Castello di Asolo

Castello di Asolo - Il Castello della regina di Cripro

 

Il Castello di Asolo è il simbolo di questa splendida località nella Marca Trevigiana. Dal XII secolo, divenne il fulcro sociale, economico e politico della cittadina. Fu dimora del condottiero Ezzelino da Romano, quindi dal 1339, dopo la conquista di Venezia, divenne sede dei podestà della Serenissima e dal 1489, per vent'anni fu la sede della corte principesca di Caterina Cornaro, regina di Cipro. Fu proprio in questo periodo infatti che il Castello si trasformò nella residenza rinascimentale che oggi possiamo ammirare.

 

Castello di AsoloCaterina Cornaro (o meglio Caterina Cornèr) nacque a Venezia nel 1454 da antica e nobile famiglia, i Cornèr, una delle dodici casate tribunizie della Repubblica di Venezia. Fu educata a Padova e fu famosa per la sua bellezza. Caterina Cornaro andò in sposa a Giacomo II di Lusignano, re di Cipro. I Lusignano, appartenevano ad una dinastia di crociati originari del Poitou e portavano ancora anche il titolo di Re di Gerusalemme. I Cornèr viceversa avevano grandi interessi economici nell'Isola di Cipro, e Caterina vantava da parte di madre una parentela con la dinastia imperiale bizantina dei Comneno (gli ultimi imperatori bizantini). Fu un matrimonio di convenienza sia per i Cornèr, sia per Giacomo di Lusignano, che era nato illegittimo e che temeva gli intrighi della legittima pretendente Carlotta di Savoia, dandosi quindi alla protezione di Venezia.

Caterina CornaroGiacomo II (Zaco, per i veneziani) morì tra il 6 e il 7 luglio 1473. La reggenza dell'Isola di Cipro e l'intera eredità dei Lusignano passò nelle mani di Caterina. Il 21 febbraio 1487 il Senato veneziano decise che il Regno di Cipro sarebbe stato annesso ai domini della Serenissima, costringendo Caterina al ritorno a Venezia. La sua città di origine la accolse da regine, con tutti gli onori in un evento che passò alla storia. Da allora, ogni anno, il 5 di settembre a Venezia si festeggia la ricorrenza con la Regata Storica a ricordo proprio dell'accoglienza riservata alla Regina di Cipro. Il Senato Veneziano, come parziale risarcimento per la sua rinuncia al Regno di Cipro, conferì a Caterina la Signoria di Asolo, comprensiva anche di trentatré villaggi, e il permesso di mantenere il titolo di "Reina de Jerusalem Cypri et Armeniae". Al suo arrivo ad Asolo c'erano 4000 persone festanti ad attenderla sul sagrato del Duomo. Caterina regnò con il suo seguito nel Palazzo Pretorio, quello che è oggi il Castello di Asolo, che oggi conserva sontuoso, la torre dell'orologio, la torre mozza e la sala delle udienze della Regina. Amava anche molto la sontuosa villa che si era fatta costruire vicino ad Asolo, ad Altivole, che Pietro Bembo aveva battezzato per lei "il Barco" (il fienile, il pagliaio), luogo di delizia e di caccia. Ricordiamo che il "barco" era un edificio rurale di servizio, tipico dell'architettura della villa veneta.

Cortei di Caterina Cornaro dipinta dal GiorgionePer 20 anni il Castello di Asolo, fu la dimora della regina Caterina, che tenne, una ricca e frequentatissima corte nella quale spiccarono nomi di artisti e poeti di grande fama: i letterati Pietro Bembro, Andrea Navagero, Luigi da Porto; i pittori Giorgione da Castelfranco (qui di fianco un suo dipinto che ritrai proprio la corte di Caterina ad Asolo), Lorenzo Lotto da Treviso, Girolamo da Treviso e Andrea da Murano. Nel 1509 questa prima età dell'oro di Asolo finì con la Guerra contro la Lega di Cambrai, dove tutte le potenze europee erano intenzionate a distruggere e impossessarsi dei territori della Serenissima. Caterina Cornaro morirà l'anno dopo a Venezia, dove si era rifugiata, il tra il 9 e il 10 Luglio. In questo periodo nacque la fama di Asolo come luogo deputato a una residenzialità speciale.

Castello di AsoloIl castello, noto anche come "Palazzo Pretorio", occupa a sud ovest del centro cittadino uno stretto ed elevato sperone roccioso, disposto lungo un crinale dall'elevata valenza strategica. Da tale posizione la fortezza ha sempre dominato una vasta parte del territorio circostante. Il complesso fu poi sede dei podestà veneziani sino al 1797, anno della caduta della Repubblica Veneta per mano delle truppe francesi di Napoleone. Costruito per esigenze belliche, fu munito di quattro torri, due delle quali sono ancor oggi in buone condizioni. Nel corso del tempo sono stati numerosi i restauri e le demolizioni che ne hanno alterato la fisionomia e la struttura. Attualmente, riadattato, ospita il Teatro municipale "Eleonora Duse", nonché un bel parco dal quale si può spaziare con la vista sulla pianura sottostante e immaginarsi la sua storia fiabesca.

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