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Antica Abbazia di San
Martino a Tours
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L'Abbazia
di San Martino era una delle più potenti della
Francia medievale. La sua collegiata era una
Basilica perché ospitava la tomba di San Martino,
l'apostolo dei Galli. La Basilica di San Martino di
Tours oggi non esiste più, vittima di abbandono da
parte delle autorità locali alla fine del XVI
secolo. Già in rovina fu definitivamente distrutta
durante la Rivoluzione francese.
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La
parte occidentale della rue des Halles è stata tracciata su dove si trovava
l'abbazia. Rimangono solo due resti ben visibili: la Tour Charlemagne e la Tour
de l'Horloge (Torre di Carlomaglio e Torre dell'Orologio). Sono scomparsi anche
due edifici vicini, la Chiesa di San Clément e l'antica Chiesa di San
Saturnino.
Fu San Martino che evangelizzò la regione al cristianesimo, contribuendo
fortemente anche all'evangelizzazione dei Galli. Martino nacque in Pannonia
(Ungheria) nel 316, divenne legionario e si convertì rapidamente alla fede
cristiana. Sant'Ilario, vescovo di Poitiers, lo ordinò sacerdote. Divenne
vescovo di Tours nel 371. Fondò l'Abbazia di Marmoutier nel 372.
L'Abbazia divenne rapidamente una delle più potenti della Francia medievale. San
Martino morì a Candes (oggi il pittoresco villaggio di
Candes-Saint-Martin), alla confluenza della Loira e della Vienne, l'11
novembre 397. Da quel momento in poi Tours divenne, durante il Medioevo, uno dei
più importanti centri religiosi e di pellegrinaggio in Occidente.
La carica di abate dell'Abbazia di San Martino di Tours era di notevole
importanza fin dall'Alto Medioevo. Alla fine dell'VIII secolo Carlo Magno
nominò Abate Alcuino, un monaco inglese del suo entourage. Lui e i suoi
successori rivitalizzarono gli studi e svilupparono lo Scriptorium per
facilitare la diffusione dei manoscritti. L'abbazia era molto ricca, in primo
luogo per l'importanza della sua posizione a Tours (Châteauneuf), poi per i
numerosi possedimenti che possedeva nella Turenna e in tutta la Valle della
Loira, ma anche in Borgogna e Lombardia.
Nel periodo iniziale, gli abati venivano chiamati regolari (erano religiosi). A
partire dall'830 gli abati divennero secolari e non appartenevano al clero.
Robert il Forte, Marchese di Neustria, conte d'Angiò e di Orleans, divenne,
per esempio, abate nell'866. Nel X secolo i Robertiani, antenati dei Capetingi,
erano particolarmente legati al loro titolo di Abate di San Martino. A volte
l'abbazia è stata una vera e priopria capitale dello Stato Robertiano nel X
secolo.
A metà del IX secolo, l'Abbazia contava 200 canonici, cioè più di quelli dell'Abbazia
di Saint Germain des Prés (120) di Parigi e dell'Abbazia di Saint Denis
(150), essendo così la più grande comunità religiosa della Francia occidentale.
Tuttavia, dopo un periodo di decadenza, intorno al 1250 rimanevano solo una
cinquantina di canonici.
Nel Capitolo di San Martino passarono ecclesiastici insigni come un Patriarca di
Gerusalemme, diversi Arcivescovi (Magonza, Colonia, Santiago de Compostela, Sens,
Cambrai, Bourges) e Vescovi.
In assenza dell'abate laico (i re di Francia dell'XI secolo), la figura più
importante dell'Abbazia era il Tesoriere, egli era di diritto il barone de
Châteauneuf (l'agglomerato chiamato anche Martinopolis, da cui sarebbe nata la
moderna Tours) che gli permetteva di esercitare l'Alta Giustizia. I tesorieri
provenivano per lo più da grandi famiglie feudali. Così Simon de Brion
divenne Tesoriere nel 1260 prima di diventare poi Cancelliere di Francia prima e
poi diventare Papa come Martino IV nel 1281.
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