Albert Camus

Sei qui: Biografie >

Albert Camus

 

Era il 7 novembre del 1913 e a Mondovi, in Algeria, nasceva una delle personalità che ha permeato la letteratura francese : Albert Camus , scrittore, filosofo, novellista, saggista, drammaturgo e romanziere francese, che si spense a Villeblevin il 4 gennaio 1960 in seguito a un incidente stradale e dopo aver essere stato negli ultimi anni della sua vita malato di tubercolosi. Nel 1957 Camus vinse il premio Nobel per la letteratura.

 

Anche suo padre nacque il Algeria, perché suo nonno fu uno dei primi francesi che si trasferirono in questa colonia. Suo padre Lucien lavorava in un appezzamento viticolo e sposò Catherine Hélène Sintès il 13 novembre 1909. Albert non avrà mai un bel ricordo del padre, morto troppo giovane nel 1914, di lui, infatti, si ricorderà solo di qualche frammento di foto . Suo zio Gustave Acault sarà per Albert la figura paterna a cui ispirarsi e attraverso il quale venne in contatto con la filosofia di Voltaire. Albert Camus studiò in Algeria ed ebbe come maestro di vita Louis Germain che credette sempre in lui e nelle sue potenzialità, fornendogli lezioni private e iscrivendolo nelle liste per le borse di studio,fu proprio a Germain che Camus dedicò il discorso durante il Premio Nobel del 1957. Ben presto si scoprirà innamorato dellafilosofia, passione che lo accompagnerà per tutta la vita.

A giugno del 1934 si sposò con Simone Hié, ma la loro unione fu destinata a naufragare. L’anno dopo aderì al Partito Comunista Algerino. Durante il 1940 sposò la sua seconda moglie Francine Faure e i due si trasferirono a Parigi, dove Camus iniziò a lavorare alla redazione di Paris-Soir, fondando nello stesso tempo la rivista Rivage. Due anni più tardi uscirà il suo capolavoro letterario " L’étranger". Durante il 1944 Camus incontrò André Gide e Jean – Paul Sartre iniziando con i due artisti un’amicizia che influenzerà la sua vita e la sua opera . Intellettuale di spicco, l’8 agosto fu la prima personalità a denunciare l’uso della bomba atomica, due giorni dopo il bombardamento su Hiroshima. Il 1947 è l’anno di uscita del suo romanzo " La Peste" che lo consacrerà alla letteratura mondiale.

Nell’ottobre del 1951 uscì " L’uomo" nel quale Albert Camus propose le sue tesi di ambiguità sul Regime Comunista. Questa sua presa di posizione, interruppe anche i rapporti con i suoi amici ed in particolare con Jean – Paul Sartre . Il 1956 è la volta della pubblicazione de " La Caduta" dove emerge la sua teoria dell’esistenzialismo.Il 16 ottobre del 1957, invece fu il giorno del Premio Nobel per la Letteratura. In questo periodo emersero anche le sue tesi contro l’indipendenza dell’Algeria, che lo stesso descrisse nel 1958 nell’opera " Cronache Algerine" dove si augurava la fine del sistema coloniale, ma un Algeria che potesse rimanere sempre francese, un’espressione questa, quasi contraddittoria.

Il 4 gennaio 1960 a Villeblevin sulla strada nazionale 6 Albert Camus trovò la morte in un incidente stradale , a bordo di una Facel – Vega guidata dal suo amico Michel Gallimard, morto anche lui nello schianto. I giornali dell’epoca scrissero che l’incidente avvenne a causa dell’eccessiva velocità, quasi 180 chilometri orari e di una crisi epilettica del conducente oppure lo scoppio di un pneumatico. L’universitario italiano Giovanni Catelli, avanzò, nel 2011 un’altra ipotesi, sul Corriere della Sera, per la quale l’incidente di Camus venne ordinato del ministro sovietico degli affari esteri Dmitri Chepilov, tesi questa, tutta ancora da dimostrare. Camus venne seppellito a Lourmarin.

Albert Camus, da molti è ricordato anche come il giornalista che ha descritto i moti libertari della Resistenza Francese , nel periodo della Seconda Guerra Mondiale. Nel giornale " Combat" spesso lo stesso ha preso posizioni audaci, in particolare sull’indipendenza dell’Algeria e sul Partito Comunista Francese.

Nello stesso tempo fu capace di scrivere opere teatrali, romanzi, saggi e poemi, che si permeavano di unumanesimo basato sulla presa di coscienza dell’assurdo nella condizione umana, ma anche sulla rivolta vista come risposta all’assurdo, rivolta che porta all’azione e da un senso al mondo e all’esistenza. Non ha mai smesso di lottare contro l’esistenzialismo e il marxismo, opponendosi, nei suoi scritti ad ogni sorta di totalitarismo, in riferimento, soprattutto a quello sovietico.

Fu un teorico dell’assurdo, di una teoria dell’assurdo che nasce dall’appello umano e dal silenzio del mondo . Secondo Albert Camusci sono due forze che si oppongono : l’appello umano che vuole conoscere la sua ragione d’essere e l’assenza di risposte, l’uomo così si trova a vivere in un mondo, del quale non conosce il senso, del quale ignora tutto, anche la sua ragione di vita.L’uomo assurdo non accetta le prospettive divine, vuole delle risposte umane. L’assurdo, per Camus, non è un sapere, bensì è uno stato che deriva dal confronto cosciente delle due forze, è una coscienza della rottura tra il mondo e lo spirito.Per l’uomo assurdo non esiste futuro, conta solo il " qui e ora".

Nel momento in cui l’uomo assurdo cerca il significato della propria esistenza, e non lo trova, diventa un estraneo, come Meursault il protagonista del suo romanzo " Lo Straniero" che uccide un uomo e si fa condannare a morte, senza opporre la minima resistenza.

Per Camus c’è solo un modo per uscire da questo non-senso dell’esistenza, ovvero la rivolta , tema che sviluppa nei libri " La Peste" e " L’uomo in rivolta" dove indica come unica strada d’uscita quella della ribellione. Quello stesso conflitto che c’è tra la luce e le tenebre della vita contemporanea, conflitto che si può superare solo con la rivolta, che implica una presa di posizione ben salda e il volere ultimo di dare un senso alla propria vita. La rivolta intesa anche come libertà, quella stessa libertà che Camus impiegava nei suoi scritti, quella liberà che gli impediva di essere un servo del potere e dei poteri. Quella stessa libertà, in nome di quella stessa libertà Camus non si preoccupò mai di crearsi nemici, non si preoccupò di denunciare i pericoli della vita moderna, di opporsi a giochi di potere, contro i quali nessuno aveva mai avuto il coraggio di prendere una penna in mano. Camus non si preoccupò che a causa delle sue prese di posizioni, anche i suoi amici lo abbandonarono, perché i suoi ideali, anche se apparentemente contradditori, anche se apparentemente assurdi hanno rappresentato la sua personalità e il suo modo di essere. Quelle stesse parole che continuano, ancora adesso, ad essere un monito e ad essere più presenti che mai.

"Se c'è un peccato contro la vita, è forse non tanto disperarne, quanto sperare in un'altra vita, e sottrarsi all'implacabile grandezza di questa." (Albert Camus)

 

 

Torna su