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VISITARE PLOVDIV : INFORMAZIONI PICCOLA GUIDA
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di Plovdiv
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a Plovdiv
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arrivare e muoversi a Plovdiv
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a Plovdiv
Plovdiv è una città universitaria da
vedere, definita la Firenze della Bulgaria, piena di storia e cose da
raccontare, in costante ristrutturazione dopo la fine dell'era sovietica, ha
dato i natali tra gli altri allo scrittore, musicista, cantante, attore,
regista di spettacoli teatrali e lirici Moni Ovadia.
Plovdiv è situata nella
vallata della fiume Maritsa, a circa 130 km sud-est dalla capitale della
Bulgaria Sofia. Dopo Sofia è la seconda città in ordine di grandezza della
Bulgaria con una popolazione di circa 350.000 abitanti. La sua posizione
geografica si situa nella parte meridionale
della Bulgaria, lungo la strada che
mette in comunicazione l'Europa occidentale con Istanbul. Le prime notizie
su Plovdiv
riguardano la fondazione nel 340 a.C. ad opera di Filippo II di Macedonia,
da cui ricevette il nome di Philippopolis. In età romana fu il capoluogo
della provincia di Tracia col nome Trimontium.
E’ un incrocio variopinto di stili, epoche e tradizioni diverse. Salendo la
scalinata dell'anfiteatro marmoreo (in cui in estate si può assistere a
spettacoli teatrali e concerti) si arriva nel cuore di Plovdiv, la Città
Vecchia, una sorta del Rinascimento bulgaro. Le alte mura nascondono dei
cortili interni, le magnifiche case hanno delle facciate dipinte e dei
balconi con colonne di legno a formare una volta sulle stradine tortuose.
La Plovdiv antica si sviluppa su tre alture, il Džambaz tepe (colle
dell'acrobata), il Taksim tepe (colle della cisterna) e il Nebet tepe (colle
della vedetta), mentre su altri tre colli a est della ulica Aleksandrovska,
tra i quali il Sahat tepe (colle dell'orologio), grande area verde
cittadina, sorgono i quartieri moderni. La ulica Aleksandrovska è la strada
dei cinema e dei teatri, su di essa affacciano l'Opera, il Dramatičen Teatăr
e la Dăržavna Hudožestvena Galerija, che espone opere di artisti bulgari dal
XIX secolo ai nostri giorni.
PLOŠTAD 19-TI NOEMVRI Nella piazza, la principale della città vecchia,
termina la ulica Aleksandrovska. Da essa sono visibili i resti dello stadio
romano (II-III secolo), riportato solo parzialmente alla luce poiché la
parte meridionale si trova sotto la ulica. Di fianco allo stadio, sulla
ploštad 19-ti Noemvri, sorge l'imponente Džumaija džamija, la moschea del
mercato edificata nei secoli XV-XVI. Sulla facciata si trova una meridiana,
mentre il minareto, con motivi geometrici formati da mattoni sporgenti, si
eleva all'angolo nordorientale, opposto rispetto al fronte. All'interno,
dove al centro zampilla una fontana, prevalgono decorazioni floreali in
giallo e blu; il mihrab presenta un affresco trompe-l'oeil.
ULICA MAKSIM GORKI Parte da ploštad 19-ti Noemvri e sale tra il Džambaz tepe
e il Taksim tepe fino a raggiungere il Museo Etnografico. Percorrendola
s'incontrano la cattedrale di Sveta Bogorodica (cattedrale della Vergine),
del 1844 tranne il neoclassico campanile (XX secolo), che contiene icone
della scuola di Samokov, l'Apteka Hippokrat, una farmacia edificata in legno
nel XIX secolo, la Postojanna Ekspozicija Naroden Hudožnik Zlatju Bojadžiev,
dove in una casa del 1860 sono ospitate le opere donate alla sua città
natale dal pittore Z. Bojadžiev, e l'Ikonna Galerija, che espone icone dei
secoli XV-XIX, in particolare di artisti della Rinascenza bulgara. La
galleria, che all'epoca della Rinascenza era adibita a scuola, fa parte del
complesso chiesastico Sveti Konstantin i Elena (1832), a sua volta ricco di
icone, tra le quali una rarissima ricoperta in argento che raffigura i santi
cui la chiesa è dedicata (XIV secolo).
ETNOGRAFSKI MUZEJ Dal 1950 ha sede nella casa di Argir Kojumdžoglu (1847),
ex abitazione di un mercante turco che ben rappresenta l'architettura tipica
di Plovdiv. La facciata tripartita ha la parte centrale convessa e un fregio
dipinto sul frontone; la divisione in tre parti della facciata è
sottolineata da motivi floreali. All'interno ci sono splendidi soffitti in
legno intagliato, come quello del salone centrale al primo piano. Le
raccolte del museo documentano le attività tradizionali della vecchia
Plovdiv, ad esempio la distillazione dell'olio di rosa e la preparazione
dello yogurt, o sono state impiegate per ricostruire ambienti tipici,
popolari e borghesi, delle abitazioni cittadine. Sono esposti anche costumi
popolari, prodotti artigianali, come tappeti e coperte in stile Čiprovci,
koziak e koza (particolari tessuti). Infine una sezione è dedicata alle
feste popolari ed espone costumi, maschere e strumenti musicali. Oltre il
museo si trova il Nebet tepe con resti di mura della Trimontium romana, dal
quale si gode di uno splendido panorama sulla città.
ULICA CANKO LAVRENOV La Hisar Kapija, una porta merlata del V-VI secolo, da'
accesso alla via, lungo la quale sorgono interessanti edifici tipici. La
Kăšta Georgiadi (1848), costruita da mastro Georgi, architetto della sede
del Museo Etnografico della quale riprende la struttura, ospita il Muzej na
Văzraždaneto i Nacionalno-osvoboditelnite Borbi, che documenta il
Risorgimento bulgaro in tutti i suoi aspetti (ad esempio anche letterario).
Seguono la Kăšta Nedkovič (1863), nota per gli sfarzosi interni, alcuni dei
quali conservano gli arredi originali, e la graziosa Kăšta Černozemski. Al
termine della via sorge la chiesa lignea di Sveta Nedelja (1832), il cui
campanile è inglobato nelle mura romane. All'interno, in cattivo stato di
conservazione, si trova una pregevole iconostasi in legno intagliato, opera
di artisti della scuola di Debăr. Dalla ulica Canko Lavrenov si stacca una
delle vie più caratteristiche di Plovdiv, la ulica Kiril Nektariev, dove è
la Kăšta Georgi Dančov (dal nome del pittore della Rinascenza), che prosegue
nella ulica Knjaz Ceretelev con la casa (Kăšta na Georgi Mavridi) abitata
dallo scrittore A. de Lamartine nel 1833. Sul Taksim tepe si trovano resti
romani e il teke Mevlihane, eremitaggio di monaci dervisci.
TEATRO E FORO ROMANO Il teatro romano è stato rinvenuto casualmente durante
lavori di consolidamento sul Džambaz tepe (1978) e in pochi anni reso in
grado di ospitare i primi spettacoli che ormai si tengono regolarmente. Si
tratta di una struttura marmorea, costruita sotto l'imperatore Traiano tra
il 114 e il 117, con cavea formata da 14 gradinate. I resti della scena e
del proscenio testimoniano la presenza di una ricca decorazione. Dietro il
teatro si trova la basilica si Sveta Marina (1854) con campanile isolato in
legno del 1870. All'interno sono da ammirare l'iconostasi e il trono
episcopale lignei della scuola di Debăr e le icone di Stanislav Dospevski.
Proseguendo sulla boulevard Georgi Dimitrov s'incontra l'edificio barocco di
S. Luigi dei Francesi, chiesa cattolica di Plovdiv, e quindi il foro romano
(III secolo). Di forma quadrata, era il centro economico e politico di
Trimontium. Era delimitato da un portico a colonne e sul lato settentrionale
sorgevano gli edifici più importanti; a est, sud e ovest era occupato da
magazzini. Di fianco al foro si stende il Park Svobodata (parco Libertà),
dal quale si stacca la Ulica Aleksandrovska.
A Plovdiv si tiene ogni anno nel mese di febbraio una fiera pubblica
dedicata alla viticoltura e all’enologia (VINARIA)
International Fair Plovdiv
37, Tzar Boris III
Obedinitel Blvd
4003, Plovdiv
Bulgaria
Tel. +359 (0)32 902 000
Fax. +359 (0)32 902 432
Storia dei vini bulgari (tratto dal sito cookaround.com)
Secondo ricerche storiche e archeologiche il territorio che attualmente è
occupato dalla Bulgaria può essere la prima regione geografica dove la vite
è stata piantata e dove per la prima volta è stato prodotto il vino. Questa
stessa area può vantare la paternità del primo decreto di protezione della
vite nel 2 secolo AC come della prime leggi proibizioniste implementate
nella storia dal bulgaro Chan Krum durante il suo regni dall'802 all' 814
AC. Le cantine di vini possono essere state un'invenzione dei monaci bulgari
i quali hanno tramandato la cultura di conservare vino in sotterranei
freschi situati nel sottosuolo a profondità piuttosto elevate.
La tradizione nel fare il vino è durata fino al Medioevo fino a che non
arrivarono gli Ottomani a regnare in Bulgari. Dalla liberazione del giogo
degli Ottomani la produzione di vino cominciò a diffondersi nuovamente. I
progressi economici dopo la Liberazione prepararono le fondamenta alla
vitcultura bulgara.
Durante il periodo della Cortina di Ferro la produzione di vino si
consolidò,venne monopolizzata e si trasformò in industria di stato.
L'obiettivo di mercato, comunque, era limitato al blocco orientale
nell'ambito della UEP (Unione Economica di Associazioni) dei paesi comunisti
e lo standard rimase basso. Col Vinprom negli anni 80 lo stato possedeva le
aziende vinicole che s'aprivano pian pano al mercato occidentale. Sino ad
allora e specialmente dopo la caduta del governo bulgaro comunista il vino
incrementò la sua popolarità e si face la propria nicchia nei mercati
occidentale e mondiale.
Anche in Bulgaria è scoppiata la moda dell'enogastronomia. Tra le varie
proposte turistiche vi è quella della visita alle cantine della costa del
Mar Nero, tra queste la Chernomorsko Zlato, a Pomorie, e la Dimiat, a Varna.
Per poco più di 10 euro si può partecipare ad una visita guidata nelle
cantine, con assaggio delle migliori produzioni ed incontro con un sommelier
ed un enologo.
A luglio la città di Potorie diventa capitale del vino con stand dove è
possibile assaggiare gratuitamente le produzioni locali.
Le regioni vinicole della Bulgaria
La Bulgaria può essere divisa geograficamente in cinque regioni produttive.
La regione del nord
La regione settentrionale si stende dal fiume Danubio fino ai Balcani da
nord a sud e dalla Valle Dobrudzha al confine iugoslavo rispettivamente
posti a est e a ovest. I vini d'alta qualità vengono prodotti da numerose
qualità di uve dalle rosse alle bianche. I vini rossi sono prodotti con
l'autoctono Gamza come anche dalle vaietà Cabernet Sauvignon e Merlot.
Chardonnay, Riesling e Sauvignon Blanc sono, invece, i vini bianchi
principali. Questa regione è l'origine della produzione migliore di Suhindol
e Rousse.
Regione orientale
La regione orientale ricopre il territorio lungo le coste del Mar Nero e
confina a nord con la Romania mentre il punto più a sud s'affaccia sulle
coste del mare dove la Bulgaria spalleggia la Turchia. I vini della regione
orientale sono prodotti per lo più da uve bianche. Quasi tutte le varietà di
uve bianche più conosciute si trovano insieme al locale Misket e Dimiat. I
vini bianchi di questa regione risultano un po' speziati al palato
occidentale ma sono comunque molto apprezzati dai bulgari e in generale
dagli europei dell'est e del sud Europa.
Regione sotto i Balcani
La regione sotto i Balcani comprende le valli nella parte a sud dei Monti
Balcani. Queste valli profonde godono di un micro clima unico. Il Sungurlare
Misket famoso in Bulgaria ha origine qui come anche l'eccellente Sungurlare
Eau de Vie. I vini bianchi fatti da diverse uve sono specialità locali. Il
Slavjantzi è una azienda vinicola molto popolare ed è sita proprio in questa
zona.
La regione meridionale
La regione meridionale include la Valle Tracina dalla catena dei Balcani ai
confini con la Grecia e gode di condizioni climatiche per lo più
mediterranee particolarmente favorevoli per la produzione di Cabernet
Sauvignon e Merlot. La varietà di uva bulgara migliore viene coltivata nella
Valle Tracian. I vini rossi prodotti in questa regione sono eccellenti.
Regione sud occidentale
La regione sud occidentale ricopre il territorio conosciuto come Pirin
Macedonia. La Valle Struma si stende lungo questa regione e porta forti
influenze climatiche mediterranee. Qui viene prodotto un ottimo Cabernet.
L'appellativo Melnik deriva dalla varietà Melnik, si tratta di un vino
aromatico e robusto che invecchia molto bene. Da citare è la cantina
Damianitza. Le loro riserve sono estremamente buone. Un'altra varietà locale
molto interessante è il Keratzuda, un rosè prodotto solo col nome di Kresna.
Potete
soggiornare al seguente Hotel a Plovdiv
Minotel Rodopi 12
Kouklensko shousse blvd.
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