BAMBERGA

VISITARE BAMBERGA: INFORMAZIONI E PICCOLA GUIDA

 

Per iniziare a parlare di Bamberga uno ha proprio l'imbarazzo della scelta: santi patroni, imperatori, cattedrali, monasteri, cavalieri sconosciuti, piccole Venezie e siti UNESCO, pub e birrerie, o anche misteriosi pomelli iconici. Quel che è certo è che a cultura e ricchezza storica questa città della Germania più caratteristicanon è seconda a nessuno. Bamberga è infatti una città dalle forti atmosfere. La prima arriva dal suo paesaggio, tipico dell'Alta Franconia (Oberfranken in tedesco, una delle regioni della Baviera), dominato da fertili colline coltivate a vitigno, punteggiato da villaggi con case a graticcio, piste ciclabili che si affiancano lungo i corsi dei fiumi Regnitz (in centro) e Meno, ad ovest e ai margini della Foresta di Steigerwald.

Una volta in città, ci si accorge di quanto il centro storico accolga intatto lo spirito di un tempo: le antiche sembianze medievali s'incastonano con naturale determinazione accanto alla modernità della società civile, mentre la giovane popolazione studentesca - che già nel Seicento qui s'inebriava di sapienza - avanza sempre più verso un futuro ormai prossimo.

Ritroviamoci allora pur da qualche parte. Iniziamo a raccontare di quando, oltre mille anni fa, la città iniziò ad esistere con la celebrazione del matrimonio di Enrico II e Cunegonda. La coppia reale oggi riposa a vita eterna nella Cattedrale di Bamberga, è l'unica ad essere stata canonizzata dalla chiesa per manifesta devozione. Enrico, imperatore del Sacro Romano Impero tra il 1002 ed il 1024 e re d'Italia dal 1004, nel 995 sposò Cunegonda, figlia di Sigfrido conte di Lussemburgo e discendente diretto di Carlo Magno. Furono canonizzati l'uno nel 1147, l'altra quasi mezzo secolo dopo. Non ebbero figli e furono una coppia fuori dagli schemi, probabilmente si amarono oltre i 'limiti' delle proprie tradizioni, quelli dei costumi di corte e di programmate usanze ecclesiastiche. Quel che si sa è che la regina fece voto di virginale continenza e che malgrado questo il re non volle ripudiarla come previsto dalla legge germanica. Pur di stare con lei, Enrico preferì rinunciare ad un erede e a continuare la propria stirpe nella storia (con Enrico si estinse la dinastia ottoniana, originaria della Sassonia).

La tomba di Enrico II e Cunegonda è situata all'interno di un cenotafio cinquecentesco (opera d'arte quattrocentesca dello scultore Tilman Riemenschneider) del Duomo di Bamberga, il Bamberger Dom, posizionata di fronte al coro orientale. La Cattedrale di Bamberga è probabilmente il primo monumento che cattura l'attenzione del visitatore. Fa un certo effetto ritrovarsi ad ammirare dall'esterno le imponenti quattro torri a guglia, e all'interno, il grande spazio della navata centrale della chiesa, un'espressione architettonica che fonde lo stile romanico con quello gotico, tra le più belle d'Europa. L'antica cattedrale imperiale di credo cattolico, s'incastona meravigliosamente nel paesaggio circostante da oltre mille lunghi anni; è protetta dalle stesse colline che hanno ispirato Enrico II alla costruzione dell'edificio, le stesse che secondo lui in qualche modo facevano pensare ai sette colli di Roma. Enrico aveva poco meno di 40 anni, espresse la volontà di voler costruire una chiesa che potesse rappresentare il potere di una 'Roma francofona'; la struttura inizialmente venne chiamata Heinrichsdom e fu completata in tempi brevissimi, in soli cinque anni (un record per quei tempi). A differenza della basilica di Roma, però, e così come diversamente da tutti i modelli cattolici, quella di Bamberga presentava delle inusuali caratteristiche, che hanno portato ad una tendente inversione architettonica senza precedenti: tra tutte il fatto di avere un transetto ad ovest ed un coro ad est, così da simboleggiare il potere spirituale da una parte e quello temporale dall'altra, quest'ultimo così raffigurato come accesso diretto alla volta celeste. A questa prima caratteristica, rimasta intatta nel corso dei secoli, si accompagnano altri unici particolari: la chiesa conserva infatti le spoglia dell'unica coppia reale canonizzata dalla chiesa e anche quelle dell'unico Papa, Clemente II, tumulato lontano da Roma.

Enrico non nacque a Bamberga e non divenne imperatore in questa città. Fu infatti incoronato a Magonza, una delle più belle città della Germania. Si dice che Bamberga fu a lui donata come regalo di nozze, un piccolo nucleo cresciuto ai piedi del castello di Babenberch, che diede poi il nome alla dinastia franco-bavarese dei Babenberg. Una città nata e cresciuta con Enrico e salvata dalla sua sposa: si racconta infatti che le preghiere a santa Cunegonda produssero un'improvvisa nebbia che avvolse la città durante un bombardamenti nella Seconda guerra mondiale, evitando la distruzione dell'antichissimo centro storico, il quale restando intatto fino ai giorni nostri si è anche guadagnato l'iscrizione a sito dell'Umanità da parte dell'UNESCO. La cattedrale fu salva, anche se quella che si ammira oggi non è purtroppo la stessa struttura creata da Enrico II, bensì la ricostruzione voluta, dapprima, da Otto di Bamberga a seguito di un grosso incendio nel 1081, che parzialmente la distrusse, e poi successivamente dal vescovo Eckbert dopo un altro grave incendio, del 1185. Dall'incendio riuscì a salvarsi una piccola parte della struttura originaria e con essa alcuni dei monumenti presenti. Tra quelli odierni, la statua equestre dell'enigmatico Cavaliere di Bamberga (Der Bamberger Reiter), suscita di sicuro una curiosa attenzione: scolpita nel 1235, appare a grandezza naturale e autonomamente distaccata dallo sfondo di una parete laterale interna della chiesa. Non si conosce l'identità dell'aitante e giovane re a cavallo, raffigurato con fare elegante e sicuro: forse si tratta di Costantino il Grande, imperatore romano che favorì la diffusione del Cristianesimo e da cui prese il nome l'odierna Istanbul (nell'antichità chiamata Costantinopoli). Altri pensano invece rappresenti il cognato di Enrico II, Stefano d'Ungheria, primo re ungherese nel X secolo e anch'egli divenuto santo (di lui conosciamo anche la famosa Sacra Corona d'Ungheria custodita a Budapest). Forse però potrebbe essere lo stesso Enrico II, o ancora, uno dei re Magi, o forse ancora, come ritengono alcuni studiosi (tra cui Hannes Möhring), altro non è che una rappresentazione del Messia, visto che viene rappresentato completamente senz'armi.

Visitata la cattedrale, Bamberga continua a regale interessanti escursus storici e architettonici. Raccontano dell'anima di questa città e delle sue tradizioni. Una caratteristica sua particolare è quella che racconta di due città in una; due ruoli, uno civico l'altro religioso-imperiale, spesso in contrasto tra loro. L'ultimo lo abbiamo appena conosciuto con il Duomo e con i suoi re. Il secondo, lo si percepisce invece lungo le viuzze medievali e le strade spesso labirintiche del centro storico. Nel mezzo c'è il fiume, che diventa il vero baricentro di Bamberga e che lo era soprattutto in passato. Degli oltre 80 ponti che lo percorrono c'è ne sono in particolare due a destare maggiore interesse, sono quelli che danno spazio all'Antico Municipio di Bamberga, l'Altes Rathus, e cioè il Obere Brücke ed il Untere Brücke. L'edificio sorge proprio a cavallo tra i due ponti, con i pedoni che passano nel ventre di questa antica struttura, attraverso grandi portali; venne costruito nel XV secolo e nasce come simbolo dell'antica ascesa borghese, parecchio contrastata in passato dagli allora vescovi-principi della città. La scelta della sua posizione non fu decisa a caso, al di là del fiume stava nascendo il nuovo quartiere, che andava sviluppandosi grazie al maggiore potere acquisito dalla borghesia cittadina, il cui nome era Gärtnerstadt (quartiere degli orti e dei giardini). Oltre i due ponti, e verso nord, nel lato orientale del fiume, alcuni edifici pittoreschi si guadagnano la meritata ammirazione: guardano la riva opposta con fare orgoglioso e probabilmente oggi hanno molto più da vantarsi di quanto non potevano permettersi secoli fa, quando altro non erano che piccole case di poveri pescatori. Sono le case del quartiere di Klein Venedig, la Piccola Venezia di Bamberga, un filare di circa 200 metri di case in graticcio a ridosso del fiume Regnitz, anch'esse parte del Patrimonio UNESCO del centro storico della città.

Davanti al pittoresco quartiere della Piccola Venezia, dall'altra parte del fiume, le imponenti quattro torri del Duomo ricordano l'antico potere ecclesiastico. Poco oltre, s'intravedono nello sfondo le due guglie del Monastero benedettino di San Michele. Situata nell'omonimo colle che porta il suo nome, la struttura è da apprezzare oltre che per lo stile architettonico interno anche perché qui sin dal Medioevo è stata prodotta la particolare birra a Bramberga, la Rauchbier. Particolare perché prodotta dall'affumicatura del legno del faggio e dalla germinazione dell'orzo, poi essiccato. Se siete degli appassionati, i birrifici di Bamberga saranno sicuramente parte dei vostri itinerari di viaggio. Così come testimonia un documento del XI secolo, uno dei prodotti cardine dello scambio mercantile dell'epoca era infatti il luppolo, e con esso la produzione della birra. Fu proprio da questo monastero che nel 1122 venne prodotta una delle prime birre della storia: una birra fatta di solo malto, luppolo e acqua (così come stabilito nel XV secolo dal principe vescovo della città). Nel monastero oggi ha sede il Museo della Birra di Bamberga, e anche per questo il colle e la sua abbazia diventano in assoluto uno dei principali luoghi di visita in città. Se invece si preferisce fare esperienza di uno dei birrifici del centro storico, oggi se ne contano circa nove (contro la sessantina presenti nel XIX secolo), allora consigliamo la birreria Schlenkerla (sulla Dominikanerstraße, al civico 6) che è anche la più rinomata ed una delle più antiche (ospitata in un edificio un tempo occupato da un convento di Domenicani). Quello che non dovette in assoluto farvi mancare è un vero e proprio Itinerario della birra a Bamberga, in tedesco si chiama BierSchmecker tour e include uno zainetto, un boccale, buoni per 8 boccali di birra e quanto altro. I più romantici forse preferiranno una crociera in battello sul fiume, oppure una gita lungo il bel Alter Kanal, uno dei canali interni che attraversano la città.

Vi lasciamo con una delle nostre ultime visite della giornata, ancora tutta da scoprire: il misterioso pomello al numero civico 14 della via Eisgrube, un piccolo vicolo del quartiere storico e poco lontano dalla riva sinistra del fiume. Ne abbiamo sentito parlare come una delle immagini simbolo della città. Scopriamo poi essere niente meno che un pomello portafortuna, un pò buffo e grottesco, tanto che nel XIX secolo ispirò gli scritti di uno dei romanzieri tedeschi più celebri, E.T.A. Hoffmann e la sua novella Il vaso d'oro.

Il soggiorno a Bamberga regala momenti di relax ed intense esperienze culturali, oltre che una eccellente vita notturna. La città è facilmente raggiungibile dall'Italia, Norimberga per esempio (che dista poco meno di 50 minuti, in auto e in treno) è collegata con alcune città italiane tramite alcune compagnie lowcost e compagnie tradizionali. Città aeroportuali come Monaco di Baviera e Lipsia sono ugualmente vicine e servite da diversi collegamenti con l'Italia (si vedano le varie Ryanair, Lufhtansa, Swiss Air tra le tante). La visita a Bamberga non si esaurisce di sicuro in una sola giornata, le attrazioni culturali sono ancora tante, così come gli itinerari in programma nei dintorni della città. Lungo il fiume Meno si estende infatti l'area vinicola conosciuta con il nome di Fränkisches Weinland, tra villaggi, castelli, monasteri e anse di fiumi da sogno, ma questa è un'altra avventura..., buona Bamberga nel frattempo!

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