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Cimitero Père-Lachaise a Parigi
 

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Avete mai sentito parlare del cimitero di Père-Lachaise, a Parigi? Quella che i parigini amano affettuosamente chiamare la cite des morts? Non si tratta di un luogo per appassionati di storie gotiche o di necrofili, non è nemmeno il tipico luogo di riposo eterno. Siamo qui di fronte al cimitero più visitato al mondo, tante sono le personalità che vi sono sepolte, da Oscar Wilde, Chopin, Proust, Colette a Jim Morrison, Edith Piaf.

La visita vi porterà in un luogo particolare, romantico e mistico, che certamente vi indurrà quantomeno a riflettere, oltre che essere una buona occasione per una bella passeggiata tra natura e architettura. In quello che ufficialmente e conosciuto come cimetière de l'Est, gli stili dei monumenti funerari sono diversi, dai profili classici a quelli stravaganti e perfino erotici; le sculture che adornano le tombe dei grandi personaggi della politica, della letteratura, dell'arte e del mondo dello spettacolo, sembrano raccontare della vita terrena e dell'eredità lasciata ai posteri. Di certo è questo un modo insolito per ripassare la storia. Il cimitero prende il nome dal confessore di Luigi XIV, Père François de La Chaise (1624-1709), che viveva nella casa dei gesuiti ricostruita nel 1682 sul luogo della cappella.

Arrivati all'entrata di Père-Lachaise, e passati con un'occhiata veloce i fioristi che costeggiano il boulevard Menilmontant, consigliamo di dirigersi direttamente alla postazione del guardiano per chiedere una mappa dell'area, orientarsi diventa semplicissimo. Lungo il viale principale, s'incontra per prima la tomba della scrittrice del celebre romanzo Gigi Colette e poco dopo sulla destra quella dei due innamorati Abelardo ed Eloisa. La leggenda racconta che, quando il corpo di Eloisa fu sepolto, Abelardo, deceduto da vent'anni, aprì le braccia raccoglierla. Un'altra celebre copia sepolta qui sono l'attore Yves Montand (Ivo Livi) e sua moglie anch'essa attrice, Simone Signoret, che riposano nella divisione numero 44.

Sicuramente la più affollata di tutte e la tomba di Jim Morrison, cantante del celebre gruppo dei Doors, e che non ha di certo bisogno di presentazioni. La troviamo nella sesta divisione, ricevere le visite (ma forse è meglio dire il pellegrinaggio) di tantissimi fan appassionati, che suonano, lasciano poesie, graffiti, fiori, sigarette e perfino spinelli sulla semplice pietra bianca.

 

Inquietante, costantemente fiorita e affollata è la tomba di Allan Kardec, il fondatore dello spiritismo, frequentata soprattutto da brasiliani che vengono in visita per toccare il monumento funerario che pare sprigioni calore. Pare invece sia benefica per la fecondità la celebre tomba di Victor Noir, rappresentata con particolare realismo a grandezza naturale: nella statua e sul suo prominente sesso, lisciato negli anni (tanto da cambiarne il colore), bisognerebbe appoggiare il ventre, o almeno la mano, la leggenda dice che solo così si possono avere più possibilità di restare incinte. Credenze a parte, Noir, diventò più famoso da morto che da vivo, il giovane giornalista fu ucciso dal cugino di Napoleone III, Pierre Bonaparte, durante un'intervista. Pierre venne scagionato per legittima difesa solo per via della parentela con l'imperatore. Le proteste che seguirono al fatto, con più di 100 mila persone al funerale di Noir, portarono lo stesso anno, il 1870 alla caduta di Napoleone III.

Una delle tombe più monumentale è quella dedicata ad Oscar Wilde, a forma di sfinge, realizzata da Jacob Epstein. Proprio in questa sezione si è accolti da una sensazione di pace e tranquillità, tanto che le ore passano quasi senza accorgersene. Tra gatti e cinguettio degli uccelli e la luce calda dei raggi autunnali, si va alla ricerca dell'ultima dimora terrena dei nostri personaggi preferiti: dalle cantanti Edith Piaf e Maria Callas a Chopin Di quest'ultimo si dice che anche se il cuore è seppellito in Polonia, l'anima sia felice di stare a Parigi, città d'arte e di passioni. Non si manchi la visita alla tomba del poeta Nerval, curata da appassionati che recitano le sue poesie, e quella di Honoré de Balzac. Semplicissima tra tutte è la tomba dello scrittore Marcel Proust, amante del bello.

I visitatori di questa moderna necropoli superano i 2 milioni ogni anno, chissà se capiterà proprio in questo luogo di incontrare un vecchio amico perso di vista dal tempo, la stessa passione per uno dei tanti artisti che qui riposano accomuna più gente di quanto si possa pensare.

Tra gli italiani sepolti a  Père-Lachaise ci sono Vincenzo Bellini morto nel 1835, Angelo Mariani morto nel 1838, il compositore fiorentino Luigi Cherubini morto nel 1842, il pittore Amedeo Modigliani morto nel 1920, Gioacchino Rossini molto nel 1868 e successivamente tumulato nella Basilica di Santa Croce a Firenze, Giulia Crisi morta nel 1869, il pittore impressionista di Barletta Giuseppe De Nittis morto nel 1880, la cantante lirica Marietta Alboni morta nel 1894, Virginia Oldoini, contessa di Castiglione morta nel 1899 e cugina di Cavour (si dice quest'ultimo la usò come affascinante intermediatrice alla causa italiana presso Napoleone III in Francia), la cantante lirica Adelina Piatti morta nel 1918, Piero Gobetti l'intellettuale antifascista morto nel 1926 a soli 25 anni e Cino Del Duca fondatore di riviste in Francia e in Italia del quotidiano, Il Giorno, morto nel 1967.

Cimitero Père-Lachaise

Boulevard de Ménilmontant

20e arrondissement

Metro: Philippe Auguste (linea 2)

Stazioni metropolinata: Pere Lachaise o Gambetta.

 

 

 

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