questo caso dall'architetto Frank O. Gehry, lo stesso del Guggenheim di Bilbao), con cineteca, biblioteca, archivi e sale proiezioni.

Anche lo stile di vita parigino sta cambiando e adattandosi ai nuovi tempi. La città sta abbracciando nuove tendenze nell'ambito della mobilità urbana, come le biciclette in condivisione e i monopattini elettrici, che stanno trasformando il modo in cui i parigini si muovono e interagiscono con lo spazio urbano. Inoltre, le iniziative eco-sostenibili stanno guadagnando terreno, con l'installazione di giardini pensili, la promozione dell'agricoltura urbana e la riduzione dell'inquinamento attraverso l'adozione di veicoli elettrici.

La scena gastronomica di Parigi è un altro ambito in cui si può osservare un interessante equilibrio tra tradizione e innovazione. Sebbene la città sia famosa per i suoi bistrot storici, le baguette appena sfornate e i formaggi prelibati, è anche un laboratorio di sperimentazione culinaria, con chef che reinventano la cucina francese e la fondono con influenze internazionali. Dal cibo di strada gourmet ai ristoranti stellati Michelin, Parigi offre un'infinita varietà di sapori e esperienze gastronomiche che rispetta la tradizione, ma che allo stesso tempo è in continua evoluzione.


La Parigi dei grandi musicisti: un viaggio attraverso la storia musicale della Ville Lumière

La Parigi dei grandi musicisti: un viaggio attraverso la storia musicale della Ville LumièreParigi è stata da sempre un centro nevralgico per la musica e la cultura, attirando alcuni dei più grandi compositori, musicisti e artisti di ogni epoca. La città ha dato vita a innumerevoli opere d'arte, spettacoli e concerti, lasciando un'eredità musicale inestimabile che continua a vivere nel presente. In questo articolo, esploreremo la Parigi dei grandi musicisti, ripercorrendo la storia musicale della città e scoprendo i luoghi e le istituzioni che hanno contribuito a plasmarla.

Il Barocco e il Classicismo: Lully, Rameau e Gluck

La storia musicale di Parigi ha le sue radici nel periodo barocco e classico, quando compositori come Jean-Baptiste Lully, Jean-Philippe Rameau e Christoph Willibald Gluck contribuirono a definire il suono della musica francese. Lully, ad esempio, fu il principale compositore alla corte di Luigi XIV e fondò l'Opéra national de Paris, una delle più antiche compagnie d'opera del mondo.

Nel corso del XVIII secolo, Parigi divenne un centro di sperimentazione e innovazione musicale, con compositori come Rameau e Gluck che rivoluzionarono il genere dell'opera, introducendo nuovi stili e forme musicali. Molti dei loro lavori furono eseguiti al Palais-Royal e all'Opéra-Comique, che sono ancora oggi tra i principali teatri d'opera della città.

Il Romanticismo: Berlioz, Chopin e Liszt

Il XIX secolo fu un periodo di grande fervore musicale a Parigi, con la città che divenne il fulcro del Romanticismo musicale. Compositori come Hector Berlioz, Frédéric Chopin e Franz Liszt si stabilirono nella capitale francese, attratti dalla sua effervescenza culturale e dalla possibilità di esibirsi nei suoi prestigiosi teatri e saloni.

Berlioz, ad esempio, fu un pioniere della musica sinfonica e dell'orchestrazione, e le sue opere furono eseguite in luoghi emblematici come la Salle Le Peletier e il Théâtre des Champs-Élysées. Chopin e Liszt, invece, furono tra i più grandi pianisti del loro tempo e tennero numerosi concerti nei saloni parigini, contribuendo a consolidare la reputazione della città come centro di eccellenza musicale.

La Belle Époque e l'Impressionismo: Debussy, Ravel e Satie

La Belle Époque segnò un altro periodo di grande innovazione musicale a Parigi, con compositori come Claude Debussy, Maurice Ravel e Erik Satie che rivoluzionarono il linguaggio musicale e diedero vita all'Impressionismo e al Neoclassicismo. Le loro opere furono eseguite in luoghi storici come l'Opéra Garnier, la Salle Pleyel e la Salle Gaveau, che ancora oggi sono tra i più importanti teatri e sale da concerto della città.

Il Novecento e oltre: Stravinsky, Poulenc e Boulez

Nel XX secolo, Parigi continuò a essere un crogiolo di talenti e innovazione musicale, con compositori come Igor Stravinsky, Francis Poulenc e Pierre Boulez che lasciarono il segno nella storia della musica. Stravinsky, ad esempio, fu uno dei principali esponenti del modernismo e della musica neoclassica, e la sua rivoluzionaria opera "La sagra della primavera" fu eseguita per la prima volta al Théâtre des Champs-Élysées nel 1913, provocando uno scandalo e un tumulto tra il pubblico.

Poulenc, membro del gruppo dei "Sei" (Les Six) e noto per le sue melodie affascinanti e la sua scrittura elegante, contribuì a definire il suono della musica francese del Novecento. Boulez, invece, fu una figura chiave dell'avanguardia musicale e un pioniere della musica elettronica, contribuendo a plasmare il panorama musicale contemporaneo.

I luoghi e le istituzioni musicali di Parigi

Parigi è costellata di luoghi e istituzioni che hanno svolto un ruolo fondamentale nella storia musicale della città. Tra questi, spiccano l'Opéra national de Paris, che ospita l'Opéra Garnier e l'Opéra Bastille, la Philharmonie de Paris, il Théâtre des Champs-Élysées, la Salle Pleyel e la Salle Gaveau.

La città è anche sede di prestigiose scuole di musica, come il Conservatoire national supérieur de musique et de danse de Paris e l'École Normale de Musique de Paris, che hanno formato generazioni di compositori e musicisti di talento.

Infine, Parigi ospita numerosi festival e manifestazioni musicali, come il Festival d'Automne, la Fête de la Musique e il Paris Jazz Festival, che contribuiscono a mantenere viva la tradizione musicale della città e ad arricchire la sua scena culturale.

Parigi e i grandi compositori italiani: un legame storico tra musica e cultura

Parigi e i grandi compositori italiani: un legame storico tra musica e culturaParigi è stata una città di grande importanza nella storia della musica, non solo per i compositori francesi, ma anche per molti grandi artisti italiani. La capitale francese ha attratto compositori e musicisti italiani per secoli, proponendo loro l'opportunità di lavorare, studiare e esibirsi in un ambiente culturalmente vivace e stimolante.

Vincenzo Bellini

Vincenzo Bellini è stato uno dei più grandi compositori italiani dell'Ottocento, celebre per le sue opere liriche caratterizzate da melodie espressive e ricche di emozione. Anche se la sua carriera si è principalmente sviluppata in Italia, Bellini ha avuto un legame significativo con Parigi, dove ha trascorso parte della sua vita e ha composto una delle sue opere più famose, I Puritani. Bellini arrivò a Parigi nel 1833, all'età di 32 anni, dopo aver già ottenuto un notevole successo in Italia con opere come La Sonnambula e Norma. Nella capitale francese il musicista catanese fu accolto dalla società artistica e musicale della città, che riconobbe il suo talento e lo invitò a comporre una nuova opera per il Théâtre-Italien.

Bellini compose I Puritani per il Théâtre-Italien. Il capolavoro del bel canto, con arie celebri come Vien, diletto e A te, o cara, era ambientata durante la guerra civile inglese tra i puritani e i realisti. Fu eseguita per la prima esecuzione a Parigi il 24 gennaio 1835 e fu un enorme successo, tanto da essere ripresa in numerosi teatri europei nei mesi successivi.

Sebbene Bellini abbia trascorso solo una parte della sua vita a Parigi, il suo soggiorno nella città ebbe un impatto duraturo sulla sua carriera e sulla sua musica. La scena musicale parigina del tempo era ricca di stimoli e influenze, e Bellini ebbe modo di confrontarsi con compositori francesi come Hector Berlioz e con la tradizione dell'opéra comique. Queste esperienze contribuirono ad arricchire il suo stile compositivo e a consolidare la sua reputazione internazionale.

Rossini e la conquista dell'Opéra

Gioachino Rossini è uno dei primi grandi compositori italiani ad aver lasciato il segno nella scena musicale parigina. Nel 1824, Rossini fu invitato a dirigere l'Opéra de Paris, dove presentò alcune delle sue opere più famose, come Il Barbiere di Siviglia, La Cenerentola e Guglielmo Tell. Durante il suo soggiorno a Parigi, Rossini divenne una figura influente nel panorama musicale della città e contribuì a diffondere la musica italiana in Francia.

Verdi e la Parigi dell'opera

Anche Giuseppe Verdi fu attratto dalla scena musicale parigina e trascorse diversi anni della sua vita lavorando nella capitale francese. Verdi compose alcune delle sue opere più celebri per i teatri parigini, come "I Vespri Siciliani", "Don Carlos" e "La Traviata". L'influenza di Verdi sulla scena musicale parigina fu profonda e duratura, e il suo stile compositivo influenzò numerosi compositori francesi del tempo, come Charles Gounod e Georges Bizet.

Puccini e l'incontro con la bohème parigina

Giacomo Puccini fu un altro grande compositore italiano che trascorse del tempo a Parigi e ne trasse ispirazione per le sue opere. La sua visita alla capitale francese gli permise di scoprire il mondo della bohème parigina, che divenne il soggetto della sua celebre opera "La Bohème". Quest'opera è ambientata nel Quartiere Latino di Parigi e racconta la storia di un gruppo di giovani artisti e intellettuali che lottano per realizzare i loro sogni in una città affascinante ma spietata.

Novecento: Mascagni, Respighi e oltre

Nel XX secolo, molti altri compositori italiani continuarono a essere attratti dalla scena musicale parigina. Pietro Mascagni, ad esempio, fu influenzato dalla musica di Debussy e Ravel, e compose diverse opere per i teatri parigini. Ottorino Respighi, invece, trascorse alcuni anni a Parigi studiando con il grande maestro Maurice Ravel e assorbendo le nuove tendenze musicali della città.

Il legame storico tra Parigi e i grandi compositori italiani è una testimonianza della ricchezza culturale e dell'apertura internazionale che caratterizzano la capitale francese. La presenza di artisti italiani nella Ville Lumière ha contribuito a creare un patrimonio musicale unico e inestimabile, che ancora oggi continua a ispirare e affascinare musicisti e appassionati di tutto il mondo.

Bellini e Rossini hanno anche un'altra cosa in comune: sono entrambi sepolti nel cimitero di Père Lachaise. Bellini morì prematuramente a causa di una malattia a soli 33 anni nel 1835. La sua morte fu un grande shock per il mondo della musica, e fu deciso di seppellirlo nel cimitero di Père Lachaise, un luogo di riposo per molti artisti e personalità illustri dell'epoca. La tomba di Bellini è ornata da un monumento scultoreo realizzato dall'artista italiano Giovanni Battista Amendola.

Gioachino Rossini, invece, trascorse una parte significativa della sua vita a Parigi. Durante il suo soggiorno nella capitale francese, Rossini divenne una figura di primo piano nella scena musicale e culturale della città, dirigendo l'Opéra de Paris e componendo alcune delle sue opere più famose, come Guglielmo Tell. Rossini morì a Parigi nel 1868, all'età di 76 anni, e fu sepolto inizialmente nella chiesa di Saint-Antoine-des-Quinze-Vingts. Tuttavia, nel 1887, i suoi resti furono trasferiti al cimitero di Père Lachaise per rendere omaggio alla sua importanza nella storia della musica e al suo legame con la città di Parigi. Il monumento funebre di Rossini fu realizzato dallo scultore francese Henri Chapu.

Parigi e il periodo d'oro del jazz

Il succesos del ValzerIl periodo d'oro del jazz a Parigi ebbe inizio negli anni '20 e si protrasse fino agli anni '50. Durante questo periodo, Parigi divenne un importante centro per lo sviluppo e la diffusione del jazz, attirando numerosi musicisti americani e internazionali che contribuirono a creare un'atmosfera vibrante e cosmopolita nella scena musicale della città.

Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, Parigi divenne un luogo di rifugio e di libertà creativa per molti artisti, scrittori e musicisti. La città offriva un'atmosfera di tolleranza e di apertura culturale che favoriva lo scambio e l'innovazione. Il jazz, un genere musicale che aveva le sue radici nelle comunità afroamericane degli Stati Uniti, trovò terreno fertile a Parigi, dove fu accolto con entusiasmo dal pubblico e dalla critica.

Uno dei principali fattori che contribuirono all'affermazione del jazz a Parigi fu l'arrivo di numerosi musicisti afroamericani, che lasciarono gli Stati Uniti per sfuggire al razzismo e alle limitazioni imposte dalla segregazione. Tra questi, figurano artisti leggendari come Sidney Bechet, Josephine Baker, Louis Armstrong e Duke Ellington. Essi trovarono a Parigi un ambiente più accogliente e liberatorio, in cui poter esprimere liberamente la propria creatività e il proprio talento.

Le principali sedi per la musica jazz a Parigi durante il periodo d'oro includevano club come Le Boeuf sur le Toit, Bricktop's e Le Grand Duc, dove musicisti e amanti del jazz si incontravano per ascoltare e suonare insieme. Questi luoghi divennero anche ritrovi per intellettuali, artisti e scrittori, creando un ambiente stimolante e dinamico in cui le idee e le influenze culturali si mescolavano liberamente.

Il jazz influenzò anche altri aspetti della cultura francese durante il periodo d'oro, tra cui la moda, la danza e il cinema. I ballerini di Charleston e i musicisti jazz divennero icone di stile e di modernità, mentre registi come Jean Renoir e Marcel Carné iniziarono a utilizzare la musica jazz nelle loro colonne sonore.

Il periodo d'oro del jazz a Parigi terminò gradualmente negli anni '50, a causa di diversi fattori, tra cui il declino dell'immigrazione di musicisti afroamericani e l'emergere di nuovi generi musicali, come il rock and roll e la musica popolare francese. Tuttavia, l'eredità del jazz e il suo impatto sulla cultura parigina sono rimasti indelebili, e ancora oggi la città vanta una vivace scena jazz, con numerosi club e festival dedicati a questo genere musicale.

In conclusione, il periodo d'oro del jazz a Parigi fu un momento di grande effervescenza culturale e di apertura, in cui la musica jazz e i suoi protagonisti contribuirono a creare un'atmosfera di innovazione e di scambio che ha lasciato un'impronta duratura sulla scena musicale e culturale della città. Attraverso le esibizioni nei club, le collaborazioni artistiche e l'influenza sul cinema, la moda e la danza, il jazz divenne un elemento fondamentale della vita culturale parigina durante il periodo d'oro.

Mentre il periodo d'oro del jazz a Parigi si è concluso, la città ha continuato a mantenere la sua reputazione come una delle capitali mondiali del jazz. Musicisti di tutto il mondo continuano a visitare e a stabilirsi a Parigi, portando con sé nuovi stili e influenze che contribuiscono a mantenere viva la tradizione del jazz nella città.

Alcuni dei luoghi storici del jazz a Parigi, come il New Morning, il Caveau de la Huchette e il Duc des Lombards, continuano ad attirare sia musicisti che appassionati, offrendo un'ampia varietà di stili jazz, dal bebop al jazz moderno. Inoltre, Parigi ospita numerosi festival e eventi dedicati al jazz, come il Paris Jazz Festival, il Banlieues Bleues e il Jazz à Saint-Germain-des-Prés, che celebrano la ricchezza e la diversità del genere musicale.

L'eredità del periodo d'oro del jazz a Parigi vive anche attraverso l'insegnamento e la ricerca. Il Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris offre corsi di jazz e musica improvvisata, formando la prossima generazione di musicisti jazz. Inoltre, la Bibliothèque nationale de France custodisce un'importante collezione di registrazioni, partiture e documenti relativi alla storia del jazz a Parigi e oltre.

In definitiva, il periodo d'oro del jazz a Parigi ha lasciato un segno indelebile sulla storia culturale della città e continua a influenzare la scena musicale contemporanea. Grazie a questa eredità, Parigi rimane un luogo di grande importanza per il jazz, offrendo un ambiente stimolante e accogliente per musicisti e appassionati di tutto il mondo.

La Parigi di Paolo Fresu

Molti di voi conosceranno Paolo Fresu,  un trombettista e flicornista italiano, noto a livello internazionale per il suo stile musicale unico, che mescola il jazz con elementi di musica etnica, classica e contemporanea. Sebbene Fresu sia originario della Sardegna, in Italia, ha trascorso parte della sua carriera esibendosi e collaborando con musicisti a Parigi, una città che ha avuto un impatto significativo sulla sua evoluzione artistica.

La Parigi di Paolo Fresu è una città vibrante, cosmopolita e ricca di opportunità musicali, che ha nutrito la sua creatività e gli ha permesso di sviluppare un linguaggio musicale distintivo. Fresu ha spesso collaborato con musicisti francesi e internazionali, tra cui il pianista e compositore francese François Couturier e il bassista Michel Benita. Queste collaborazioni gli hanno permesso di esplorare nuovi territori musicali e di arricchire il suo repertorio con nuove influenze e sonorità.

Fresu si è esibito in numerosi luoghi prestigiosi e club di jazz a Parigi, come il Duc des Lombards, il New Morning e il Sunset/Sunside. Questi luoghi sono stati fondamentali per la sua crescita artistica, offrendogli la possibilità di suonare davanti a un pubblico appassionato e conoscitore di jazz e di condividere il palco con alcuni dei più grandi nomi della scena musicale internazionale.

Parigi e il Valzer

Il successo del ValzerContinuando il nostro viaggio a Parigi capita di imbattersi in curiosità che sembrano provenire da altri luoghi. Ne è un esempio il valzer. Infatti, anche se indissolubilmente associato a Vienna, il successo del Sul Bel Danubio Blu di Johann Strauss figlio, cominciò in realtà a Parigi. I viennesi inizialmente snobbarono il valzer, ancora attaccati (e come dargli torto) ai fasti musicali di Beethoven, Schubert e Wolfgang Amadeus Mozart. Ma tutto cambiò nell'estate del 1867 quando la capitale francese ospitò l'Esposizione Universale. Per quell'occasione Pauline von Metternich, moglie dell'ambasciatore Richard Clemens von Metternich, figlio del celebre cancelliere austriaco al Congresso di Vienna, aveva deciso di dare un sontuoso ricevimento. Voleva stupire gli ospiti, ma soprattutto dimostrare all'Imperatore Napoleone III che l'Austria, nonostante la sconfitta patita dalla Prussia, non  si faceva abbattere. Per l'intrattenimento musicale Pauline aveva ingaggiato Strauss e la sua orchestra. Ed è proprio nelle sale dell'ambasciata austriaca a Parigi che il "Danubio Blu" conquistò finalmente i cuori. I viennesi, che si sentivano sempre un po' provinciali rispetto ai parigini, rivendicarono da quel momento questa musica immortale che da allora divenne sinonimo della capitale austriaca.

Nel XIX secolo, il valzer divenne estremamente popolare in Francia, soprattutto a Parigi, grazie alla sua melodia coinvolgente e al suo ritmo vivace. La danza si diffuse nei salotti parigini e nei balli pubblici, diventando un fenomeno sociale che coinvolse diverse classi sociali. Inoltre, Parigi era all'epoca un importante centro culturale e artistico, dove molti compositori, musicisti e ballerini si recavano per studiare, esibirsi e condividere le loro idee. Questo clima di scambio e di effervescenza contribuì a diffondere il valzer in tutta Europa e a farlo diventare una delle danze più amate e praticate del tempo.

Alcuni compositori francesi, come Émile Waldteufel e Maurice Ravel, contribuirono a consolidare la popolarità del valzer a Parigi e nel resto del mondo, grazie alle loro composizioni raffinate e originali. Waldteufel, in particolare, compose numerosi valzer di grande successo, come Les Patineurs e Estudiantina, che divennero famosi in tutta Europa e negli Stati Uniti. Inoltre, Parigi fu la città in cui si svilupparono alcune varianti del valzer, come il valzer-musetta, un tipo di valzer caratterizzato da un ritmo più lento e da una melodia più malinconica, tipico della musica parigina dell'epoca.

La Parigi del cantautorato francese

La Parigi del cantautorato franceseIl cantautorato francese era di base a Parigi, come è facile immaginare. Come per i cantautori italiani, questo genere musicale e poetico, è caratterizzato dalla presenza di autori-compositori-interpreti che raccontano storie e condividono emozioni attraverso le loro canzoni, diventando una rappresentazione di quella Francia e di quella Parigi. Il cantautorato francese influenzò non poco, specialmente nella sua parte intimista, il cantautorato italiano, quindi, in un certo senso, gli echi parigini, risuonarono anche nelle radio, nei nostri dischi e nelle nostre strade.

Il cantautorato francese affonda le sue radici nelle tradizioni popolari e nella poesia del XIX e XX secolo. Tra i precursori di questo genere, possiamo citare i poeti e cabarettisti come Aristide Bruant, che cantava le sue poesie nei cabaret di Montmartre, e il poeta Paul Verlaine, il cui stile lirico e musicale influenzò molti futuri cantautori.

Tuttavia, è negli anni '50 e '60 che il cantautorato francese raggiunse il suo apice, con l'emergere di una nuova generazione di artisti che unirono musica e poesia in un linguaggio originale e coinvolgente. Parigi, con i suoi caffè, i suoi teatri e i suoi quartieri bohémien, divenne il centro nevralgico di questo movimento culturale e artistico.

I grandi cantautori parigini:

Georges Brassens: Nato a Sète nel 1921, Brassens è considerato uno dei padri del cantautorato francese. Le sue canzoni, caratterizzate da una profonda sensibilità, umorismo e ironia, raccontano storie di vita quotidiana, di amore e di libertà. Brassens visse gran parte della sua vita a Parigi, dove si esibì nei più importanti teatri e cabaret della città.

Jacques Brel: Nato a Bruxelles nel 1929, Brel è un altro pilastro del cantautorato francese. Le sue canzoni, intense e appassionate, esplorano temi universali come l'amore, la morte e la condizione umana. Brel si trasferì a Parigi all'inizio degli anni '50, dove la sua carriera musicale decollò grazie alle sue esibizioni nei cabaret e nelle sale da concerto della capitale.

Édith Piaf: Nata a Parigi nel 1915, Piaf è una delle voci più iconiche e amate della musica francese. La sua voce straordinaria e le sue canzoni struggenti, che parlano di amore, dolore e speranza, ne hanno fatto una leggenda del cantautorato e della chanson française. Piaf visse e lavorò a Parigi per tutta la sua vita, diventando un simbolo della città e del suo spirito indomabile.

Charles Aznavour, nato a Parigi nel 1924 da genitori armeni, è stato un'icona indiscussa del cantautorato francese. Venne scoperto da Édith Piaf, che lo portò in tournée in Francia, negli Stati Uniti d'America e in Canada, per la quale scrisse anche diverse canzoni. Le sue canzoni, intrise di emotività e di un'impressionante sincerità, narrano storie d'amore, di perdita e di resilienza. Aznavour ha vissuto e lavorato a Parigi per gran parte della sua vita, calcando i palcoscenici più prestigiosi e diventando una figura emblematica della scena musicale parigina.

Boris Vian, nato a Ville-d'Avray nel 1920, è stato un artista eclettico e multiforme, il cui talento si è espresso attraverso la musica, la letteratura e il teatro. Trombettista di talento, amante del jazz, scrisse circa 500 canzoni, spesso satiriche e provocatorie, affrontano temi quali l'amore, la critica sociale e la politica. Vian ha trascorso gran parte della sua vita a Parigi, dove si è esibito in numerosi teatri e cabaret, contribuendo a definire l'identità artistica della città e diventando un punto di riferimento imprescindibile della cultura parigina. Morì non ancora quarantenne, ma le sue canzoni vennero riprese da moltissimi artisti, tra cui Juliette Gréco, Nana Mouskouri, Yves Montand, e alti e, tra gli italiani, anche Fausto Amodei, Ivano Fossati, Luigi Tenco, Ornella Vanoni. Anche lo stesso Serge Gainsbourg venne profondamente influenzato da Boris Vian.

Serge Gainsbourg: nato a Parigi nel 1928, Gainsbourg è stato uno dei cantautori francesi più innovativi e controversi. Le sue canzoni, spesso provocatorie e trasgressive, spaziano da temi sociali e politici a storie d'amore e passione. Gainsbourg sperimentò diversi generi musicali, dalla chanson française al rock, al jazz e alla musica elettronica, rendendo la sua opera estremamente varia e influente. La sua carriera artistica si svolse principalmente a Parigi, dove visse fino alla sua morte nel 1991.

Léo Ferré: Nato a Monaco nel 1916, Ferré è stato un altro grande protagonista del cantautorato francese. Le sue canzoni, caratterizzate da un linguaggio poetico e da una profonda sensibilità, affrontano temi come la libertà, l'ingiustizia sociale e l'amore. Ferré visse a Parigi per molti anni, dove si esibì nei più prestigiosi teatri e cabaret della città e divenne una figura di riferimento della cultura parigina.

Nonostante il passare del tempo, il cantautorato francese continua a evolversi e a influenzare la musica contemporanea. Nuovi artisti, come Benjamin Biolay, Zaz e Vincent Delerm, si ispirano all'eredità dei grandi cantautori del passato e danno vita a nuove canzoni e storie che riflettono le sfide e le emozioni del nostro tempo. Parigi, con la sua atmosfera unica e la sua tradizione artistica, rimane un luogo di ispirazione e di incontro per questi nuovi talenti.

I luoghi più emblematici del cantautorato francese a Parigi

Quartiere di Montmartre

Montmartre, con le sue stradine acciottolate e la sua atmosfera bohémienne, è da sempre legato all'arte e alla musica. Qui si trova il famoso cabaret Le Lapin Agile, dove artisti come Georges Brassens, Charles Aznavour e Boris Vian si esibivano nei primi anni della loro carriera. La piazza du Tertre, con i suoi pittori e musicisti di strada, e le sue tipiche brasserie, è un altro luogo emblematico del cantautorato francese a Parigi.

Le Bateau-Lavoir

Situato nel cuore di Montmartre, il Bateau-Lavoir è un antico edificio dove vissero e lavorarono numerosi artisti, tra cui Pablo Picasso e Amedeo Modigliani. Anche il cantautore francese Georges Brassens vi soggiornò per un breve periodo negli anni '50. Sebbene l'edificio sia stato in gran parte distrutto da un incendio nel 1970, è stato successivamente restaurato e rimane un importante luogo di cultura e di memoria.

La Rue de Verneuil

La Rue de Verneuil, situata nel VII arrondissement di Parigi, è nota per essere stata la residenza di Serge Gainsbourg, uno dei più grandi cantautori francesi del XX secolo. La sua casa, situata al numero 5, è diventata un luogo di pellegrinaggio per i fan di Gainsbourg, che vi lasciano messaggi e disegni in suo omaggio.

L'Olympia

Questo storico teatro situato sul Boulevard des Capucines è uno dei luoghi più emblematici della musica parigina. L'Olympia ha ospitato le esibizioni di alcuni dei più grandi cantautori francesi, tra cui Édith Piaf, Jacques Brel, Georges Brassens, Charles Aznavour e Serge Gainsbourg (ma anche il nostro Paolo Conte per esempio). Ancora oggi, il teatro propone un'ampia programmazione di concerti e spettacoli, tra cui le esibizioni di artisti della nouvelle chanson française.

Les Trois Baudets

Les Trois Baudets è un celebre cabaret situato nel quartiere di Pigalle, fondato nel 1947 dal cantautore Jacques Canetti. Nel corso degli anni, il locale ha lanciato le carriere di molti cantautori francesi, tra cui Charles Aznavour e Boris Vian, che vi si esibirono nei loro primi anni di carriera. Les Trois Baudets è stato ristrutturato nel 2008 e continua a essere un importante centro di diffusione della musica d'autore francese.

La Coupole

Situata nel quartiere di Montparnasse, La Coupole è una delle brasserie più famose e storiche di Parigi. Fondata nel 1927, La Coupole è stata frequentata da numerosi artisti e intellettuali dell'epoca, tra cui cantautori come Léo Ferré, Charles Aznavour e Boris Vian. Ancora oggi, il locale conserva il suo fascino d'antan e offre ai visitatori l'opportunità di immergersi nell'atmosfera della Parigi artistica e bohémienne del passato.

Le gemme nascoste di Parigi: un viaggio fuori dai sentieri battuti

Ah, Parigi! La Città delle Luci, la città dell'amore, la casa del Louvre, della Torre Eiffel, di Notre Dame...ecc ecc. Ora però parliamo di alcuni luoghi meno conosciuti, ma che sono altrettanto interessanti, sicuramente meno affollati e che offrono scorci della città a volte unici.

1. La Promenade Plantée - 1 Coulée verte René-Dumont, 75012 Paris, Francia

La Promenade PlantéePrima di tutto, lasciate che vi presenti la Promenade Plantée. No, non è una passeggiata con piante che camminano (anche se sarebbe piuttosto divertente, non credete?), ma un meraviglioso parco sopraelevato costruito su una vecchia linea ferroviaria. È come il High Line di New York, se siete stati da quelle parti, ma senza i food truck che vendono hot dog a 15 euro. Qui potrete passeggiare tra fiori, piante varie e alberi ombrosi e godervi una vista unica sulla città. E il bello? Non c'è bisogno di salire su una torre altissima (senza fare nomi) e pagare un biglietto salato per godersi la vista.

Questo parco sopraelevato, che si estende per quasi 5 chilometri, è un'oasi di pace e tranquillità lontano dal trambusto della città sottostante. La Promenade Plantée, conosciuta anche come la Coulée verte René-Dumont, è stata inaugurata nel 1993 e fu il primo parco sopraelevato del suo genere al mondo, precedendo per l'appunto il famoso High Line di New York di quasi 16 anni. È stata costruita su una vecchia linea ferroviaria dismessa che una volta attraversava l'intera città.

Situata nel 12° arrondissement, la Promenade inizia vicino alla Place de la Bastille, presso l'Opéra Bastille, e si estende fino al Bois de Vincennes, uno dei più grandi parchi di Parigi. La passeggiata è suddivisa in due parti: la parte sopraelevata, che offre una vista unica sulla città, e la parte a livello del suolo, che si snoda attraverso giardini e aree verdi.

Uno dei punti salienti della Promenade è il Viaduc des Arts, una serie di archi sotto la parte sopraelevata del parco che ospita una serie di negozi di artigianato e gallerie d'arte. È il posto perfetto per fare una pausa dalla passeggiata e ammirare il lavoro di artisti e artigiani locali.

Ma la vera bellezza della Promenade Plantée sta nella sua vegetazione. Il parco è pieno di una varietà di piante e fiori, da rose e lavanda a aceri e ciliegi. In primavera, è un tripudio di colori, mentre in autunno le foglie si trasformano in una tavolozza di rossi, arancioni e gialli.

Insomma. si tratta di un luogo perfetto per una passeggiata tranquilla, un picnic o anche solo per leggere un libro su una delle numerose panchine lungo il percorso. Il posto è aperto dalle 8 di mattina alle 20.30 ogni giorno.

2. Quartiere di Belleville

Quartiere di BellevilleAvete mai desiderato vedere la Torre Eiffel, ma senza la folla di turisti che cercano di fare il selfie perfetto? Allora Belleville è il posto che fa per voi. Questo quartiere vivace e multiculturale offre una vista panoramica sulla città che vi farà dire "Wow, posso vedere la Torre Eiffel da qui, e non c'è nessuno che mi spinge!". Si tratta di un quartiere multietnico, e mentre siete lì, non dimenticate di esplorare i mercati locali, i caffè alla moda e l'arte di strada. È come un viaggio intorno al mondo, ma senza il jet lag.

Nel cuore pulsante di Parigi, lontano dai riflettori dei monumenti più celebri, Belleville, è un vero e proprio mosaico di culture e tradizioni. Con le sue strade vivaci, i suoi colori sgargianti e la sua atmosfera effervescente, Belleville è un luogo che cattura l'essenza della Parigi più autentica e multiculturale. Qui, l'Oriente incontra l'Occidente, il passato si fonde con il presente e l'arte di strada si mescola con l'architettura tradizionale. Questo quartiere è un crogiolo di culture, dove convivono comunità provenienti da tutto il mondo, ognuna con le sue tradizioni, i suoi sapori e i suoi colori. Potrete esplorare i mercati all'aperto, dove i banchi sono colmi di spezie profumate, frutta esotica e specialità culinarie da tutto il mondo. Potrete ammirare l'arte di strada che decora i muri dei palazzi, con murales colorati che raccontano storie di vita, di sogni e di speranze.

Belleville è anche un luogo di storia e di memoria. Qui si trova il Parc de Belleville, da cui si può godere di una vista panoramica sulla città. Il parco ospita anche un vigneto, un omaggio alla tradizione vinicola del quartiere, che un tempo era famoso per i suoi vini.

Belleville è anche il luogo dove lo scrittore Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni, ha inscenato le avventure di  Benjamin Malaussène, capro espiatorio professionista e della sua colorata famiglia, iniziate con il leggendario "Il Paradiso degli Orchi". Belleville, nel contesto dei romanzi di Pennac, è rappresentata come un quartiere vivace e multiculturale, pieno di personaggi eccentrici e affascinanti. Il quartiere è dipinto con una pennellata di realismo magico che mescola la dura realtà della vita urbana con elementi fantastici e surreali.

La serie Malaussène è composta da diversi libri, tra cui "La fée carabine", "La petite marchande de prose", "Monsieur Malaussène", "Des chrétiens et des maures", e "Monsieur Malaussène au théâtre". Ogni libro segue le avventure di Benjamin e della sua famiglia mentre navigano attraverso le sfide della vita a Belleville, affrontando tutto, dai crimini misteriosi ai problemi familiari.

3. Parc de la Villette - 211 Avenue Jean Jaurès, 75019 Paris, Francia

Parc de la Villette Se siete stanchi di vedere parchi che sembrano tutti uguali, con le solite statue di uomini a cavallo e fontane che spruzzano acqua, allora il Parc de la Villette farà al caso vostro. Questo parco futuristico è pieno di strutture geometriche rosse, prati verdi e persino un sottomarino! Sì, avete letto bene, un sottomarino.

Nel cuore pulsante del 19° arrondissement di Parigi, dove la città incontra la periferia, si trova il Parc de la Villette sfida le convenzioni:. Con le sue strutture geometriche rosse, i suoi prati verdi e la sua architettura audace, il Parc de la Villette è un luogo che sembra appartenere più al futuro che al presente. Un paesaggio urbano futuristico, un luogo dove l'arte, la scienza, la musica e la natura si fondono in un affascinante mosaico di esperienze.

Progettato dall'architetto Bernard Tschumi e inaugurato nel 1987, il Parc de la Villette è il più grande parco urbano di Parigi. Si estende su una superficie di 55 ettari, un tempo occupata dai macelli della città. Ma non lasciatevi scoraggiare da questa storia macabra. Oggi, il parco è un luogo di gioia e di scoperta, un luogo dove potete esplorare, giocare e imparare. Uno dei punti salienti del Parc de la Villette è la Cité des Sciences et de l'Industrie, il più grande museo scientifico d'Europa. Qui, potrete scoprire i segreti dell'universo, esplorare il mondo della biologia e della fisica, e persino fare un viaggio nel corpo umano. E se avete bambini, non perdete il Cité des Enfants, un'area interattiva dove i più piccoli possono imparare giocando.

Ma il Parc de la Villette non è solo scienza. È anche arte e musica. Il parco ospita la Philharmonie de Paris, una sala da concerto di fama mondiale, e il Conservatoire de Paris, una delle più prestigiose scuole di musica e danza del mondo. E non dimenticate di visitare la Grande Halle, un'imponente struttura in ferro e vetro che ospita mostre d'arte, spettacoli teatrali e festival musicali.

E poi, naturalmente, c'è la natura. Il Parc de la Villette è disseminato di giardini tematici, ognuno con il suo carattere e il suo stile. C'è il giardino del bambù, il giardino degli specchi, il giardino delle isole... e molti altri. E se avete voglia di fare una passeggiata lungo il fiume, il parco si estende fino al Canal de l'Ourcq, dove potete fare un giro in barca o semplicemente sedervi e guardare le barche passare.

4. Mercatino delle pulci di Saint-Ouen - 93400 Saint-Ouen, Francia

Mercatino delle pulci di Saint-OuenSe amate lo shopping, ma non potete permettervi di spendere un patrimonio in un negozio di alta moda, allora il mercatino delle pulci di Saint-Ouen, posto a nord di Parigi, è il posto che fa per voi. Qui potrete trovare di tutto, dai mobili vintage ai vinili rari, dai libri antichi ai gioielli di seconda mano. È come un enorme tesoro nascosto, ma senza la necessità di una mappa o di scavare. E il bello è che potete contrattare i prezzi. Quindi affilate le vostre abilità di negoziazione e preparatevi a fare affari!

Il Mercatino delle Pulci di Saint-Ouen non è un mercato ordinario. È un labirinto di bancarelle e negozi che si estende per chilometri, un luogo dove ogni oggetto ha una storia da raccontare. Qui, potrete trovare di tutto, dai mobili d'epoca ai vinili rari, dai libri antichi ai gioielli di seconda mano. È un luogo che vi invita a esplorare, a cercare, a scoprire, diviso in diverse sezioni, ognuna con il suo carattere e il suo stile. C'è il Marché Dauphine, famoso per i suoi libri antichi e le sue stampe d'epoca. C'è il Marché Biron, dove potrete trovare mobili d'arte e oggetti d'arte di alta qualità. C'è il Marché Vernaison, con le sue bancarelle piene di oggetti vintage e curiosità. E molti altri.

Ma il Mercatino delle Pulci di Saint-Ouen non è solo shopping. È anche un luogo di incontro, un luogo dove le persone vengono per passeggiare, per chiacchierare, per fare un pasto in uno dei tanti ristoranti e caffè. È un luogo dove la cultura parigina si mescola con le culture del mondo, creando un'atmosfera unica e affascinante.

5. Le Catacombe - 1 Avenue du Colonel Henri Rol-Tanguy, 75014 Paris, Francia

Ne abbiamo già accennato, ma ora che abbiamo parlato di parchi, quartieri e mercati, è il momento di scendere un po' più in profondità. Letteralmente. Le Catacombe di Parigi sono una rete di tunnel sotterranei che ospitano le ossa di oltre sei milioni di persone. Sì, avete letto bene, sei milioni. È un po' macabro, lo ammetto, ma è anche incredibilmente affascinante. E non preoccupatevi, non ci sono fantasmi. Almeno, non che io sappia...Comunque se volete approfondire questa è la nostra pagina dedicata: Catacombe di Parigi

6. La Petite Ceinture

La Petite Ceinture a ParigiLa Petite Ceinture è un'altra gemma nascosta che vale la pena esplorare, un viaggio a Parigi nel viaggio. Si tratta di una vecchia linea ferroviaria che circonda la città, ora trasformata in un sentiero per passeggiate. È un po' come fare un viaggio nel tempo. E il bello è che è molto meno affollata della Promenade Plantée. Quindi se volete fare una passeggiata tranquilla, questo è il posto che fa per voi.

La Petite Ceinture, che significa "la piccola cintura", prende il nome dalla sua forma: una cintura di binari che una volta circondava Parigi. Costruita nella metà del XIX secolo, la linea era usata per trasportare merci e passeggeri tra le diverse stazioni di Parigi. Ma con l'avvento della metropolitana e dei bus, la linea è stata gradualmente abbandonata e, alla fine, chiusa al traffico nel 1934.

Ma la Petite Ceinture non è scomparsa. Al contrario, è stata reinventata. Negli ultimi anni, parti della linea sono state trasformate in sentieri per passeggiate, offrendo ai parigini e ai visitatori un luogo unico per esplorare la città. Lungo il percorso, potrete vedere vecchie stazioni ferroviarie trasformate in caffè e ristoranti, tunnel coperti di graffiti e persino tratti di binari ancora intatti.

Ma la Petite Ceinture non è solo un luogo di passeggiate. È anche un rifugio per la fauna selvatica. Con il passare del tempo, la natura ha ripreso i suoi diritti, trasformando la linea in un corridoio verde nel cuore della città. Qui, potrete vedere una varietà di piante e animali, da uccelli a farfalle, da fiori selvatici a alberi secolari.

7. Le Marché aux Puces de la Porte de Vanves - Avenue Georges Lafenestre, 75014 Paris, Francia

Le Marché aux Puces de la Porte de Vanves a ParigiIl Marché aux Puces de la Porte de Vanves è meno conosciuto rispetto al mercato delle pulci di Saint-Ouen, ma è altrettanto affascinante. Qui potrete trovare di tutto, dai mobili vintage ai libri antichi, dai dischi in vinile ai gioielli di seconda mano. E il bello è che è aperto tutto l'anno, quindi potete fare shopping fino allo sfinimento in qualsiasi momento. Questo mercato delle pulci è uno dei tesori nascosti della città, un luogo dove è possibile trovare di tutto.

Le Marché aux Puces de la Porte de Vanves non è un mercato ordinario. È un labirinto di bancarelle che si estende per due chilometri. Il mercato si tiene ogni fine settimana, indipendentemente dal tempo. Pioggia o sole, freddo o caldo, troverete sempre i venditori con le loro bancarelle piene di oggetti, a volte cianfrusaglie a volte tesori.

8. Parco di Bercy - 128 Quai de Bercy, 75012 Paris, Francia

Parco di BercyNel 12° arrondissement di Parigi, tra l'animato quartiere di Bercy e la Senna, si trova un luogo che offre un respiro di tranquillità lontano dal trambusto della città: il Parco di Bercy. Questo affascinante parco urbano, con i suoi giardini tematici, i suoi sentieri ombrosi e la sua ricca storia, è un luogo perfetto per una pausa rilassante nel cuore della capitale francese.

Il Parco di Bercy non è un parco ordinario. È un luogo che combina la bellezza naturale con la storia e la cultura. Si estende su 14 ettari e si compone di tre giardini tematici: il Giardino Romantico, con i suoi laghetti e le sue passerelle; il Giardino delle Delizie, con i suoi giochi per bambini e le sue aiuole fiorite; e il Giardino delle Vigne, che ricorda il passato vinicolo del quartiere di Bercy. Un tempo, Bercy era un importante porto fluviale e un centro per il commercio del vino. Questa storia è ancora visibile nel parco, con vecchie rotaie e pavimentazioni in pietra che ricordano il passato industriale del luogo. E non dimenticate di visitare la Maison du Jardinage, dove potrete scoprire tutto sul giardinaggio urbano, o la Cinémathèque Française, che ospita una vasta collezione di film e memorabilia cinematografica.

9. Le Musée de la Magie - 11 Rue Saint-Paul, 75004 Paris, Francia

Parco di BercySe siete fan di Harry Potter o semplicemente amate l'idea di un mondo pieno di incantesimi e pozioni, allora il Musée de la Magie è il posto che fa per voi. Questo museo, nascosto in un seminterrato nel Marais, è un tesoro di artefatti magici, da antichi libri di incantesimi a conigli che saltano fuori dai cappelli. E il bello è che ci sono spettacoli di magia dal vivo per intrattenere sia i bambini che gli adulti. Quindi preparatevi a dire qualche "Abracadabra!" e a entrare in un mondo di meraviglie magiche.

Il Musée de la Magie, noto anche come Musée de la Curiosité et de la Magie e Académie de la Magie, è un affascinante viaggio nel mondo dell'illusione e dell'incanto. Situato nel 4° arrondissement di Parigi, al 11 di rue Saint Paul, questo museo privato offre un'esperienza unica per gli amanti della magia e della storia.

Il museo occupa le cantine del XVI secolo sotto la casa del Marchese de Sade, offrendo un'atmosfera storica e misteriosa. La collezione del museo comprende una vasta gamma di oggetti legati agli spettacoli di magia, tra cui illusioni ottiche, scatole segrete, giocattoli a molla, specchi magici, occhiali trasparenti e poster. Questi pezzi non solo rappresentano la storia della magia, ma offrono anche un'opportunità per i visitatori di esplorare i meccanismi dietro le illusioni magiche.

Oltre alla sua collezione permanente, il Musée de la Magie offre anche spettacoli di magia, permettendo ai visitatori di vivere la magia in prima persona. Questi spettacoli, insieme alle numerose esposizioni interattive, rendono il museo un luogo divertente e educativo per visitatori di tutte le età.

Nello stesso edificio si trova anche il Musée des Automates, che contiene più di 100 automi storici e contemporanei. Questi automi, che vanno dalle semplici figure meccaniche ai complessi robot, offrono un ulteriore sguardo sulla storia dell'intrattenimento e della tecnologia. Nonostante la sua ricca collezione e le sue numerose attrazioni, il Musée de la Magie rimane un tesoro nascosto di Parigi. La sua posizione discreta e il suo orario di apertura limitato lo rendono un luogo tranquillo e intimo per esplorare la storia della magia. È aperto solo, sabato, domenica, lunedì e mercoledì dalle 14 alle 19. Unico problema con questi musei è secondo me il prezzo, al momento di 12 euro.

10. Le Parc des Buttes-Chaumont - 1 Rue Botzaris, 75019 Paris, Francia

Le Parc des Buttes-Chaumont a ParigiSe siete stanchi dei soliti parchi con prati perfettamente tosati e alberi ordinatamente allineati, allora il Parc des Buttes-Chaumont vi farà sorridere. Questo parco, con le sue colline, i suoi laghetti e la sua grotta con cascata, sembra uscito da un film fantasy. È il posto perfetto per fare un picnic, leggere un libro o semplicemente sognare ad occhi aperti. E se salite fino alla cima della collina, avrete una vista mozzafiato sulla città. Quindi non dimenticate di portare la vostra macchina fotografica!

Il Parc des Buttes-Chaumont è uno dei parchi più affascinanti e unici di Parigi. Situato nel 19° arrondissement, nel nord-est della città, il parco si estende su 24,7 ettari, rendendolo il quinto parco più grande di Parigi.

Aperto nel 1867, durante il periodo al potere di Napoleone III, il parco è stato progettato da Jean-Charles Adolphe Alphand, l'architetto che ha creato tutti i principali parchi di Parigi su richiesta dell'imperatore. Il parco è caratterizzato da 5,5 chilometri di strade e 2,2 chilometri di sentieri. La caratteristica più famosa del parco è il Tempio della Sibilla, ispirato al Tempio di Vesta a Tivoli, in Italia, e posizionato in cima a una scogliera a cinquanta metri sopra le acque del lago artificiale.

Prende il nome dalla collina desolata che occupava il sito, che a causa della composizione chimica del suo suolo, era quasi priva di vegetazione - era chiamata Chauve-mont, o collina calva. L'area, appena fuori i limiti di Parigi fino alla metà del XIX secolo, aveva una reputazione sinistra; era il sito del Gibbet di Montfaucon, il luogo notorio dove dal XIII secolo fino al 1760, i corpi dei criminali impiccati venivano esposti dopo le loro esecuzioni.

Il lavoro sul parco iniziò nel 1864, sotto la direzione di Alphand, che utilizzò tutta l'esperienza e le lezioni apprese nella realizzazione del Bois de Boulogne e del Bois de Vincennes. Furono necessari due anni solo per terrazzare il terreno. Poi fu posata una ferrovia per trasportare duecentomila metri cubi di terriccio. Mille lavoratori rifecero il paesaggio, scavando un lago e modellando i prati e i pendii delle colline. Gli esplosivi furono utilizzati per scolpire il paesaggio e la vecchia cava in una pittoresca montagna alta cinquanta metri con una grotta interna, pinnacoli e archi. Le pompe idrauliche furono installate per sollevare l'acqua dal canale del fiume Ourcq fino al punto più alto, per creare una spettacolare cascata.

Il cuore del parco è un lago artificiale di 1,5 ettari che circonda l'Île de la Belvédère, un'isola rocciosa con ripide pareti fatte dalla vecchia cava di gesso. In cima si trova il Tempio della Sibilla, a cinquanta metri sopra il lago. L'isola è collegata al resto del parco da due ponti. L'isola è circondata da sentieri, e una ripida scalinata di 173 gradini porta dalla cima del belvedere attraverso la grotta fino al bordo del lago.

Il parco ospita una varietà di specie di piante, alberi e arbusti, sia indigeni che esotici. Tra questi, si possono trovare cedri del Libano piantati nel 1880, cedri dell'Himalaya, Ginkgo Biloba, noccioli bizantini, olmi siberiani, agrifogli europei e frassini con foglie di bambù, tra molti altri. Questa diversità botanica contribuisce a creare un ambiente ricco e variato, che offre qualcosa di nuovo da scoprire in ogni stagione.

11. Le Passage des Panoramas - 11 Boulevard Montmartre, 75002 Paris, Francia

Le Passage des Panoramas a ParigiSe amate lo shopping, ma odiate i centri commerciali affollati, allora il Passage des Panoramas è il posto che fa per voi. Questo antico passaggio coperto è pieno di piccoli negozi e ristoranti, lontano dal trambusto della città. Qui potrete trovare di tutto, dai francobolli rari ai giocattoli vintage, dai libri antichi ai gioielli fatti a mano. E il bello è che è coperto, quindi potete fare shopping anche quando piove. Quindi preparatevi a fare un viaggio nel tempo e a scoprire un lato di Parigi che non avreste mai immaginato.

Il Passage des Panoramas è uno dei luoghi più affascinanti di Parigi, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Situato nel 2° arrondissement, tra il boulevard Montmartre a nord e la rue Saint-Marc a sud, questo passaggio coperto è il più antico di Parigi e uno dei primi in Europa.

Aperto nel 1800, il Passage des Panoramas deve il suo nome a un'attrazione costruita sul sito: due grandi "rotunde" dove venivano esposti dipinti panoramici di Parigi, Tolone, Roma, Gerusalemme e altre città famose. Questi erano un'impresa commerciale dell'inventore americano Robert Fulton, che era venuto a Parigi per offrire le sue ultime invenzioni - il battello a vapore, il sottomarino e il siluro - a Napoleone e al Direttorio francese. Per "rotunde" si riferisce a due strutture di forma circolare o semicircolare. Queste strutture erano solitamente caratterizzate da un tetto a cupola e potevano essere utilizzate per una varietà di scopi. Nel contesto del Passage des Panoramas a Parigi, le "rotunde" erano strutture in cui venivano esposti dipinti panoramici di varie città famose. Questi dipinti erano disposti in modo tale da creare un'esperienza immersiva per il visitatore, dando l'illusione di essere in un altro luogo. Questo tipo di esposizione era molto popolare nel XIX secolo e offriva una forma di intrattenimento e di istruzione, permettendo alle persone in qualche modo di "viaggiare" in luoghi lontani senza lasciare la loro città.

Il passaggio è stato costruito sul sito della residenza cittadina del Maresciallo de Montmorency, Duca di Lussemburgo, costruita nel 1704. L'ingresso dell'edificio moderno, della casa, che si apriva sulla rue Saint-Marc, di fronte alla rue des Panoramas, era il portale dell'originale dimora signorile.

Nel 1800, le strade di Parigi erano strette, buie, fangose e affollate, e poche avevano marciapiedi o illuminazione. Il primo passaggio coperto, al Palais Royal, era stato aperto nel 1786, seguito dal passage Feydau nel 1790-91, il Passage du Caire nel 1799, e il Passage des Panoramas nel 1800.

Nel corso degli anni, il Passage des Panoramas è diventato un luogo di ritrovo per i commercianti di francobolli e cartoline, e alcuni ristoranti si sono trasferiti lì. La parte del passaggio vicino al boulevard Montmartre è riccamente decorata, mentre la parte più lontana è più modesta.

12. Rue Crémieux - 75012 Paris, Francia

Rue CrémieuxInfine, ma non meno importante, c'è la Rue Crémieux. Questa strada pittoresca è famosa per le sue case colorate e i suoi ciottoli. È come essere in un film di Wes Anderson, ma senza Bill Murray che passeggia in accappatoio. È il posto perfetto per fare una passeggiata, scattare qualche foto e sognare di vivere in una di quelle case.

La Rue Crémieux è una strada pedonale di un solo isolato nel 12° arrondissement di Parigi, originariamente costruita per abitazioni popolari. Questa strada è ampiamente raccomandata ai turisti per le sue pittoresche facciate delle case dipinte e si è trasformata in una popolare destinazione per le riprese cinematografiche e per le foto sui social media.

La strada fu progettata come sviluppo Millaud nel 1857, per fornire alloggi ai lavoratori, e quasi tutti gli edifici furono costruiti in quel periodo. Era conosciuta come Rue Millaud dal 1865 al 1898, quando fu rinominata in onore di Adolphe Crémieux. Durante la Grande Alluvione di Parigi del 1910, l'acqua della Senna raggiunse un'altezza di 1,75 metri su uno degli edifici. Una targa commemorativa segna il luogo. La strada fu chiusa ai veicoli nel 1993.

La Rue Crémieux è lunga 144 metri, corre tra Rue de Lyon e Rue de Bercy, ed è lastricata, fiancheggiata su entrambi i lati da case terrazzate relativamente piccole, da un lato un po' più di una stanza di profondità. La maggior parte delle facciate delle case sono dipinte in colori pastello, descritte da uno scrittore come "colori caramella", e alcune hanno anche decorazioni trompe-l'œil, tra cui lilla addestrato attorno a un ingresso e un gatto che insegue gli uccelli. È stata paragonata a Portobello Road a Londra e all'isola veneziana di Burano e ampiamente raccomandata per le foto turistiche e utilizzata per le riprese di moda.

Un avviso, la popolarità della strada per i selfie, i post su Instagram e le riprese video è diventata fastidiosa per i residenti, che hanno avviato un account Instagram tutto loro per raffigurare coloro che scattano e posano per le foto e hanno chiesto al consiglio comunale un cancello per chiudere la Rue Crémieux nei fine settimana e la sera. Quindi, siate discreti.

Ecco, cari amici, abbiamo fatto un piccolo itinerario attraverso alcuni luoghi un po' più nascosti di Parigi. Spero che vi sia piaciuto e che vi abbia fatto venire voglia di esplorare luoghi diversi. Ricordate, Parigi è molto più della Torre Eiffel e del Louvre, che pure sono magnifici, ma c'è sempre molto altro da esplorare. Quindi mettete le scarpe comode, prendete la mappa e partite all'avventura. E non dimenticate di farci sapere se scovate qualche altre gemma nascosta.

Parigi suggestiva

Gli amanti della storia troveranno a Parigi un paradiso di scoperte. La città è un libro aperto, le cui pagine rivelano episodi dalla sua fondazione gallo-romana fino ai giorni nostri. Un punto di partenza eccellente per esplorare la storia di Parigi è il Museo Carnavalet, dedicato specificamente alla storia della città. Questo museo è ospitato in due splendidi palazzi adiacenti del XVI e XVII secolo, offrendo un viaggio affascinante attraverso i secoli.

Per una panoramica della storia militare della Francia, l'Hôtel des Invalides è un must. Questo complesso di edifici del XVII secolo, originariamente costruito come ospedale e casa di riposo per i veterani militari, oggi ospita vari musei e monumenti militari, tra cui la tomba di Napoleone Bonaparte. L'architettura imponente e le collezioni straordinarie dell'Hôtel des Invalides ne fanno un luogo di grande interesse storico.

Anche il Cimitero di Père-Lachaise è un luogo carico di storia. Come cimitero più visitato del mondo, è l'ultimo luogo di riposo di molti personaggi famosi, tra cui Jim Morrison, Edith Piaf e Oscar Wilde. Passeggiare tra le sue strade alberate, circondati da monumenti funerari artistici, è un'esperienza unica e suggestiva.

Un aspetto interessante e poco noto di Parigi è il suo gemellaggio esclusivo con Roma. Questo legame speciale tra le due città, riassunto nel motto "Solo Parigi è degna di Roma; solo Roma è degna di Parigi", sottolinea la loro storica amicizia e il reciproco rispetto.

Altri luoghi suggestivi tra i tanti che potete visitare sono alcuni di cui vi abbiamo già accennato come Le Passage Couverts, un esempio di passaggi coperti, costruiti principalmente nel XIX secolo, sono un elemento unico del panorama parigino, che un tempo erano il fulcro della vita sociale e commerciale della città, con negozi di moda, caffè e teatri. Oggi, passeggiate lungo questi passaggi è come fare un salto indietro nel tempo. Il Passage des Panoramas, il Galerie Vivienne e il Passage Jouffroy sono tra i più affascinanti e ben conservati. Anche delle catacombe di Parigi, del quartiere di Belleville e del Canale Saint-Martin vi abbiamo già accennato. Se ci andate fateci sapere la vostra opinione, ci sarà utile. Un'ultima cosa che mi viene in mente di insolito e di suggestivo è una visita alla Moschea di Parigi. Nel Quartiere Latino, lontano dalla folla dei turisti, si trova la Grande Moschea di Parigi. Costruita negli anni '20 in stile moresco, è un'oasi di pace nel cuore della città. Puoi passeggiare nel suo cortile ornamentale, rilassarti nel tradizionale hammam e gustare un tè alla menta nel suo accogliente caffè.

In conclusione, Parigi è una città che affascina, ispira e incanta da secoli. La sua ricchezza culturale, storica e artistica la rende un luogo unico al mondo, capace di offrire un'esperienza indimenticabile a chiunque la visiti. Ogni angolo della città racconta una storia, ogni strada nasconde una sorpresa, ogni monumento risveglia ricordi del passato. Questa guida non ha fatto altro che sfiorare la superficie della profonda bellezza di Parigi, ma speriamo che abbia destato l'interesse che questa città merita.

Vi invitiamo a scoprire di persona le straordinarie bellezze di Parigi e a creare le vostre storie in questa città magica. Bon voyage!

Consigli pratici per viaggiare a Parigi

Per godere al meglio del fascino parigino, è essenziale prepararsi in anticipo e comprendere alcune peculiarità locali. Questo saggio esamina vari aspetti che i visitatori devono considerare, dalle preoccupazioni pratiche come l'elettricità e il parcheggio, alle questioni di sicurezza e rispetto delle norme locali.

Aspetti Pratici

Elettricità

La Francia utilizza un sistema elettrico a 220 volt, con prese di tipo E a due perni rotondi. I visitatori provenienti da paesi con standard diversi, come gli Stati Uniti (110 volt, tipo A/B) o il Regno Unito (230 volt, tipo G), dovranno portare con sé un adattatore di corrente per i propri dispositivi elettronici. Per i visitatori provenienti dall'Italia, non ci dovrebbero essere problemi con l'elettricità a Parigi. Entrambi i paesi utilizzano un sistema elettrico a 220-230 volt e condividevano lo stesso tipo di prese (tipo F in Italia e tipo E in Francia) che sono quasi intercambiabili. Le prese francesi accettano spesso le spine italiane a due perni. Comunque, per evitare qualsiasi problema, potrebbe essere utile avere un adattatore universale.

Parcheggio

Se state pensando di visitare Parigi in auto dall'Italia, ci sono diverse cose importanti da considerare in termini di parcheggio.

Parigi è una città molto trafficata, con una densità di traffico elevata e molte restrizioni di parcheggio. Il centro della città, in particolare, può essere difficile da navigare a causa delle strade strette e affollate. Inoltre, le regole del parcheggio possono essere complesse per i visitatori.

  1. Zone di Parcheggio: Le strisce blu lungo il bordo del marciapiede indicano le zone di parcheggio a pagamento. Le strisce bianche indicano i parcheggi gratuiti, ma spesso questi sono riservati ai residenti con permessi speciali. Le strisce gialle indicano aree in cui il parcheggio è vietato.
  2. Tariffe di Parcheggio: Il parcheggio sulla strada in centro a Parigi può essere piuttosto costoso. Le tariffe variano a seconda della zona: in centro, le tariffe possono raggiungere i 4 euro all'ora. Ricorda che il parcheggio sulla strada è gratuito la domenica e nei giorni festivi, e ogni sera dalle 20:00 alle 9:00.
  3. Parcheggi a Lungo Termine: Se prevedi di rimanere a Parigi per più giorni, potrebbe essere più conveniente e sicuro utilizzare un parcheggio a lungo termine. Ci sono vari parcheggi sotterranei e garage in tutta la città che offrono tariffe giornaliere. Alcuni esempi includono i parcheggi di Interparking e Q-Park, che offrono posti a prezzi competitivi, soprattutto se prenotati in anticipo online.
  4. Zona a Traffico Limitato (ZTL): Parigi ha introdotto una Zona a Traffico Limitato nel centro della città, che è attiva nei giorni feriali. Per entrare in questa zona con un veicolo, è necessario avere un bollino ecologico Crit'Air. Questo vale anche per i veicoli stranieri, quindi è importante richiedere questo bollino prima del viaggio.
  5. Parcheggi Fuori dalla Città: Un'altra opzione da considerare è il parcheggio fuori dal centro di Parigi e l'utilizzo dei mezzi pubblici per spostarsi in città. Ci sono diverse opzioni di parcheggio P+R (Park and Ride) situate vicino alle stazioni della metropolitana alla periferia della città, dove si può lasciare l'auto per un costo molto inferiore rispetto al centro.

In conclusione, sebbene sia possibile portare la propria auto a Parigi, può essere più comodo ed economico utilizzare i trasporti pubblici o il noleggio di biciclette per spostarsi in città una volta arrivati.

Acqua Potabile

L'acqua del rubinetto a Parigi non solo è sicura da bere, ma è anche di alta qualità e buona al gusto. La città si impegna a fornire ai suoi abitanti e visitatori un'acqua potabile eccellente, sottoponendola a rigorosi controlli di qualità. Oltre 600.000 test vengono effettuati ogni anno per assicurare la sua purezza.

Parigi ha una durezza dell'acqua relativamente bassa, il che significa che ha un basso contenuto di minerali come calcio e magnesio. Questo rende l'acqua molto dolce e piacevole al gusto. Anche se può variare leggermente a seconda della zona della città, in generale l'acqua di Parigi è leggera e rinfrescante.

Per chi è interessato a una soluzione ancora più eco-friendly e pratica, la città ha installato una serie di fontane di acqua potabile in tutta Parigi. Queste fontane non forniscono solo acqua normale, ma anche acqua frizzante. Sì, hai capito bene, acqua frizzante gratuita direttamente dalle fontane pubbliche! Questo progetto unico è stato lanciato nel 2010 e si chiama "Eau de Paris".

Le fontane di acqua frizzante sono facili da riconoscere grazie alla loro struttura moderna e blu e sono sparse in tutti i 20 quartieri della città. Puoi trovare la fontana più vicina a te tramite il sito web o l'app di Eau de Paris.

Servizi Medici

Parigi, come molte grandi città, dispone di un'ampia gamma di servizi medici, dai medici di base agli ospedali specializzati. Ecco cosa devi sapere in caso di necessità durante la tua visita.

  1. Emergenze: In caso di emergenza medica, dovresti chiamare il 112, che è un numero di emergenza gratuito operativo in tutta l'Unione Europea. I servizi di emergenza francesi sono molto efficienti, e il personale di risposta è multilingue, quindi dovresti essere in grado di comunicare la tua situazione in inglese, se necessario.
  2. Assistenza Medica Non Urgente: Se hai bisogno di assistenza medica non urgente, potresti andare a un centro medico o a un medico generico. Ci sono molti medici che parlano inglese a Parigi. È possibile cercare un medico attraverso il sito web dell'Ordine dei Medici di Parigi (Ordre des Médecins). Ricorda che dovrai pagare per la visita, anche se molte assicurazioni viaggi rimborsano queste spese.
  3. Farmacie: Le farmacie in Francia sono indicate da un segno a forma di croce verde. Vendono medicinali su prescrizione e da banco, e spesso il farmacista può dare consigli su problemi medici minori. Alcune farmacie sono aperte 24 ore su 24, 7 giorni su 7, soprattutto in zone turistiche.
  4. Ospedali: Ci sono diversi ospedali pubblici e privati a Parigi. Tra i più noti ci sono l'Hôpital Pitié-Salpêtrière, l'Hôpital Européen Georges-Pompidou e l'Hôpital Necker per i bambini. Se hai bisogno di assistenza ospedaliera, è probabile che dovrai mostrare la prova dell'assicurazione sanitaria.

Esempio pratico

Immaginiamo che tu stia visitando Parigi e improvvisamente ti senti male con sintomi che non sono gravi, ma richiedono comunque l'attenzione di un medico. Puoi fare quanto segue:

  1. Trova un medico di base (médecin généraliste) che parla inglese utilizzando il sito web dell'Ordre des Médecins. È consigliabile chiamare per un appuntamento.
  2. Dopo la visita, il medico potrebbe prescrivere dei farmaci. Puoi portare la prescrizione a una farmacia locale per acquistare i farmaci.
  3. Assicurati di conservare tutte le ricevute e i documenti medici. Avrai bisogno di queste informazioni per fare un reclamo alla tua assicurazione viaggi.

In conclusione, è importante avere un'assicurazione sanitaria viaggio che copra le spese mediche quando si viaggia all'estero. Prima di partire, controlla la copertura della tua assicurazione e capisci come fare un reclamo in caso di necessità.

Sicurezza

Parigi è generalmente una città sicura, ma come in qualsiasi grande metropoli, ci sono problemi di microcriminalità. I borseggi sono comuni nei luoghi turistici e sui mezzi pubblici. È sempre importante tenere d'occhio i propri beni personali e evitare di mostrare oggetti di valore in modo evidente.

È vero che ci sono preoccupazioni riguardo alla criminalità di strada commessa da bande di origine nordafricana, ma è importante non generalizzare o etichettare interi gruppi in base alle azioni di pochi individui. La chiave per una visita sicura a Parigi è la consapevolezza del proprio ambiente e l'adozione di misure precauzionali ragionevoli.

Ci sono alcuni rischi di cui essere consapevoli e misure precauzionali da prendere per assicurarsi di avere un viaggio sicuro e piacevole.

  1. Microcriminalità e Borseggi: Parigi, come molte altre metropoli turistiche, ha una certa quantità di microcriminalità, inclusi borseggi e piccoli furti, in particolare nelle aree turistiche affollate e sui mezzi pubblici. Per minimizzare il rischio, è importante mantenere un alto livello di vigilanza. Non esporre oggetti di valore come smartphone, macchine fotografiche o gioielli. Inoltre, è saggio dividere il denaro e i documenti importanti tra diversi posti su di te e non portare con sé tutti i tuoi soldi o carte di credito quando esci. Se viaggi in metropolitana o in autobus durante le ore di punta, tieni il tuo zaino o la borsa davanti a te.
  2. Truffe: Ci sono alcune truffe comuni a Parigi di cui dovresti essere consapevole. Queste includono la truffa dell'anello d'oro (qualcuno "trova" un anello d'oro per terra e prova a venderlo a te), la truffa della petizione (ti viene chiesto di firmare una petizione e poi ti viene chiesto del denaro) e la truffa dei giochi di strada come il gioco del shell. Se qualcuno cerca di coinvolgerti in una di queste situazioni, è meglio ignorarlo e allontanarsi.
  3. Sicurezza Notturna: Parigi è generalmente sicura di notte, ma ci sono alcune aree, come Barbès-Rochechouart e alcune parti del 18° e 19° arrondissement, che possono essere meno sicure dopo il tramonto. È sempre meglio rimanere in aree illuminate e trafficate e evitare strade laterali deserte.
  4. Emergenze: In caso di emergenza, puoi chiamare il 112, un numero di emergenza gratuito accessibile in tutta l'UE. È importante notare che questo numero dovrebbe essere utilizzato solo in caso di emergenza reale.

Moneta

La moneta ufficiale della Francia è l'euro (€). Le carte di credito sono ampiamente accettate, anche se alcuni piccoli negozi o caffè potrebbero accettare solo contanti. Ci sono molti sportelli automatici (ATM) in tutta la città, ma fai attenzione alle commissioni bancarie per le transazioni internazionali.

Costo della Vita

Parigi è una delle città più costose d'Europa. Tuttavia, esistono modi per mantenere bassi i costi. I musei statali, ad esempio, sono gratuiti la prima domenica del mese. Molti ristoranti offrono "formules" o "menus" a prezzo fisso per il pranzo, che includono un antipasto, un piatto principale e un dessert. I mercati all'aperto sono un ottimo posto per acquistare prodotti freschi a un prezzo inferiore rispetto ai supermercati.

Ecco un'analisi più dettagliata del costo della vita a Parigi.

  1. Alloggio: Il costo dell'alloggio a Parigi può variare notevolmente a seconda del tipo di struttura e della sua posizione. Un hotel nel centro della città può costare da 100 a 300 euro a notte per una camera doppia standard, mentre un ostello può offrire letti a partire da 20-50 euro a notte. Un appartamento in affitto su piattaforme come Airbnb può costare tra 60 e 200 euro a notte.
  2. Cibo: Il cibo a Parigi può variare da molto economico a molto costoso. Un pasto in un ristorante di fascia media può costare tra 15 e 40 euro a persona, mentre un pasto in un ristorante di lusso può facilmente superare i 100 euro. Tuttavia, ci sono anche molte opzioni economiche, come i panini e i crepes venduti nei chioschi stradali, che costano da 5 a 10 euro. La spesa nei supermercati è relativamente paragonabile a quella in altre città europee, con la possibilità di risparmiare se si sceglie di cucinare in casa.
  3. Trasporti: Il sistema di trasporto pubblico di Parigi è efficiente e relativamente economico. Un singolo biglietto per la metropolitana o l'autobus costa 1,90 euro. Esistono anche pass per i trasporti illimitati, come il Paris Visite Travel Card, che può costare da 12 euro al giorno fino a 66 euro per cinque giorni.
  4. Attrazioni Turistiche: L'ingresso alle attrazioni turistiche può aggiungere un costo significativo al tuo budget di viaggio. Per esempio, l'ingresso alla Torre Eiffel costa 26,10 euro per gli adulti se vuoi prendere l'ascensore fino alla cima. Il Museo del Louvre costa 17 euro. Tuttavia, ci sono molte attrazioni gratuite a Parigi, come la Basilica di Sacré-Cœur, la Cattedrale di Notre Dame (solo l'esterno, dato che l'interno è chiuso per restauro a seguito dell'incendio del 2019), e naturalmente, passeggiare lungo la Senna o nei vari quartieri storici della città non costa nulla.
  5. Shopping: Il costo dello shopping a Parigi dipenderà molto dai tuoi gusti personali. Puoi spendere centinaia o addirittura migliaia di euro in boutique di alta moda e negozi di lusso, oppure puoi trovare affari a prezzi ragionevoli nei grandi magazzini o nei mercati delle pulci.

Rispetto delle Norme Locali e Ulteriori Considerazioni

Il rispetto delle usanze locali è un aspetto fondamentale quando si visita un altro paese. Vi potrebbero sembrare delle cose scontate, ma sono importanti. In Francia, è comune salutare con un bacio su entrambe le guance, ma sicuramente già lo sapete. Quando entrate in un negozio o un ristorante, è consuetudine dire "Bonjour" (buongiorno) o "Bonsoir" (buonasera) a seconda dell'ora del giorno. Al termine del pasto, è normale lasciare una piccola mancia.

Per quanto riguarda la lingua, anche se molti parigini parlano inglese, fare uno sforzo per parlare un po' di francese è apprezzato. Frasi semplici come "Merci" (grazie), "S'il vous plaît" (per favore), e "Excusez-moi" (scusa) possono fare andare andare molto lontano. Per approfondire potete dare una occhiata al Frasario Italiano Francese.

Infine, ricordate quello che vi abbiamo già mostrato, cioè che Parigi non è solo la Torre Eiffel e il Louvre. Prenditevi del tempo per esplorare i quartieri meno turistici, come il Canal Saint-Martin o Belleville, per un'esperienza autentica.

Insomma, visitare Parigi è un'esperienza emozionante e arricchente e con una pianificazione adeguata e una comprensione delle norme locali, si può godere pienamente di tutto ciò che questa meravigliosa città ha da offrire.

 

Bibliografia su Parigi

  1. "A Moveable Feast" di Ernest Hemingway - 1964, Charles Scribner's Sons. Un libro di memorie del periodo in cui Hemingway visse a Parigi negli anni Venti.
  2. "The Flâneur: A Stroll through the Paradoxes of Paris" di Edmund White - 2001, Bloomsbury. Una storia culturale di Parigi, incentrata sulla storia delle passeggiate e della flânerie della città.
  3. "Paris to the Moon" di Adam Gopnik - 2000, Random House. Una raccolta di saggi su Parigi, la sua cultura e la sua gente.
  4. "The Sweet Life in Paris: Delicious Adventures in the World's Most Glorious - and Perplexing - City" di David Lebovitz - 2009, Broadway Books. Un libro di cucina e memorie sul periodo trascorso da Lebovitz a Parigi.
  5. "Paris: The Biography of a City" di Colin Jones - 2004, Viking. Una storia completa di Parigi, dalla sua fondazione ai giorni nostri.
  6. "Seven Ages of Paris" di Alistair Horne - 2002, Macmillan. Una panoramica della storia di Parigi, suddivisa in sette periodi.
  7. "The Secret History of Paris" di Andrew Hussey - 2006, Granta Books. Uno sguardo ai lati nascosti di Parigi, dalla sua storia oscura al suo squallido ventre.
  8. "Is Paris Burning?" di Larry Collins e Dominique Lapierre - 1965, Simon & Schuster. Un romanzo storico sulla liberazione di Parigi durante la Seconda Guerra Mondiale.
  9. "The Paris Wife" di Paula McLain - 2011, Ballantine Books. Un racconto romanzato della prima moglie di Ernest Hemingway, Hadley Richardson.
  10. "The Greater Journey: Americans in Paris" di David McCullough - 2011, Simon & Schuster. Un'ampia storia di artisti, scrittori e pensatori americani che hanno vissuto e lavorato a Parigi nel XIX e XX secolo.
  11. "Paris 1919: Six Months That Changed the World" di Margaret MacMillan - 2001, Random House. Una storia della Conferenza di pace di Parigi del 1919, che pose fine alla Prima guerra mondiale.
  12. "Bright Lights Paris: Shop, Dine & Live...Parisian Style" di Angie Niles - 2015, Berkley. Una guida allo shopping, alla ristorazione e allo stile di vita parigino.
  13. "Parisians: An Adventure History of Paris" di Graham Robb - 2010, W. W. Norton & Company. Una storia narrativa di Parigi, dalla sua fondazione ai giorni nostri. Un ritratto di una strada di Parigi e delle persone che ci vivono e lavorano.
  14. "The Only Street in Paris: Life on the Rue des Martyrs" di Elaine Sciolino - 2015, W. W. Norton & Company
  15. "Paris: The Novel" di Edward Rutherfurd - 2013, Doubleday. Un ampio romanzo storico su Parigi, dalla sua fondazione ai giorni nostri.
  16. "Paris: A Love Story" di Kati Marton - 2012, Simon & Schuster
  17. "The Other Paris" di Luc Sante - 2015, Farrar, Straus and Giroux. Uno sguardo al lato nascosto di Parigi, dalla sua storia oscura ai suoi squallidi bassifondi.
  18. "L'eleganza del Riccio" di Muriel Barbery - 2004, Edizioni e/o, (Italino). Un romanzo su una portinaia e un ragazzino che stringono un'improbabile amicizia in un condominio parigino.
  19. "Notre-Dame de Paris" di Victor Hugo - 1831, Gosselin (in Francese)

Alcuni titoli in italiano

  1. "Il ventre di Parigi" di Émile Zola - 1873, Editori Riuniti
  2. "Parigi era una festa" (titolo originale "A Moveable Feast") di Ernest Hemingway - 1964, Mondadori
  3. "Notre-Dame de Paris" di Victor Hugo - 1831, Einaudi
  4. "La vita quotidiana dei surrealisti a Parigi nel 1920" di Marc Dachy - 1990, Laterza
  5. "Parigi o cara" di Giuseppe Culicchia - 2012, Einaudi
  6. "Parigi. Una storia d'amore" (titolo originale "Paris: A Love Story") di Kati Marton - 2013, Rizzoli
  7. "Il mio Parigi" di Jacques Prevert - 1992, Longanesi
  8. "Il Parigi di Modiano" di Giuseppe Scaraffia - 2015, Donzelli Editore
  9. "Storia di Parigi" di Yves-Marie Bercé - 2009, Salerno Editrice
  10. "Il lato B di Parigi" di Roberto Peregalli - 2019, Adelphi
  11. "Una storia d'amore e di tenebra" di Amos Oz - 2004, Feltrinelli
  12. "Parigi insolita e segreta" di Jacques Garance, Maud Ratton - 2011, Jonglez
  13. "Parigi è un desiderio" di Romano Battaglia - 2002, Mondadori
  14. "Parigi vista da vicino" di Dominique Lesbros - 2007, Ponte Alle Grazie
  15. "Parigi. Guida alla città letteraria" di François Ceresa - 2007, Newton Compton Editori

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