INFORMAGIOVANI D'ITALIA

DIGITAL DIVIDE - DIVARIO DIGITALE
 

Informagiovani Italia

  L'educazione in Italia

L'educazione in Europa

Lavorare in Italia

  Lavorare in Europa

Comuni Italiani

Buona amministrazione comuni

Articoli  Informagiovani

Mestieri e Professioni

Mettersi in Proprio

Idee imprenditoriali

Mettere su casa

Energia pulita Energia Pulita

Giovani arte e cultura

Stili di vita

Informa Bambini

Pronto soccorso bambini

Giovani e Salute

Viaggiare in Europa

Viaggi Italia  Viaggiare in Italia

  Hotel in Italia  

Ostelli in Italia

Ostelli in Europa

No al bullismo

 

 

sei qui: Articoli informagiovani > Digital Divide - divario digitale

 

PC a manovella

Divario digitale in Italia

Digital Divide come quantificare il divario

Barriere d'accesso alle tecnologie

Diffusione di internet nel mondo

Digital divide nei paesi in via di sviluppo

Assenza di infrastrutture

Digital Divide soluzioni e proposte

Hardware a basso costo, il Simputer

Il computer a manovella

BBS: telematica di base

Internet primo miglio

Divario digitale Software open source: TEK (Time Equals Knowledge)

Software DakNet

TWAS: formazione giovani scienziati provenienti dai Paesi più poveri 

Progetto Dot.tk

ONG VITA (Volunteers in Technical Assistance)

Radio e video paesi in via di sviluppo

Diffusione di internet in Europa

  Banda larga in Europa

 

Cos’è il Digital divide?

Digital divide è il termine tecnico utilizzato in riferimento alle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie della Società dell’informazione e della comunicazione ICT.

Divario, disparità, disuguaglianza digitale significano in sostanza la difficoltà di alcune categorie sociali, o di interi Paesi, di usufruire di tecnologie che utilizzano una codifica dei dati di tipo digitale rispetto ad un altro tipo di codifica precedente, quella analogica.

 

La definizione digital divide racchiude in sé complesse problematiche che coinvolgono tutti gli aspetti della vita di una comunità: economici, culturali, sociali.

 

L’origine dell’espressione risale ai differenziali di sviluppo della rete all’interno degli USA, nella fase di privatizzazione di Internet degli anni ‘90, ed era usata per indicare la condizione di svantaggio di categorie di utenti in termini di accessibilità e costi. Si è poi diffusa a livello internazionale quando la problematica è diventata globale, tra il 1999 e il 2000.

L'accesso e l’utilizzo di queste tecnologie rappresentano nel nostro mondo un pre-requisito per lo sviluppo economico e sociale e la modernizzazione dei sistemi di produzione. Per i Paesi che non sono in grado di adattarsi al nuovo sistema tecnologico, i ritardi divengono sempre più incolmabili. Il divario è presente sia tra i Paesi del Nord del mondo, sia tra Nord e Sud. Nel 2003, ad esempio, il tasso di penetrazione di Internet era otto volte più elevato nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo.

 

Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti, sia per la loro portata che per la velocità con cui questi si succedono. La principale forza responsabile di questa corrente di trasformazione è costituita dalle nuove tecnologie: alcune delle conseguenze socio-economiche della rivoluzione digitale si fanno già sentire, altre sono previste a lungo termine, altre ancora sono del tutto imprevedibili” (ORBICOM, Osservatorio mondiale delle comunicazioni).

 

Questa rubrica nasce con l’intento di mostrare le nuove tecnologie, strumenti tipici dei Paesi industrializzati, da un punto di vista insolito. Si tratta di una panoramica sulle potenzialità di Internet, realizzata anche con l’aiuto di Internet, con la speranza che possa essere realmente utile all’intera umanità. Perché "Non ci sarà progresso se non sarà di tutti e per tutti" (Olivier Turquet).
 

Articolo di Erica Roggio per Informagiovani Italia
 
 

Torna su

 

Google